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[GUIDA] Sistemi di raffreddamento a liquido dalla A alla Z

 

INTRODUZIONE



Nei casi in cui si ha la necessità di dissipare grandi quantità di calore, troviamo quasi sempre un sistema di raffreddamento a liquido, basta pensare ad esempio alle automobili o alle moto. In questi ultimi anni tale pratica è stata introdotta anche nel campo dei pc, soprattutto in seguito alla diffusione della pratica dell'overclock. Come sapete, questa consiste nell'innalzare le frequenze di funzionamento di un processore (CPU, GPU, Nb, ecc...) in modo da ottenere un incremento di prestazioni; ciò però ha il suo rovescio della medaglia, ovvero un aumento del calore prodotto che va ovviamente dissipato. Per rendersi conto di quanto sia problematico gestire una tale situazione, basta ricordare che lo scambio termico tra processore e dissipatore avviene attraverso una superficie molto ridotta, quindi il rapporto tra potenza dissipata e superficie di dissipazione è molto elevato. Per questi motivi gli impianti a liquido diventano quindi necessari, specialmente in overclock, per poter superare i limiti imposti dai dissipatori ad aria. Anche i dissipatori ad aria più potenti, voluminosi ed avanzati hanno difficoltà a smaltire, la maggior parte delle volte, tali quantità di calore, senza contare poi che ventole ad alta portata sono in genere (molto) rumorose. Da qualche tempo quindi non stupisce che sempre più persone si siano rivolte a sistemi di raffreddamento a liquido, i quali riescono a garantire prestazioni eccellenti, ben lontane da quelle di qualsiasi dissipatore ad aria (almeno la maggior parte delle volte). L'acqua infatti ha il grande pregio di assorbire e condurre il calore in maniera molto più efficace rispetto all'aria. Appassionati e produttori del settore si sono ben presto resi conto della possibilità di applicare tale principio anche ai computer e da qui è nato e cresciuto un variegato mercato di soluzioni per il raffreddamento a liquido : dai singoli componenti come waterblock, vaschette, pompe e radiatori, fino d arrivare a kit completi o case con tanto di sistema a liquido integrato o predisposti per tale scopo. Soluzioni artigianali o commerciali per tutti i gusti e tutte le tasche. Come per tutti gli altri prodotti, anche gli impianti a liquido con il passare del tempo sono soggetti a delle evoluzioni. Ad esempio, per quanto riguarda le pompe, che sono il cuore dei nostri impianti a liquido, si è passati dall'utilizzo di quelle a 220V già esistenti per altri scopi (es. acquari) a quelle industriali o specifiche (Laing, Swiftech, Sanso, ecc...) collegabili all'alimentatore. Altro esempio sono le vaschette: da contenitori amatoriali come cassette elettriche o contenitori alimentari si è passati a prodotti specifici ben più pratici ed evoluti. Molti sicuramente ricordiamo che l'acqua e la corrente elettrica non vanno molto d'accordo; anzi, possono divenire un mix molto pericoloso, anche per le persone. Una perdita d'acqua all'interno di un PC potrebbe avere effetti catastrofici. Fortunatamente però la conduttività elettrica dell'acqua deriva principalmente dai minerali che in essa sono disciolti, quindi utilizzando acqua distillata i rischi si riducono drasticamente. Ovviamente non é mai una bella cosa versare dell'acqua su dei circuiti in tensione, se peró si utilizza acqua distillata, con radiatori e tubi puliti, in un circuito isolato dall'esterno, o magari si mettono in circolo appositi additivi non conduttivi come i PC-ICE, si puó stare tranquilli. Degli additivi ne parleremo ampiamente più avanti. La migliore strategia comunque é la prevenzione, e raccomandiamo di verificare la tenuta del sistema prima di montarlo, controllando che non ci sia alcuna perdita. Anzi, sarebbe molto meglio montarlo PRIMA esternamente per qualche ora per testarlo a fondo, in modo tale da eliminare il rischio di danneggiare, a causa di una perdita magari, il proprio hardware. Per chi ha una pompa a 220V il problema non si pone : basta prendere i vari componenti dell'impianto, collegarli su un tavolo o dove meglio si ritiene opportuno e riempire l'impianto, tanto basta solo una presa di corrente dove attaccare la pompa. Come si fa a far partire una pompa a 12V invece? Il metodo più gettonato consiste nel fare un ponticello sul molex a 24 pin del proprio alimentatore, precisamente bisogna collegare con un filo metallico il pin del filo verde con un altro qualsiasi pin del filo nero.

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In questo modo il vostro alimentatore, accendendolo, partirà. A questo punto vale lo stesso discorso fatto per le pompe a 220V, solo che in questo caso invece di collegare la pompa ad una presa di corrente dovrete collegare il molex della vostra pompa a 12V ad un molex del vostro alimentatore. Non sono solo gli overclocker a volere tali kit; anche molti utenti "normali" infatti si rivolgono a questa tecnologia per eliminare le "rumorose" ventole, senza necessariamente dover overclockare il proprio PC (anche se la tentazione é forte quando si vede il proprio processore lavorare a temperature poco lontane dalla temperatura ambiente). Oggi giorno è quasi del tutto abbandonata la pratica di utilizzare l'impianto accoppiato a delle celle di peltier poichè le prestazioni ed i consumi, in relazione alla scarsa efficienza delle celle stesse non permettono di raggiungere traguardi record incrementando però le accortezze da seguire per non incombere in problemi derivati da condensa ed eventuali alimentatori ad esse dedicati.

 PRO e CONTRO

I vantaggi di un impianto sono innumerevoli ma non è tutto oro quello che luccica. Per non annoiarvi con lunghi testi da leggere si schematizza un pò la cosa.

PRO:
-Temperature decisamente inferiori a differenza di quelle ad aria.
-Manutenzione minima.
-Impatto visivo di non poco conto.

CONTRO:
-Prezzo non proprio adatto a tutti.
-Qualche difficoltà iniziale di montaggio causa inesperienza.
-Poca praticità nel togliere/sostituire pezzi all'interno del pc.
-Rischio, anche se minimo, di avere una perdita

Riguardo al silenzio, bhè il discorso è più complesso...rimandiamo quindi a una chiave di lettura più generale qui

Questo è in linea di massima un sistema a liquido molto schematizzato, anche se le varianti sono moltissime, perciò non prendiamo alla lettera ogni cosa.

 I VARI KIT VENDUTI

Pian piano che la richiesta di impianti a liquido si fa più forte sempre più produttori tirano fuori kit più o meno completi. Bisogna distinguere questi kit in base a due canoni. C'è chi passa al liquido senza pretendere le prestazioni più estreme, ma in cambio vuole facilità di assemblaggio e manutenzione ridotta al minimo. La guida illustrata e tutte le componenti necessarie incluse rendono questi impianti semplici da realizzare e da gestire, di contro però ci sono le prestazioni che possono essere eguagliate da un buon sistema ad aria. C'è chi invece punta alle prestazioni estreme, e in genere si tratta di utenti esperti o molto esigenti. Ci sono noti produttori italiani che si danno "battaglia" a colpi di innovazioni sempre più performanti per i loro impianti. E' il caso di Lunasio e Ybris che offrono soluzioni di alta qualità e in genere un'assistenza migliore rispetto a quella che copre i kit offerti dalle grandi aziende (ricordiamo anche Oclabs, che purtroppo ha cessato l'attività da pochi mesi). Ci sono ionltre produttori esteri che stanno andando alla grande ed offrono componenti molto performanti e qualitativamente ottimi,come Danger-Den, EK, D-Tek e altre. Insomma di kit e componenti in commercio se ne trovano tantissimi, ognuno con i suoi pregi e difetti. Cercare di raccoglierli tutti è un opera davvero complessa per cui non ci proviamo nemmeno. Concludendo possiamo di certo affermare che la scelta è ampia e ognuno può decidere in base alle proprie esigenze, capacità o costi. Bisogna decidere innanzitutto cosa vogliamo da un kit, la facilità di montaggio, le prestazioni, o un compromesso tra i due : certo è che alla fine le soddisfazioni non mancheranno.

2 esempi di kit pronti all'uso, da sinistra, Swiftech H20-220 Apex™ Ultra, XSPC X2O Delta

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