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Raffreddamento ad aria/liquido - Ventole

L'estrapolazione di dati in maniera strumentale per ciò che concerne la rilevazione delle pressioni acustiche e delle performance di una determinata ventola, sia essa da 40mm piuttosto che da 120mm di diametro, è una delle sessioni più complicate che vengono eseguite all'interno dei locali di coolingtechnique.com; tale operazione necessita infatti della cooperazione di più strumenti che devono lavorare in corretta e completa armonia al fine di evitare che uno ostacoli l'altro sfalsando l'acquisizione strumentale dei dati.

Fin dagli albori, la nostra testata si è occupata di questa problematica giungendo, grazie ad una esperienza pluriennale, all'attuale metodologia di test effettuata nel campo oggetto dell'articolo.
L'analisi strumentale delle ventole, nello specifico, viene effettuata collocando il prodotto all'interno di una struttura appositamente studiata e creata da parte del nostro Staff e realizzata dall'italiana Dimastech su specifiche da noi fornite; ciò consente di posizionare la ventola in posizione elevata dal piano di sostegno ad una distanza di 50 centimetri dal microfono di rilevazione con il cono d'aria opposto alle onde acustiche rilevate, permettendoci al contempo di evitare possibili interferenze dovute ai flussi che agiscono sul microfono.
Lo schema seguente sintetizza in maniera agevole quanto fin qui descritto:

metodologia_test

Le rilevazioni acustiche risultano essere misurate con filtro Decibel(A) trovando giustificazione nella risposta alla seguente domanda.
Perchè dB(A) e non semplicemente dB?
L'orecchio umano,come l'essere umano in se stesso, non è una macchina che risponde a tutti gli stimoli in egual misura ma risponde a determinati stimoli in base alla situazione ed al modo con il quale essi vengono emessi.
Se ricevete una carezza od un pugno si spera che in entrambi i casi reagiate in modi differenti,il nostro orecchio fa lo stesso ed in base alla frequenza, con la quale un suono viene emesso, risponde in maniera più o meno accentuata.
Il nostro apparato uditivo ha la massima sensibilità tra gli 800 e 2000 Hz ed attenua fortemente i suoni inferiori ai 400 Hz; questo vuol dire che un suono a bassima frequenza (qualche decina di Hertz) per essere percepito deve avere una pressione o meglio,una variazione di pressione molto elevata(siamo sulle migliaia di volte) rispetto ad un'altro emesso per esempio a 1200Hz con una pressione di soli 22 μPa.

Di conseguenza un dispositivo che emette un rumore in un range attorno alle centinaia di Hz di 100 dB, causa sicuramente minor fastidio di una macchina che emette una pressione sonora minore ma attorno alla frequenza di un migliaio di Hz; questo proprio perchè il nostro orecchio è un organo dinamico e come detto poc'anzi risponde in maniera diversa ai vari stimoli.
Negli anni passati furono effettuati diversi esperimenti al fine di trovare un livello di pressione che simulasse in maniera il più verosimilmente possibile il comportamento dell'orecchio umano, per far ciò nel 1933 presso i laboratori della Bell Telephone fu condotta una ricerca sulla conoscenza delle interazioni tra orecchio e cervello;questo permise,sebbene sia stato in seguito migliorato e perfezionato, di sviluppare il grafico rappresentante le curve di "sensazione":

isofon

Questo grafico permette di avere un riferimento su come l'apparato uditivo dell'essere umano reagisca in maniera differente alle diverse frequenze in base anche alle pressioni sonore percepite; da notare risulta il fatto che l'orecchio ha una percezione diversa dell'intensità sonora al variare delle frequenza che forma una soglia di udibilità differente ad ogni SPL formando le cosidette curve isofoniche.
Per ottenere una misura effettuata attraverso strumenti di rilevazione il più possibile vicino alle sensazioni percepite dal nostro orecchio bisognerebbe quindi unire diversi filtri che vanno ad analizzare le molteplici situazioni in cui il suono può essere propagato.
Le rilevazioni con i filtri sopracitati vengono chiamate dB(A)/dB(B)/dB(C)/dB(D).
Essendo le rilevazioni b-c-d riservate solo per pressioni elevate(la D viene addirittura utilizzata negli aeroporti o durante i concerti) la "A" è quella che più si avvicina al nostro orecchio, approssimando al meglio la sua risposta in frequenza (o semplificando la sua sensibilità alle varie frequenze) e che quindi risulta essere la più precisa per il nostro scopo; per tal motivo andremo ad utilizzare i dB(A) o dBA(scrittura equivalente); tale filtro ci consentirà infatti di dare maggior rilievo alle frequenze di emissione alle quali il nostro orecchio risponde in maniera più accentuata risultando di conseguenza fastidiose, trascurando al contempo tutte quelle frequenze che risultano difficilmente udibili dal nostro apparato uditivo e che quindi risultano poco significative al nostro scopo.


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