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Radiator leak - case study

Il difetto di cui parliamo è celato all'occhio umano essendo lo stesso interno al prodotto, in questo caso la tecnologia ci viene incontro svelando grazie ad una telecamera termica quello che succede all'interno di un radiatore triventola che, come tutti noi sappiamo, serve a dissipare l'energia termica accumulata da un fluido sia essa acqua, colorante o nanofluidi di ultima generazione.
Esso entrando da un raccordo riempie la camera di entrata, risale i tubi in rame del radiatore grazie al lavoro compiuto dalla pompa e riscalda la superficie lamellare cedendo energia termica (calore).
Al termine di tale percorso esce infine dal raccordo, posto dall'estremità opposta del radiatore, con una temperatura inferiore a quella di entrata; per i più tecnici avremo un delta T tra la temperatura in entrata e la temperatura in uscita (energia scambiata=T. acquain-T.acquaout).
Questo è quello che succede in radiatori standard con flussi in serie e che sempre vi hanno detto succedere all'interno dei vostri radiatori.
Beh senza mezzi termini è stata per alcuni una allegra presa per i fondelli!

Il perchè, per i più perspicaci, lo lasciamo dire a questa prima foto:

quad-leak-thermal

Se l'occhio non vi è stato d'aiuto vi sveliamo l'arcano con la seconda immagine descrittiva del fenomeno:

leaking-problem

L'acqua entra dal primo raccordo, confluisce nella prima camera e grazie alla pressione della pompa confluisce in parte nel corpo dissipante del radiatore mentre, una seconda parte della portata, trova sfogo dove risulta essere presente meno resistenza ovvero nella camera di uscita adiacente senza che quest'ultima subisca il regolare processo di raffreddamento; ricordo infatti che l'acqua o qualsiasi altro fluido stiate utilizzando all'interno del sistema va sempre e comunque dove trova meno resistenza.
Il difetto è da ricondurre alla scarsa qualità delle saldature tra le due camere in ottone e dall'assenza della placca divisoria tra la camera alimentante i flussi in entrata e la camera alimentante i flussi in uscità.

leaking-prob-2

Ovviamente abbiamo voluto approfondire la situazione, prima di affermare un cosa benchè le prove di cui sopra siano già più che sufficienti vogliamo esserne sicuri non al 50,non al 70 non al 100 ma al 110% e questo chi ci segue da qualche tempo ormai lo conosce già piuttosto bene.
Si è cosi deciso di approntare un test molto semplice e, al contempo, efficace facendoci aiutare dalla nostra stessa utenza al fine di testare il maggior numero possibile di modelli, esternando i test ai consumatori finali che fino al momento stesso della partecipazioni non conoscevano assolutamente la problematica in oggetto.
Questo non solo rafforza la nostra tesi ma scagiona le solite malelingue che eventualmente ci accuserebbero di aver, in modi quantomeno fantascientifici, manipolato i test; purtroppo e per fortuna l'esperienza insegna che prevenire è meglio che curare.

Il test che si è quindi deciso di effettuare, è stato un "banalissimo" test che sfrutta il principio dei vasi comunicanti.
Secondo tale principio, fisicamente dimostrato, il contenuto di liquido racchiuso in due vasi comunicanti in una loro estremità raggiunge lo stesso livello.
Di conseguenza, estraendo il radiatore dal sistema e non fornendo ad esso alcun tipo di pressione, qual'ora il radiatore non abbia le camere comunicanti l'acqua non dovrebbe defluire dal secondo raccordo ma rimanere semplicemente alla medesima altezza del tubo in cui si versa l'acqua con, ovviamente, tale tubo più basso del radiatore stesso.
Viceversa, qual'ora le camere siano comunicanti, avremmo un continuo svuotarsi del tubo con la fuoriuscita dell'acqua dal raccordo opposto a quello in cui stiamo imettendo il liquido.

leak-freeleak-2

All'interno dei nostri laboratori sono stati smontati fisicamente quattro radiatori da 120,240,360 e 480 millimetri tutti di fascia alta e tutti e quattro provenienti da marche diverse.
Per scopi puramente pratici di seguito saranno mostrati i test eseguiti su un TFC FESER X-Changer da 120mm, una delle serie di radiatori ritenute più performanti attualmente presenti sul mercato, ovviamente il radiatore è stato regolarmente acquistato da uno dei tanti rivenditori on-line come certifica anche il certificato di originalità che riporta il numero seriale che ne identifica la linea produttiva, non si tratta quindi di prodotti selezionati o simili ma di un mero prodotto commerciale e di conseguenza quello che, di fatto, arriva agli utenti.

x-xhanger-120 x-xhanger-120-2
Si tratta di un TFC X-changer 120 originale con seriale numero "000431" e certificazione RHOS che ne attesta il rispetto ambientale secondo le ultime norme europee.

Per il test è stato applicato un raccordo a 90 gradi per l'inserimento dell'acqua nella camera d'entrata, ovviamente il verso con cui si inserisce il raccordo non inficia l'esito della sessione d'esame, sia che lo si ponga a destra che a sinistra.
Fatto ciò è stato rimosso il secondo tappo e posizionato il tutto all'interno di una vasca per il contenimento dell'acqua utilizzata per lo scopo.

xchanger-raccordo

 


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