
Il vento ionico dopo qualche mese di assenza dal panorama internazionale ritorna a farsi vivo,stavolta più in forma che mai.
Tessera sembra aver pubblicato importanti sviluppi riguardo a tale tecnologia facendo ben presagire ad una sua applicazione nel campo dell'air cooling entro pochi anni.
Ma cos'è questo vento ionico?
Il processo in se è piuttosto semplice,viene chiamato "pompa di vento ionico" o "accelleratore di fluido elettrostatico";esso si basa sul princpio del "corona discharge" ed è incentrato sull'emissione ,attraverso due elettrodi, di ioni positivi (+) che andranno a ionizzare l'aria presente(prevalentemente molecole di azoto N2 ed ossigeno O2) la quale a sua volta,passando sulla superficie interessata, andra verso l'elettrodo opposto di carica negativa comunemente definita "terra"(-).
Oltre al passaggio delle molecole ionizzate ci sarà, inoltre, anche un passaggio di molecole non direttamente ionizzate dall'elettrodo, ma che venendo investite dal passaggio delle altre sostanze ionizzate vengono comunque interessate dal fenomeno accentuandone gli effetti.
Si può gridare al miracolo?
Certo che no, i benefici apportati dal sistema sono molteplici primi fra tutti la ridottissima dimensione e peso e la totale assenza di emissioni acustiche (db=0) ma come per ogni cosa c'è un rovescio della medaglia che pone alcuni problemi di non semplice risoluzione.
Tra i principali ritroviamo l'efficienza del prodotto,sebbene sia una soluzione del tutto innovativa o quasi,si parla pur sempre di "aria spostata" con una sua capacità ben definita di assorbimento termico oltre la quale è fisicamente impossibile andare.
Se si pensa che l'aria secca ha una conducività (semplificando) di 0,026W contro i 390W del rame i conti sono presto fatti.
Da notare è che si parla di aria priva di h20, il quale è il principale responsabile di asporto termico nell'ambito dell'air cooling.
Dai primi test effettuati la soluzione presentata da tessera si attesta infatti su valori superiori rispetto ad una soluzione cooling convenzionale di un notebook.
Tali soluzioni date le estreme condizioni di utilizzo e dimensioni, sono già note per aver grossi limiti in ambito dissipativo rispetto,per esempio, ad uno scythe mugen 2 o ad un ultra 120 extreme il che aggrava,almeno in parte, i risultati conseguiti.
Altro punto decisamente importante da sistemare è l'usura troppo repentina che gli elettrodi subiscono arrivando nel giro di circa 50ore già alla metà della loro vita perdendo efficienza e prestazioni che a lungo andare si tradurrebbero in spegnimenti preventivi da parte del bios al fine di preservare l'integrità hardware del pc.
Nell'immagine sottostante si può vedere come l'usura interessi gli elettrodi:
A tutto ciò si aggiungono i problemi legati alle dimensioni ed all'alto voltaggio richiesto ,si parte dai 12v continui della batteria del notebook, di circa 3.000v atti a far funzionare correttamente gli elettrodi.
Tuttavia,questi ultimi sembrano aver già trovato una soluzione grazie all'utilizzo di un alimentatore per neon,dal quale si sono sfruttate le tecnologie per ricavarne un'altro dalle dimensioni di appena 3cm ed in grado di trasformare,per l'appunto, i 12v del pc in ben 3000v.

Pdf ufficale Tessera: http://www.tessera.com/technologies/microelectronics/Documents/SemiTherm_EHD%20Cooling_03_2009.pdf






















