Recensione NZXT Phantom 630

A questo punto siamo passati alla prima prova pratica, integrando un intero sistema nel case; la configurazione installata ha previsto:

CPU Intel Core i7 2600K
Dissipatore  
Scheda Madre Asrock Z68 Extreme4 Gen3
Ram Avexir Core Series 4x4GB @ 2133MHz
Alimentatore Zalman ZM-600GT
Scheda video Nvidia GTX 275 AMP! Ed.
Nvidia GTS 250
Hard disk SSD Crucial M4 128GB
Samsung Spinpoint F3 500GB


Come di consuetudine siamo partiti dalla scheda madre; tutti i distanziali sono preinstallati nella posizione corretta per schede madri ATX; nel nostro case è stato quindi sufficiente inserirla e utilizzare nove delle viti nere fornite nel bundle per fissarla al case; in caso fosse necessario spostare questi distanziali, nel bundle è fornito un utilissimo adattatore che permette la loro installazione utilizzando un comune cacciavite a stella.
Si nota subito che lo spazio a disposizione per il dissipatore è molto; le sue massime dimensioni consentite sono pari a 170mm e 200mm rispettivamente con e senza ventola sulla paratia laterale.

case motherboard

Il passo successivo è stato l'installazione dell'alimentatore; nulla di più semplice visto l'ampio spazio a disposzione in questa zona e le numerose aperture per il cable management. I cavi in eccesso possono essere tranquillamente fatti passare e nascosti sul retro del piatto scheda madre, dove lo spazio non manca: la distanza tra questo e la paratia laterale è infatti di ben 35mm, poco più di una moneta da 1€

Ricordiamo ancora che è possibile posizionare l'alimentatore in due sensi, in modo da lasciare la scelta all'utente; noi abbiamo deciso di posizionarlo con la ventola verso il fondo, di modo che prendesse l'aria fresca direttamente dall'esterno del case.

case psu

Abbiamo poi provveduto ad installare i drive. Ci sarebbe moltissimo da dire a tal proposito, come già descritto in precedenza, infatti, le possibili configurazioni per questa sezione sono davvero molte; per la nostra configurazione ad esempio, che prevede solamente un disco meccanico da 3.5" e uno a stato solido da 2.5", abbiamo provato due soluzioni: la prima installando una gabbia singola per il disco meccanico e fissando l'SSD sul retro della scheda madre; la seconda sfruttando invece una gabbia doppia. In entrambi i casi lo spazio a disposizione rimanente è più che sufficiente per integrare qualsivoglia tipo di sistema o per fissare qualche componente del proprio impianto a liquido.

Nulla da ridire sul meccanisco a slitta: gli hard disk da 3.5" si installano in un attimo, senza l'uso di attrezzi, mentre per i dischi SSD è necessario un cacciavite. A tal proposito, durante l'assemblaggio, abbiamo riscontrato come piccolo neo che le viti a disposizione sono leggermente troppo corte, un paio di millimentri extra avrebbero fatto comodo.

case back case ssd

 

Nessun problema di compatibilità per le schede video: le lunghezze massime consentite vanno da 325mm con tutte le gabbie degli hard disk installate, per arrivate fino a ben 507mm rimuovendole.

Ultimo step è il cablaggio dei componenti; con tutto lo spazio che questo case offre, il lavoro non poteva che essere semplicissimo: è sufficiente cablare tutto il necessario e far passare il resto dei cavi sul retro attraverso i tanti fori previsti. Con le numerose fascette in bundle si raccolgono i cavi in eccesso ed il gioco è fatto!

Unica accortezza è l'avere sempre a portata di mano delle prolunghe per i vari cavi, soprattutto quello per l'alimentazione supplementare della CPU; nel nostro caso infatti, come si può notare dalla seguente foto, siamo stati costretti a far passare il cavo davanti alla scheda video e non abbiamo potuto nasconderlo dietro la scheda madre.

case final

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