Recensione Corsair Obsidian 250D

Siamo arrivati alla prova di integrazione dell'hardware; siamo partiti dall'alimentatore, al quale va innanzitutto fissata la maschera d'acciaio e che deve essere quindi infilato nel case dal retro, fino a quando i fori per le viti sulla maschera combaciano con le filettatture sul telaio; si fissa il tutto quindi con due viti (con testa a pomello zigrinata che vi può risparmiare l'uso del cacciavite).

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Una volta montati i drive sulle slitte, queste vanno semplicemente inserite nei relativi binari; operazione molto semplice che non richiede l'uso di alcun attrezzo; si fissa quindi sul retro, con due viti, la griglietta che chiude la gabbia degli hard disk. Visto come è stata realizzata questa sezione, un sistema di hot swap l'avrebbe resa perfetta.

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Ed eccoci alla fase di installazione della scheda madre; nel nostro caso, visto l'impiego di un sistema di dissipazione a liquido compatto, abbiamo provveduto a fissare al contempo il radiatore sul lato, previa rimozione della ventola da 120 in dotazione al case; grazie all'accesso dall'alto e a discreti spazi di manovra (nonostante le misure del case) l'operazione è risultata semplice e veloce. Facciamo notare che, nel nostro caso, il cavo da 24pin e quelli SATA risultano a filo con la ventola del radiatore: nonostante ciò questi non la toccano, ma crea qualche piccolo disagio in caso dobbiate rimuoverli con radiatore montato.

int moboint mobo 2int radiatorint mobo cable

Per montare la scheda video, data la sua lunghezza, è stato necessario rimuovere il supporto per i drive da 5.25"; come si nota, ricordiamo che l'Obisidian 250D è compatibile con schede video lunghe fino a 300mm, anche di spessore doppio. Una volta che la scheda è in posizione, si può reinstallare il vano superiore, provvedendo infine a collegare l'alimentazione PCI-E supplementare, se richiesta; evidenziamo un dettaglio: è stato intelligentemente realizzato un foro proprio per far passare i cavi PCI-E, necessario se la vostra scheda video ha i connettori sul fianco della scheda; unico problema di questa configurazione è che i cavi potrebbero sporgere verso l'alto e sarete costretti a piegarli.

int vgaint vga topint vga cable

Ultimo dettaglio l'aggiunta di un fan controller; con le periferiche più corte il meccanismo di installazione tool-less non si può utilizzare (visto che agisce sui fori posteriori), ma sono stati creati appositi fori nel supporto per permettervi di fissare il tutto con le viti in dotazione.

int fan controller

Sul fronte cable management c'è poco da dire; il 250D non offre modo, ne spazio, per nascondere i cavi extra. Questi finiscono tutti nell'unico spazio residuo dopo l'integrazione di tutti i componenti, sul fondo del case stesso, tra alimentore e ventola anteriore. Consigliamo quindi di optare per un alimentatore non eccessivamente lungo, ma soprattutto modulare, di modo da eliminare definitivamente i cavi inutilizzati e non ingombrare del tutto il case.


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