Recensione BitFenix Prodigy M

bitfenix ct lab

 Attiva nel panorama dell'accessoristica per computer dal 2010; BitFenix è riuscita nel corso degli anni ad imporre la propria lineup di soluzioni aftermarket in un settore decisamente non semplice dove il marketing e la continua ricerca di soluzioni innovative dettano legge sia per ciò che concerne la fascia bassa sia, soprattutto, per quella alta dove i consumatori sono sempre più attenti a come spendono i propri soldi dedicando larga parte del tempo pre acquisto proprio alla ricerca della migliore soluzione per le proprie esigenze.

Negli ultimi due anni si è assistito inoltre ad un forte downsizing delle piattaforme hardware che hanno visto lo spopolare di nuovi standard a ridotto ingombro come il NUC di Intel ma anche i ben più diffusi mATX e Mini ITX; questo ha portato le case che producono chassis a rivedere i propri listini introducendo delle varianti a dimensioni ridotte delle proprie offerte per ATX mantenendo al contempo il layout precedente; Bitfenix è stata una di queste aziende costellando tutto il 2013 con annunci che mese dopo mese annunciavano le disponibilità dei nuovi telai per ITX e mATX.
Quest'oggi andiamo ad analizzare forse una tra le soluzioni più fortunate ed apprezzate dall'utenza ovvero il BitFenix Prodigy M; un mini-tower dalle dimensioni contenute derivato dall'upgrading del Prodigy che permette di installare al suo interno piattaforme complete di fascia alta affiancate da una scheda madre a standard mATX.
Di seguito seguono come di consuetudine le principali caratteristiche tecniche dichiarate dal costruttore:

 

bitfenix
Materiali acciaio, plastica
Colori disponibili (Int/Ext) nero/nero, bianco/bianco
Dimensioni (WxHxD) 250 x 404 x 359mm
Dimensioni scheda madre
Micro ATX, Mini-ITX
5.25” Drive Bays x 1 (removibile)
3.5” Drive Bays x 4 (2 + 2)
2.5” Drive Bays x 5 (3 + 2)
Raffreddamento superiore
120mm x 2 (opzionale)
Raffreddamento inferiore
120mm x 2 (1 inclusa) o 200mm x 1(opzionale) o 230mm x 1 (opzionale)
Raffreddamento posteriore
120mm x 1 (inclusa) o 140mm x 1 (opzionale)
Slot PCI
x 5
I/O USB 3.0 x 2, HD Audio
Alimentatore PS2 ATX
Extras Maniglie in FyberFlex™ , Rivestimento in SofTouch™, Scudo termico

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 Il Prodigy M ci viene fornito all'interno di uno scatolone in cartone ondulato privo di colorazione di sfondo; su di esso vengono stampati direttamente in nero tema e informazioni tecniche quali il trattamento superficiale softouch,le maniglie in FyberFlex, la possibilità di installare radiatori da 240mm, la compatibilità con schede video fino a 320mm di lunghezza assieme alle specifiche tecniche riportate in apertura e la certificazione di conformità CE affiancata dai loghi di sensibilità all'acqua cosi come l'avviso che ci informa che l'imballaggio è interamente riciclabile.

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Tutto è piuttosto sobrio ed elegante, le informazioni principali vengono inserite senza calcare troppo la mano in termini di visibilità; stessa politica viene adottata anche per l'interno dove il case viene rivestito da una custodia in plastica opaca alloggiata, a sua volta, all'interno di due profili in polistirolo che permettono di mantenere il Prodigy M saldo all'interno della confezione proteggendolo da urti ed eventuali graffi dovuti ad un cattiva gestione durante le fasi di trasporto.
Rimossi tutti gli elementi protettivi, all'interno del telaio troviamo un libretto di istruzioni in bianco e nero assieme agli accessori e viteria a corredo che viene inserita all'interno di un ulteriore astuccio in cartone. Qui abbiamo la fornitura di diversi elementi che ci serviranno per il corretto assemblaggio del case; nel dettaglio a nostra disposizione avremo:

  • 20 passalamiera in elastomero per disaccoppiare unità ottiche e hard drive meccanici
  • 5 distanziali per schede madri(oltre a quelli già preassemblati sul tray)
  • un dado cieco con testa a stella per facilitare l'avvitamento dei distanziali
  • due staffe per bay da 5,25" per reinstallare il relativo pannello
  • 2 viti a testa zigrinata M3
  • 28 viti di ritenzione per hard drive
  • 4 viti di ritenzione per l'alimentatore
  • 16 viti per l'installazione di SSD
  • 6 fascette usa e getta di colorazione nera
  • un cavo USB 3.0 interno per collegare l'I/O laterale alla mainboard

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Fornite di serie risultano anche due ventole da 120x120x25mm proprietarie utilizzanti un layout a nove profili ventilanti, caratterizzate da un telaio full frame di colorazione nera ed un motore sleeve bearing di fascia media; il modello esatto risulta essere il BFF-SCF-12025KK-RP in vendita anche separatamente ad un costo indicativo di circa 7€.
Su carta le ventole vengono accreditate di una portata pari a 43,5CFM a fronte di una emissione acustica inferiore ai 20dB(A) effettuati ad un regime di rotazione di 1000±10%.

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Sicuramente da notare risultano i profili di spinta e di taglio all'aria piuttosto concavi e muniti di una scarsa angolazione nei punti estremi della pala, due chiari segni che le ventole in questione non sono ventole pensate per  avere una alta pressione statica, e quindi essere applicate su superfici dissipanti, ma piuttosto sono prodotti creati per la generazione di portate a basso inquinamento acustico grazie all'elevato pescaggio che volente o nolente va a incidere sulle prestazioni termiche nel caso in cui si voglia utilizzare la ventola su radiatori o dissipatori ad elevato FPI(alette per pollice).

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 Le ventole in dotazione del BitFenix Prodigy M  sono state testate al fine di avere un riferimento valido con i campioni rilevati da CT con la stessa metodologia di test applicata alle ventole aftermarket acquistabili separatamente.
Di seguito per comodità ne viene riportato un estratto se pur raccomandiamo caldamente la lettura integrale al seguente URL:
http://www.coolingtechnique.com/guide/metodologie-di-test/399-galleria-del-vento.html

Estratto metodologia di test:
L'analisi strumentale delle ventole viene effettuata collocando il prodotto all'interno di una struttura appositamente studiata e creata da parte del nostro Staff e realizzata dall'italiana Dimastech su specifiche da noi fornite; ciò consente di posizionare la ventola in posizione elevata dal piano di sostegno ad una distanza di 50 centimetri dal microfono di rilevazione con il cono d'aria opposto alle onde acustiche rilevate,permettendoci di evitare possibili interferenze dovute ai flussi che agiscono sul microfono.
Lo schema seguente sintetizza in maniera agevole quanto fin qui descritto:

metodologia_test

Per ciò che concerne le rilevazioni della portata,di rpm,pressione e ampere saranno presi i valori a 0/1/2/3/4/5/6/7/8/8/9/10/11 e 12v(forniti da un alimentatore da banco stabilizzato), questo è reso nuovamente possibile dalla nuovo struttura realizzata tramite lamiera da 2mm in acciaio a tenuta stagna.
Essa vanta un volume d'aria di 2500cm3, circa quattro volte il volume della precedente, al cui interno è stato applicato un manto di fonoassorbente multifrequenza da 3cm di spessore capace di tagliare in maniera sensibile ogni tipo di risonanza e di emissione acustica che si potrebbe venire a creare a causa delle turbolenze interne.

A flussi "puliti" l'aria viene canalizzata sul fondo e restituita ad una anemometro a filo caldo; quest'ultimo a differenza dei comuni a ventola assiale, vanta l'implementazione dell'ultima tecnologia utilizzata nel campo che prevede l'adozione di un filo in ceramica preriscaldato costantemente monitorizzato da una termocoppia ad elevata precisione in grado di calcolare in real time, grazie al supporto del microprocessore integrato, la variazione decimo di secondo per decimo di secondo della temperatura del filo che risulterà più caldo in luogo di basse portate e più freddo qual'ora ci siano ingenti flussi.
L'adozione di questo genere di soluzione offre molteplici vantaggi tra cui indubbiamente la maggior precisione che nel nostro caso passa da 0,39 a 0,10 m/s e porta con se l'assenza della ventola di rilevazione che difatto costituisce un ulteriore fonte di rumore non altrimenti eliminabile.

Di seguito viene illustrato il funzionamento dell'anemometro in utilizzo:

Relativa locazione e inizio scala CFM - m/s

anemometro-filo-caldoanemometro-filo-caldo2

 


 

Nome ventola: BitFenix BFF-SCF-12025KK-RP
prodigy-bundled-fan-data

comparativa esterna con prodotti di terzi
Db(A)/CFM (Rumorosità)
prodigy-m-fan-dba

Pressione(mmh2o)/CFM (Prestazioni)                               RPM/CFM(Pescaggio)
prodigy-fan-pressure rpm-cfm-prodigy

Analisi spettrografica
in verde rumorosità ambientale, in blu l'inquinamento acustico apportato dalla ventola in esame @+12v.
prodigym

 


Rimossi i vari elementi protettivi il BitFenix Prodigy M si presenta come un case che ricalca in maniera decisa le linee del suo fratello maggiore per standard ATX; davanti a noi avremo infatti un telaio molto sobrio con un frontale parallelepipedo avente due cornici inferiori e superiori che racchiudono in maniera sinuosa le linee del telaio grazie ad una forma trapezoidale arrotondata.
Sul piano estetico Bitfenix opta, per la parte antistante, l'introduzione di una griglia in mesh che viene raccolta da un profilo da 5mm argentato che stacca dalle due paratie laterali richiamando il logo della azienda posto in rilievo sempre sulla parte frontale dello Chassis donando un effetto sicuramente di spicco al primo impatto visivo. Piuttosto standard risulta invece il posteriore dove avremo, capovolti, l'alloggiamento per l'I/O della scheda madre con i relativi cinque slot di espansione PCI, la presa di alimentazione per la PSU(con alloggiamento sul frontale) e una ventola da 120mm fornita di serie premontata in estrazione.

Bitfenix-prodigy-m-back Bitfenix-prodigy-m-front

Lateralmente il case prevede due pannelli in lamiera sprovvisti di finestre in plexyglass ancorati alla struttura tramite due vite M3 zigrinate poste sul retro, esse sono intercambiabili al fine di consentire all'utente di poter posizionare il pannello di I/O a destra o a sinistra della scheda madre a seconda delle proprie specifiche esigenze.
Da notare nelle seguenti prospettive risultano le due sagome delle maniglie superiori ed inferiori che solcano l'intera struttura con il compito di sorreggerla e di  disaccoppiarla dal tavolo/pavimento su cui verrà appoggiata; realizzate in Fyberflex le due strutture godono di una notevole flessibilità che tuttavia, grazie alla specifica forma data da Bitfenix, non mina la stabilità strutturale della piattaforma, i movimenti laterali permessi al case sono solo di pochi centimetri e anche configurazioni pesanti e complete non portano problemi di sorta; decisamente una bella prova di forza e di ingegneria da parte dell'azienda costruttice.

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Per ciò che concerne il top e il fondo del case, abbiamo entrambe le aree dedicate sostanzialmente al ricircolo dell'aria all'interno della struttura con il fondo che ospita in maniera fissa l'uscita d'aria calda dell'alimentatore(pescata direttamente dal frontale ed espulsa sul fondo senza entrare nel case) e alloggaimenti per Hard drive meccanici sostituibili da una ventola da 200/230mm o due da 120mm; analogo discorso vale per il tetto dove troviamo una griglia in mesh con filtri antipolvere rimovibili, sempre di colorazione nera, che cela sotto di essa l'alloggiamento per due ventole da 120mm.

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La rimozione di quest'ultima viene effettuata tramite una slitta in plastica che ancora la griglia alla lamiera sosttostante, tutto quello che ci viene richiesto è il semplice trasferimento del perno in posizione di aperto il quale, una volta sganciato, permetterà la rimozione assieme al filtro antipolvere non separabile dal mesh soprastante.

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Assieme a questo, l'unico ulteriore filtro antipolvere è presente sul frontale del case davanti all'intake dell'alimentatore; scelta che limita di fatto le possibili configurazioni di flussi che l'utente può scegliere in fase di costruzione, quest'ultimo si rimuove facilmente tramite quattro clip a perno poste all'interno della struttura. Esse una volta sganciate permettono la rimozione in blocco di tutto il frontale con il relativo filtro antipolvere in griglia a maglia fine.
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 Il parco di dotazioni con il quale BitFenix equipaggia questo Prodigy M è davvero ampio, partendo dal macroscopico sulla paratia laterale abbiamo un pannello di I/O dotato di due prese USB 3.0, jack di connessione audio per cuffie e microfono assieme a pulsanti di reset e accensione. Tali interfacce vengono gestite tramite un PCB proprietario montato direttamente sulla paratia attraverso la bellezza di sette viti M3 che ancora saldamente la scheda alla paratia; ottima risulta nel complesso la qualità costruttiva con saldature ben salde e prive di ossido, da rilevave inq uesto caso risulta unicamente la presenza di un'ulteriore slot per USB 3.0 "morto" segno che il PCB è condiviso all'interno della lineup della casa.

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Molto comodi e di eccellente fattura risultano anche i vari cavi forniti in dotazione, Bitfenix ha ben pensato di non saldare direttamente i cavi alla scheda ma di dotarli di connessioni standard Molex, una vera e propria manna dal cielo durante le fasi di montaggio. Dalla foto di cui sopra si può inoltre notare la griglia in plastica per l'aggiamento di unità SSD da 2,5" che ci permetterà di installare tale tipo di dischi sulla stessa qual'ora non si desideri utilizzare la staffa in acciaio posta verticalmente all'interno del telaio o si abbia un numero elevato di unita a stato solido.

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Rimosse le due paratie laterali l'alloggiamento dell'hardware all'interno del Prodigy M esce decisamente dagli schemi convenzionali, qui Bifenix ha rivoluzionato un po tutto, la scheda madre viene ruotata di 180°, l'alimentatore viene portato sul frontale e i dischi non hanno più i loro cestelli ma vengono alloggiati su una staffa longitudinale posta verticalmente sul telaio; l'unico che si salva è l'alloggiamento per i bay da 5,25" che per forza di cose rimane sul frontale se pur venga fortemente limitato nella profondità lasciando all'utente unicamente i fori di ritenzione frontali.

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La seguente immagine riassume e mostra in maniera schematica il posizionamento corretto dei componenti:
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 Seguendo le predisposizioni della casa e la logica costruttiva del case poche sono le possibilità di personalizzazione concesse all'utente a causa anche dei ridotti spazi occupati dal Prodigy M; l'alimentatore vanta uno slot dedicato che permette di sfruttare le prese d'aria frontali schermate dal filtro antipolvere, scaricando l'aria riscaldata direttamente sul piano su cui appoggia il tutto. Tale posizione viene permessa grazie ad una soluzione proprietaria di Bitfenix che mantenendo la presa di alimentazione sul retro del case fa passare dietro al tray della scheda madre una cavo che porta la linea alla PSU senza che questo porti ulteriore ingombro di cavi all'interno. Nel nostro caso tuttavia abbiamo riscontrato una problematica con gli alimentatori Seasonic e Cooler Master, la connessione a 90° utilizzata risulta troppo a ridosso della lamiera il che obbliga l'utente a sforzare in maniera decisa il cavo nella propia sede; comportamento che a lungo andare può portare a problematiche di degradamento del cavo stesso che essendo, tra l'altro, proprietario richiede una sostituzione che solo BitFenix può fornire. Teniamo tuttavia a precisare che la casa si è dimostrata estremamente collaborativa a tal proposito assicurando la sostituzione del cavo agli utenti di CT che ne abbiamo specifico bisogno.

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Sopra l'alimentatore trova alloggiamento il bay da 5,25", removibile, predisposto all'installazione di un pannello per la regolazione delle ventole o di un lettore ottico o di schede di memoria, questo per essere intallato richiede la rimozione forzata del pannellino in mesh frontale tramite la ruttura di quattro perni in lamiera e il relativo posizionamento delle due/quattro viti per la ritenzione della perifica; si noti come a tal proposito il costruttore abbia utilizzato due modus operandi per l'allineamento delle unità da 5,25" mettendo a disposizione dell'utente sia i singoli fori da far combaciare con quelli dell'unità, sia una slitta che ci permetterà di allineare al millimetro il pannello o il lettore al mesh frontale; l'attenzione per i dettagli qui la fa da padrone.

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 Punto di forza di questo Prodigy M è tuttavia  il comparto storage, qui BitFenix ha fatto davvero le cose in grande dando la possibilità agli utenti di installare fino a cinque SSD e quattro hard drive meccanici da 3,5"; ciò è reso possibile grazie alla griglia in plastica presente nella paratia laterale destra in grado di alloggiare tre SSD e alla presenza di una vera è propria novità nel reparto chassis costituita da una staffa in acciaio che solca per l'intera estensione in altezza il Prodigy M. Su di essa grazie ad attacchi proprietari possono essere installati fino a due SSD e due dischi meccanici mantenuti in sede da quattro viti M3 tutte disaccoppiate con passalamiera in elastomero al fine di eliminare in maniera netta le vibrazioni trasmesse al telaio.

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Leggermente diversa risulta l'installazione degli SSD che prevedono l'utilizzo di perni in acciaio, questi ultimi si vedono dalla foto a sinistra di cui sopra e permettono la ritenzione dei dischi a stato solido mediante la semplice pressione meccanica, più che sufficiente dato il peso decisamente inferiore rispetto alla vecchia generazione di HDD.

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All'appello mancano unicamente gli altri due Hard drive da 3,5 pollici che possono essere installati sul fondo del Prodigy M a patto che non si installino ne ventole da 120mm ne tantomeno da 200 o 230mm; l'installazione anche in questo caso è di tipo meccanico e prevede nuovamente l'utilizzo di antivibrazionali uniti alle viti M3 fornite in dotazione.

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Il sistema di raffreddamento nel Prodigy M è vincolato alle scelte produttive di BitFenix, come già accennato in precedenza la collocazione dei filtri antipolvere limita di fatto l'orientamento dei flussi a quanto previsto da parte della azienda dando all'utente decisamente ben pochi spazi di manovra nella configurazione dei propri flussi; interessanti risultano tuttavia le predisposizioni presenti che permettono di collocare sul fondo due 120mm sostituibili da una 200 o 230mm(tutte in estrazione) a cui si affianca la 120mm posteriore e le due 120mm installabili sul tetto, mentre rimane purtroppo del tutto inutilizzabile il frontale a causa dell'ingombro dell'alimentatore.
Per ciò che concerne un ipotetico impianto di raffreddamento a liquido a nostra disposizione abbiamo due carte da poterci giocare, nonostante non siano infatti previsti fori passanti per poter portare fuori un radiatore, all'interno del Prodigy M trova spazio un radiatore da 120mm con spessore anche di 60mm posizionato nell'alloggiamento della ventola da 120mm direttamente al fianco della scheda madre:

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 La seconda carta che ci possiamo giocare risulta invece quella del tetto, qui a patto di rimuovere il cestello per i bay da 5,25" possiamo montare un ulteriore radiatore da 240mm con uno spessore complessivo di 45mm che può spingersi fino a 60mm nel caso in cui montiamo la VGA sui primi slot PCIE e non abbiamo ulteriore schede. Utilizzando invece periferiche da 5,25" il top risulta comunque sfruttabile ma la massima dimensione integrabile scende a 120mm a causa dell'ingombro del lettore ottico.

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L'immagine seguente mostra l'unica possibile soluzione mantenendo l'intake sui filtri antipolvere al fine ti evitare l'accumularsi di depositi all'interno del pc.
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L'air cooling se pur soffra delle stesse limitazioni per quanto riguarda i flussi interni del case ha la possibilità di esprimersi al meglio anche con i torre di fascia alta da 160mm sfruttando anche il foro praticato sul tray della scheda madre che ci permetterà di installare backplate in tutta tranquillità e sicurezza.
Per la configurazione di esempio, nel dettaglio, abbiamo optato per uno Zalman FX100 equipaggiato con una noctua NF-B9 dotata di controllo PWM particolarmente sensibile ai flussi interni a cui sono stati affaincati una Asrock Extreme4 M e una Sapphire 7870 a doppio slot oltre ovviamente a dischi meccanici, alimentatore, scheda WI-FI, scheda audio, SSD e ram; si è quindi voluto caricare al massimo il Prodigy M mettendo alla frusta i flussi termici.
Il risultato, non senza qualche difficolta a causa degli spazi di manovra ristretti, è il seguente:

prodigy-build prodigy-build-back

Infine montando la staffa frontale per dischi e SSD otteniamo il seguente risultato:

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Come si può vedere il tutto è molto ben compatto,Bitfenix ha fatto un'ottimo lavoro di organizzazione degli spazi interni che permettono all'utente di ottenere un vasto spazio sia per l'alloggiamento di schede video di fascia alta che per l'installazione di dissipatori imponenti come l'FX100 in esame.
Sorprendenti risultano inoltre anche le temperature fatte registrare, nonostante ci aspettassimo valori piuttosto elevati a causa della scarsa areazione e di un dissipatore semi passivo, con temperatura ambiente di 20°C il 2500K montato nel sistema lavora a 30°C in idle mentre non passa i 55°C in full load e stiamo parlando di un sistema Ibrido semi fanless con ventole del case a poco più di 900RPM. In questo caso le dimensioni contenute sono decisamente un vantaggio più che uno svantaggio essendo i flussi nettamente più concentrati e sfruttati rispetto ad un middle o full tower.

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La versione per mATX del Prodigy di casa Bitfenix eredita dal fratello minore una base di partenza decisamente solida e ben collaudata con una struttura all'avanguardia grazie all'utilizzo di materiali e lavorazioni di primordine che nulla hanno da invidiare a soluzioni di fascia enthusiast ben più costose; non si può segnalare a tal proprosito l'ottima fornitura di dotazione con Usb 3.0, dado cieco per il serraggio dei distanziali e fascette monouso. Non bisogna tuttavia cadere nell'errore di pensare che BitFenix si sia limitata semplicemente a ingrandire il Prodigy, qui infatti si è rivoluzionato nel vero senso della parola l'intero ambiente interno pur mantenendo la stessa identica estetica esteriore. Tolto l'esterno, il Prodigy M non ha infatti nulla a che vedere con il fratello minore, tutto viene completamente stravolto con la scheda madre che passa da orizzontale a verticale e con la PSU che viene addirittura posta sul frontale direttamente in pescaggio, una soluzione più unica che rara; vero e proprio cavallo di battaglia sono tuttavia alcune trovate decisamente di rilievo come le paratie invertibili per poter portare a destra o a sinistra il pannello di I/O e la staffa verticale per l'alloggaimento di tre SSD e due HDD, uniti agli ulteriori cinque hard drive installabili all'interno del sistema; se non si conoscessero le misure chiunque guardando le specifiche tecniche di compatibilità direbbe che si tratta di dati inerenti quantomeno ad un middle tower per standard ATX, il che è un grosso valore aggiunto per questo case che sul piano dell'espansione non ha davvero nulla da invidiare ai middle tower nonostante le dimensioni nettamente più contenute.

Le uniche problematiche riscontrate nel corso dell'analisi sono unicamente quelle relative alla mancata presenza dei filtri antipolvere su tutte le possibili feritorie adibite all'alloggiamento di ventole, una soluzione che se da un lato riduce i costi produttivi ed evita cattive configurazioni con gli utenti meno esperti, dall'altro limita un po la fantasia degli appassionati del settore che di fatto si trovano obbligati a seguire le linee guida dettate dal produttore. A ciò si affianca il fastidio del cavo dell'alimentatore che con specifici modelli può dare più di qualche noia a causa del connettore a 90° utilizzato da parte di Bitfenix che comunque ha offerto pieno supporto agli utenti che incorrono in questa specifica problematica e che quindi riportiamo prettamente per dovere di cronaca.

Sotto l'aspetto delle emissioni acustiche il case si è dimostrato decisamente valido, la scelta di adottare passalamiera antivibrazionali per gli hard drive meccanici permette di rimuovere tutte el vibrazioni che gli stessi trasferiscono allo chassis; sulla stessa linea di pensiero sono anche le ventole fornite in dotazione che nonostante siano di fascia entry level grazie ai soli 1000 giri di rotazione al minuto a +12v risultano quasi del tutto inudibili; solo l'analisi spettrografica rileva un incremento di qualche decibel alle basse frequenze mentre rimangono del tutto inalterate le medie e le alte bande; si tratta quaindi di una impostazione di fabbrica più rivolta al silent pc che alle vere e proprie prestazioni termiche che comunque grazie alle ridotte dimensioni interne risultano di rilievo. I quasi 40CFM mossi si fanno infatti sentire e l'FX100 ne trae un'ottimo giovamento in termini di temperature facendo segnare in full load parametri di circa 55°C contro i 50°C registrati in aria aperta con la medesima configurazione; un risultato più che soddisfacente sotto diversi aspetti di vista se si tiene ben a mente l'orientamento silent del Prodigy M.

Infine il prezzo, il BitFenix Prodigy M è attualmente venduto presso la rete di rivendita ufficiale del marchio ad un costo di 79.90€ tasse incluse, cifra che trova un'ampia giustificazione sia nella solidità che qualità strutturale cosi come nelle soluzioni e nello sforzo mentale di rivedere da cima a fondo, con successo, un tower pensato per un altro form factor senza tuttavia minarne l'impatto estetico.

Nome prodotto PRO CONTRO Award tecnici
Award prestazionali

bitfenix
BitFenix Prodigy M

+ eccellente qualità dei materiali
+ ottima qualità costruttiva
+ vernice ben ancorata e priva di difetti
+ struttura disaccoppiata dalla superficie di appoggio
+ antivibrazionali su Hard drive meccanici
+ filtri antipolvere rimuovibili su tetto e frontale
+ fino a 9(!) dischi dati installabili
+ paratie laterabili invertibili
+ silenzioso
+ possibilità di installare radiatori da 120 e 240mm
+ ampia compatibilità con i dissipatori ad aria
+ flussi ben congegnati

- filtri antipolvere non presenti su tutte le predisposizioni per le ventole ma solo sul tetto e sul frontale sfruttato dall'alimentatore

ct silver technical ct best value

Si ringraziano BitFenix e Drako per il prodotto oggetto dell'articolo di oggi.
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