Recensione Antec ISK600

 antec

Sui nostri banchi in questi giorni l'ultima new entry nel segmento dei case mini-ITX da casa Antec, l'ISK600, che amplia un segmento fino ad oggi non molto ampio per la casa stessa.

Antec è molto rinomata nel mercato dei case e degli accessori per computer in genere; il suo portafoglio di prodotti si estende dai dissipatori, ai sistemi a liquido compatti, passando per accessori ed alimentatori. Forse però il mercato principe per la casa californiana è quello dei case; il numero di prodotti disponibili è molto elevato e riesce a coprire svariate fasce di mercato; tra i più rinomati citiamo il Nine Hundred, il Twelve Hundred, i vari LanBoy e i banchetti Skeleton, tutti modelli di notevole successo.

Un segmento un po' più di nicchia per Antec è quello dei case compatti, al quale è dedicata la famiglia ISK; fino a pochi mesi fa trovavano posto l'ISK110 VESA, l'ISK300-150 e l'ISK310-150, ai quali è stato di recente aggiunto il ISK600, oggetto delle prossime pagine. Questo case è stato pensato per offrire tutte quelle caratteristiche tipiche dei casi mini-ITX, quali compatezza, leggerezza e un design pulito, pur mantenendo un prezzo di vendita al pubblico decisamente inferiore rispetto alla concorrenza. Nonostante le sue dimensioni molto contenute, soprattutto se confrontate con la diretta concorrenza, l'ISK600 è in grado di ospitare molto hardware al suo interno, come un alimentatore standard ATX, fino a cinque hard disk e una scheda video lunga, anche a doppio spessore; questa capacità è dettata, come vedremo durante l'analisi, dal particolare layout interno dei componenti, che si contraddistingue dalle soluzioni adottate dal resto del mercato.

L'interesse verso il segmento dei case compatti è in continua crescita, e lo dimostra il rinnovato interesse del varie case verso questo genere di chassis, con nuove e sempre più innovative proposte; nelle prossime pagine analizzeremo a fondo l'Antec ISK600, ne valuteremo punti di forza e di debolezza sui quali si può ancora lavorare, per capire se questo prodotto sia altezza della concorrenza contro cui si va a scontrare.

Di seguito le caratteristiche tecniche del prodotto come riportate sul sito ufficiale.

bitfenix
Modello ISK600
Tipologia Mini-ITX
Colori Nero
Drive Bay 6 Drive bay:
1 x periferica ottica slim;
2 x HDD/SSD 2.5";
3 x HDD 3.5";
Periferiche PCI/PCI-E 2
Schede madri compatibili Mini-ITX
Lunghezza massima scheda video 317.5 mm
Altezza massima dissipatore 170mm
Ventole 1 x 120 mm FDB sul retro, in espulsione
Pannello I/O 1 x USB 3.0;
1 x USB 2.0;
1 x jack 3.5" per cuffie;
1 x jack 3.5" per microfono;
Alimentatore ATX Standard
Dimensioni 195mm x 260mm x 369mm (AxLxP)
UPC 0-761345-15165-8

Antec ISK 600 preview caseAntec ISK 600 preview PSUAntec ISK 600 preview radiator


L'Antec ISK600 viene venduto al pubblico in una scatola di cartone dalle dimensioni davvero contenute; al primo impatto ci si chiede quasi se dentro ci sia per davvero un case. La grafica è nel suo complesso molto semplice ma a nostro avviso efficace, con poche foto e scritte, dominata dal colore azzurro uniforme di fondo e dalla banda gialla laterale che percorre tutto il lato destro.

Sul lato principale, praticamente identico a quello oppsto, campeggia al centro una foto del case per intero, inquadrato dal frontale; in aggiunta trovano posto il logo della casa, in alto a sinistra, e il nome del case, "ISK600 - A new Way To Build", in basso a sinistra; in una nuvoletta, come se il case stesso parlasse, la scritta "USB 3.0" indica all'utente la presenza di tale connessione sul pannello di I/O frontale.

Il lato minore destro mostra più nel dettaglio, per mezzo di sei miniature con didascalia in nove lingue, alcune tra le principali caratteristiche tecniche, quali la compatibilità con gli alimentatori ATX standard, la ventola in dotazione e l'illuminazione a LED frontale. Nulla di particolare, invece, su quello sinistro, dove è mostrato il frontale del case con la barra a LED in evidenza.

Ulteriori dettagli tecnici sono riportati nella sola forma scritta sul lato superiore della scatola, dove trova posto anche un piccolo adesivo bianco con i codici identificativi del prodotto necessari per un eventuale problema.

Antec ISK 600 box side frontAntec ISK 600 box side backAntec ISK 600 box side leftAntec ISK 600 box side right

La confezione si apre dal lato superiore; tagliato il nastro adesivo che la sigilla, si può comodamente estrarre il case sollevandolo, facendo presa sulle due protezioni che lo tengono in posizione nella scatola e lo proteggono dai possibili urti durante il trasporto. Ad ulteriore sicurezza, il case è interamente avvolto da un sacchetto di plastica spessa trasparente.

Antec ISK 600 box unboxingAntec ISK 600 box protection

Il bundle è tutto racchiuso in una busta trasparente con chiusura ermetica, e lo si trova riposto all'interno del case nel vano dedicato agli hard disk. La dotazione comprende un breve opuscolo stampato in bianco e nero su foglio A4 che riporta in otto lingue, italiano compreso, solo qualche informazione generale sul case stesso, senza alcun riferimento ad istruzioni di montaggio o d'uso e manutenzione; lo affianca un secondo foglio dalle medesime dimensioni riguardante le condizioni di garanzia.

Tra gli altri accessori troviamo poi:

  • 4 fascette nere in plastica;
  • 1 cavo di alimentazione per l'alimentatore;
  • 4 viti per l'alimentatore;
  • 28 viti varie per la scheda madre e gli hard disk/SSD

 Un bundle sicuramente completo di tutto il necessario per la prima installazione, ma che sente forse un po' la mancanza di un vero manuale d'uso, soprattutto per i meno esperti.

Antec ISK 600 bundleAntec ISK 600 bundle 1

Antec ISK 600 bundle cordAntec ISK 600 bundle manualAntec ISK 600 bundle screw


L'Antec ISK600 è un case compatto destinato alle solo schede madri Mini-ITX; le sue dimensioni, pari a 195mm x 260mm x 369mm (AxLxP), se confrontate con la concorrenza sono molto ridotte; in particolar modo l'altezza, ad esempio, è circa 135mm inferiore rispetto a quella del Bitfenix Colossus Mini-ITX. Anche il peso, grazie ad un abbondante impiego di alluminio con una elegante finitura spazzolata per la parte superiore della scocca, è davvero contenuto, pari a circa 3.0kg.

Restando in tema materiali impiegati, il telaio è invece realizzato nel consueto acciaio SECC da 0.8mm e la cover frontale è in plastica dura, con finitura satinata, non lucida. Tutto il case, sia all'interno che all'esterno, è stato infine colorato di nero, tinta molto comune in questo genere di case che lo fa apparire ancora più snello di quello che in realtà è e lo rende, per cosi dire, universale; grazie al suo design pulito ed elegante e alla sua forma molto regolare e squadrata, lo si può inserire senza particolari problemi in ogni tipologia di ambiente nella propria casa, anche in salotto accanto al televisore come HTPC.

Anche la semplicità della cover frontale è di aiuto in questo senso; trovano posto in basso, al centro, i due pulsanti di accensione e reset affiancati dal piccolo pannello di I/O; in alto, la cover della periferica ottica; al centro un piccolo inserto lucido nero con retroilluminazione a LED blu. Il tutto, come si nota, il meno visibile possibile, per non invadere troppo il colore uniforme del frontale.

Passando sul lato opposto, si possono già intuire le prime novità di questo case; manca ad esempio lo scasso per l'alimentatore, ma si nota solo la presa per l'alimentazione fissata nell'angolo inferiore sinistro; lo spazio per le connessioni di I/O della scheda madre è sul fondo, e non al centro come nel Obsidian 250D, e gran parte dell'altezza è occupata dalla mesh per la ventola posteriore.

Sui due lati, simmetricamente identici, nessun particolare degno di nota oltre alla piccola mesh con fori a nido d'ape posta sulla destra, a ridosso della parte frontale, e alla griglia sulla cover plastica per il passaggio di aria fresca verso l'interno del case.

A seguire le panoramiche dell'Antec ISK600.

Antec ISK 600 extern frontAntec ISK 600 extern backAntec ISK 600 extern side leftAntec ISK 600 extern side rigth

Antec ISK 600 extern back 45Antec ISK 600 extern front 45Antec ISK 600 extern side 45Antec ISK 600 extern side rigth 45

 

Il case sul fondo è sostenuto da quattro semplici piedini in gomma che, seppur non molto alti, permettono un ricircolo d'aria d'aria dalle due piccole griglie ricavate sul fondo; da notare che i piedini sono solamente incollati allo chassis e consigliamo quindi di prestare molto attenzione per evitare di staccarli.

 

Antec ISK 600 extern bottomAntec ISK 600 extern top


Dalla panoramica dell'Antec ISK600, passiamo ad analizzare qualche dettaglio dell'esterno; la scocca superiore e le due paratie laterali sono in realtà un pezzo unico appositamente sagomato, tenuto in posizione da incastri meccanici nella parte frontare a da tre viti con testa a pomello zigrinato sul retro; per accedere all'hardware sarà solamente necessario sfilare verso il fondo questo pezzo, operazione che si è rivelata nel complesso molto rapida e funzionale, un plus per i più smanettoni.

 

Antec ISK 600 extern case opening  Antec ISK 600 extern detail white rivetAntec ISK 600 extern detail screw

 

Come accennato in precedenza, sul fondo della paratia posteriore, è stato ricavato lo spazio per il pannello di I/O della scheda madre; al suo fianco è fissata al telaio con due viti la spina maschio per l'alimentazione del computer. Il resto dello spazio in altezza è occupato da una mesh con fori a nido d'ape di forma esagonale che ospita l'unica ventola di cui è dotato l'Antec ISK600.

Si nota gà, da queste foto e da quelle precedenti, l'uso di viti e rivetti non in tinta con il resto del case, una scelta che non condividiamo completamente. 

 

Antec ISK 600 extern detail back fanAntec ISK 600 extern detail motherboardAntec ISK 600 extern detail ac plug

 

Sempre sul retro, a fianco della scheda madre, sono due le aperture per le schede di espansione PCI/PCI-E; queste sono opportunamente chiuse da altrettanti bracket, fissati al telaio con il solito meccanismo a ghigliottina già visto sul altri case dello stesso genere. In questo caso però sono state impiegati viti classiche, senza pomello, cosa che vi costringerà ad usare un cacciavite per installare o rimuovere una scheda.

 

Antec ISK 600 extern detail PCI bracketAntec ISK 600 extern detail PCI lock

 

Sui due lati sono state ricavate due generose griglie con fori a nido d'ape per l'aereazione del case; come vedremo meglio in seguito, quella sul lato destro è posta in corrispondenza dell'alimentatore e gli permette di respirare a dovere aria fresca dall'esterno, contenendone la temperature di esecizio; sul lato sinistro è invece ottima per l'eventuale scheda video installata; anche in questo caso, come già evidenziato da noi in altri case Mini-ITX, la VGA è proprio a ridosso della paratia laterale e questo ingresso per l'aria non può che essere d'aiuto.

Antec ISK 600 extern detail side grid

Una ulteriore piccola griglia per la ventilazione è stata ricavata sul fondo, in corrispondenza, come vedremo più avanti, dello slot verticale per un hard disk da 3.5"; l'ingresso di aria fresca non è forzato da nessuna ventola, ma avviene passivamente per via della pressione negativa che si instaura all'interno del case stesso.

Nel dettaglio della foto a sinistra uno dei quattro piedini; sono dei semplici tondini in gomma, incollati direttamente al telaio, e svolgono molto bene la loro funzione di antivibrazione e di antiscivolo; avremmo preferito dei sostegni un po' più robusti, magari giusto un paio di centimetri più alti e fissati al telaio con una vite, così da far passare più aria.

 

Antec ISK 600 extern detail footAntec ISK 600 extern detail grid


Dopo aver studiato l'esterno, passiamo ora alla struttura interna; in brevissimo tempo si rimuovono la scocca superiore, gli accessori interni e il frontale, che è bloccato in posizione da quattro incastri e altrettante viti.

La struttura è semplice, a forma di parallelepipedo, più lungo che alto; il materiale impiegato è acciaio SECC da 0.8mm, uno spessore adeguato per le dimensioni del case; anche l'assemblaggio è praticamente perfetto, con le varie sezione ottimamente accoppiate tra loro, rivetti e viti installati tutti a regola d'arte. E tutto questo si riflette in una struttura molto solida, senza particolari movimenti, giochi o cigolii.

La parte un po' più debole è, forse, la scossa esterna in alluminio, che ci è parsa un po' "morbida" per via dello spessore esiguo dell'alluminio impiegato; da un lato in questo modo Antec è riuscita a contenere significativamente il peso del case, ma dall'altro abbiamo ricevuto una sensazione di fragilità.

La verniciatura interna, nera come l'esterno, è perfetta, uniforme, e copre ogni millimetro della superficie; ci è parsa molto resistente e ben aggrappata al fondo e non abbiamo infatti notato alcun punto critico, nemmeno vicino ai rivetti o ai filetti.

Queste le panoramiche del telaio dell'Antec ISK600.

 

Antec ISK 600 frame backAntec ISK 600 frame frontAntec ISK 600 frame leftAntec ISK 600 frame right

Antec ISK 600 frame back 45Antec ISK 600 frame front 45Antec ISK 600 frame left 45Antec ISK 600 frame right 45


Passiamo ora a studiare qualche dettaglio tra i più interessanti dell'interno di questo case.

Il piatto scheda madre è in realtà il fondo stesso del case, con i quattro rialzi direttamente saldati ad esso; questa configurazione, come già avevamo intuito guardandolo dall'esterno, è una prima novità rispetto a quanto trovato nel Bitfenix Colossus Mini-ITX o nel Corsair Obsidian 250D, dove sul fondo era alloggiato l'alimentatore e sopra era stato ricavato lo spazio per la scheda madre.

La nuova disposizione ha permesso ai tecnici di casa Antec di risparmiare molto spazio in altezza, ampliando di conseguenza la compatibilità con i dissipatori, di altezza massima pari a ben 170mm!

 

Antec ISK 600 inside motherboard slotAntec ISK 600 inside motherboard stands

 

Per facilitare le operazioni di cable management tutto il telaio è stato disseminato di clip, agganci e fori per il passaggio e il fissaggio dei cavi, in modo da permettere all'utente di giostrare come meglio crede la loro disposizione, potendoli poi mantenere nella posizione desiderata con le fascette fornite in dotazione.

 

Antec ISK 600 inside cable clipAntec ISK 600 inside cable clip 1Antec ISK 600 inside PSU cable clipAntec ISK 600 inside hole

 

Sul retro del case ecco i due slot per le schede di espansione PCI/PCI-E; come potete notare sono molto vicine alla paratia laterale del case; vedremo in seguito se e come questa costrizione influirà sulle temperature della scheda video.

Molto ben realizzati i due bracket: in acciaio, in tinta con il case e forati per aiutare il ricorcolo d'aria, hanno un piccolo incastro verso il fondo che li tieni saldi in posizione, senza il rischio che si muovano o, ancora peggio, vibrino.

 

Antec ISK 600 inside PCI bracketAntec ISK 600 inside pci bracket 1

 

Manca solo un ultimo componente, l'alimentatore. Come si può notare dalla seguente foto, questo è posto nella parte frontale del case, posizionato su uno dei due fianchi; va fissato per mezzo delle classiche quattri viti ad una piastra che è leggermente più interna rispetto alla paratia laterale destra; in questo modo è stato ricavato lo spazio minimo necessario per la presa collegata alla spina che abbiamo visto sul retro del case, e per l'interruttore dell'alimentatore stesso. Grazie a questa posizione l'unità può respirare aria fresca aspirandola dalla griglie frontali per poi espellerla attraverso la mesh laterale, senza intaccare quindi i flussi interni.

Ottima la dotazione di quattro semplici striscie gommate nella zona dell'alimentatore che lo disaccoppiano dal telaio e aiutano a tenerlo fermo.

 

Antec ISK 600 inside psu slot

 

Sul fronte storage, pur essendo un case compatto, le soluzioni non sono poche. Si ha spazio per ben tre hard disk da 3.5", due sull'apposito supporto (prima foto a sinistra) e uno ricavato sul telaio stesso a lato della scheda madre, in verticale (ultima delle seguenti foto); per gli SSD da 2.5" sono stati predisposti due slot, posizionati in orizzontale uno accanto all'altro sopra il sopporto per la periferica ottica, quest'ultima obbligatoriamente di tipo slim (seconda e terza foto da sinistra).

 

Antec ISK 600 inside hdd trayAntec ISK 600 inside hdd tray 1Antec ISK 600 inside hdd tray unmounted 1 Antec ISK 600 inside SSD side

 

Questi due supporti sono entrambi completamente rimovibili; sono fissati tramite semplici incastri meccanici, costituiti da quattro piccoli perni rivestiti in gomma che vanno in infilarsi negli appositi alloggi ricaviti nel telaio. Una soluzione semplice ma ingegnosa, che ha il vantaggio di non richiedere l'uso di viti e cacciaviti e soprattutto, specialmente per quanti riguarda il vano per i dischi meccanici, funziona come isolante per le vibrazioni.

 

Antec ISK 600 inside top 525Antec ISK 600 inside top 525 1

Antec ISK 600 inside top hddAntec ISK 600 inside top lock downAntec ISK 600 inside top lock up

 

Nella seguente foto osserviamo un ultimo piccolo particolare riguardante la periferica ottica; quando non installata, l'apposita fessura sulla cover frontale è chiusa da un piccolo inserto in plastica nero, ad essa fissato con due piccole clip. Per rimuoverlo lo si deve semplicemente spingere verso l'interno, anche senza aver prima disintallato il frontale; un'operazione molto semplice, anche troppo forse: ci è infatti capitato varie volte che, solo appogiandoci sopra le dita, la cover rientrasse da un lato, spesso senza disincastrarsi completamente. Nulla di male fino tanto che non avete ancora chiuso il case e ci state ancora lavorando, ma che può annoioare parecchio in caso contrario.

 

Antec ISK 600 inside 525 coverAntec ISK 600 inside 525 cover 1


L'Antec ISK600 sul fronte raffreddamento offre in configurazione standard una sola ventola da 120mm installata sul retro del case in espulsione; questa crea una pressione negativa all'interno e l'aria fresca viene quindi automaticamente aspirata dall'esterno attraverso le generose griglie frontali. A meno di particolari stravolgimenti, non c'è spazi per una eventuale ulteriore ventola, ne frontale in immissione ne posteriore in espulsione. La ventola in dotazione è dotata di un piccolo switch per regolarne la velocità su tre step predefiniti.

Per gli amanti del raffreddamento a liquido si può installare, in sostituzione della ventola, un radiatore monoventola, esclusivamente però con i raccordi sul lato (sia in alto che in basso non c'è lo spazio necessario). C'è spazio addirittura per una configurazione "a panino" push-pull, con due ventole slim. Fate solo attenzione a progettare bene il raccordo superiore se avete intenzione di mantenere il supporto centrale per gli hard disk, in quanto lo spazio in profondità non è molto.

 

Antec ISK 600 cooling fanAntec ISK 600 cooling radiatorAntec ISK 600 cooling radiator distance

 

L'Antec ISK600 monta sul frontale un piccolo pannello di I/O che offre all'utente una porta USB 3.0, una USB 2.0 e due jack da 3.5" per cuffie e microfono; appena sopra questo è stato posizionato un piccolo inserto in plastica lucido nero che si illumina dal retro tramite un semplice LED di colore blu; questo è fissato alla cover frontale da un supporto bianco in plastica, che diffonde al meglio la luce ed evita che si illumini anche l'interno del case. Per alimentare il LED è stato impiegato un comune molex a 4 pin.

 

Antec ISK 600 electronic Antec ISK 600 electronic white cover

 

Il pannello di I/O è costituito da un semplice PCB rettangolare fissato al frontale con due viti, sul quale sono saldati alla perfezione, al centro, i due jack per l'audio; le porte USB sono invece direttamente collegate ai rispettivi cavi da collegare alla scheda madre.

Evidenziamo un particolare interessante, e molto comodo, riguardante la porta USB 3.0, che non abbia trovato prima d'ora in altri case, anche di fascia alta: il classico connettore blu dal lato scheda madre è stato affiancato da uno di tipo USB 2.0 in parallelo, di modo che anche chi non avesse la connessione di ultima generazione sulla propria scheda madre, possa comunque utilizzare la porta, seppur a velocità ridotta.

Discorso simile per il connettore audio, anche questo sdoppiato per poter usufruire, a seconda della disponibilità o delle esigenze, della connessione HD AUDIO o AC'97.

 

Antec ISK 600 electronic IO panelAntec ISK 600 electronic IO panel backAntec ISK 600 electronic IO panel connection

 

A fianco del pannellino appena visto, sulla destra, sono stati posizionati i pulsanti di accensione e reset; dietro di questi si nascondono, installati su un apposito supporto plastico nero, due classici switch.

 

Antec ISK 600 electronic buttonsAntec ISK 600 electronic buttons back

 

Segnaliamo in ultimo, prima di procedere, la presenza del LED di attività degli hard disk e la mancaza di quello di accensione e dello speaker.


Prima di procede alla prova finale pratica, apriamo una breve parentesi, come tutti sanno il mercato principe di Antec è quello dei case, e questo lo si evince facilmente studiando la lista dei loro prodotti. Tra gli altri settori in cui si è inserita troviamo quello dell'hardware, nello specifico degli alimentatori. A corredo il case in oggetto l'azienda ha voluto offrirci anche l'Antec High Current Gamer (HCG) 520M, alimentatore della omonima famiglia alla quale appartegono ben dieci modelli differenti, con potenze dai 400W fino a ben 900W, sia modulari che non.

L'unità in prova, come suggerisce il nome stesso, è capace di erogare fino a 520W, adotta un design modulare ed ha ottenuto la certificazione 80Plus Bronze. Di certo, viste queste caratteristiche, non siamo di fronte all'ultimo nato pensato per i fanatici dell'hardware, ma Antec con questo modello punta a quella clientela alla ricerca di un alimentatore su misura per il proprio sistema, senza esagerare, sempre con un occhio al portafoglio.

L'Antec HGC 520M viene venduto al pubblico in una classica scatola di cartone con chiusura a libro; la grafica è a nostro avviso accattivante e richiama subito alla mente il contenuto.

Sulla facciata principale è ritratto l'alimentatore, da un angolo, e si possono notare parzialmente la ventola superiore e le connessioni posteriori; il nome "High Current Gamer M" è stampato nell'angolo superiore sinistro, con dei fulmini bianchi che attraversano la scritta rossa; più in basso campeggiano quattro loghi raffigguranti le principali caratteristiche tecniche dell'alimentatore. Sulla destra, seguendo il medesimo stile della confezione dell'Antec ISK600, è stata inserita una banda gialla verticale sopra la quale campeggia, in nero, il logo della casa stessa.

Sui restanti lati della confezione sono riportate le caratteristiche tecniche dell'alimentatore; sul retro nella sola forma scritta, in sei lingue italiano compreso; sui lati in forma tabellare: da una parte è stampata la classica tabellina delle potenze, dall'altro l'elenco dei connettori a disposizione.

 

Antec 520W box backAntec 520W box frontAntec 520W box leftAntec 520W box right

Antec 520W box side 1Antec 520W box top

 

Molto elegante e pratica l'apertura a scrigno; con una sola mano è possibile aprire la confezione ed estrarre l'alimentatore. Questo è riposto nella sua posizione all'interno di uno spesso sacchetto in nylon nero, sul cui centro è stata svoraimpressa la scritta "Antec", in rosso; che dire, un primo impatto d'effetto.

In questo caso, a differenza di quanto visto per altri alimentatori, non troviamo protezioni in poliuretano o simili, ma l'unità è racchiusa all'interno di una sorta di ulteriore scatola interna, con ciascuna parete formata da ben tre strati di cartone spesso ondulato che forniscono ugualmente la giusta protezione.

 

Antec 520W unboxingAntec 520W bag

 

A corredo dell'Antec HCG 520M sono forniti:

  • Un opuscolo illustrativo, in formato A4, bianco e nero;
  • Un cavo d'alimentazione con presa Schuko;
  • 4x viti;
  • 4x cavi modulari.

Il bundle è completo per l'uso dell'unità, ma nulla di eccezionale; uno o due cavi extra o delle fascette non avrebbero di certo fatto male. Come già notato per l'Antec ISK600, manca inoltre un vero proprio manuale d'uso e manutenzione, anche se in questo caso la pecca è decisamente meno significativa.

 

Antec 520W bundle cablesAntec 520W bundle manual


L'alimentatore ha misure ATX standard, pari a 160 x 150 x 86mm (P x L x A), ed un peso pari a poco meno di 1800g; la linea è molto classica e semplice, totalmente di colore nero con finitura opaca ottimamente realizzata, senza alcun particolare accessiorio od inserto. E questo lo riteniamo un plus: difatti in questo modo l'unità si può integrare alla perfezione in qualsiasi configurazione.

Sul lato superiore è posizionata la ventola, da 135mm con tecnologia DBB (Dual Ball Bearing, a doppio cuscinetto); questa è termo-regolata per diminure al minimo il rumore prodotto, pur mantenendo la temperature d'esercizio nel suo range ottimale. Passando al lato posteriore, dedicato allo sfogo dell'aria calda, troviamo la presa di alimentazione, con a fianco l'interruttore principale; appena sotto un piccolo adesivo riporta la scritta "Antec High Current Gamer - 520W continuous power".

Il pannello delle connessioni modulari è sul fianco opposto; sono sei in totale, due nere da cinque pin etichettate "HDD" e quattro rosse da dieci pin, necessarie per i carichi più pesanti quali le schede video. L'uscita dei cavi fissi è dotata di una guarnizione rigida che evita possibili danni ai cavi o allo sleeve.

Le caratteristiche tecniche e tutti i logi delle certificazioni ottenute sono stampate su una etichetta apposta al centro del lato inferiore, per non essere troppo invadente.

 

Antec 520W top fanAntec 520W backAntec 520W bottom 1Antec 520W side

Antec 520W back connectionAntec 520W bottomAntec 520W top

 

In totale le connessioni messe a disposizione da questa PSU sono:

  • 1x 20+4 pin per la scheda madre, 55cm (fissa);
  • 1x 4+4 pin ATX12V/EPS12V, 60cm (fissa);
  • 2x 6+2 pin PCI-E, 50cm+15cm (modulari);
  • 4x molex, 55cm-85cm (modulari);
  • 5x SATA, 55cm-85cm (modulari);
  • 1x floppy (modulari).

Tutti i cavi, sia fissi che modulari, sono dotati di una calza nera; questa è di buona qualità ed applicata correttamente, anche se come spesso accade, non copre tutto il cavo fino al connettore, ma sono stati lasciati scoperti un paio di centimetri. Molto interessante la cosidetta tecnologia "Stealth wires", che indica l'uso da parte di Antec di cavi con colori scuri di modo da essere il meno visibili possibile.

Nulla da ridire sulla qualità dei connettori, sia dal lato alimentatore che periferiche; sono realizzati in plastica nera (tranne per i due PCI-E rossi), senza sbavature sui bordi e danno un'ottima sensazione di robustezza. Perfetti anche gli accoppiamenti maschio-femmina di tutti i connettori, stabili ma anche facili da inserire e rimuovere.

Di seguito riportiamo la tabella delle correnti come riportata sul sito ufficiale e sull'alimentatore stesso. Si evidenza il design a singola linea +12V, che può erogare fino a 40A (480W), praticamente quasi tutta la potenza erogabile, nonostante questa unità non adotti la conversione DC-DC per la generazione delle linee minori.

 

AC Input 110-240Vac - 50-60Hz, 8A - 4A - 10% APFC
DC Output +3.3V +5V +12V1 -12V +5Vsb
Max Output Current 24A 24A 40A 0.8A 2.5A
Max Combined Power 130W 480W 9.6W 12.5W
Total power

520W

L'Antec HCG 520M rispetta i requisiti per la certificazione 80Plus Bronze, con una efficienza energetica massima dichiarata dalla casa pari al circa l'87%, un valore al giorno d'oggi buono ma non proprio di spicco.

Molto bene sul fronte protezioni; a sicurezza del sistema in cui l'alimentatore è installato e dell'unità stessa troviamo: OVP (Over Voltage Protection), OCP (Over Corrent Protection), UVP (Under Voltage Protection), SCP (Short Circuit Protection), OPP (Over Power Protection) e infine OTP (Over Temperature Protection) e persino SIP (Surge & Inrush Protection, per controllora il transitorio inziale); una copertura davvero completa.


Procediamo ad analizzare l'interno; si svitano le quattro piccole viti con testa a croce poste in prossimità di quelle che fissano la ventola e la relativa griglietta, e si solleva quindi la cover superiore, prestando attenzione nello scollegare il cavo della ventola dalla scheda madre.

A raffreddare la componentistica, Antec ha installato una ventola nera da 135mm fornita da Adda, modello ADN512MB-A90; impiega la tecnologia DBB (Double Ball Bearing, a dopio cuscinetto) e può raggiungere fino a 1700RPM, con un consumo massimo pari a 0.27A.

 

 Antec 520W inside fanAntec 520W inside fan spec

 

L'Antec HCG 520M è basato sulla piattaforma Seasonic S12 II, un design abbastanza popolare tra gli alimentatori con potenza massima contenuta; come già menzionato non impiega la tecnologia DC-DC per la generazione delle linee minori. Il PCB nel suo complesso è affollato di componenti, considerando anche le dimensioni non così generose dei due dissipatori impiegati, ma adotta una disposizione molto razionale e quindi ordinata.

Antec 520W inside top 1Antec 520W inside top 2

Antec 520W inside top

Prima di entrare nel dettaglio elenchiamo le sezioni di cui è composta l'unità (figura precedente), seguendo l'andamento della corrente:

  1. Filto EMI
  2. Rettificatore
  3. APFC
  4. Condensatore primario
  5. Switcher primari
  6. Trasformatori
  7. Rettificatori secondari
  8. Filtri secondari e scheda protezioni
  9. Pannello connesioni di output

Il filtro EMI è di ottimo livello; è diviso in una prima sezione installata su un piccolo PCB nero posto dietro la presa e una seconda installata sulla scheda madre. Nella prima troviamo un condensatore X, quattro Y e una induttanza; nella seconda sono saldati un ulteriore condensatore X, due Y, due induttante ed un MOV.

 

Antec 520W inside EMI filterAntec 520W inside EMI filter 1Antec 520W inside 1Antec 520W inside 2


Vista la stretta vicinanza con un grossa induttanza, purtroppo non siamo riusciti a leggere la sigla del rettificatore; questo è opportunamente fissato ad un piccolo corpo alettato con impiego di pasta termica.

Il circuito di Active Power Factor Correction (APFC) è classico, composto in questa unità da una induttanza, due mosfet (FDP18N50) e un diodo, opportunamente installati su dissipatore con pad e pasta termica.

Segue poi il singolo condensatore primario, un Nippon Chemi-Com da 4290uF e temperatura massima di esercizio pari ad 85°C.

Come switcher primari, posti in configurazione half-bridge per innalzare la frequenza della tensione di alimentazione, sono stati impiegati nuovamente due mosfet FDP18N50, anche questi fissati al dissipatore tramite pad e pasta termica.

Su una piccola daughter board saldata in verticale appena dietro gli switcher (terza foto, in verde), sono state implementate le due schede di controllo PFC e LLC in un singolo IC Infineon ICE1CS02.

Ed ecco quindi i due trasformatori; il più grande abbassa la tensione ai 12V necessari prima di entrare nello stadio secondario.

 

Antec 520W inside 3Antec 520W inside 5Antec 520W inside 6Antec 520W inside 7

 

Per il secondario Antec ha optato per una regolazione di gruppo, evidenziata dalla presenza di due grosse induttanze proprio a fianco del dissipatore, e un design passivo, con l'impiego di diodi SBRs al posto dei mosfet per la generazione e regolazione dei canali +12V (sigla 30A50CT), 5V (sigla 40U45CT) e 3.3V (sigla STPS30L30C); tutti questi componenti sono opportunamente dissipati da un generoso corpo alettato nero, con l'impiego di pad e pasta termica. Facciamo notare come questo sia, in realtà, un design non molto moderno, ma economico, a differenza di quanto possiamo trovare oggigiorno nelle topologie più moderne.

Tutti i condensatori dello stadio secondario sono dei Nippon Chemi-Con, con temperature massime pari a 105°C; ne troviamo sette sulla scheda madre, ed altri sei sul pannello delle connessioni.

Tutte le protezioni implementate a bordo dell'Antec HCG 520M sono realizzate mediante IC PS223 della Silicon Touch Technology, installato su di una piccola scheda verticale (terza foto da sinistra).

Osservando il retro della scheda madre, notiamo una discreta qualità delle saldature; sono certamente tutte molto resistenti e non abbiamo trovato componenti a rischio dissaldatura, ma spesso, a nostro avviso, soprattutto nella zona dello stadio secondario dove i cavi abbondano, è stato impiegato un po' troppo materiale rispetto al dovuto.

Il piccolo integrato al centro della scheda (diodo), siglato SBR10U45 è deputato alla regolazione dei 5VSB.

 

Antec 520W inside 8Antec 520W inside 9Antec 520W inside 10Antec 520W inside 11

 

Ed ecco, infine, il pannello delle connessioni di output; si notato gli ulteriori sei condesantori di filtraggio, uno per socket, ed una ottima qualità costruttiva di questa scheda, con una saldature tonde e lucide e una precisa disposizione dei componenti.

 

Antec 520W inside IO panelAntec 520W inside IO panel back

 

L'Antec High Current Gamer 520M è in vendita, alla data della pubblicazione dell'articolo, ad un prezzo medio molto interessante pari a circa 60€; dalle nostre analisi, sul fronte tecnico è emerso un design certamente completo di tutto il necessario (filtro EMI, APFC, filtri sul secondario, protezioni), ma forse non troppo moderno, frutto dell'impiego della piattaforma del Seasonic S12 II. La componenstica è ben dimensionata considerando la potenza in gioco non eccessiva e di discreto livello. L'efficienza energetica si assesta attorno all'87%, un valore non ai massimi livelli ma che ha consentito a questo alimentatore di ottenere la certificazione 80Plus Bronze.


Tornando in tema Antec ISK600, eccoci finalmente alla fase più pratica della prova sul campo; abbiamo installato all'interno del case un sistema completo così composto:

  • Scheda madre AsRock H77M-ITX
  • Processore Intel Core i7 2600K
  • Dissipatore ad aria Zero Infinity SHIVA
  • Scheda video Zotac GeForce GTX275 AMP Ed.
  • Ram 1x2GB
  • Hard disk meccanico 500GB
  • Hard disk meccanico da 250GB
  • SSD da 128GB
  • Alimentatore Antec HCG 520 M

Siamo partiti, come sempre, dal posizionare l'alimentatore nel suo vano, avendo cura di rimuovere in anticipo i due supporti superiori per i drive così da avere massimo spazio di manovra; l'operazione è risultata molto semplice e veloce, ed una volta strette tutte le viti l'unità è ben salda nella sua posizione. Ricordatevi, prima di chiudere definitivamente il case, di collegare il cavo e mettere su "ON" l'interruttore.

Una piccola nota: abbiamo provato, per curiosità, a montare l'alimentatore al contrario, con la ventola rivolta verso l'interno, ma purtroppo non ci siamo riusciti poichè la presa è risultata troppo in basso e non si può quindi collegare il cavo.

Consigliamo infine, visti gli spazi interni comunque discreti, di optare per un alimentatore modulare, altrimenti faticherete non poco a nascondere tutti gli eventuali cavi in eccesso.

 

Antec ISK 600 integration psu 1Antec ISK 600 integration psu cableAntec ISK 600 integration psu lenght

 

Il passo successivo è il posizionamento della scheda madre; anche in questo caso nessun problema nelle operazioni in quanto lo spazio di manovra attorno è abbondante e si riescono ad avvitare con comodità le quattro viti. Come si nota, grazie alla posizione intelligente della scheda madre, il dissipatore, seppur voluminoso ed alto, ha tutto lo spazio necessario per lavorare bene e non è soffocato. Bisogna solo prestare attenzione al modello scelto per quanto riguarda la forma e le eventuali ventole da installare.

 

Antec ISK 600 integration moboAntec ISK 600 integration mobo 1Antec ISK 600 integration mobo 2ù

 

Uno dei possibili punti critici dei case Mini-ITX è la scheda video, perchè spesso risultano troppo lunghe o spesse; non è il caso dell'Antec ISK600, nel quale è possibile installare schede lunghe fino a ben 317mm, anche a doppio slot e con dissipatori più larghi del normale (come è il caso, ad esempio, della EVGA GTX 770 Classified). Nessun problema di spazio anche per i connetti ausiliari PCI-E, siano essi in verticale o in orizzontale.

Ed infatti, non abbiamo avuto alcuna difficoltà nell'inserire in posizione la nostra scheda video, seppur sia molto lunga e a doppio slot.

 

Antec ISK 600 integration vgaAntec ISK 600 integration vga top

 

Anche per quanto riguarda i drive, sia meccanici che a stato solido, non sono sorte complicanze; peccato solo per la mancanza di meccanismi tool-less visti in altri case, ma grazie alla possibilità di estrarre facilmente i due supporti, le operazioni sono ugualmente molto rapide e semplici.

Facciamo notare due particolari; in primis se utilizzate un dissipatore un po' alto, come nel nostro caso, non potrete più montare l'hard disk inferiore sul supporto centrale (come mostrato nella seconda figura da sinistra); in secundis, il supporto verticale per hard disk da 3.5" (terza foto da sinistra) non prevede nessun meccanismo per disaccoppiare il drive stesso dal telaio, con il conseguente possibile propagarsi delle vibrazioni.

 

Antec ISK 600 integration ssdAntec ISK 600 integration hddAntec ISK 600 integration hdd 1

 


 

E finalmente, dopo le comuni operazioni di cablaggio dei componenti, il nostro sistema è pronto all'uso; come avete potuto notare, all'interno è possibile installare praticamente ogni genere di configurazione, anche molto potente e, ad esempio, con una grande capacità di storage. Lo spazio interno si riduce però notevolmente con tutti i componenti installati e il riordino dei cavi non è poi così agevole, ma nemmeno impossibile.

Come già detto, vista la nostra esperienza con questo case, consigliamo quindi, se possibile di selezionare un alimentatore modulare e cavi di alimentazione e dati quanto più possibile "su misura". Ancora meglio l'uso di un sistema di dissipazione a liquido compatto, cosi da liberare lo spazio nell'area della scheda madre per un migliore ricircolo d'aria.

Questo è il risultato finale da noi ottenuto, a nostro avviso davvero ottimo, con anche abbondanti margini di miglioramento.

Antec ISK 600 integration finalAntec ISK 600 integration final 1Antec ISK 600 integration final 2Antec ISK 600 integration final 3

Antec ISK 600 integration final 4Antec ISK 600 integration final 5Antec ISK 600 integration final 6

 

Antec ISK 600 integration final 7Antec ISK 600 integration final 8Antec ISK 600 integration final 9Antec ISK 600 integration final 10

Di seguito proponiamo un video dimostrativo di tutte le fasi che hanno portato all'assemblamento della piattaforma in oggetto:


Siamo giunti ai test prestazionali dell'Antec ISK600; studiamo le temperature di CPU e GPU al variare del rispettivo carico di lavoro. E' stata impiegata la seguente configurazione:

 

  • CPU Intel Core i7 2600K stock;
  • Scheda madre Asrock H77M-ITX
  • Ram Avexir Core Series 1x4GB @ 2133MHz
  • Scheda Video Nvidia GTS250 stock
  • SSD Micron C400 128GB SATA 3
  • Dissipatore CPU ad aria Zero Infinity SHIVA
  •  

    Sono state effettuate due serie di misure; abbiamo preso come riferimento le temperature rilevate con sistema montato su banchetto, per poi confrontarle con quelle ad hardware montato nel case in oggetto. Per mantenere la compatibilità tra le due misure, nessun cambiamento sul sistema di dissipazione ne lato hardware è stato effettuato.

    Il case è stato mantenuto nella configurazione stock, con la ventola posteriore da 120mm in estrazione alla massima velocità.

    Di seguito le schermate riportanti le temperature rilevate. In ordine è mostrata:

     

  • la temperature della CPU e GPU con sistema in IDLE;
  • la temperature della CPU al 100% (tramite software Intel Burn Test e Core Temp per la lettura dei sensori);
  • la temperature della GPU al 100% (tramite software Furmark e GpuZ per la lettura dei sensori).
  •  

    La temperatura della stanza in cui sono state effettuate le misure è pari a 26,1°C.

           Banchetto                   Antec ISK600

    Antec ISK 600 bench banc idle     Antec ISK 600 bench case idle

    Antec ISK 600 bench banc cpu full     Antec ISK 600 bench case cpu full

     Antec ISK 600 bench banc gpu full    Antec ISK 600 bench case gpu full

     

    Analizziamo i dati raccolti; in idle la temperatura della CPU è circa 3°C/4°C più alta all'interno del case rispetto al banchetto, mentre la scheda video fa segnare ben 12°C extra, assestandosi sui 60°C, un temperatura già molto elevata (sempre tenendo al mente la temperatura della stanza pari a circa 26.1°C).

    Sotto stress la differenza di temperatura a regime aumenta sino a 8°C, con una media di circa 66.5°C sul core contro i 59°C nelle condizioni di riferimento; certamente gli spazi ristretti e la sola ventola in estrazione non aiutano il dissipatore a lavorare al massimo del suo potenziale, ma seppur il divario sia aumentanto è comunque contenuto e sotto controllo.

    Discorso diverso per quanto riguarda la scheda video; in termini numerici il divaro diminisce, in entrambi i setup la GPU si assestra sui 100°C (99°C per il banchetto), ma la differenza la fa il tempo impiegato per raggiungere tale temperatura; come si può notare dal grafico di Furmark, a case chiuso è praticamente impossibile far girare il benchmark per più di un paio di minuti.

    Perchè accade questo? Sempre tenendo in conto l'alta temperatura ambientale, riteniamo che, come già notato in tutti i case Mini-ITX da noi analizzati, la scheda video non riesca a respirare a dovere data l'esigua distanza dalla paratia laterale (che infatti era diventata molto calda al tatto), e che si crei un zona di ristagno proprio attorno al dissipatore della VGA. La griglia laterale sul lato sinistro non è in questo caso efficace perchè la scheda è corta e non riesce a pescare aria fresca direttamente dall'esterno; con una scheda video più lunga, dotata di dissipatore che espella l'aria calda direttamente fuori dal case attraverso i bracket PCI, la situazione potrebbe migliorare significativemente, per di più senza intaccare la temperatura dell'aria all'interno del case.

    L'Antec ISK600 è risultato da questi test silezioso, anche con la ventola posteriore al massimo regime e nonostante la scossa superiore in alluminio; le orecchie più sensibili aprrezzeranno molto lo switch per regolare la ventola, anche se non accessibile dall'esterno; regolandola al minimo diventa praticamente inudibile e il rumore sarà prodotto solo dal dissipatore o dalla scheda video.


    In queste pagine abbiamo avuto l'onore di analizzare l'ultimo nato nella famiglia di case ISK di casa Antec, l'ISK600; seppur molto differente per design, tecnologia e target, nasce come erede dei vari ISK 100, ISK 110 e ISK 300, per ampliare una famiglia ancora poco esplorata dalla casa californiana, soprattutto considerando il portafoglio di case di tutto rispetto negli altri segmenti di mercato.

    Già sin da prima dell'apertura della confezione, si intuiscono le dimensioni molto contenute del case; e questa sensazione non viene smentita una volta estratto dalla confezione; rispetto, ad esempio, ai Corsair Obsidian 250D o al Bitfenix Colossu Mini-ITX, è decisamente più basso, quasi 13cm in meno, mentre restano pressochè invariate larghezza e profondità. Il motivo di questa differenza è tutta all'interno, dove la disposizione dei componenti è nuova: la scheda madre è installata direttamente sul fondo e l'alimentatore (con dimensioni ATX standard) è posto, appoggiato su di un fianco, nella parte frontale, con il cavo per alimentarlo che si collega alla presa installata sul retro del case.

    In questo modo si hanno più vantaggi: il case è più piccolo, si possono installare dissipatore più generosi, con altezza massima fino a 170mm e ci stanno schede video anche di dimensioni non indifferenti, sia in lunghezza (massimo 317mm) che in altezza, anche con dissipatori a doppio slot. Ma si hanno anche alcune controindicazioni, come ad esempio l'assenza di una ventola frontale in immissione oppure gli spazi ristretti per il cable management una volta installato l'hardware.

    Tutto questo è stato realizzato a regola d'arte, sia sul fronte estetico che tecnico; l'Antec ISK600 si presenta come un piccolo parallelepipedo con spigoli secchi, ma stondati, senza alcun fronzolo particolare; il colore nero è uniforme su tutta la superficie, con una elegante finitura spazzolata per la cover posteriore in alluminio, satinata per la maschera frontale in plastica. Solo due piccole griglie sui lati e il pannello di I/O sul frontale a rompere questa pulizia. Questo suo aspetto sobrio, quasi serio, lo rende molto facile da inserire in qualsiasi ambiente, ad esempio com HTPC a fianco del vostro televisore in salotto.

    Il telaio ci è parso, poi, studiato e realizzato a dovere, in acciaio SECC da 0.8mm; le parti sono ben accoppiate tra di loro, con rivetti e viti tutti installati correttamente; peccato solo che non li abbiano scelti neri in tinta con tutto il resto del case.

    Passando al lato pratico, l'integrazione dell'hardware è risultata comoda e abbastanza rapida; gli spazi di manovra nell'inserimento in posizione dei vari componenti è abbondante, ma si rivela poco più che sufficiente nelle successive fasi di cable management, soprattutto se, come nel nostro case, state impiegando un dissipatore dalle dimensioni non indifferenti. Nulla di grave, sia chiaro, e si riescono ad ottenere ottimi risultati, ordinati e puliti, a patto però di dedicarcisi con pazienza. Infine, nonostante l'assenza di meccanismi tool-less per i hard disk ed SSD, la loro installazione è intuitiva e veloce, grazie all'impiego di supporti rimovibili, installati ad incastro sul telaio stesso.

    Purtroppo abbiamo dovuto penalizzare un po' il case sul fronte prestazioni; valutando i test di stress è emerso infatti che la CPU non risente eccessivamente quando chiusa all'interno del case, mentre la GPU soffre particolarmente, raggiungendo temperature molto elevate in poco meno di due minuti; la griglia laterale non ci è venuta in soccorso con la scheda da noi impiegata nei test, ma lo farà certamente con VGA più lunghe e dotate di un dissipatore che espelle l'aria calda direttamente attraverso i bracket PCI.

    Ma c'è un ultimo e significativo punto di forza dell'Antec ISK600 che ci spinge a consigliarvene l'acquisto: il prezzo di vendita. Alla data della pubblicazione di questo articolo potreste portarvi a casa il case per soli 58€-60€, un prezzo davvero molto aggressivo soprattutto considerando l'ampia compatibilità con l'hardware e l'ottima qualità costruttiva. Sul mercato certamente si possono trovare soluzioni più economiche, ma con qualità nettamente inferiori, e siamo sicuri che valga la pena spendere quei 20€ extra per aggiudicarsi questo ottimo case, senza però superare quella soglia degli 80€-85€ necessaria per altri case con le medesime caratteristiche.

    Riassumendo, infine, quanto visto in merito all'alimentatore Antec High Current Gamer 520M, possiamo certamente affermare di avere avuto a che fare con una unità di buon livello, capace di erogare fino a 520W, progettata e realizzata per soddisfare le esigenze più comuni, per tutti quei sistemi di fascia media/media-alta non troppo assetati di watt, mantenedo sempre un occhio attento al portafoglio. Dal punto di vista tecnico è ben progettato e completo di ogni sezione, dal generoso filto EMI, al'APC fino alle numerose protezioni adottate, e la sua implementazione è di conseguenza ottima, ordinata e pulita, con buone saldature (ad eccezione del retro del PCB nella zona del secondario). La componentistica è ben dimensionata alla non eccessiva potenza in gioco, ma è qui dove Antec ha cercato di contenere un po' i costi.

    Peccato solo per l'efficienza non al top per i nostri giorni, che si assesta all'87% circa con la certificazione 80Plus Bronze, e al design un po' datato (basato sulla piattaforma S12 II di casa Seasonic), con l'uso della regolazione di gruppo e di un design passivo che sfrutta diodi SBRs al posto dei mosfet per la generazione delle tre linee +12V, +5V e +3.3V.

    Prezzo di vendita di circa 65€/70€, sicuramente adeguato a quanto visto, in linea con la concorrenza.

     

    Nome prodotto PRO CONTRO Award tecnici
    Award prestazionali

    antec
    Antec ISK600

    + Dimensioni e peso contenuti
    + Design elegante, pulito, perfetto come HTPC
    + Colore nero e finitura spazzolata sul guscio in alluminio
    + Accesso veloce all'hardware
    + Ottima qualità costruttiva
    + Dissipatori fino a 170mm
    + Schede video fino a 317mm
    + Alimentatori ATX standard
    + Ampi spazi di manovra in fase di installazione
    + Singola ventola da 120mm con regolatore di velocità
    +3 Hard disk da 3.5" + 2 SSD da 2.5"
    + Pannello frontale di I/O
    + Prezzo

    - La finitura dell'alluminio si sporca facilmente
    - Piedini piccoli e solo incollati
    - Con dissipatore alto si perde uno slot per hard disk da 3.5"
    - Pochi spazi di manovra per la gestione dei cavi
    - Temperature GPU alte
    - Rivetti e viti non in tinta
    - Radiatori monoventola solo "sdraiati"
    - Assenza di un vero manuale

    ct silver technical  ct medium performance

    Nome prodotto PRO CONTRO Award tecnici Award prestazionali

    antec 
    Antec High Current Gamer 520M

    + Buon design tecnico, ordinato e razionale
    + Componentistica ben dimensionata alle potenze in gioco
    + Ottime saldature in genere
    + Tutte le protezioni sono state implementate
    + Connettori di qualità
    + Stealth wires
    + Cablaggio modulare
    + Silenzioso

    - Design un po' "vecchio" non DC-DC e regolazione di gruppo
    - Qualche cavo extra non avrebbe guastato
    - Lo sleeve lascia scoperto qualche centimetro dei cavi
    - Efficienza non al top (87%)

    ct silver technical  

    Si ringrazia Antec per i prodotti oggetto dell'articolo.

    Commenti sul forum.