Recensione Bitfenix Pandora

Partiamo dal retro.

Ben realizzato il vano per l'alimentatore, dotato di quattro piedini gommati e di una piccola appendice superiore che incastrano l'unità alla perfezione. Il case è compatibile con PSU rispettanti lo standard ATX con una lunghezza massima pari a 180mm. Nulla da ridire a riguardo.

Appena sopra l'alimentatore notiamo nuovamente i bracket PCI, realizzati in mesh d'acciaio con fori tondi; il case può ospitare un massimo di ben cinque periferiche PCI di lunghezza massima pari a 350mm. Più che la lunghezza qui è però necessario stare attenti alla larghezza delle schede, in particolare delle VGA, che non deve superare i 120mm, inclusi gli eventuali connettori laterali.

In ultimo, in alto, troviamo l'apertura per le connessioni di I/O della scheda madre, al cui fianco è stata realizzata una mesh con fori ovali per il passaggio dell'aria. Date le dimensioni ristrette, non è stato ricavato lo spazio per la classica ventola posteriore ma in ogni caso, parlando in linea teorica e con un po' di sano modding, è possibile montarne una da 60mm.

Il Bitfenix Pandora è compatibile con schede madri mini-ITX e micro-ATX; lo scasso sul piatto della scheda madre, comodissimo per lavorare sul sistema di dissipazione del processore senza dover asportare tutta la scheda madre, è a dir poco grande. A fianco della scheda madre sono stati inoltre ricavati due generosi fori ovali per il passaggio dei cavi, anche se, come vedremo, non sono poi così utili.

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Di seguito è mostrato nel dettaglio il sistema di sgancio rapido delle paratie laterali, che è composto da otto coppie perno-incastro; i primi sono saldati sui due laterali, i secondi invece sono fissati al telaio con due viti ciascuno. Quindi per rimuovere le paratie sarà sufficiente spingerle con decisione verso l'esterno, facendo attenzione a non farle cadere, mentre per rimetterle in posizione basterà prima allinearle e poi spingerle fino ad incastro avvenuto. Curatevi che tutti i quattro incastri siano perfettamente in posizione: ci è capitato infatti diverse volte che spingendo su un perno se ne sganciasse un altro senza che ce ne accorgessimo.

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Parlando di cable management, Bitfenix ha dotato il Pandora di una cover in acciaio per nascondere tutti i cavi uscenti dall'alimentatore. Anche se a lavori ultimati i cavi non sono perfettamente celati, questa è certamente un'ottima idea che vi permetterà di ammassare tutti i cavi extra li sotto, visto e considerato anche che sul retro della scheda madre non c'è spazio. Se aveste bisogno di sgomberare quest'area è sempre possibile rimuovere la cover in pochi secondi.

Per il passaggio di tutti i cavi il case è dotato delle classiche accortezze: sulla copertura appena citata e sul piatto scheda madre troviamo un totale di quattro fori ovali, i primi dotati di guarnizione in gomma, i secondi invece ne sono sprovvisti, ma sono stati giustamente smussati; infine i numerosi ganci ricavati direttamente dal pannello verticale sono utili per fissare tutti i cavi nella loro posizione finale.

pandora inside cable coverpandora inside cable cover off

pandora inside cable rubberpandora inside cable holespandora inside cable clip

 

La parte frontale del telaio è molto semplice; qui è stato ricavato lo spazio per due ventole da 120mm o un equivalente radiatore e, come si nota, il supporto è in rilievo su due profili ad L, così da ricavare quei millimetri in profondità necessari per l'installazione di un radiatore. Una soluzione semplice che ha permesso però di aumentare lo spazio interno senza aumentare le dimensioni esterne totali.

Si evidenza inoltre l'impiego di fori svasati (per una perfetta adesione del filtro anteriore) ed asolati che lasciano all'utente la possibilità di regolare con precisione l'altezza delle ventole.

pandora inside front fan holes

 

In tema hard disk ed SSD, come già discusso, Bitfenix ha deciso non sfruttare le classiche gabbie, ma i vari alloggiamenti sono stati sparsi per tutto il case. All'interno c'è spazio per tre SSD e per due drive da 3.5", con però uno slot in condivisione esclusiva: parlando di SSD il primo vano è sul retro della scheda madre, in verticale, il secondo è sul lato della cover per nascondere i cavi ed il terzo è sul fondo del case, posto nello spazio vuoto tra la parte frontale e l'alimentatore. I due spazi da 3.5" sono invece uno sul tetto del case, nascosto sotto la mesh, ed uno sul fondo. In totale, quindi, i drive installabili contemporaneamente sono quattro, e non cinque.

Il meccanismo di installazione è particolare: ogni postazione è dotata di una coppia di perni rivestiti in gomma, che vanno infilati nei fori filettatti per le viti del disco, e di soli due fori per fissare il disco con le viti. Vedremo bene come si montano i drive nei capitoli successivi, ma difatto lo possiamo considerare un sistema "semi-tooless" in quanto ci "risparmia" l'uso di due viti su quattro, andando inoltre in automatico a disaccoppiare il dischi dal telaio.

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pandora inside hddpandora inside hdd pivot

 

L'unico difetto riscontrato nello spulciare a fondo il telaio riguarda il colore; come detto questo è a nostro avviso ben steso e molto resistente, senza problemi di sfaldature o simili anche nelle zone più critiche, ma abbiamo notato sul fondo, all'interno di un bordino, la mancanza di colore. Nella seguente foto è evidenziato il difetto nel punto in cui è più marcato, ma il problema si estendo lungo tutto lo spigolo.

Sarebbe interessante verificare se si tratti di un  vero problema in fase produttiva o se ne sia afflitto in realtà solo il nostro sample.

pandora inside painting


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