Recensione Bitfenix Pandora

Ed eccoci come di consuetudine alla prova sul campo del Bitfenix Pandora, l'integrazione di un sistema completo; la configurazione è la seguente:

  • Scheda madre AsRock H77M-ITX
  • Processore Intel Core i7 2600K
  • Dissipatore ad aria Zero Infinity SHIVA
  • Scheda video Zotac GeForce GTX275 AMP Ed.
  • Ram 2x2GB
  • Hard disk meccanico da 250GB
  • SSD da 128GB
  • Alimentatore Zalman ZM600-GT

Partiamo dall'inserimento dell'alimentatore; ci sono due vie, o dalla parte sinistra, rimuovendo prima la cover, oppure partendo dal lato destro. Una scelta vale l'altra. Lo spazio non è moltissimo intorno all'unità, ma è sufficiente per lavorarci comodamente.

Noi abbiamo pensato di posizionare l'alimentatore con la ventola rivolta verso il basso, in modo che sia indipendente dal punto di vista del ricircolo d'aria.

pandora integration psupandora integration psu cover

Abbiamo poi provveduto ad installare la scheda madre, una mini-ITX nel nostro caso: nulla di più semplice e veloce. Guardando il risultato dal retro della scheda stessa si vede però come lo scasso in zona socket non sia, nel nostro caso specifico, nella giusta posizione, lasciando una parte del backplate nascosta.

Il dissipatore da noi impiegato è alto circa 130mm e rientra nell'altezza massima disponibile; come evidente è impossibile spingersi oltre.

pandora integration mobopandora integration mobo back

 E' il momento della scheda video. Solitamente per rimuovere i bracket PCI si utilizza semplice cacciavite, ma, vista la particolare conformazione di questa zona, nel Pandora ciò non è possibile; come mostrato nelle seguenti foto Bitfenix ha deciso quindi di utilizzare delle viti con testa a brugola, fornendo poi la chiave esagonale giusta. Sarà stata una scelta voluta o obbligata dalla struttura del case?

Manca inoltre lo spazio per lavorare direttamente con le mani; rimuovendo la cornice posteriore in alluminio si libera un po' l'area attorno, ma sarete comunque scomodi. Speriamo in una risivitazione per questa zona nelle future versioni del Pandora.

Ricordiamo la lunghezza massima della VGA pari a 350mm (senza radiatore con ventole sul frontale) e la profondità massima di 120mm, connettori PCI-E inclusi.

pandora integration vga screwpandora integration vga screw 1pandora integration vga

Installare gli hard disk è molto semplice.

Come già visto, sul fondo sono predisposti due serie di fori, quattro per i drive da 3.5" e quattro per gli SSD; per installare il disco si inseriscono i gommini forniti in dotazione nei fori per isolare il telaio dalle vibrazioni, e si fissa quindi la periferica con le solite quattro viti; operazione veloce che però richiede di accedere al fondo del case, girandolo sotto sopra.

L'ultima delle seguenti foto evidenzia quanto questa posizione sia infelice: immaginate, ad integrazione ultimata, quanti cavi vadano ammassati proprio in quella zona, nascosti sotto la cover, totalmente a coprire l'hard disk che non ha quindi accesso all'aria fresca. Se questo non è un problema per gli SSD, forse per un hard disk meccanico lo diventa.

Per installare i dischi nelle altre posizioni sono invece necessarie solo due viti per ciascun drive, perchè un lato è tenuto in posizione direttamente dal telaio; notate la finezza di questi perni, rivestiti di gomma per disaccoppiare totalmente disco e case.

Segnaliamo un piccolo dettaglio: le connessioni SATA del disco sul tetto sono rivolte verso la ventola, e questo implica che i cavi passano proprio davanti alla scheda madre; e purtroppo non c'è modo di girare di 180° il drive per migliorare questa situazione.

pandora integration ssd rubberpandora integration ssd backpandora integration hdd toppandora integration ssd

pandora integration sdd bottompandora integration hdd bottompandora integration hdd cable

L'ultima operazione è il routing di tutti i cavi; se non ne avete troppi in giro da collegare non impiegherete molto tempo, potendo contare sui quattro generosi fori predisposti da Bitfenix sulla cover e sul piatto scheda madre. Nel nostro caso, vista la lunghezza massima non eccessiva del cavo EPS e la posizione infelice dei connettori SATA sulla scheda madre, abbiamo dovuto far passare questi due cavi davanti alla scheda stessa.

Sempre per questioni di lunghezza, abbiamo riscontrato la medesima difficoltà anche per il cavo ATX da 24 pin; in questo caso però il problema non può essere risolto, perchè sul retro non c'è abbastanza spazio in profondità per farlo passare.

Nessun problema per il resto dei cavi; lo spazio attorno alla scheda madre è comunque abbondante, e anche con un dissipatore imponente come il nostro, li si posiziona e collega in breve tempo, senza particolari difficoltà.

Come ultima operazione, si riodinano tutti i cavi in avanzo e li si lega sotto la cover, li appositamente fissata per nasconderli alla vista.

pandora integration cablepandora integration cable 1

Come dicevamo, a parte lo spazio tra l'alimentatore e il frontale del case, non ci sono molti altri posti dove nascondere tutti i cavi in eccesso. Sul retro, proprio dietro la scheda madre, la profondità massima è pari a 5mm, senza considerare le varie parti dell'acciaio in rilievo; dalla parte opposta, nella zona dell'SSD, i millimetri aumentano fino a 15, il minimo indispensabile per far passare qualche cavo singolo.

Questa profondità così esigua, unita al sopra descritto meccanismo di chiusura delle paratie, limita moltissimo il passaggio dei cavi; di sicuro i cavi più spessi, o quelli composti, non ci stanno, così come i connettori stessi.

Le due immagini di profilo mostrano chiaramente come basti poco per far sbucare i cavi oltre la larghezza massima consentita, sia da un lato che dall'altro, con particolare riferimento alla VGA.

pandora integration back depth       pandora integration back depth 1

pandora integration side spacepandora integration side space 1pandora integration back 90

Ed ecco il sistema ultimato.

La finestra ha una forma ad L davvero molto accattivante; le dimensioni sono generose, e mettono in mostra tutto l'hardware, eventuali sistemi di raffreddamento a liquido inclusi, coprendo però l'alimentatore ed i suoi cavi. L'appendice sulla destra mette poi in mostra l'eventuale SSD installato sulla cover, con un effetto finale a nosto avviso particolarmente elegante.

Come abbiamo potuto notare, all'interno lo spazio è molto, e vi permetterà di installare le configurazioni più complesse, anche con più di una scheda video, con ben quattro hard disk e un sistema di raffreddamento a liquido di primissimo livello.

Peccato solo per alcune scelte che limitano un po' le potenzialità del case; sarebbero stati sufficienti ad esempio pochi millimetri extra sul retro della scheda madre per agevolare al massimo la gestione di tutti i cavi.

 

pandora integration side 90  pandora integration back90 pandora integration side 45pandora integration full

 

E' finalmente giunto il momento di svelare il display integrato nel Bitfenix Pandora. Già solo dando tensione all'alimentatore, senza dover accendere il computer il display si accende e ci mostra il logo della casa di Taiwan, impostato di default.

Il pannello frontale dietro il quale l'LCD è montato non è trasparente, ma fumè scuro, e smorza quindi significativamente la luminosità del display, perdendo di qualità visiva finale; le immagini non particolarmente luminose o troppo dettagliate non vengono per niente esaltate. L'angolo di visione non è molto elevato e il contrasto diminuisce abbastanza velocemente decentrandosi.

E' possibile, tramite il software apposito che potete scaricare dal sito ufficiale del Bitfenix Pandora, cambiare l'immagine mostrata; questa applicazione non ha nessun tipo di interfaccia grafica, e semplicemente invierà al display l'immagine selezionata; per utilizzarla è sufficiente trascinare l'immagine desiderata sopra il file eseguibile ed attendere giusto 3/4 secondi che venga caricata. Oppure si può eseguire dal prompt dei comandi (in Windows) passando l'immagine come parametro.

Tra i formati d'immagine compatibili troviamo il .jpg, .png, .gif, quest'ultimo sono a singolo frame. La risoluzione del logo deve essere pari a 240x320; in caso fosse diversa, o le proporzioni non fossero rispettate, il display provvederà ad aggiustare (schiacciando o allungando) l'immagine prima di mostrarla.

Interessante notare come dal sito sia possibile scaricare il programma precompilato per ambiente Windows, ma anche tutti i codici sorgenti da compilare, e ovviamente modificare, sia dell'applicazione che del firmware del display.

Il display è a nostro avvisto una feature extra davvero benvenuta, ma forse così è un po' sprecata; già ci immaginiamo la possibilità di visualizzare le temperature del sistema, oppure i suoi parametri di funzionamento (tensioni, frequenze, carico della cpu,...), oppure le informazioni sulla traccia audio e video attualmente in riproduzione. Una prospettiva davvero molto accattivante.

 

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