Recensione Bitfenix Pandora ATX

Abbiamo in questi giorni l'onore di lavorare sull'ultimo arrivato in casa Bitfenix, il Pandora ATX; il tanto atteso fratello maggiore del noto Pandora che come dice il nome stesso riportato nel titolo è, questa volta, in grado di ospitare schede madri fino al fattore di forma ATX, oltre ai più compatti micro-ATX e mini-ITX, schede video da 440mm e dissipatori alti fino a 160mm. Le dimensioni esterne aumentano, cosi come gli spazi interni e le possibilità di personalizzazione; del Pandora originale restano invariati il display ICON programmabile e quello stile unico e molto affascinante che lo aveva caratterizzato.

Ormai più di un anno fa, Bitfenix lanciava sul mercato il Pandora; nella prima versione si trattava di un case, per cosi dire, compatto e "slim", adatto per sistemi dotati di scheda madre mini-ITX, senza particolari esigenze in termini di scheda video o di dissipazione visti gli esigui volumi interni. Si è trattato per la casa di un primo passo in un mondo sino ad allora inesplorato, quello dei case compatti. Il risultato è stato a nostro avviso buono, molto interessante e soprattutto particolare, in special modo per il suo design innovativo, seppur con qualche pecca e limitazione qua e la.

Visti i buoni feedback e le critiche ricevute, Bitfenix ha deciso quest'anno di reinventare il Pandora, disegnandolo questa volta più grosso, pur mantenendo l'aspetto estetico e alcune delle caratteristiche che più hanno segnato il fratello minore. Ed ecco il Pandora ATX, circa 40mm più largo e 100mm più profondo, con spazi interni decisamente più ampi, supporto per schede madri fino al fattore di forma ATX, un maggior numero di ventole e più slot per hard disk e SSD. Gli aspetti invariati sono invece il design, con le due paratie laterali che avvolgono il frontale lucido del case, la grossa finestra laterale in plexyglass, e il display ICON programmabile frontale, con caratteristiche tecniche pressochè invariate.

Le versioni disponibili ad oggi sono due, entrambe in colorazione total black, che si differenziano solo per la presenza o l'assenza del display ICON ( e di altri piccoli dettagli).

Il concetto di questo case è sulla carta davvero molto interessante, e non vediamo l'ora di studiarlo a fondo; se per il fratello minore le nostre aspettative non erano altissime, questa volta ci aspettiamo quel "quid" in più da Bitfenix con questo Pandora ATX.

Cominciamo come di consuetudine dalle caratteristiche tecniche come mostrate sul sito ufficiale del prodotto.

bitfenix
Materiali Acciaio, ABS
Colori (Int/Est) Nero/Nero
Dimensioni (LxAxP) 203 x 510 x 558mm
Schede madri ATX, Micro ATX, Mini-ITX
LCD 2.8" TFT, 240 x 320
Drive 3.5” x4, x3 (Pandora ATX Core)
Drive 2.5”
x4, x2 (Pandora ATX Core)
Ventola superiore
fino a x3 120mm o x2 140mm
Ventola posteriore
x1 120mm FDB (inclusa)
Ventole frontali x1 140mm (inclusa, solo per Pandora ATX), fino a x3 120mm o x2 140mm
Slot PCI
x 7
Pannello I/O x2 USB 3.0
x2 USB 2.0
x2 3.5mm Audio (Cuffie, Microfono)
Alimentatore ATX & EPS, fino a 220mm in lunghezza
Lunghezza VGA massima 440mm
Altezza dissipatore massima 160mm
Caratteristiche
  • "One-piece powercover";
  • Filtri antipolvere sul tetto e sul fondo;
  • Supporto per radiatori fino a 360mm;
  • 20mm di spazio sul retro della scheda madre.


La confezione del Pandora ATX è la classica in stile Bitfenix; come impone la casa stessa si tratta di un semplice scatolone di cartone ondulato grezzo con una grafica molto semplice ma efficace, simile a quella del primo Pandora. Sul lato principale trova spazio, perfettamente al centro, il disegno stilizzato del case stesso, visto di profilo. Da questo si possono già intravedere il display ICON, nascosto dietro al frontale, e la grossa finestra laterale in plexyglass. Sempre al centro, in alto ed in basso, sotto sono stati stampati rispettivamente il logo di casa Bitfenix e il nome del case.

Maggiori informazioni possono essere trovate sulla faccia opposta della confezione; in alto sono messi ben in evidenza la ventola posteriore da 120mm con tecnologia FDB, la cover per l'alimentatore sul fondo del case e le due staffe per eventuali pompa e vaschetta del vostro impianto di raffreddamento a liquido. Due ulteriori disegni, al centro, mostrano uno l'interno del case, l'altro le due paratie laterali e nuovamente il display ICON frontale. A completare questo lato non manca la scritta "Pandora ATX", stampata in nero sul fondo, seguita dall'immancabile logo della casa madre.

Sul lato minore destro sono poi riportate nella classica tabella tutte le caratteristiche tecniche del Pandora ATX; sul lato sinistro è infine identificato il modello scelto, nel nostro caso il "Pandora ATX", e sono stati qui apposti i vari adesivi che riportano i codici identificativi del prodotto.

 

pandora atx box 45pandora atx box backpandora atx box front

pandora atx box leftpandora atx box right

 

Procediamo all'apertura della confezione; una volta tagliato il nastro adesivo che la chiude, appoggiamo lo scatolone su di un fianco ed estraiamo il case, tirandolo, prestando attenzione a non rompere i due supporti di polistirolo che lo avvolgono. Molto carina la personalizzazione di queste due sagome con la scritta "Pandora" in rilievo.

A sua protezione, il case è avvolto in uno spesso sacchetto di plastica trasparente; inoltre sul frontale e sulla finestra laterale, su entrambi i lati, sono state applicate delle pellicole adesive che evitano spiacevoli graffi. Nulla da ridire, in sostanza, sul fronte protezioni.

 

pandora atx unboxingpandora atx unboxing logopandora atx adhesive film

 

Il bundle a corredo del Pandora ATX è racchiuso in una semplice scatola di cartone. Lo si trova nel case stesso, nella zona dedicata all'alimentatore ed è composto da:

  • 1x logo Bitfenix adesivo in alluminio;
  • 20x gommini antivibrazione per hard disk;
  • 1x staffa per vaschetta raffreddamento a liquido;
  • 1x staffa per pompa raffreddamento a liquido;
  • 6x fascette stringi-cavo nere;
  • 18x viti M3x5mm tonde per SSD;
  • 3x distanziali scheda madre;
  • 4x visti con pomello 6-32x5mm tonde per PSU;
  • 16x viti 6x6mm tonde per hard-disk da 3.5";
  • 6x viti 6-32 per PSU;
  • 9x viti 6-32x5mm tonde per scheda madre

Oltre a tutta la viteria, è fornito anche un piccolo opuscolo di 10 pagine che descrive il case e riporta le istruzioni per il montaggio e la manutenzione del vostro sistema; le istruzioni sono quasi del tutto in forma grafica in bianco e nero, con poche scritte (nella sola lingua inglese), ma nonostante questo riescono ad essere efficaci e molto utili.

 

pandora atx bundlepandora atx bundle manualpandora atx bundle screw


Tra le diverse varianti a disposizione sul mercato, ci è giunta in prova la versione più ricca, chiamata semplicemente "Pandora ATX", quindi con finestra laterale in plexyglass e display ICON programmabile installato nel pannello anteriore. Le dimensioni totali del case sono pari a 200 x 508 x 558mm per un peso complessivo di circa 8800g; l'alluminio che la faceva da padrone sulla versione mini-ITX per le lamiere esterne, ha fatto posto al più resistente acciaio, probabilmente per problemi legati alle dimensioni: un paratia laterale di quelle dimensioni in alluminio sarebbe sicuramente stata troppo leggera e si sarebbe piegata come niente.

Non appena ci si trova di fronte al case il richiamo al fratellino minore è subito fatto: guardandolo nella sua interezza lo ricorda davvero molto, volume totale escluso. Il design, e non solo, è stato pressochè mantenuto invariato, in particolar modo per la parte anteriore, dove troviamo una maschera frontale nera con finitura quasi a specchio, e le due paratie laterali che si estendono oltre i lati quasi ad abbracciare il case, lasciando a vista solo la parte centrale della maschera per tutta l'altezza, così da dare risalto al display ICON. E' un gioco di linee curve, richiamate anche sul retro dai due profili curvi installati sia in alto che in basso, che spezza e contrasta con le restanti forme, semplici e spigolose.

Rispetto al primo Pandora, la versione ATX è disponibile solo in versione nero/nero; dobbiamo dire che il contrasto nero/argento funzionava molto bene sul piccolo, ma possiamo affermare che anche il solo nero fa la sua bella figura, e riesce ad integrare meglio tra di loro le varie parti del case, ottenendo un aspetto molto più pulito, lineare a sobrio.

Il retro del case svela la classica disposizione interna dei componenti; in basso trova posto l'alimentatore, che può essere montato in un senso solo; i bracket PCI sono sette, e sono dotati di fori a nido d'ape per il passaggio dell'aria; poco sopra è posto lo scasso per le porte di I/O della scheda madre, alla destra del quale è installata una ventola da 120mm in estrazione; infine, in alto si notato due fori con guarnizione per il passaggio dei tubi del vostro impianto a liquido.

Sul lato sinistro del case la grossa finestra trasparente in plexyglass mette ben in vista ciò che è installato all'interno, ad esclusione dell'alimentatore e di tutti i cavi che restano nascosti dietro la cover della PSU fissata sul fondo. A differenza del Pandora originale, la finestra è ora semplicemente rettangolare, con angoli arrotondati, ed è perfettamente a filo con l'acciaio della paratia.

Nulla da osservare sul lato opposto.

 

pandora atx case back 45pandora atx case back 90pandora atx case front 45pandora atx case front 90

pandora atx case left 45pandora atx case left 90pandora atx case right 45pandora atx case right 90

 

Come nel vecchio Pandora, il tetto del case vede una grossa griglia con fori a nido d'ape, che funge da passaggio dell'aria e allo stesso tempo da filtro antipolvere; sulla parte frontale si intravede poi il pannello di I/O frontale, con i due grossi pulsanti di accensione e reset che lo caratterizzano, disposto lungo il bordo anteriore a semi-cerchio ad assecondare le forme del pannello frontale.

Sul fondo Bitfenix ha installato quattro piedini cilindrici in plastica nera, con un inserto rotondo in gomma che funge da antiscivolo e antivibrazione; non manca anche in questa nuova versione del case un comodo filtro antipolvere dedicato all'alimentatore, comodamente estraibile sfilandolo verso il retro per una sua perfetta manutenzione.

 

pandora atx case toppandora atx case bottom


Andando nel dettaglio del retro, si osserva in generale una disposizione classica dei componenti, con l'alimentatore posto sul fondo, la scheda madre sopra di esso e la ventola posteriore in alto in estrazione.

Nella parte superiore del case sono stati predisposti due fori per il passaggio dei tubi del vostro impianto a liquido; come vedremo nel corso di questa analisi il Bitfenix Pandora ATX può ospitare tale tipo di raffreddamento molto comodamente. Appena sotto, una griglia quadrata con fori a nido d'ape ospita una ventola da 120mm, in dotazione, ad espellere l'aria calda dall'interno del case; al suo fianco trova spazio lo scasso per le connessioni di I/O della scheda madre.

Gli slot PCI son sette, ciascuno dotato di bracket rimovibile in mesh metallica nera con fori tondi; all'interno vedremo che questi sono dotati di una comoda vite con pomello zigrinato che vi aiuterà nelle operazioni di montaggio e smontaggio. Sul fianco destro, in verticale lungo tutti gli slot PCI, è stata ricavata una griglia con fori esagonali per migliorare la ventilazione nella zona delle schede di espansione.

Sul fondo, in ultimo, c'è spazio per un alimentatore ATX & EPS; al contrario di quanto siamo ormai abituati a vedere, nel Pandora ATX è possibile installarlo esclusivamente con la ventola rivolta verso il basso, a pescare l'aria direttamente dall'esterno attraverso la griglia ricavata sul fondo del case stesso; questa scelta è dettata dal fatto che l'alimentatore è nascosto in un vano separato dal resto dei componenti per mezzo di una cover fissa, e non avrebbe quindi modo di pescare aria fresca se installato nel verso opposto.

Molto interessante il particolare delle viti impiegate per il Pandora ATX: sono completamente in acciaio nero, e sono dotate di pomello zigrinato; ma la loro peculiarità è la lunghezza, maggiore di qualche millimetro rispetto a quelle che abbiamo visto sino ad oggi in altri case, una differenza minima ma che apprezziamo perchè migliora sensibilmente il grip.

 

pandora atx case back hose holepandora atx case back fan gridpandora atx case back IO

pandora atx case back pci bracketpandora atx case back PSUpandora atx case thumb screw

 

Sul fondo quattro piedini neri cilindrici sorreggono il case e smorzano eventuali vibrazioni grazie allo strato in gomma di cui sono dotati; la loro altezza totale è di 15mm. Lo spazio che si crea sotto al case permette il passaggio dell'aria verso l'alimentatore e, a tal proposito, trova qui posto un filtro antipolvere in plastica nera completamente estraibile.

 

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Ed ecco nel dettaglio il pannello di I/O frontale; da sinistra verso destra: il grosso pulsante di accensione retroilluminato, due porte USB3.0, jack per cuffie e microfono al centro, due ulteriori porte USB2.0 e in ultimo il pulsante di reset retroilluminato con l'attività degli hard-disk.

 

pandora atx case IO panel

 

Anche il grosso filtro antipolvere sul tetto è comodamente rimovibile; è fissato al telaio con tre semplici incastri meccanici in plastica, e per rimuoverlo basta semplicemente premere al centro, verso il fondo e verso la parte anteriore. Questo filtro è realizzato da un telaio rettangolare esterno in plastica, all'interno del quale sono installati, in ordine, una fitta mesh metallica nera, uno strato spugnoso che filtra l'aria ed una griglia a nido d'ape che blocca il tutto.

Rispetto al primo Pandora, sotto al filtro si cela tanto spazio sia in larghezza che in altezza per installare fino ad un radiatore triventola, anche di tipo non slim, una tra le modifiche che desideravamo maggiormente.

 

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pandora atx inside top filterpandora atx inside top filter detail   pandora atx inside top filter detail 1

 

Seppur molto semplice, la finestra laterale in plexyglass fa la sua bella figura; è molto grande, di forma rettangolare con gli angoli arrotondati, e mette in mostra la scheda madre con le schede di espansione e gli eventuali hard drive installati al suo fianco. La finestra è installata a filo con il resto della paratia e non è rimovibile in quanto bloccata con delle linguette di acciaio ripiegate.

Restando in tema paratie, se vi ricordate nel Pandora originale era stato implementato un sistema di installazione rapida ad incastro con quattro pin, meccanismo che ci era piaciuto più sul piano teorico che su quello pratico per dubbi sulla tenuta; con il Pandora ATX Bitfenix ha preferito per un sistema, per cosi dire, ibrido, veloce e allo stesso tempo sicuro: sulla parte anteriore si trovano ancora due pushpin ad incastro rapido, ma il lato posteriore è assicurato con due viti.

 

pandora atx case left 90   pandora atx window clippandora atx side panel clip

 

Abbiamo però osservato, e lo potete notare anche voi dalle due seguenti foto, un non perfetto allineamento delle due paratie rispetto al tetto del case; se ci fate caso queste due parti non sono perfettamente in linea, ma la paratia sul retro è più alta di qualche millimetro rispetto all'anteriore. Si parla di un difetto davvero minimo, ma che si fa notare ad occhio nudo e che si è verificato puntualmente ad ogni chiusura del case.

 

pandora atx side errorpandora atx side error 1


Procediamo a spogliare il Pandora ATX; tolte le due paratie laterali, le ventole ed i filtri antipolvere, la cover anteriore ed il tetto del case sono fissati al telaio con dei semplici incastri plastici e si rimuovono semplicemente tirandoli con forza.

Ed ecco il telaio del case a nudo; questo è realizzato totalmente in acciaio, con le varie parti unite tra di loro da rivetti. Le dimensioni totali del telaio e delle sezioni che lo compongono sono importanti, primo sintomo dell'alta qualità tecnica di questo case. Il peso complessivo è comunque contenuto, circa 3220g; l'ampia differenza con il peso del case completo la fanno praticamente le due paratie laterali: pensate che solo quella di destra pesa ben 2200g.

L'assemblaggio, come ci immaginavamo, è stato realizzato a regola d'arte, senza imprecisioni o sbavature, altro suo punto a favore; il risultato è un cuore del Pandora ATX molto robusto, che ci ha restituito un'ottima sensazione mentre lo scrutavamano e ci giocavamo.

Gli spazi interni sono molto ampi ed organizzati secondo il classico schema dei case ATX, con l'aggiunta di una cover in acciaio fissata al fondo che nasconde nel retro l'alimentatore e tutti i suoi cavi. La scheda madre è installata in verticale su di un fianco e non sono stati previsti nè slot per le periferiche da 5.25" esterne nè le solite gabbie per gli hard disk; come avremo modo di vedere poco più avanti, la loro assenza non limita le potenzialità di questo case in fatto storage e lo rende compatibile con schede video lunghe fino a ben 440mm.

Da notare tutti i piccoli accorgimenti adotatti per il cable management. Si hanno a disposizione vari fori per il passaggio dei cavi da e verso il retro della scheda madre, in particolare segnaliamo i due ricavati proprio a fianco della scheda madre, ed uno più nascosto posto in orizzontale sulla cover, tutti e tre dotati di guaina in gomma. Non mancano poi numerose clip sparse sul retro del piatto della scheda madre, perfette per fissare i cavi in posizione con le fascette in dotazione.

L'ultimo più che riserviamo per il telaio è per la verniciatura, applicata in modo ottimo ed uniforme, in ogni punto, anche il più nascosto, perfettamente in tinta con l'esterno dello chassis stesso.

 

pandora atx frame back 45pandora atx frame back 90pandora atx frame front 45pandora atx frame front 90

pandora atx frame left 45pandora atx frame left 90pandora atx frame right 45pandora atx frame right 90


Analizziamo qualche dettaglio degli interni del Pandora ATX.

La maschera anteriore nasconde lo spazio per ben tre ventole da 120mm oppure due da 140mm; è qui presente un filtro antipolvere magnetico che però, a dispetto di quanto si possa pensare, non è così facile da rimuovere in quanto deve essere per forza sfilato verso il basso, obbligando l'utente a sollevare in qualche modo il case.

 

pandora atx inside front filter onpandora atx inside front filter off

 

Lo spazio interno è abbondante e molto pulito, privo di qualsivoglia intralcio e siamo sicuri soddisferà le richieste anche dell'utente più esigente; il Pandora ATX, come dice il nome stesso, è compatibile con schede madri sino al fattore di forma ATX, con dissipatori alti sino a 160mm e con schede video di lunghezza massima pari a ben 440mm. Per quanto riguarda l'alimentatore, lo spazio a lui dedicato sul fondo permette di installare unità standard ATX & EPS di dimensione massima di 220mm, assieme ad eventuali connettori in caso di PSU modulari e a tutti i cavi in avanzo.

Evidenziamo sul piatto scheda madre l'ampio scasso in corrispondenza della zona processore, ormai immancabile in chassis di questo livello.

 

pandora atx inside mobopandora atx inside mobo backpandora atx inside backplate

 

Il retro del Pandora ATX offre ben 20mm di spazio per nascondere e sistemare tutti i cavi richiesti dal vostro sistema; 20mm sono più che sufficienti per far passare qualsiasi cavo sia necessario, oltre a tutti i classici connettori, senza alcun pericolo di schiacciarli chiudendo la paratia. L'unica piccola pecca che abbiamo riscontrato riguarda le guarnizioni dei fori, che hanno la tendenza ad uscire dalla loro sede e sono risultate a nostro avviso un po' troppo morbide.

 

pandora atx inside depth  pandora atx inside grommet

pandora atx inside clippandora atx inside ziptie

 

Il vano per l'alimentatore, contrariamente a quanto siamo abituati a vedere, è accessibile solo dal retro; in lunghezza lo spazio a disposizione abbonda mentre in altezza il gioco non è molto, ma si riesce comunque ad installare agevolmente l'unità. Quattro piedini in gomma di forma rettangolare lo stabilizzano in posizione e ne smorzano le vibrazioni.

Sul lato superiore della cover dell'alimentatore troviamo una chicca che sarà particolarmente gradita agli amanti del liquid cooling: una staffa rettangolare pre-forata per l'installazione della pompa del vostro impianto, dotata di uno strato di neoprene che assorbirà tutte le vibrazioni prodotte.

 

pandora atx inside psupandora atx inside psu rubberpandora atx inside psu cover


Il Bitfenix Pandora ATX vanta numerose possibilità in fatto di ventilazione interna. Il case viene venduto con due ventole pre-installate: sul retro in espulsione troviamo una Bitfenix Spectre non-LED da 120mm (tecnologia FDB, 1000RPM, 43.5CFM e rumore prodotto inferiore ai 20dB-A); all'anteriore in immissione è fissata una seconda Biftenix Spectre, nella versione da 140mm (tecnologia FDB, 1000RPM, 47.7CFM e rumore prodotto inferiore ai 20dB-A).

 

pandora atx fan 120mmpandora atx fan 120mm back

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In totale questo case è predisposto per ben sette ventole da 120mm, una al posteriore, tre sul tetto e tre all'anteriore; volendo è però possibile optare per ventole maggiorate da 140mm, due sul tetto e ulteriori due all'anteriore.

Per installare le ventole frontali è necessario prima di tutto rimuovere la maschera ed il filtro magnetico, un'operazione tutto sommato agevole che richiede però di scollegare il cavo USB del display ICON. Sul tetto invece l'adozione di un meccanismo ad incastro rapido permette di accedere alle ventole in pochi secondi.

 

pandora atx fan front 140pandora atx fan back 120

pandora atx fan top

 

Come già anticipato qua e la, in fatto di raffreddamento a liquido questo case non si fa mancare proprio nulla; il Pandora ATX è dotato di un supporto pre-forato per la pompa, di un telaietto da installare sul tetto per la vaschetta, di due fori per il passaggio dei tubi e offre spazio per due radiatori triventola, uno all'anteriore e uno sul tetto, più un eventuale terzo monoventola da installare sul retro. In particolare lo spazio sul tetto in profondità è davvero tanto, e vi garantirà la possibilità di installare un radiatore a doppia profondità.

Siamo certi che il Pandora ATX saprà quindi soddisfare qualsiasi tipo di richiesta in fatto di raffreddamento, anche quelle degli utenti più esigenti.

 

pandora atx front radpandora atx fan 360rad

pandora atx inside pump mount

 

Spostando la nostra attenzione sul pannello di I/O, questo è installato nella parte frontale della plastica superiore del case; accedervi è semplicissimo ed in pochi minuti si riesce a smontare il tutto. Le quattro porte USB e le due connessioni audio sono saldate ad un piccolo PCB nero rettangolare, mentre i due switch per i pulsanti di accensione e reset sono alloggiati a parte assieme ai relativi LED, fissati con una goccia di colla a caldo. Per la precisione al pulsante di accensione è collegato il "Power LED", a quello di reset il "HDD LED".

 

pandora atx elect IO LEDpandora atx elect IO

 

Ed ecco la schedina una volta rimossa dalla sua sede; osservandola bene sul retro vediamo come i due connettori audio e le porte USB2.0 siano saldati sulla scheda stessa, mentre le due USB3.0, pur essendoci la predisposizione per la saldatura, siano solo delle prolunghe. Nulla da ridire sulla qualità costruttiva, le saldature sono tutte perfette e i sei connettori sono molto solidi.

 

pandora atx elect IO pcbpandora atx elect IO pcb backpandora atx elect IO connection

 

Cosi come per il primo Pandora, anche la versione ATX odierna è dotata di display LCD installato dietro la scocca frontale; la risoluzione è la medesima, 240x320pixel, ma la diagonale passa dai 2.4" ai 2.8".

Per ispezionarlo è sufficiente svitare tre piccole viti e successivamente rimuovere la cover plastica posta a sua protezione; nel sample che abbiamo ricevuto, il display aveva inoltre ancora la pellicola adesiva che abbiamo provveduto a rimuovere. 

Il blocco display-scheda di controllo è praticamente identico a quello impiegato sul Pandora originale, sia i componenti che il design del circuito sono molto simili; probabilmente si tratta di una semplice seconda revisione. Sul retro trova posto il microcontrollore per pilotare il display, ora siglato LPC11U23F (di pari caratteristiche tecniche) assieme ad una piccola memoria flash; sulla scheda sono presenti inoltre il connettore USB a 4 pin per alimentazione e dati e due switch "SW3" ed "SW2" che ci rimandano subito ai due trovati nel Pandora originale: il primo allora era etichettato "reset", il secondo "ISP_EN", e con tutta probabilità la loro funzione è rimasta invariata.

Ottima la qualità costruttiva generale: il design del circuito è molto ordinato, alla vista pulito e non abbiamo notato alcuna saldatura che non fosse realizzata a regola d'arte.

 

pandora atx elect LCDpandora atx elect LCD filmpandora atx elect LCD back


E' giunto il momento della prima delle due prove sul campo, l'integrazione di un sistema completo nel Pandora ATX; per questo test ci siamo avvalsi della seguente configurazione:

  • Scheda madre AsRock Z68 Extreme4 Gen3;
  • Processore Intel Core i7 2600K;
  • Dissipatore ad aria Zero Infinity SHIVA;
  • Scheda video Zotac GeForce GTX275 AMP Ed.
  • Scheda audio Sound Blaster Live!
  • Ram Avexir Core 2x4GB;
  • Hard disk meccanico da 250GB 3.5";
  • Hard disk meccanico da 500GB 2.5";
  • Alimentatore Bitfenix Fury Gold 650W;

Si comincia come sempre dall'alimentatore. Accedendo dal retro del piatto scheda madre, lo si infila in tutta semplicità nel suo vano, ed una volta spinto sino a battuta lo si fissa con le quattro viti in dotazione. Ricordiamo che l'unico orientamento possibile è con la ventola rivolta verso il basso, a pescare aria dal fondo del case.

 

pandora atx integration psu 1pandora atx integration psu

 

Si passa quindi al posizionamento della scheda madre; i nove distanziali sono già tutti al loro posto e la si deve quindi solamente infilare ed avvitare al telaio. Il dissipatore da noi impiegato è alto circa 130mm, 30mm in meno rispetto al massimo consentito; un difetto che abbiamo riscontrato è il non perfetto allineamento del backplate con lo scasso apposito, che però non ci impedisce di smontare comodamente il dissipatore.

 

pandora atx integration mobopandora atx integration backplate

 

E' il momento delle schede di espansione. I sette bracket sono tutti rimovibili e fissati con delle comode viti con pomello; per installare le schede non sarà quindi necessario il cacciavite, ma potrete fare tutto senza l'ausilio di attrezzi. Nonostante le sue dimensioni, è stato semplicissimo installare la nostra scheda video; facciamo di nuovo presente che il Pandora ATX è compatibile con VGA di lunghezza massima pari a 440mm, senza alcun problema per i connettori PCI-EX.

Anche per quanto riguarda la scheda audio non abbiamo avuto difficoltà; vedremo tra pochissimo però che la sua posizione, cosi in basso, ostacola un po' l'installazione degli hard disk.

 

pandora atx integration vga

 

Dopo le schede è il momento dello storage. Il Pandora ATX adotta un meccanismo definibile semi-toolfree, basato su slitte sulle quali si installa il disco che possono poi essere posizionate e rimosse dal case senza alcun attrezzo. In dotazione si hanno due tipi di supporti: il primo, più piccolo, è dedicato agli SSD ed in generale ai dischi da 2.5", sul quale il drive si fissa mediante le classiche quattro viti. Il secondo è invece adatto ai dischi da 3.5", ma è allo stesso tempo compatibile anche con i drive da 2.5". Su questa slitta entrambi i tipi di periferica si installano con le quattro viti, ma per quelli da 3.5" è prevista l'aggiunta di altrettanti gommini contro le vibrazioni.

Nella prima delle seguenti foto è mostrato inoltre il supporto per la vaschetta dell'eventuale impianto a liquido; quest'ultima si fissa al telaietto stesso, che va poi avvitato al tetto del case con le quattro viti in dotazione. Un'aggiunta molto semplice ma che potrebbe rivelarsi davvero vantaggiosa. Abbiamo deciso di nominarla in questa sezione in quanto, solo per pura curiosità, ci siamo accorti che i suoi fori combaciano con quelli degli hard disk da 3.5".

 

pandora atx inside hdd mount

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pandora atx inside hdd mount grommetpandora atx inside hdd mount screwpandora atx inside hdd 3-5

 

A questo punto la domanda sorge spontanea: dove possiamo installare tutte queste slitte? Nel Pandora ATX non c'è che da scegliere; si hanno a disposizione:

  • 1+1x slot da 3.5" sulla cover dell'alimentatore;
  • 2x slot da 2.5" sul fianco della scheda madre (disponibili sia in verticale che in orizzontale);
  • 2x slot da 2.5" sul retro del piatto scheda madre (disponibili sia in verticale che in orizzontale);
  • 3x slot da 3.5" sul fondo, a fianco dell'alimentatore.

Sulla cover dell'alimentatore, proprio ai piedi della scheda madre, è possibile installare un disco da 3.5", ma come vedete lo spazio in altezza non è molto se avete una scheda PCI così bassa. Il secondo slot è in realtà dedicato alla pompa dell'impianto a liquido, ma l'area si libera qualora adottaste un raffreddamento ad aria. Resta il fatto che dovrete porre attenzione agli ingombri della scheda madre: con la nostra AsRock questo secondo slot non è utilizzabile in quanto il disco si scontra con i pulsanti di accensione e reset onboard.

Sul fondo del case sono stati predisposte tre serie di fori, ma si possono installare un massimo di due hard disk da 3.5"; fate attenzione a non soffocarli con i cavi dell'alimentatore. Il terzo va invece posizionato in alto, "appeso" alla cover della PSU.

 

pandora atx integration hdd 3   pandora atx integration hdd 2pandora atx integration hdd 7pandora atx integration hdd 1

pandora atx integration hdd 4pandora atx integration hdd 5pandora atx integration hdd 6  pandora atx integration hdd 6bis

 

Se lo desiderate, ma solo dopo aver avvitato la PSU al telaio, potrete installare nella parte bassa del case la "maniglia" fornita in dotazione.

 

pandora atx back bracket

 

Tutti i componenti sono finalmente installati e non resta a questo punto che cablarli. Con tutto lo spazio a disposizione, i diversi fori passa-cavi e i 20mm sul retro della scheda madre il lavoro diventa davvero un divertimento, e il risultato finale sarà certamente pulitissimo. La cover dell'alimentatore rivela adesso la sua primaria funzione, nascondere alla vista togliere di mezzo tutte le matasse in eccesso.

Abbiamo potuto apprezzare come la distanza tra i due dischi installati (vedi seconda foto) sia praticamente identica a quella tra due connettori SATA dello stesso cavo; ma forse è solo un caso fortuito. Ci sono invece piaciuti un po' meno due aspetti: in primis il foro per il passaggio del cavo EPS è un po' nascosto e non comodissimo, anche se risulta perfettamente allineato con il rispettivo connettore sulla scheda madre; in secundis tutti i cavi del pannello di I/O, cosi come quello USB del display ICON, sono un po' corti ed è praticamente obbligatorio farli passare dritti verso la loro destinazione.

Una volta fatti tutti i collegamenti, si raccolgono i cavi e con le tre fascette a strappo in dotazione (oltre a quelle stringi-cavo nere se necessarie) si fissano in posizione definitivamente, nascondendo poi quelli in avanzo dietro o sul fianco dell'alimentatore stesso.

In poco tempo, con un minimo di accortezza, si possono ottenere dei risultati davvero di gran livello.

 

pandora atx integration cable frontpandora atx integration cable backpandora atx integration cable hole  pandora atx integration cable tie

 

Vi lasciamo con qualche immagine del risultato finale. La grossa finestra laterale trasparente mette ben in mostra il lavoro svolto, dando risalto alla scheda madre, assieme alle varie schede di espansione installate e gli hard disk installati al suo fianco.

 

pandora atx integration final 1pandora atx integration final 2pandora atx integration final 3pandora atx integration final 4

 

Alla prima accensione del sistema finalmente si svela il display ICON e ci mostra il logo di casa Bitfenix. Essendo rimasta invariata tutta la configurazione, come sospettavamo ci tornano subito alla mente i dubbi che avevamo sollevato allora; da un lato il pannello frontale è molto scuro, e questo riduce sensibilmente la luminosità del display; dall'altro l'angolo visivo non è molto ampio, ed il contrasto tende a spegnersi quando non si è perfettamente centrati.

Questioni tecniche a parte, resta il fatto che questo display è una piccola aggiunta che rende unico il Pandora ATX e che vi permetterà di personalizzare maggiormente il case con un vostro logo.

Il software in dotazione (da scaricare da sito ufficiale) permette di sostituire l'immagine mostrata; il suo utilizzo è invariato e in ambiente Windows prevede che l'utente trascini l'immagine desiderata (in formato .jpg, .png. o gif a frame singolo) sopra l'eseguibile. La risoluzione consigliata è 240x320, nel caso non venisse rispettata il tool provvederà a ridimensionare l'immagine.

Speravamo per questo nuovo Pandora ATX in un utilizzo maggiormente a tutto tondo di questo display, non più solo per mostrare immagini statiche ma anche qualche informazione testuale, come ad esempio le temperature della CPU. Se dalla casa stessa non ci sono state novità in merito, non ci resta che vedere se qualche utente più smanettone si prodighi in questa modifica.

 

pandora atx ICON 1pandora atx ICON 2pandora atx ICON 3


Nel secondo test sul campo valutiamo le performance del Bitfenix Pandora ATX osservando le temperature di CPU e GPU al variare del loro carico di lavoro, assieme a quella interna del case rilevata in due punti: nella fascia bassa, al di sotto la scheda video che chiameremo "T. bassa" e nella zona alta, nell'area attorno al dissipatore della CPU, che chiameremo "T. alta". Queste due ultime misure ci permetteranno di rilevare eventuali accumuli di aria calda all'interno dello chassis.

Per questo test è stata utilizzata la seguente configurazione:

  • CPU Intel Core i7 2600K stock;
  • Scheda madre Asrock Z68 Extreme 4 Gen 3
  • Ram Avexir Core Series 2x4GB @ 2133MHz
  • Alimentatore Bitfenix Fury 650G
  • Scheda Video Nvidia GTS250 stock
  • SSD Micron C400 128GB
  • HDD WD Caviar Blue 500GB
  • Dissipatore ad aria Zero Infinity Shiva

Sono state effettuate due serie di rilevazioni delle temperature: con sistema montato su banchetto, come temperature ottimali di riferimento, e successivamente con l'hardware montato all'interno del case stesso in configurazione di default (una ventola da 140mm in immissione e una da 120 sul retro in espulsione). Nessun cambiamento sul sistema di dissipazione né sulla configurazione è stato effettuato tra le varie prove.

La ventola della CPU è stata collegata al corrispettivo header della scheda madre, mentre sia la ventola posteriore in estrazione, che poi la ventola anteriore in immissione, sono state mantenute sempre al 100% della loro velocità.

Di seguito le schermate riportanti le temperature rilevate. In ordine è mostrata:

  • la temperature della CPU e della GPU con sistema in IDLE;
  • la temperature della CPU e della GPU con CPU sotto stress (tramite software Intel Burn Test e Core Temp per la lettura dei sensori);
  • la temperature della GPU sotto stress (tramite software Furmark e GpuZ per la lettura dei sensori).
  • la temperature della GPU sotto stress (tramite benchmark Unigine Heaven 4.0 e GpuZ per la lettura dei sensori).

La temperatura della stanza durante i test è pari a 20.3°C.

 

Banchetto                              Pandora ATX

pandora atx bench idle ref    pandora atx bench idle case

pandora atx bench full ref    pandora atx bench full case

pandora atx bench full gpu ref    pandora atx bench full gpu case

pandora atx bench full gpu 2 ref    pandora atx bench full gpu 2 case

 

Per comodità riassumiamo in tabella le temperature registrate.

 

Banchetto Bitfenix Pandora ATX @default
T. CPU: 27-33-27-30°C (29.25°C)
T. GPU: 42°C
T. CPU: 28-33-29-31°C (30.25°C)
T. GPU: 41°C
T. alta: 21.5°C
T. bassa: 23.5°C
T. CPU: 54-59-55-58°C (56.5°C)
T. GPU: -
T. CPU: 56-62-60-59°C (59.25°C)
T. GPU: 43°C
T. alta: 22.5°C
T. bassa: 24.4°C
T. CPU: -
T. GPU: 98°C
T. CPU: -
T. GPU: 100°C
T. alta: 22.7°C
T. bassa: 30.9°C
T. CPU: -
T. GPU:
60°C
T. CPU:
T. GPU:
59°C
T. alta:
23.4°C
T. bassa:
32.5°C

 

In condizione di idle il case si comporta praticamente come il banchetto di riferimento; la differenza di temperatura sulla CPU e sulla GPU è rispettivamente di +1°C e -1°C, valori trascurabili. Rispetto alla temperatura ambiente all'interno non si rivelano ristagni di aria calda né nella zona CPU né in quella della scheda video.

Il comportamento non cambia sottoponendo la CPU al massimo carico; sul banchetto la temperatura media dei quattro core si assesta attorno ai 56.5°C, mentre sale di soli 2.75°C con il sistema installato nel case. Le due ventole in dotazione riescono a muovere aria a sufficienza per evitare brutti accumuli di aria calda.

Infine, ponendo sotto stress la scheda video con il test Furmark la GPU raggiunge la temperatura critica di 100°C dopo circa 1 minuto e 50 secondi, mentre come riferimento la stessa si assesta attorno ai 98°C. Una differenza facilmente prevedibile, ma in ogni caso sensibilmente migliore di molti altri case di pari livello. Al contrario, con il benchmark Unigine Heaven non si notano differenze sulla GPU stessa, ma la temperatura attorno alla scheda video stessa sale di circa 10°C rispetto alla condizione di idle.

I numeri raccolti da questi test ci inducono ad affermare che le performance di questo Pandora ATX sono a nostro avviso molto valide già in configurazione di default, con la ventola da 140mm in immissione e quella da 120mm in espulsione sul retro; volendo è possibile migliorare ulteriormente il ricircolo forzato, ad esempio aggiungendo una seconda ventola in immissione all'anteriore, cosi da aumentare la pressione interna e spingere fuori con più forza l'aria calda, in particolar modo quella creata dalla scheda video.


Abbiamo giocato per qualche tempo con l'ultimo arrivato in casa Bitfenix, il Pandora ATX, versione aggiornata e ingrandita del primo Pandora, con il quale ci siamo divertiti non poco quasi un annetto fa. Allora erano emersi molti lati positivi della prima revisione del case, ma al contempo avevamo sollevato alcuni dubbi e perplessità. E non siamo stati gli unici a farlo.

Come sua consuetudine, la casa taiwanese ha ascoltato il suo pubblico e raccolto le opinioni dei modders e della community, arrivando a realizzare e commercializzare questa nuova versione del Pandora. Nel complesso si tratta di un case mid-tower, dagli ingombri totali non così eccessivi, ma con molto spazio all'interno; il case è compatibile ora anche con schede madri ATX, si possono alloggiare fino a sette schede di espansione con lunghezza massima pari a 440mm, un alimentatore ATX fino a 220mm e c'è spazio per ben 8 drive.

Il look esterno del primo Pandora, apprezzato dai più, è rimasto pressoché invariato, con le due paratie laterali che si spingono oltre il case stesso e si incurvano l'una contro l'altro abbracciandolo, lasciando a vista una piccola fetta della maschera frontale nera. Sul tetto il grosso filtro antipolvere la fa da padrone; è facilmente rimovibile e con tre semplici tocchi svela spazio per tre ventole o per un radiatore da 360mm. Al suo fianco il pannello di I/O frontale offre all'utente due porte USB3.0, due di seconda generazione, jack per cuffie e microfono, oltre ai tasti di accensione e reset retroilluminati.

Le due paratie laterali ora sono totalmente in acciaio; ci era piaciuta molto l'idea dell'alluminio spazzolato del primo Pandora, ma qui, viste le dimensioni maggiorate, lo si è dovuto mettere da parte; e di conseguenza il loro meccanismo di installazione rapida è stato ora sostituito da un sistema ibrido push-pin/viti, un po' meno veloce ma molto più saldo.

Di primissimo livello la qualità costruttiva. Il telaio in acciaio è robusto, perfettamente assemblato e verniciato; le plastiche esterne sono solide e ben realizzate, e si montano sul telaio con facilità e massima tenuta.

L'ampio volume interno a disposizione, unito ai vari fori per il passaggio dei cavi ed ai ganci sul piatto della scheda madre semplificano notevolmente il lavoro di integrazione del vostro hardware; la grossa finestra laterale esalterà tutti i vostri sforzi. Abbiamo da evidenziare solo il foro del cavo EPS un po' scomodo da raggiungere e il cavo USB del display ICON corto.

I risultati dei test di areazione hanno rivelato performance di primo livello, sia per quanto riguarda la CPU che la GPU; già la configurazione di default genera una pressione positiva interna sufficiente a garantire il giusto ricambio d'aria; se pensiamo che è possibile arrivare sino a 7 ventole da 120mm oppure 4 da 140mm più una da 120mm la situazione non può che migliorare. Per chi desiderasse qualcosa di più, il Pandora ATX è perfettamente compatibile con impianti di raffreddamento a liquido AIO e custom completi di tutto; anzi possiamo affermare che questa sia la sua vera vocazione.

Il prezzo al pubblico della versione da noi recensita è di circa 120€, mentre si possono risparmiare una decina di euro optando per la versione "Core". Il prezzo è a nostro avviso equo rispetto a quanto questo case è in grado di offrire

Nome prodotto PRO CONTRO Award tecnici
Award prestazionali

bitfenix
Bitfenix Pandora ATX

+ Imballaggio robusto;
+ Bundle ricco;
+ Design particolare, a nostro avviso azzeccato;
+ Pannello frontale di I/O comodo e completo;
+ Performance di alto livello;
+ Ottima qualità costruttiva sia del telaio che delle plastiche;
+ Spazioso;
+ 4 SSD + 4 HDD da 3.5";
+ Lunghezza massima VGA 440mm;
+ Lunghezza massima PSU 220mm;
+ Altezza massima dissipatore 160mm;
+ Orientato al liquid cooling;
+ Il display LCD frontale lo impreziosisce
+ Prezzo di vendita adeguato;

- Display ICON poco luminoso;
- Cavo USB del display ICON corto;
- Filtro antipolvere anteriore scomodo da rimuovere;

ct gold technical
 
ct best performance

Si ringraziano Bitfenix e il suo distributore drako.it per il sample fornitoci in dotazione.

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