Recensione Raijintek Themis & Ereboss

Passando al fratello maggiore e qundi all'attuale cavallo di battaglia di Raijintek, ci ritroviamo davanti nuovamente un monotorre caratterizzato da un pacco alettato in alluminio dal basso coefficiente di attrito aerodinamico alimentato da sei heatpipes da sei millimetri di diametro U design collocate su due colonne simmetriche, a gruppi di tre, nella parte esterna del dissipatore. Tale soluzione permette di ottimizzare la distribuzione del calore in superficie dissipante senza sacrificare in maniera netta l'attraversamento dei flussi all'interno del pacco alettato che vengono cosi suddivisi in tre aree ben definite di cui, due a alta ed una a bassa pressione.

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Molto simile a quanto visto in precedenza risulta la testa che prevede nuovamente l'applicazione del logo stilizzato in rilievo e la presenza dei capi delle heatpipes lasciate a vista con una semplice punzonatura ai loro estremi, molto caratteristico risulta in questo caso il foro esagonale che attraversa tutto il pacco alettato che svolge la duplice funzione di riduzine dell'attrito aerodinamico offrendo uno sfogo ai flussi e ci permetterà di inserire un cacciavite per poter serrare il sistema di ritenzione a ponte.
Discorso che non si ripresenta tuttavia con la base che in questo caso non ripresenta l'adozione dell'HDT ma si limita a fornire una superficie di contatto planare con rivestimento al nichel e successiva lucidatura a specchio.

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Da un punto di vista tecnico risulta molto interessante l'analisi della superficie dissipante, questa presenta infatti diverse ottimizzazioni volte alla riduzione dell'attrito aerodinamico che si possono apprezzare in molteplici punti. I più macroscopici risultano la presenza di una linea di attacco all'aria formata da dodici appendici aerodinamiche per lato di forma circolare che permettono di facilitare l'entrata in superficie dell'aria in arrivo dalla ventola; a ciò si agiungono una serie di fori praticati su ogni aletta che permettono ai flussi di potersi muovere tra i vari livelli all'interno del pacco alettato sfuttando anche la convenzione naturale nel caso in cui si opti per una soluzione passiva o semi passiva.
In ultimo c'è da segnalare lo spazio che intercorre tra i vari elementi radianti di ben 2,6mm; un chiaro segno dell'inclinazione poco aggressiva di questa soluzione di casa Raijintek.

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Nonostante si parli di un dissipatore di fascia alta anche con l'Ereboss risultano assenti le varie saldature in lega su tutta la superficie dissipante che tuttavia risultano impiegate in maniera massiccia sulla base del dissipatore in maniera massiccia, tanto che si possono notare sbavature piuttosto evidenti con la pasta saldante che si espande anche per diversi centimetri saldando assieme le heatpipes anche li dove non dovrebbero rimanere a contatto.

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La base per l'Ereboss prevede infine una struttura formata da un primo coldplate in rame elettrolitico nichelato sormontato da un monoblocco in alluminio che nel nostro esemplare presenta alcune macchie dovute ai liquidi di lavorazione che hanno lasciato alcuni residui sulla parte superiore dello stesso che verrà successivamente coperta dalla staffaorizzontale del sistema di ritenzione a ponte.

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