Recensione Raijintek Themis & Ereboss

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Raijintek è una giovane startup del panorama dell'hardware cooling con sede in Germania ma produzione a Taiwan, nata dal distaccamento del personale da alcuni brand leader del settore che hanno deciso di tentare la sorte mettendosi in proprio per poter dare libero sfogo alle proprie idee spesso non ascoltate per ragioni di marketing o strategie di mercato più o meno differenziate.

Nata quindi pochi mesi fa, Raijintek ha raccolto fin da subito una discreta approvazione da parte dell'utenza grazie ad un listino che al day one prevedeva una serie di dissipatori formata da quattro soluzioni dissipanti: Themis,Themis EVO, Aidos e Ereboss a cui si è affiancata qualche settimana dopo una 140mm low profile a nome "Aeolus α".
Nell'articolo di oggi andremo a testare tre delle soluzioni più interessanti dell'azienda, la quale ci ha fornito il Themis, monotorre di fascia entry level dall'interessante rapporto prezzo/offerta; l'Ereboss, attuale cavallo di battaglia dell'azienda pensato per sistemi a bassi flussi che necessitano comunque di un elevata dissipazione termica e la nuova 140mm low profile, prima 140mm con una cornice full frame da soli 13mm di altezza.

Di seguito i dettagli tecnici dichiarati dal costruttore:

raijintek
Nome prodotto THEMIS
Dimensioni [WxDxH] 122x50x158 mm
Peso 448 g [solo dissipatore]
Resistenza termica 0.12 °C/W
Dissipatore
Materiali e tipo di base Rame e alluminio con CPU Direct Contact [C.D.C.]
Materiali alette Alluminio
Heat-pipe
Diametro Φ8mm
Numero 3 pezzi
Ventola
Dimensioni [WxHxD] 120x120x25 mm
Tensione operativa 12V
Tensione di partenza 7 V
Velocità 1000~1500 RPM [controllo PWM]
Tipo cuscinetto Sleeve Bearing
Portata 43.8~65.68 CFM
Pressione statica 1.0~2.24 mmH2O
Speranza di vita 40,000 ore
Emissioni acustiche 24.53 dBA [Max.]
Connettore 4 pin con PWM

 

raijintek
Nome prodotto EREBOSS
Dimensioni [WxDxH] 140x110.5x160 mm
Peso 808 g [solo dissipatore]
Resistenza termica 0.11 °C/W
Dissipatore
Materiali base Base in rame nichelata
Materiali alette Alluminio
Heat-pipe
Diametro Φ6mm
Numero 6 pezzi
Ventola
Dimensioni [WxHxD] 140x150x13 mm
Tensione operativa 12V
Tensione di partenza 7 V
Velocità 650~1400 R.P.M. [controllo PWM]
Tipo cuscinetto Sleeve Bearing
Portata 44.43~56.55 CFM
Pressione statica 0.76~1.24 mmH2O
Speranza di vita 40,000 ore
Emissioni acustiche 28 dBA
Connettore 4 pin PWM

 

Socket supportati
Intel® All Socket LGA 775/1150/1155/1156/1366/2011 CPU (Core™ i3 / i5 / i7 CPU)
AMD® All FM2+/FM2/FM1/AM3+/AM3/AM2+/AM2 CPU

 

 


Entrambi i prodotti vengono consegnati all'interno della classica confezione in cartone sulle cui facce vengono stampate le principali informazioni tecniche ed alcune foto panoramiche che ne illustrano il dissipatore.
Lo schema sia per l'Ereboss che per il Themis è il medesimo con una parte frontale arrecante unicamente una foto del dispositivo assieme al nome commerciale e al logo del produttore mentre trovano spazio sui lati le tabelle riportate nella pagina precedente e le principali informazioni tecniche assieme ad alcune peculiarità come la base nichelata, la presenza di una ventola da 140mm slim per l'ereboss, il rispetto delle normative comunitarie CE/RoHs ed i socket compatibili; tutto molto semplice e se vogliamo anche abbastanza spoglio rispetto a quanto visto con i prodotti concorrenti.

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Aperte le confezioni ritroviamo la dotazione di serie racchiusa alla rinfusa all'interno di un unica busta in plastica trasparente che risulta prevedere per entrambe le soluzioni la medesima fornitura di accessori; a nostra disposizione avremo:

  • un backplate in plastica nera
  • staffe di ritenzione a ponte per i socket Intel ed AMD
  • viti di ritenzione in acciaio
  • cinque antivibrazionali per accoppiare la ventola al dissipatore
  • quattro distanziali in plastica per evitare eventuali cortocircuiti
  • una bustina monouso di pasta termoconduttiva
  • un libretto di istruzioni in bianco e nero

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Buona risulta nel complesso la qualità costruttiva, con delle staffe di ritenzione solide e il cassico ancoraggio a sei punti di ritenzione che permette una presa salda e uniforme sulla base del dissipatore; unica nota negativa risulta la scelta di Raijintek di non voler differenziare la dotazione dando a tutti il medesimo equipaggiamento, che voi acquistiate un dissipatore da 50€ o uno da 20€ avrete infatti i medesimi accessori che se per la fascia bassa vanno più che bene, per la fascia alta risultano abbastanza sotto le aspettative; spendere 50€ per avere un backplate in plastica, cinque antivibrazionali(4+1 di scorta) e una bustina di composto termico monouso non è forse nelle aspettative della maggior parte degli acquirenti soprattutto se non si è nuovi in questo settore.


Oltre alla dotazione appena vista, con il Themis e l'Ereboss di Raijintek avremo a disposizione una ventola per ogni dissipatore che risulta rispettivamente una 120x120x25mm e una 140x140x13mm entrambe proprietarie ed entrambe caratterizzate da un Mean Time Before Failure di 40.000 ore a causa dei cuscinetti a sfera entry level utilizzati.
Più nello specifico per il Themis, il costruttore opta per una 120mm full frame caratterizzata da una cornice esterna di colorazione rossa che include al suo interno una matrice ventilante formata da sette profili palari di colorazione bianca.

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Piuttosto interessante risulta l'analisi dei profili di spinta e di taglio all'aria che prevedono delle curve non convenzionali con una linea di attacco tondeggiante con angoli periferici arrotondati che permettono su carta di ridurre al minimo le emissioni acustiche generate dal perturbare i flussi laminari dell'aria. Una soluzione a dirla tutta non nuova e che si avvicina molto a quanto visto con zaward e le sue "golf fan" che tuttavia cadero in disuso negli ultimi anni a favore di una migliore gestione del telaio esterno che diventò un vero e proprio elemento essenziale della ventola; due linee di pensiero diverse ma che godono entrambe di pregi e difetti.

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Piuttosto simile nell'estetica risulta la sorella maggiore da 140mm che prevede nuovamente un telaio full frame di colorazione rossa che ingloba al suo interno tredici profili ventilanti nuovamente di colorazione bianca o panna se proprio vogliamo essere maggiromente precisi.

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Impressionante in questo caso risulta il lavoro di ottimizzazione svolto sulla ventola che con i suoi 14mm di altezza si posiziona come una delle 140mm più sottili presenti sul mercato senza che questo influisca in maniera sensibile sulle doti prestazionali del prodotto.
Il segreto sta tutto nel numero e nell'inclinazione dei profili palari che vantano una copertura quasi integrale della sezione cilindrica della ventola e offrono delle linee di taglio nettamente conservative con degli angoli di attacco molto bassi che consento di orientare la soluzione ventilante al pescaggio a dispetto della pura pressione statica che, nel caso specifico, ha un margine di influenza secondario nell'analisi delle prestazioni essendo l'Ereboss un dissipatore a bassso coefficiente di attrito aerodinamico come vedremo nelle pagine successive.

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Ottima risulta infine per entrambe le ventole la sleevatura e la relativa gestione dei cavi, per entrambe si sfruttano infatti due molex a quattro pin di colore bianco e una calza in PET multifilamento ad alto potere coprente  che nasconde in maniera perfetta tutti i cavi di alimentazione e di controllo come il tachimetrico ed il PWM.

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La ventola oggetto dall'articolo odierno è stata testata secondo la metodologia di test applicata alle ventole in uso da oltre un anno all'interno dei nostri locali; per comodità riportiamo un estratto della metodologia nei suoi punti salienti anche se consigliamo vivamente la lettura integrale.
http://www.coolingtechnique.com/guide/metodologie-di-test/399-galleria-del-vento.html

Estratto metodologia di test:
L'analisi strumentale delle ventole viene effettuata collocando il prodotto all'interno di una struttura appositamente studiata e creata da parte del nostro Staff e realizzata dall'italiana Dimastech su specifiche da noi fornite; ciò consente di posizionare la ventola in posizione elevata dal piano di sostegno ad una distanza di 50 centimetri dal microfono di rilevazione con il cono d'aria opposto alle onde acustiche rilevate,permettendoci di evitare possibili interferenze dovute ai flussi che agiscono sul microfono.
Lo schema seguente sintetizza in maniera agevole quanto fin qui descritto:

metodologia_test

Per ciò che concerne le rilevazioni della portata,di rpm,pressione e ampere saranno presi i valori a 0/1/2/3/4/5/6/7/8/8/9/10/11 e 12v(forniti da un alimentatore da banco stabilizzato), questo è reso nuovamente possibile dalla nuovo struttura realizzata tramite lamiera da 2mm in acciaio a tenuta stagna.
Essa vanta un volume d'aria di 2500cm3, circa quattro volte il volume della precedente, al cui interno è stato applicato un manto di fonoassorbente multifrequenza da 3cm di spessore capace di tagliare in maniera sensibile ogni tipo di risonanza e di emissione acustica che si potrebbe venire a creare a causa delle turbolenze interne.

A flussi "puliti" l'aria viene canalizzata sul fondo e restituita ad una anemometro a filo caldo; quest'ultimo a differenza dei comuni a ventola assiale, vanta l'implementazione dell'ultima tecnologia utilizzata nel campo che prevede l'adozione di un filo in ceramica preriscaldato costantemente monitorizzato da una termocoppia ad elevata precisione in grado di calcolare in real time, grazie al supporto del microprocessore integrato, la variazione decimo di secondo per decimo di secondo della temperatura del filo che risulterà più caldo in luogo di basse portate e più freddo qual'ora ci siano ingenti flussi.
L'adozione di questo genere di soluzione offre molteplici vantaggi tra cui indubbiamente la maggior precisione che nel nostro caso passa da 0,39 a 0,10 m/s e porta con se l'assenza della ventola di rilevazione che difatto costituisce un ulteriore fonte di rumore non altrimenti eliminabile.

Di seguito viene illustrato il funzionamento dell'anemometro in utilizzo:

 

 


 Nome ventola: Raijintek Themis bundle fan
raijintek-themis-data-fan

 Video in alta definizione

 Nome ventola: Raijintek Ereboss(Aeolus α) bundle fan

raijintek-aeolus-fan-data

 

Video in alta definizione

Raijintek Themis bundle fan - 120mm
comparativa con prodotti di terzi
Db(A)/CFM (Rumorosità)

dba-cfm-themis
 

Pressione(mmh2o)/CFM (Prestazioni)                       RPM/CFM(Pescaggio)

pressure-themisrpm-cfm-themis

 

Raijintek Ereboss(Aeolus α) bundle fan - 140mm
comparativa con prodotti di terzi
Db(A)/CFM (Rumorosità)

aeolus-alpha-dba
 

Pressione(mmh2o)/CFM (Prestazioni)                       RPM/CFM(Pescaggio)

aeolus-alpha-pressure aeolus-alpha-rpm

 


Il Raijintek Themis risulta essere un dissipatore monotorre utilizzante una superficie dissipante in alluminio che si estende fino a 158 millimetri di altezza che viene alimentata da una matrice termica formata da tre heatpipes da otto millimetri di diametro munite di un singolo punto di evaporazione sulla base e due di rugiada dinamici all'interno del pacco alettato.
Piuttosto standard ed elementari risultano le linee di attacco all'aria che vedono unicamente la presenza di una struttura lineare con la presenza di un cilindro cavo sui quattro lati più estremi per permettere di alloggiare gli antivibrazionali della ventola; a ciò si affianca la presenza di tre appendici centrali che hanno il duplice compito di fare da elemento estetico e da riduttore di resistenza nella parte centrale dove i flussi della ventola si concentrano in maniera inferiore.

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Per ciò che riguarda la testa del prodotto non abbiamo particolari soluzioni di rilievo, l'unica nota risulta la presenza del logo stilizzato del produttore che viene messo a rilievo sull'ultima aletta del dissipatore lasciando le heatpipes a vista.
Discorso diverso è invece la base che adotta un HDT(heatpipes direct touch) di seconda generazione con i tubi di calore intervallati dal buffer in alluminio posto sopra le heatpipes stesse che le aiuta nelle prime fasi di idle load gestendo i carichi termici non sufficienti ad adottare un punto di condensazione utile in superficie dissipante.

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Sotto il profilo del bagaglio tecnologico segnaliamo l'assenza delle saldature in lega a fronte di una punzonatura delle alette eseguita in maniera del tutto sufficiente al fine di fornire un rigidità strutturale più che accettabile, a questo si aggiunge anche la presenza di un monoblocco in alluminio che fa sia da base che da elemento di buffer se pur non venga alettato come si è soliti vedere con questo genere di applicazioni.

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Passando al fratello maggiore e qundi all'attuale cavallo di battaglia di Raijintek, ci ritroviamo davanti nuovamente un monotorre caratterizzato da un pacco alettato in alluminio dal basso coefficiente di attrito aerodinamico alimentato da sei heatpipes da sei millimetri di diametro U design collocate su due colonne simmetriche, a gruppi di tre, nella parte esterna del dissipatore. Tale soluzione permette di ottimizzare la distribuzione del calore in superficie dissipante senza sacrificare in maniera netta l'attraversamento dei flussi all'interno del pacco alettato che vengono cosi suddivisi in tre aree ben definite di cui, due a alta ed una a bassa pressione.

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Molto simile a quanto visto in precedenza risulta la testa che prevede nuovamente l'applicazione del logo stilizzato in rilievo e la presenza dei capi delle heatpipes lasciate a vista con una semplice punzonatura ai loro estremi, molto caratteristico risulta in questo caso il foro esagonale che attraversa tutto il pacco alettato che svolge la duplice funzione di riduzine dell'attrito aerodinamico offrendo uno sfogo ai flussi e ci permetterà di inserire un cacciavite per poter serrare il sistema di ritenzione a ponte.
Discorso che non si ripresenta tuttavia con la base che in questo caso non ripresenta l'adozione dell'HDT ma si limita a fornire una superficie di contatto planare con rivestimento al nichel e successiva lucidatura a specchio.

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Da un punto di vista tecnico risulta molto interessante l'analisi della superficie dissipante, questa presenta infatti diverse ottimizzazioni volte alla riduzione dell'attrito aerodinamico che si possono apprezzare in molteplici punti. I più macroscopici risultano la presenza di una linea di attacco all'aria formata da dodici appendici aerodinamiche per lato di forma circolare che permettono di facilitare l'entrata in superficie dell'aria in arrivo dalla ventola; a ciò si agiungono una serie di fori praticati su ogni aletta che permettono ai flussi di potersi muovere tra i vari livelli all'interno del pacco alettato sfuttando anche la convenzione naturale nel caso in cui si opti per una soluzione passiva o semi passiva.
In ultimo c'è da segnalare lo spazio che intercorre tra i vari elementi radianti di ben 2,6mm; un chiaro segno dell'inclinazione poco aggressiva di questa soluzione di casa Raijintek.

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Nonostante si parli di un dissipatore di fascia alta anche con l'Ereboss risultano assenti le varie saldature in lega su tutta la superficie dissipante che tuttavia risultano impiegate in maniera massiccia sulla base del dissipatore in maniera massiccia, tanto che si possono notare sbavature piuttosto evidenti con la pasta saldante che si espande anche per diversi centimetri saldando assieme le heatpipes anche li dove non dovrebbero rimanere a contatto.

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La base per l'Ereboss prevede infine una struttura formata da un primo coldplate in rame elettrolitico nichelato sormontato da un monoblocco in alluminio che nel nostro esemplare presenta alcune macchie dovute ai liquidi di lavorazione che hanno lasciato alcuni residui sulla parte superiore dello stesso che verrà successivamente coperta dalla staffaorizzontale del sistema di ritenzione a ponte.

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La metodologia di test applicata al dissipatori in analisi nell'articolo odierno si appoggia al nuovo organico di strumentazione in dotazione a Coolingtechnique.com, si utilizzano nel dettaglio carichi termici sintetici pilotati in digitale tramite Pulse Width Modulation con sorgenti schermate sia per contatto che per irraggiamento nel campo degli infrarossi.
Ulteriori informazioni cosi come l'intera metodologia di test possono essere visionate al seguente indirizzo web:
Raffreddamento aria,liquido ed extreme cooling - Simulatori di carico Revisione 2.0

Raijintek Themis - 50CFM @0.75mmH2O
T1=Temperatura sorgente

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Raijintek Ereboss - 50CFM @0.75 mmH2O
T1=Temperatura sorgente

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Comparazione con prodotti di terzi
50CFM @0,75mmH2O

 raijintek

 Collasso termico (ventola standardizzata)
collasso

 


Le soluzioni in esame di Raijintek hanno evidenziato diversi punti positivi ma anche alcune zone su cui bisogna porre l'attenzione per far si che i prodotti diventino realmente completi sotto ogni aspetto; partendo da quello che c'è di buono risultano di indubbia qualità tutti i materiali utilizzati, i quali, grazie ad un'ottimo know how del settore, conferiscono una rigidità strutturale ad entrambe le soluzioni nonostante in superficie dissipante non si utilizzino saldature in lega e questo indica che tutte le punzonature, dalla prima all'ultima, sono fatte con una corretta coppia serrante. Medesimo discorso possiamo approntare per la base che se pur non preveda un dissipatore di buffer a causa del ponte di ritenzione gode di un'ottima qualità costruttiva nel Themis con un HDT di seconda generazione realizzato in maniera impeccabile e con una nichelatura altrettanto ottima nell'Ereboss che tuttavia vede sbavature piuttosto grossolane nelle saldature delle heatpipes con il monoblocco in alluminio.
Sorprendenti risultano le ventole che si dimostrano delle soluzioni decisamente interessanti soprattutto per ciò che concerne la Aeolus che sbaraglia la concorrenza rimanendo sia più silenziosa sia più performante, e non di poco, di avversarie del calibro di Noctua e Alpenfoehn; unica nota negativa per questa ventola risulta il motore decisamente inadatto che oltre a vantare relativamente poche ore(40.000) opera a temperature decisamente troppo alte che riducono inesorabilmente la vita stessa del prodotto. Dopo appena dieci minuti di esercizio a 24°C il motore registrava infatti temperature di 50°C, in estate con stanza a 35°C temperature del genere equivalgono ad una usura precoce ed esponenziale dei cuscinetti con conseguente aumento di rumorosità e nettà diminuzione delle ore di vita, è bene quindi considerare anche questo aspetto se si sta cercando un pc a bassa manutenzione.
Sul piano delle prestazioni il Themis delude un filo le aspettative facendo segnare parametri praticamente identici a quelli di un FX100, ventilato con una 90mm, cedendo per collasso termico attorno ai 200W di carico mentre l'Ereboss soffre della assenza di un dissipatore di buffer che gli permette di entrare in temperatura solo dopo i 50W dove sterza con decisione e si affianca allo Xigmatek prime fino ai 200W dove la maggior densità lamellare di quest'ultimo lo avvantaggia sotto alti carichi termici facendo chiudere la sessione di test con un margine di circa 4°C in aumento a sfavore della soluzione di casa Raijintek, studiata più per la gestione dei medi carichi termici a basse portate che non gli alti carichi con ventole prestanti.

Per ciò che concerne in ultima analisi i prezzi di vendita, attualmente le soluzioni della neonata Raijintek vantano costi decismaente interessanti, per il Themis vengono infatti richiesti 23,90€ tasse incluse e per l'Ereboss soli 34,90€ sempre tasse incluse, cifre che se le analizziamo al netto delle ventole indicano un costo per il solo dissipatore inferiore ai 20€ per il primo e ai 30€ per il secondo, decisamente non male se pur abbiamo visto che forse l'eccessivo risparmio ha portato qua e la qualche sbavatura.

Nome prodotto PRO CONTRO Award tecnici
Award prestazionali

Raijintek Themis

+ ottima qualità dei materiali
+ buon "know how" costruttivo
+ ventola bilanciata e performante
+ sistema di ritenzione a ponte
+ prezzo di acquisto

- pasta termoconduttiva in bustina monouso
- ventola rumorosa sopra i 9volts

ct silver technical ct best value

Raijintek Ereboss

+ ottima qualità dei materiali
+ buon know how costruttivo
+ sistema di ritenzione a ponte
+ ventola molto performante e compatta
+ controllo pwm
+ base nichelata
+ performante ai medi e medio-alti carichi termici
+ prezzo di acquisto

- sistema di ritenzione scomodo se non si hanno gli attrezzi adeguati*
- sbavature costruttive
- pasta termoconduttiva in bustina monouso

 

ct high performance

*Update: in seguito alla tempestiva comunicazione dell'azienda, segnaliamo che gli esemplari in nostro possesso appartengono alla prima revisione; i modelli attualmente sul mercato vantano un cacciavite adeguato in accordo con l'immagine seguente fornitaci da Raijintek---> Dotazione dissipatori in commercio.
L'azienda stessa ci comunica inoltre che è al lavoro su una siringa di pasta termoconduttiva da aggiungere alla dotazione in luogo dell'attuale bustina monodose senza che questo possa intaccare il prezzo di vendita.


Si ringraziano Caseking e Raijintek per i prodotti oggetto dell'articolo odierno.

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