Recensione Thermalright Silver Arrow SB-E Extreme

Il cavallo di battaglia a marchio Thermalright estratto dagli elementi protettivi si rivela essere un dissipatore a doppia torre parallela e simmetrica che risulta formata da un pacco alettato in alluminio costituito da 51 alette per parte, queste ultime vengono alimentate da una matrice di scambio termico formata da otto heatpipes da sei millimetri di diametro utilizzanti un design ad U capace di conferire ai tubi di calore un unico punto di evaporazione dell'azeotropo, sulla base, e due punti di rugiada dinamici all'interno dei due pacchi alettati semi-indipendenti che cambiano posizione a seconda del carico termico fornito al Silver Arrow.

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Molto curata risulta tutta la parte estetica con le heatpipes che vedono una cura particolare data da una nichelatura integrale del rame e la presenza di sedici cappucci lucidati a specchio posti sulle estremità superiori al fine di coprire le punzionature antiestetiche di chiusura; con lucidatura a specchio risultano anche le alette superiori a vista e la base che gode di una lavorazione decisamente impeccabile sia sotto il profilo estetico che tecnico esssendo la planarità pressochè perfetta. Prova del nove ne sono le immagini riflesse che non presentano nessuna deformazione visiva.

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Sotto il profilo tecnico in forte risalto risulta la gestione del pacco alettato che vede diverse ottimizzazioni per la distribuzione del calore e per la riduzione dell'attrito di resistenza aerodinamica; partendo da quest'ultima entrambe le torri prevedono dei profili di attacco all'aria piramidali con una estensione della superficie delle alette maggiore nella parte esterna che va via via ad assottigliarsi mano a mano che ci si sposta verso il centro, ciò permette di massimizzare le pressioni statiche e le portate erogate dalle due TY-143 al fine di evitare un sversamento laterale eccessivo dei flussi generati che, in questo caso, riescono ad attraversare la superficie lamellare grazie alla scalarità di quest'ultima.

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Per ciò che concerne la matrice di alimentazione e quindi la distribuzione del calore stesso, a fronte di una simmetricità tra le due torri abbiamo un utilizzo dinamico del pacco alettato che da maggior buffer alle due heatpipes centrali, solitamente quelle soggette ad un maggior carico termico dato la vicinanza con il die della maggior parte dei processori, che godono di sei alette in più rispetto ai tubi di calore più esterni, i quali risultano sgravati da questi sei elementi al fine di migliorare lo scambio termico nelle fasi di full load dove un maggior afflusso d'aria è preferibile ad una superficie dissipante troppo folta che ostacola il passaggio dell'aria riducendo le prestazioni complessive.

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Assenti, a sorpresa, risultano le saldature in lega di stagno e argento tra le heatpipes e le varie alette cosi come assente risulta il dissipatore di buffer a causa del sistema di ritenzione a ponte; al loro posto vengono impiegati rispettivamente punzonature e un semplicemente un monoblocco in alluminio spazzolato sormontato da una adesivo olografico di autenticità.
Scelta sicuramente discutibile quella di non utilizzare le saldature su un prodotto del genere che tuttavia può trovare parziale scusante quella dell'ottima solidità strutturale data dal serraggio delle alette alle heatpipes che, nonostante non utilizzino nemmeno sistemi di ritenzione tra di esse, risultano estremamente salde, chiaro segno che la punzonatura è eseguita a regola d'arte con un adeguata coppia serrante.

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