Recensione Thermalright Silver Arrow IB-E

Estratto dalla confezione e dai vari elementi protettivi, il Silver Arrow IB-E si mostra alla luce del sole come un dissipatore a doppia torre semi indipendente e parallela costituita, ciascuna, da un pacco alettato di 46 alette in alluminio con un intermezzo di 2,1mm, alimentato da una matrice simmetrica di otto heatpipes U design, due punti di condensa ed uno di evaporazione, aventi un diametro di sei millimetri ed una capilarizzazione interna sinterizzata al fine di permettere al dissipatore di lavorare anche contro gravità.

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Molto curata risulta tutta la parte estetica che prevede una nichelatura integrale delle parti in rame, al fine di preservarle dalla naturale ossidazione dello stesso, a cui si affianca la presenza dei sedici cappucci estetici posti in cima al dissipatore per poter coprire le punzonature ad asola dei tubi di calore e una rettifica a specchio della base, mantenendo tuttavia il lato superiore del monoblocco con una spazzolatura dell'alluminio; niente viene lasciato al caso.

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Da un punto di vista strutturale di rilievo è l'utilizzo di un monoblocco di ritenzione sulla base privo di dissipatore di buffer a causa del sistema di ritenzione a ponte; a ciò sia aggiungono i pacchi alettati con coefficiente di attrito aerodinamico variabile lungo l'estensione delle torri; l'apposita forma a pennacchio permette infatti di sfruttare al meglio i flussi creati dalle due TY-141 massimizzando la quantità d'aria che attraversa da parte a parte la superficie dissipante alimentata in maniera omogenea.
La scelta di disporre le heatpipes su una singola colonna parallela pone infatti forti vincoli in termini di resistenza aerodinamica e per poter mantenere accettabili i flussi senza creare fastidiose turbolenze si rende necessaria la scelta di creare superfici di interfaccia con l'aria dinamiche a seconda del flusso che le investe, più spesse esternamente e più sottili mano a mano che ci avvivciniamo nei pressi della zona "d'ombra" della ventola.

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Da segnalare risulta anche l'implementazione delle saldature in lega di stagno ed argento sulla base, al fine di interfacciare al meglio le heatpipes col coldplate in rame di buffer, mentre come visto per il fratello maggiore continuano a non essere previste tra alette e heatpipes dove si preferisce optare unicamente per un punzonatura meccanica.

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