Recensione Noctua NH-D9L e NH-U9S

Passando all'NH-D9L, tra le mani abbiamo quello che potremmo definire a tutti gli effetti un NH-D15 in miniatura; tutte le tecnologie viste con il top di gamma della casa austriaca vengono prese e trapiantate paro paro sul dissipatore in questione diminuendo al tempo stesso in tutte le direzioni gli ingombri del prodotto.
Il risultato ne è un bitorre tra i più piccoli mai costruiti avente dimensioni di 110 x 95 x 95mm utilizzante una matrice di alimentazione formata da quattro heatpipes U design, singolo punto di evaporazione e doppio di rugida come per l'U9S, da 6 millimetri di diametro con capillarizzazione sinterizzata e rivestimento superficiale al nichel. Queste vanno ad alimentare due pacchi alettati semi-indipendenti(una singola hp li condiziona entrambi) formati da trentacinque alette in alluminio che si estendono per l'intera sezione laterale senza lasciare un cielo inferiore come avveniva sul fratello maggiore che andava invadere gi spazzi dedicati ai moduli ram; cosa che, ovviamente, non accade in questo caso essendo le dimensioni decisamente più contenute e la ventola inserita all'interno tra le due torri dissipanti.

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Molteplici sono anche in questo caso gli accorgimenti adottati per la gestione del calore; essi se da un lato non adottano particolari posizionamenti dei tubi di calore, dall'altro sfruttano nuovamente fori all'interno della superficie dissipante per agevolare il passaggio dei flussi in arrivo dalla ventola a cui si affiancano geometrie tridimensionali sulle linee di imbocco delle alette all'aria. Queste prevedono l'utilizzo di tre file di strutture trangolari nei lati più esterni delle alette mentre la restante parte opta per un semplice profilo lineare che viene tuttavia inclinato di qualche grado verso il centro; la parola d'ordine in questo caso è stata compatibilità, un termine che spesso e volentieri fa a botte con i dissipatori a doppia torre ma che Noctua cerca come sempre di levigare introducendo aiuti ai flussi anche qualora gli stessi non siano sospinti da ventole particolarmente efficaci sotto il profilo delle pressioni statiche.

A completamento delle soluzioni tecniche adottate sui pacchi alettati abbiamo infine la presenza di apposite sedi per l'inserimento di antivibrazionali, di cui solo due usate con ventola stock, a cui si unisce una chiusura laterale che ha il compito di evitare che i flussi vengano brutalmente scaricati lateralmente al posto di attraversare l'intera superficie dissipante, in questo caso si cerca di imbrigliare tutta l'aria possibile perpoter sfruttare ogni singolo metro cubo di aria in arrivo dalle pale.

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La base cosi come per il fratello utilizza una struttura ospitante un colpate in rame, rettificato e nichelato che funge da interfaccia e primo buffer tra ihs e heatpipes le quali vengono mantenute in sede da una staffa superiore in alluminio che ospita il ponte di ritenzione centrale; assente risulta invece un disssipatore di buffer(ma utilizzato da Noctua per dirla tutta)mentre sono in bella vista anche per l'NH-D9L le saldature in Sn-Ag per heatpipes e pacco alettato oltre che tra hp e coldplate.

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Terminiamo l'analisi con una foto che da il metro di paragone delle reali dimensioni dell'NH-D9L messo a confronto diretto con un NH-D15, NH-L9i (low profile) e un comune raccordo da 13/10mm per impianti di raffreddamento a liquido.

noctua size compare

 


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