Recensione Cooler Master Hyper TX3i e 212X

Entrambi i dissipatori vengono forniti con il classico confezionamento a marchio CoolerMaster che prevede la fornitura di una scatola esterna in cartone riportante sul lato principale una foto panoramica a quarantacinque gradi del prodotto a cui si affianca il nome dello stesso, il logo aziendale e alcune delle caratteristiche principale che equipaggiano la soluzione in nostro possesso.
I restanti lati vengono utilizzati per snocciolare ulteriori informazioni tecniche come le caratteristiche riportate nella pagina precedente, i disegni tecnici con le quote millimetrate e una breve descrizione del dissipatore in otto lingue differenti tra cui ritroviamo anche l'Italiano. Immancabili sono inoltre i loghi di conformità CE e RoHs che vengono inseriti nel lato inferiore oltre alle certificazioni per il mercato americano e russo.

Hyper 212X

cm tx3i package cm tx3i package2 cm tx3i package3

 Hyper TX3i

hyper 212x package hyper 212x package3 hyper 212x package2

Aperte le confezioni avremo, a causa della differente fascia di appartenenza, una forte differenziazione per quanto riguarda la dotazione. Partendo dall'Hyper TX3i esso fornice all'interno di un astuccio in cartone unicamente un tubetto di pasta termoconduttiva, quattro viti di ritenzione M4 autofilettanti, un libretto di istruzioni in bianco e nero e due staffe con relativi disaccoppiatori per poter alloggiare una seconda 92mm oltre alla ventola già premontata di serie.

tx3i bundle

Assente, o meglio già montato sul dissipatore, risulta il sistema di ritenzione che sfrutta delle staffe di acciaio munite di pushpin Intel direttamente ancorate al monoblocco di buffer della base del dissipatore stesso. Qui per selezionare il socket CoolerMaster non potendo muovere lungo l'interasse il pushpin in plastica per ovvi motivi strutturali, ragiona fuori dagli schemi e propone una soluzione decisamente inusuale proponendo un sistema che opta per l'adozione di tre fori prespaziati lungo le due diagonali. Per poter passare dal 775 al 115* o al 1366 tutto quello che dovremo fare sarà svitare le otto viti di ritenzione e spostare le staffe in acciaio in su o in giù per selezionare la diagonale di nostro interesse.

tx3i retention tx3i retention2

Approccio totalmente diverso riguarda invece il fratello maggiore 212X, con lui avremo nuovamente la fornitura di staffe di ritenzione per una seconda 120mm con relativi disaccoppiatori, un libretto di istruzioni in bianco e nero, un tubetto di pasta termoconduttiva e un sistema di ritenzione a quattro punti di ritenzione.
Quest'ultimo risulta interamente ereditato dal precedente 212 EVO e permette, mediante l'ausilio di un ingegnoso sistema di molle e contro molle, di far letteralmente slittare su alcune semisfere i bracci delle staffe superiori che allontanandosi o avvicinandosi permettono di selezionare l'interasse di nostro interesse in maniera del tutto semplice ed immediata.

212X bundle

Posizioni selezionabili, si noti che non tutte corrispondono ai socket ma risultano unicamente i due fine corsa:

posizioni

 A corredo di ciò avremo inoltre un sistema a molle di carico lineari ed un backplate in acciaio con film dielettrico superiore in grado di isolare correttamente il sistema di ritenzione dalle piste del PCB della scheda madre, assolvendo alla duplice funzione di distribuire uniformemente il peso(essenziale con skylake) e isolare il dissipatore stesso dal resto del sistema.

hyper 212x bundle3 212X backplate


Italian Chinese (Simplified) English French German Japanese Korean Russian Spanish

ULTIMI MESSAGGI DAL FORUM