Recensione Glacialtech Igloo Alaska

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Glacialtech è un'azienda non molto conosciuta in Europa e soprattutto in Italia, essa ha sede a Taiwan; a partire dal 2001, anno di fondazione grazie alla fusione di otto imprese, ha avuto una crescita esponenziale in diversi ambiti che spaziano dal raffreddameto alle moderne tecnologie di illuminazione.
A partire dal 2008 fino al 2010 la Glacialtech ha espanso la propria offerta al pubblico passando da una produzione preattamente OEM a una progettazione e produzione di prodotti destinati al grande pubblico e quindi al mercato aftermarket di vendita al consumatore.

Queste politiche si sono concretizzate nel corso del 2010 nella serie di dissipatori "Igloo" e soprattutto nella serie di prodotti presentati all'inizio dell'estate 2010 arrecanti i nomi dei posti adiacenti agli emisferi polari del nostro pianeta; tali prodotti denominati "Alaska" e "Siberia" sono due dissipatori tecnicalmente totalmente differenti utilizzanti rispettivamente flussi paralleli e flussi perpendicolari alla mainboard.

http://www.coolingtechnique.com/news/47-dissipatori/607-glacialtech-lancia-il-nuovo-igloo-alaska.html
http://www.coolingtechnique.com/news/47-dissipatori/624-glacialtech-siberia-cpu-cooler.html

In queste pagine andremo a trattare il Glacialtech Alaska, un dissipatore a torre caratterizzato da diverse innovazioni tecnologiche e decisamente interessante da un punto di vista tecnico.

Queste le caratteristiche tecniche dichiarate da costruttore:

Modello Alaska
Dimensioni del dissipatore (mm) 130(W)x101(L)x156(H)
Peso del dissipatore espresso in grammi 740
Ventola Tipo di cuscinetto Entering Bearing
Voltaggio operativo nominale DC 12 V
Dimensioni espresse in millimetri 120 × 120 × 25
Velocità di rotazione (RPM) PWM 700 (±300) ~1600 (±250)
Portata (CFM) 55.7 al 100 % del ciclo di PWM
Consumo (Watt) 4.32(Max)
Corrente assorbita (Amp) 0.36(Max)
Tensione operativa (Volt) 6.0~13.8
Emissioni acustiche (dBA) 30 al 100 % del ciclo PWM
Pasta termoconduttiva fornita in bundle IceTherm II

 

 


Il Glacialtech Alaska viene fornito all'utente finale all'interno di una confezione di cartone a prevalenza bianco e blu richiamante proprio il cielo azzurro e le enormi distese di neve bianche caratteristiche dell'Alaska.
Sulla parte frontale della confezione viene riportato il nome del prodotto, le compatibilità offerte dal sistema di ritenzione proprietario e una simpatico snowboarder intento a surfare sulla propria tavola il manto nevoso richiamato dalla confezione; se non fosse per l'immagine del dissipatore posta affianco a quest'ultimo sembrerebbe quasi che si stia per acquistare del materiale sportivo per lo snowboard piuttosto che una soluzione per il raffreddamento del proprio processore.
Curioso anche lo slogan apposto sulla scatola stessa, letteralmente " il primo effetto di respiro al mondo" o meglio elaborato nella nostra lingua come "il primo prodotto al mondo che respira".

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Lateralmente e posteriormente  la casa offre qualche informazione tecnica in più, fornendo sul lato più ampio tutte le compatibilità date dal prodotto con i socket e con i singoli processori.

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Le parti più interessanti sono tuttavia presenti sui lati più corti dove oltre alle caratteristiche tecniche già riassunte in prima pagina ci viene illustrato il funzionamento dell'innovativa tecnologia ad "effetto respiro" che prevede la sagomatura delle alette dissipanti a canali esagonali e rettangolari.
Tale procedimento permette al dissipatore di sfruttare in maniera certosina i flussi che gli vengono forniti aumentando la superficie di scambio termico e diminuendo al contempo il coefficiente di attrito aerodinamico; ciò si traduce in maggiore aria all'interno del dissipatore e di conseguenza un maggiore scambio termico.

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Estratto il dissipatore dalla sua confezione esterna ritroviamo tutti gli accessori divisi in due scomparti, i backplate racchiusi in un astuccio di cartone e tutta la viteria e minuteria racchiusa alla rinfusa all'interno di un sacchetto di plastica trasparente a chiusura rapida piuttosto fragile.

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Gli accessori forniti in dotazione sono tutti di eccellente qualità; le staffe di ritenzione in acciaio godono di un riflesso bluastro più o meno intenso in base a come vengono colpiti dalla luce, i backplate sono tutti piuttosto robusti e rigorosamente isolati per annullare qualsiasi possibilità di creare cortocircuiti.
Viti di ritenzione,molle di compressione e qualsiasi altra parte del dissipatore che risulta essere a vista gode di una nichelatura a specchio di colore argento.
Compresi nel Bundle troveremo anche una chiave inglese per serrare con tutta facilità le viti di ritenzione,una spatolina in plastica per la stesura della pasta termoconduttiva, quest'ultima risulta essere un'ospite d'eccellenza del bundle dell'Alaska; si parla infatti della ICE Therm II cavallo di battaglia di Glacialtech.

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Piccolo accenno del bundle lo meritano le ben quattro staffe di ritenzione per le ventole che godono sia di una lucidatura a specchio ben fatta che di un diametro sensibilmente maggiore, staccare la ventola dal dissipatore a clip in esercizio può risultare più problematico di quanto si possa pensare in questo caso.

clip di ritenzione di un Prolimatech Megahalems sulla sinistra e clip dell'Alaska sulla destra:

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In dotazione con il dissipatore troveremo anche una ventola dotata di superficie ventilante avente un diametro di 120 millimetri, tale ventola è proprietaria di Glacialtech ed è utilizzata ad oggi esclusivamente sulle soluzioni dissipanti della casa.

La ventola dalle dimensioni di 120x120x25mm monta un struttura alare a sette pale senza nessuna ottimizzazione sulle linee di spinta e di taglio delle pale, il materiale utilizzato per la costruzione del prodotto è un acrilico di colore blu che viene reso lucido per tutto il telaio esterno della ventola e viene invece satinato nei pressi delle pale e del motore centrale attribuendo alla ventola una sensazione di freddo, non male come idea.
Piccola grande pecca rimane la sleevatura dei cavi di alimentazione che sebbene siano uniti in un unica piattina a quattro poli (controllo PWM) rimangono nudi alla vista del neo proprietario.

 

 

 

 

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Nota curiosa risulta essere l'impressione in rilievo del logo Glacialtech al centro del motore e la data di produzione della ventola, creata il 21-07-2010 e a distanza di un mese già stata testata, imballata, spedita oltre oceano,  e messa sotto torchio dalla nostra strumentistica.

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Seguono i valiri e il video in alta definizione dei valori riscontrati in ambiente termoclimatizzato.

dati-alaska-ventola

 

Db(A)/CFM (emissioni acustiche)

dba-cfm

MMH2O/CFM (performance)

pressure-cfm

CFM/RPM (pescaggio)

pescaggio

 

Video in HD

 

 


Passando al cuore pulsante della recensione giungiamo a parlare del Glacialtech Alaska, esso è un dissipatore a torre dall'alto contenuto tecnologico; dobbiamo dire che l'anno corrente da questo punto di vista ha avuto per i dissipatori un buono sviluppo tecnologico, diverse sono state le strutture implementate sui dissipatori da parte dei vari brand costantemente alla ricerca di boost prestazionali.
L'Alaska è indubbiamente uno di questi dissipatori, anzi è il primo esponente di una di queste tecnologie, sebbene infatti monti heatpipes con disposizione a V introdotte già su altri modelli è il primo dissipatore ad incorporare una struttura dissipante a canali esagonali e parallelepipedi in grado di aumentare superficie dissipante e performance dissipative.

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Il dissipatore all'occhio  umano si presenta frontalmente come un dissipatore inusuale, le alette dissipanti dalla forma non convenzionale ci fanno sin da subito capire che siamo di fronte a un qualcosa fuori dagli schemi, schemi che rimangono almeno in parte rispettati per quanto riguarda le heatpipes che risultano essere sei da sei millimetri di diametro a capillarizzazione sinterizzata e ad U design( un punto di evaporazione e due di condensa).

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Il funzionamento della superficie dissipante è relativamente semplice, sfruttando i diversi stadi di resistenza aerodinamica si facilita la canalizzazione dell'aria all'interno del dissipatore che come qualsiasi corpo entra dove trova meno resistenza evitando se possibile le zone ad alta resistenza aerodinamica(canali rettangolari) a favore di quelli a bassa resistenza aerodinamica(canali esagonali); arrivata all'interno della superficie dissipante l'aria potrà essere espulsa da ben tre zone.
Lateralmente grazie alla decomprensione che avviene all'interno del dissipatore aprendo i canali, si noti le foto a 45° di come lateralmente i canali siano sensibilmente più larghi di quelli in entrata frontalmente, posteriormente in caso di ventole ad alta pressione statica o comunque con flussi in grado di attraversare l'intero corpo dissipante, e superiormente grazie all'applicazione di ulteriori 67 canali circolari che attraverso tutte le alette verticalmente rispetto alla superficie dissipante; il risultato di tutto ciò è un incredibile ottimizzazione delle alette correlato ad un sensibile aumento di superficie di scambio termico con l'aria.

Sulla testa e sulla parte inferiore del dissipatore possiamo facilmente notare la formazione di quest'ultima implementazione oltre al fatto di notare la presenza del marchio del costruttore e della scritta arrecante il modello del dissipatore impressi in rilievo sull'alluminio.

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Decisamente notevole risulta essere la precisione di montaggi delle alette, non c'è un errore nemmeno di mezzo millimetro in tutta la superficie dissipante e all'interno dei canali non è presente alcun tipo di sbavatura di lavorazione tanto che è possibile vederci attraverso, decisamente un lavoro ineccepibile.

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Sulla base in rame del dissipatore da cui partono le sei heatpipes entrambi interamente rivestiti con un processo antiossidazione al nichel, ritroviamo un ulteriore dissipatore in alluminio monoblocco che svolge la duplice funzione di ritenzione meccanica delle heatpipes e termica di supporto al dissipatore allo start up quando, con wattaggi bassi, le heatpipes non raggiungono un punto di condensazione utile e quindi necessitano di un supporto per mantenere le temperature comunque accettabili a carichi bassi.

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anche in questo caso la qualità di assemblaggio del dissipatore è impeccabile sfoggiando una simmetria piuttosto impressionante tra le heatpipes e il dissipatore monoblocco in alluminio.

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La superficie di contatto della base risulta sorprendentemente priva del consueto adesivo di protezione, durante il viaggio tra la fabbrica e il vostro processore, lunica sua protezione sarà il cartone dell'imballaggio che offre comunque un eccellente protezione; se si pensa che il nostro sample è arrivato sino a noi senza conseguenze da taiwan direi che non ci sono effetti collaterali degni di essere presi in considerazione.
La lavorazione è priva di rifiniture estetiche, non avremo una superficie perfettamente liscia e non avremo una rifinitura a specchio, al contario avremo una superficie rugosa al tatto e ricoperta da uno strato di nichel; teniamo a precisare che tale rugosità non è indice di prestazioni inferiori anzi secondo studi recentementi pubblicati offre addirittura alcuni benefici in termini di scambio calorico, rimandiamo tuttavia tale trattazione ad un articolo futuro.

alaska-base-contatto

 

 

 


Il montaggio dei sistemi di ritenzione sull'Alaska è piuttosto semplice e decisamente nulla di complesso, chi magari non si districa tutti i giorni con i dissipatori può avere qualche titubanza ma dopo pochi minuti comunque ci si riesce a districare; complici di qualche dubbio possono essere anche le istruzioni decisamente inutilizabili grazie alle immagini a  francobollo e il testo non esattamente prolisso, in questo campo Noctua, Cooler Master e Coolit fanno scuola.

I bracci di ritenzione in acciaio per il socket fanno presa mediante l'utilizzo di quattro viti a testa a croce sulla base stesa del dissipatore che vede per lato quattro fori diversificati, due per intel e due per AMD.

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A braccetti installati le clip vanno a fare presa, mediante viti più molle di carico, su backplate differenziati che risultano essere di acciaio per il socket Intel 775 e di plastica per tutti i restanti socket compatibili; scelta quantomeno discutibile e che ci obbliga ad effettuare i nostri test su un backplate per il socket 1366 di produzione Prolimatech.

A sinista il backplate per il socket 1366 in acciaio e a destra quello in bundle con l'Alaska in plastica.1366-backplate-glacialtech alaska-montato

Spostandoci sul fronte delle clip di ritenzione per le ventole abbiamo un pro ed un contro, iniziando con le notizie positive si nota che le clip vanno ad ancorarsi sul secondo foro del chassis delle ventole, questo consente l'utilizzo sul dissipatore di qualsiasi tipo di ventola si voglia utilizzare sia che abbiamo un layout a doppio foro sia che abbiano un layout a singolo foro come le Noiseblocker Multiframe,Silverstone FM-12* serie etc..

alaska-ritenzione-ventola alaska-ritenzione-ventola-2

L'aspetto negati riguarda il montaggi delle clip stesse che oltre ad andare ad occupare due dei canali della superficie dissipante, necessitano di un minimo di forza e di un po di pazienza per essere messe in sede.
Se infatti l'inserimento all'interno della superficie dissipante di un capo della clip risulta piuttosto semplice, l'inserimento della seconda estremità non è altrettanto semplice poichè la clip tenderà a flettersi e voi dovrete opporre una forza tale da raddrizzare il filo di acciaio facendolo calzare al tempo stesso all'interno delle sette alette preposte al bloccaggio della clip.

alaska-clip-ventola alaska-clip-ventola-2

 

 


Il Glacialtech Igloo Alaska è stato testato secondo la nostra metodologia di test liberamente consultabile al seguente link:
http://www.coolingtechnique.com/guide/metodologie-di-test/422-metoodologia-di-test-dissipatori.html

Sorgente; carichi termici da 40 a 300W

sorgente

Superficie dissipante; carichi termici da 40 a 300W

dissipante

Collasso termico

collasso

 

 

 


Il dissipatore che abbiamo testato quest'oggi è un prodotto  tecnicamente curioso con parecchi pro ed altrettanti contro, forse dettati anche dalla poca esperienza che la casa può avere nel mercato aftermarket di fascia alta.
Questi contro tuttavia non si rilevano nella qualità dei materiali o nella fattura del dissipatore stesso che, di fatto, è eccelsa e ben superiore ad alcune soluzioni di marchi sicuramente più blasonati ma si rilevano in alcuni passaggi in fase di montaggio.
Uno di questi sono le clip di ritenzione delle ventole che richiedono qualche minuto per essere montate a causa di come sono state concepite e di come è stato progettatto il loro sistema di ritenzione, sicuramente efficace ma alquanto spartano.
A ciò si aggiungono le istruzioni che risultano essere praticamente inutilizzabili e, con il bundle racchiuso alla rinfusa tutto in un unico sacchetto di plastica, l'installazione potrebbe risultare un filo ostica ai nuovi "hardwaristi" in erba al più che nemmeno backplate e viti riportano le diciture di compatibilità con il socket designato.
 

Dall'altra faccia della medaglia troviamo invece un Alaska che offre sul piano tecnico davvero tanto; abbiamo una superficie dissipante innovativa ed estremamente complessa che lavora sui flussi d'aria del dissipatore creando zone ad alta pressione statica e zone a bassa pressione con l'intento di effettuare un utilizzo centellinato dei flussi che gli vengono forniti da parte dell'utente o del pc qual'ora si utilizzi una ventola a controllo PWM.
A supporto di questa superficie dissipante abbiamo le sei heatpipes da 6 millimetri di diametro che godono di una disposizione a V lungo tutte le lamelle, permettendo a queste ultime di avere una distribuzione del calore il più omogenea possibile e non più localizzata come avviene con le vecchie soluzioni ad heatpipes in linea.

Piccolo accenno lo merita pure la ventola fornita in bundle che si distingue per l'eccellente pescaggio e per i medi valori di pressione ed emissioni acustiche che la pongono al centro dei grafici disegnandola come una ventola equilibrata in tutti i voltaggi senza nessuna preponderanza verso le prestazioni pure o le basse emissioni acustiche, unica nota negativa sono i cavi di alimentazione e di controllo privi di uno sleeving se pur uniti mediante piattina a quattro poli che termina all'interno del consueto molex bianco per la mainboard.

Dal lato termico e meramente prestazionale il Glacialtech Igloo Alaska non essendo un amante delle medio/alte portate soffre in parte la nostra metodologia di test pur mantenendosi competitivo fino a 150W, se infatti a 80/120 e 150watt il dissipatore è estremamente competitivo rimanendo in linea con tutte le altre soluzioni di fascia alta oltre i 150Watt trova il limite fisico non tanto delle sue heatpipes ma della sua superficie dissipante che non riesce  a smaltire il calore fornito che viene continuamente immagazzinato.

A fronte di cio attribuiamo i seguenti award e riteniamo opportuno consigliare il dissipatore a chi ricerca un prodotto performante a medi carichi che al contempo non richieda alti flussi e che quindi contribuisca alla costruzione di un desktop "silenzioso".

Nome prodotto PRO CONTRO Eventuali Award
Glacialtech Igloo Alaska

+Ottima qualità dei materiali
+Eccellente assemblaggio, difficile trovare di meglio.
+Eccellenti prestazioni ai medio bassi wattaggi
+Bracci di ritenzione in acciaio
+Ventola bilanciata
+Ampio bundle
+clip di ritenzione ventole che si agganciano sul foro più esterno

- Diverse incertezze per quanto riguarda l'installazione del dissipatore
-Alcuni backplate in plastica
-Istruzioni poco utili
-Richiete ingenti portate per lavorare correttamente oltre i 200Watt
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Ringraziamo Glacialtech per la cessione del sample in esame.
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