Recensione Vesta,Shiva e Phantom Knight; tre soluzioni da ZeroInfinity

Lo Shiva viene venduto al dettaglio con una dotazione di due ventole uguali a quelle che abbiamo descritto nella pagina precedente in cui abbiamo analizzato il fratello minore Vesta, esse risultano avere un diametro di 90mm e riportano i medesimi comportamenti prestazionali cosi come gli stessi amperaggi e wattaggi complessivi.
La differenza di fascia la si nota in maniera piuttosato significativa quando apriamo la confezione e notiamo come la casa cambi il metodo di approccio alla sicurezza del dissipatore, con lo Shiva, infatti, Zero Infinity abbandona la custodia in acrilico trasparente per passare ad una soluzione in poliuretano espanso nero che ne preserva in maniera ottimale l'integrità da urti ed eventuali graffi anche se questi sono, nel limite del possibile, di forte entità.

 

 

 

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Il dissipatore con cui la casa punta alla fascia media e medio alta del mercato internazionale è un prodotto a flussi paralleli alla scheda madre con sviluppo in verticale della superficie dissipante formata da quaranta alette in alluminio, che vengono alimentate da ben cinque heatpipes da 8 millimetri di diametro U design a capillarizzazione sinterizzata.

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Cosi come per il Vesta, anche per lo Shiva abbiamo una base piuttosto lavorata e ridefinita; nello specifico, possiamo notare ancora una volta il dissipatore monoblocco in alluminio posta sopra di essa con la duplice funzione di fermo, per le cinque heatpipes, e di buffer per le prime fasi di accensione della cpu o per i momenti in cui si ha a disposizione un basso carico termico; ricordo che le heatpipes hanno bisogno di un wattaggio minimo, o meglio di un punto di condensazione utile, per iniziare a lavorare a regime, punto che con heatpipe da 8mm richiede un discreto apporto di calore.
Da visionare risulta inoltre essere l'implementazione dell' HDT di seconda generazione sulla superficie di contatto della base che limita i solchi tra il tubo di calore e l'alluminio del dissipatore di buffer, ciò consente una pulizia della pasta termoconduttiva più agevole evitando che, quest'ultima, si depositi nelle intercapedini dei due metalli risultando di conseguenza di difficile rimozione.

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Dal punto di vista delle saldature lo Shiva segue la linea generale della Zero Infinity non presentando nemmeno lui alcun tipo di saldatura tra le lamelle e le heatpipes, processo che indubbiamente richiederebbe un costo sensibilmente maggiore e che attualmente ben poche case attuano sui loro prodotti, limitandosi unicamente a fissare ad incastro la superficie dissipante che viene successivamente bloccata dalla copertura estetica in alluminio spazzolato posta sulla testa del dissipatore ed ancorata mediante quattro viti in acciato a testa svasata.

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Come è possibile vedere anche dalle foto precedenti, il dissipatore viene fornito con già montata dalla fabbrica una staffa di ritenzione primaria in acciaio; tale staffa è un componente essenziale per la ritenzione del prodotto  ma che può dare tuttavia qualche fastidio in fase di smontaggio; come se non bastasse venendo bloccata nella parte inferiore da un fermo della base e nella parte superiore dalle heatpipe, essa non è removibile dando forse qualche fastidio di troppo che in questo caso poteva esse facilmente evitato.
Essa inoltre su AMD obbliga l'utente ad installare il prodotto sempre con la faccia ventilata rivolta verso le ram, precludendo a priori la possibilità di una configurazione con flussi in uscita dal tetto del case; un errore di gioventù che può sicuramente far storcere il naso a qualche utilizzatore.

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