Recensione NZXT Havik 140

 

Il dissipatore come accennato in precedenza vi giungerà con le ventole preasseblate sul corpo dissipante e protette dall'imballaggio stesso dell'Havik 140 che prevede il classico PET espanso bianco che ne preserva la posizione all'interno della confezione e lo protegge dai vari urti dovuti alle fasi di spedizioni tra la casa e il distributore e tra quest'ultimo ed il cliente finale.

Le ventole vengono assemblate sulla superficie dissipante tramite un sistema di ritenzione antivibrazioni proprietario piuttosto valido e al contempo ingegnoso, capace di unire in un unico prodotto i pregi dei gommini antivibrazionali e la praticità delle clip che permettono di montare in maniera pratica e veloce i sistemi di ventilazione.
Esso è composto da due viti antivibrazionali per parte e da una cornice posteriore che si va ad ancorare nell'apposito solco incavato nella superficie dissipante del dissipatore, ritenendo la ventola in maniera pratica e funzionale permettendo l'alloggiamento e la rimozione tramite due apposite asole che permettono di far presa sulla cornice posteriore.

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Proponiamo di seguito la panoramica del prodotto appena estratto dalla confezione:
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Rimosse le ventole possiamo analizzare nel dettaglio il dissipatore vero a proprio, l'Havik utilizza una struttura a torre in alluminio composta da 46 alette che vengono alimentate da sei heatipies da sei millimetri di diametro U design a capillarizzazione sinterizzata.
Queste ultime godono di una nichelatura completa della loro superficie e vengono disposte all'interno delle alette su sei livelli paralleli, interessando tutta la superficie del dissipatore ed ottimizzando lo scambio termico dell'Havik grazie ad una migliore distribuzione del calore sull'area dissipante messa a disposizione.

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Piuttosto interessante risulta l'analisi tecnica della superficie dissipante, essa gode di una resistenza agli urti esterni decisamente alta formando un corpo compatto e decisamente difficile da scomporre anche se sottoposto a relativamente grosse forze; ciò è reso possibile da due accortezze tecniche implementate da NZXT; la prima prevede la saldatura in lega di stagno ed argento di ogni singola aletta ai dodici(6x2) tubi di calore che le attraversano mentre la seconda prevede una ritenzione meccanica delle alette che vanno a ritenersi una con l'altra mediante un'apposita clip in metallo direttamente ricavata sull'aletta che viene piegata in fase di costruzione andando ad ancorarsi sulla struttura inferiore che a sua volta si ancorerà a quella inferiore e cosi via.

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L'unica aletta non saldata risulta essere quella posta nell'estremita inferiore che risulta essere unicamente punzonata alle heatpipes ed ancorata alla superficie dissipante mediante alle quattro clip di ritenzione meccaniche ricavate su di essa e visibili nella foto di cui sopra.
Passando alla parte opposta spendiamo due parole sulle base, essa non prevede alcun dissipatore monoblocco per la gestione dei bassi carichi termici a causa del sistema di ritenzione a ponte ma prevede tuttavia una nichelatura completa del corpo e una ottimale planarità della superficie di contatto, quest'ultima protetta come di consueto dalla classica pellicola in plastica che la protegge da eventuali graffi.

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