Reeven Vanxie, Chrono Guard e Kelveros, dai 34 ai 160mm in tre dissipatori

Reeven arriva sul mercato Europeo con idee sicuramente chiare, i prodotti analizzati su queste pagine si sono dimostrati essere tutti delle soluzioni dal buon "how to" costruttivo e con una qualità dei materiali indubbiamente interessante grazie ad una lavorazione fine di tutte le parti del prodotto, non lasciando bordi taglienti a vista ed ottimizzando in maniera certosina tutti gli spazi a disposizione; a supporto di ciò può esssere utile concentrasi sull'analisi dell'implementazione dell'HDT sul Chrono guard e sul kelveros che fa capire dic oem al casa si ponga nei confronti dell'utente; facendo capire che nonostante la relativa giovane età dietro alle quinte si lavora e soprattutto si sa come lavorarare.

Partendo dal piccolo di casa Reeven, il Vanxie offre soluzioni tecniche piuttosto interessanti di cui l'altezza di soli 34mm può fare sicuramente la felicità di chi ricerca soluzioni che permettano un discreto raffreddamento in posti dove qualsiasi altra proposta farebbe fatica anche solo ad entrarci, il dissipatore di buffer unito alle due heatpipe da 6mm di diametro L design garantiscono infatti un buon raffreddamento termico fino a 80w dove il Vanxie fa segnare valori decisamente sorprendenti piazzandosi a pochi gradi dai big del settore, oltre tale soglia entrano in gioco i limiti fisici del dissipatore che riesce a spingersi al massimo attorno ai 90/100W, passato anche quest'ultimo traguardo anche se ampiamente ventilato(ricordo che i test sono eseguiti in ambiente a controllo climatico) il Vanxie tira i remi in barca con un superficie dissipante che non gli permette di andare oltre, portando la sorgente nel giro di 20 minuti a oltre 100°C e le alette a oltre 60°C, insostenibili per qualsiasi attuale architettura.
Piuttosto curiosa risulta inoltre la lettura della 80mm fornita in bundle con il dissipatore, se con i fratelli maggiori i valori di portata risultano in linea con quanto rilevato dalla casa, per la cold wing 80 Reeven dichiara portate non superiori a quanto rilevato ma, strano a dirsi, pesantemente inferiori a quanto la ventola in realtà non produca; spiazzati dalla cosa abbiamo effettuato diversi test su due anemometri differenti e abbiamo incrociato i risultati con prodotti già calibrati; i risultati sono stati univoci assegnando alla ventola portate di 62CFM a 3300RPM; quasi il triplo di quanto dichiarato.

Salendo di uno step e passando ai dissipatori a torre, giungiamo al Chrono Guard, con esso la casa implementa l'HDT sulle tre heatpipe messe a disposizione che da un punto di vista prestazionale gli consento di rimanere relativamente competitivo con le soluzioni concorrenti un po a tutti i wattaggi, lasciando sul campo unicamente qualche grado grazie anche all'innovativa struttura dissipante che gli permette di massimizzare i vantaggi ottenuti dalla ventilazione forzata della ventola; ciò vale fino a 150W dove iniziano a farsi largo i primi problemi fisici dovuti alla superficie dissipante contenuta che fatica a smaltire il calore portato dalle heatpipes che si vedono costrette ad innalzare il punto di condensazione saturando l'intera area dissipante messa a disposizione dalla casa.
Fanno storcere un po il naso invece le scelte di Reeven di cambiare, con il Chrono guard, la linea di pensiero adottata sui suoi dissipatori; con esso infatti il brand abbandona il sistema di ritenzione adottato sul Vanxie a favore dei classici push pin intel ed adotta per la ventola da 92mm quattro clip di plastica rigida per ancorare quest'ultima alle altette; al di là dell'aspetto estetico che questo tipo di soluzione può avere riteniamo che si sia fatto un grosso passo indietro da un punto di vista prestazionale, almeno per quanto riguarda la ventola.
Se con i push pin intel ci verrà agevolata l'operazione di installazione a fronte di una minore resistenza meccanica, con le clip della ventola oltre a venirci sostanzialmente complicata l'eventuale operazione di rimozione che richiederà parecchia forza ed attenzione per non rompere i perni, viene anche penalizzata fortemente la prestazione del prodotto che di punto in bianco si ritroverà la ventola non più a filo con la superficie dissipante ma a circa un centimetro da quest'ultima, perdendo in pressione statica e quindi in portate utili per la dissipazione del calore.

Discorso a parte merita il Kelveros, con lui Reeven da fondo alle proprie conoscenze presentando un dissipatore solido, strutturalmente imponente e ben costruito dall'implementazione dell'HDT nuovamente di ottima fattura alle alette punzonate in maniera salda e chiuse in testa dalla placca estetica in alluminio spazzolato che va a nascondere anche le estremità dei quattro tubi di calore.
Decisamente buone risultano essere le performance termiche che supportate dall'HDT e dalla soluzione ibrida di heatpipes da otto e sei millimetri di diametro fanno segnare valori competitivi con le soluzioni equiparabili di Scythe che vede il Kelveros costantemente davanti alla controparte Yasya ai medi e medio alti wattaggi, soffrendo unicamente ai bassi wattaggi dove la mancanza del dissipatore di buffer si fa leggermente sentire se pur l'HDT si faccia sentire contenendo i danni.
Nota a margine bisogna fare per quanto riguarda la ventola, scelta forse non proprio felice per un dissipatore; dall'analisi strumentale è in fatti emerso che a fronte di portate ingenti di oltre 100CFM e di basse emissioni acustiche la ventola è fortemente inclinata al pescaggio, facendo da apripista nel grafico di riferimento mentre si posiziona come fanalino di coda, per di più con diverse lunghezze di distanza, per quanto riguarda la pressione statica decisamente insufficiente per una superficie dissipante; se pur quest'ultima presenti divese accortezze per canalizzare i flussi e diminuire l'attritro aerodinamico.
Ulteriore nota negativa riguarda il sistema di ritenzione, cosi come per il Vanxie anche per il Kelveros si utilizza un sistema di ritenzione a trazione diretta e privo di molle di compressione, tale sistema oltre che ad essere relativamente poco performante, settando la pressione su valori prestabiliti a tavolino in fabbrica, risulta essere anche piuttosto scomodo poichè obbliga di fatto l'utente a dover smontare completamente la scheda madre per poter rimuovere o montare il dissipatore su di essa, a differenza della maggior parte dei dissipatori non sarà infatti il dissipatore che si andrà ad ancorare alla scheda madre ma quest'ultima che dovrà essere montata sul dissipatore.
La procedura, piuttosto macchinosa, prevede infatti il capovolgimento della mainbord, l'inserimento delle viti nel backplate e nei relativi fori di riferimento sul socket, l'alloggiamento del dissipatore(con clip già premontate) sotto la scheda madre e l'avvitamente delle viti del backplate alle clip; per quest'ultima operazione dovrete far combaciare i fori delle clip filettati con le viti del backplate tenendovi con un occhio sulle clip e con l'altro sul backplate avvitando con il cacciavite; insomma Reeven sotto questo aspetto ha ancora molto da imparare; Noctua,Prolimatech e Thermalright docet.

Piuttosto interessanti risultano i prezzi di vendita al pubblico previsti; nello specifico saranno richiesti circa 21,90€ per l'acquisto del Vanxie e del Chrono Guard, mentre per portarsi a casa il Kelveros dovremmo prelevare dal nostro portafoglio una cifra di 34,90€; valori che risultano molto incoraggianti per le vendite se confrontati con gli attuali prezzi di vendita di terzi. 

Nome prodotto PRO CONTRO Eventuali Award

Reeven Vanxie

+dissipatore da soli 34mm di altezza
+ottima qualità costruttiva e dei materiali
+ventola da elevate portate
+dissipatore monoblocco di buffer centrale
+prestazioni limite a 80W

-sistema di ritenzione scomodo se pur giustificato dalla struttura della superficie dissipante
che impedisce l'alloggaimento di molle di compressione.


ct_gold_technical
Reeven Chrono Guard

+innovativo sistema per la gestione dei flussi interni
+ottima qualità costruttiva e dei materiali
+HDT implementato in maniera perfetta
+placca estetica in alluminio spazzolato
+prezzo

-sistema di ritenzione a push pin intel
-clip della ventola decisamente poco funzionali e degradanti per le prestazioni

ct_medium_performance

ct_best_value

Reeven Kelveros

 

+ottima qualità costruttiva e dei materiali
+ventola silenziosa
+esteticamente molto curato
+profili cuneiformi per la riduzione dell'attrito aerodinamicoi
+heatpipes ibride
+HDT implementato in maniera perfetta
+placca estetica in alluminio spazzolato
+competitivo fino a 200W

 

 

-sistema di ritenzione parecchio scomodo
-ventola dalle basse pressioni statiche
-sleeve dal basso potere coprente

ct_high_performance
ct_silver_technical

Si ringrazia Caseking.de e Reeven per la cessione degli esemplari oggetto dell'articolo.
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