Recensione Cooler Master Hyper 612S

Analizzando da vicino il nuovo nato di casa Cooler Master possiamo fin da subito notare l'imponente layout a torre utilizzante per intero i 163 millimetri di altezza messi a disposizione dalla casa ai propri ingegneri.
Appena estratto dalla scatola l'Hyper 612S è in parte nascosto dalla ventola da 120mm premontata sul corpo dissipante al fine di facilitare e abbreviare le operazioni di montaggio sulla scheda madre, fornendo un prodotto che appena estratto dalla confezione risulti già "ready to run" e richieda solo una decina di minuti per poter essere messo in opera con l'opportuno sistema di ritenzione.

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Rimossa la ventola, facendo leva sulle due clip in plastica che aprendosi perdono la presa sulle alette in alluminio, possiamo vedere più nel dettaglio la costituzione del dissipatore in esame su queste pagine.
Esso utilizza una superficie dissipante piuttosto interessante caratterizzata da 47 alette in alluminio che vengono alimentate da sei heatpipes da sei millimetri di diametro a capillarizzazione sinterizzata ed utilizzanti un layout ad U, due punti di condensazione ed uno di evaporazione posto sulla base.

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Per ciò che concerne la parte inferiore la casa opta, a differenza di quanto visto con la serie V* , per l'utilizzo di un dissipatore di buffer piuttosto massiccio in alluminio monoblocco posto sulla base in rame elettrolitico e di una lavorazione di quest'ultima piuttosto semplice, non prevedendo ne la lucidatura a specchio ne il rivestimento in nichel.
Prassi che viene mantenuta anche per le heatpipes che rimangono a vista e tenderanno, di conseguenza, a perdere di lucentezza con il trascorrere del tempo a causa della naturale ossidazione del rame.
Da notare risulta anche la mancanza di qualsiasi tipo di saldatura in lega tra le alette e i tubi di calore che in questo caso vengono unicamente punzonati cosi come accade per le soluzioni offerte da diverse case concorrenti; soluzione attuata per risparmiare sui costi di produzione a fronte di una leggera perdita in termini di prestazioni.

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Dalle foto di cui sopra, i più attenti avranno potuto già notare i fori disposti in prossimita del dissipatore di buffer che attraversano per intero tutto il pacco alettato del dissipatore.
Essi non sono messi li per caso ma al contrario risultano essere una finezza costruttiva tirata fuori dal cilindro da parte di Coolermaster stessa, che va a sfruttare l'effetto "camino" ottenuto non appena il dissipatore di buffer entra in temperatura; cosi facendo si fa letteralmente risucchiare l'aria all'interno delle fenditure, la quale successivamente verrà scaricata nella parte superiore grazie alle due alette superiori utilizzate unicamente come deflettori.

L'effetto inoltre, se pur sia già funzionale in passivo grazie alla minima distanza interposta tra i tunnel e il dissipatore monoblocco, viene via via accentuato man mano che si aumentano i CFM in supeficie dissipante, essi vanno infatti a creare una differenza di pressione interna aumentando quindi il pescaggio della superficie dissipante stessa dai fori posti nella parte inferiore, massimizzando prestazioni ed emissioni acustiche.

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Ciò viene ulteriormente avallato, come anticipato poc'anzi, dalla presenza delle ultime due alette, sulle 47 totali, che non hanno una funzione dissipante ma vengono utilizzate unicamente come deflettori per l'aria in arrivo dai canali centrali partiti dal dissipatore di buffer che viene, una volta giunta in testa, scaricata a 360° dalla testa del dissipatore.
Decisamente apprezzata risulta in questo caso la possibilità di rimuove queste due alette al fine di provvedere alla regolare manutenzione del dissipatore che necessiterà una rimozione della polvere in caso di ingenti portate o di ambienti di lavoro polveroso.
Tale operazione è fattibile rimuovendo le quattro viti torx posizionate sulla testa dell'Hyper 612S che si ancorano direttamente sulle cinque alette filettate inferiori e che fungono da ritenzione ai due deflettori superiori che non vengono di fatto ne saldati ne punzonati alle heatpipes essendo la loro funzione unicamente passiva per i flussi d'aria.

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Di seguito proponiamo alcuni particolari di questi ultimi una volta montati, si noti la caratteristica angolatura a 45° ereditata dai comuni comignoli utilizzati in edilizia e lo spazio che intercorre tra i fori di passaggio delle heatpipes e le alette che testimonia la loro presenza ai soli fini fluidodinamici.

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