Civetta, Hyper 212 EVO, Panther; la fascia media al dettaglio

Passando a ciò che concerne la proposta di Cooler Master abbiamo potuto discutere lo scorso anno l'arrivo dell' Hyper TX3 EVO; dissipatore con layout sicuramente già visto ma che portava con se la nuova sigla EVO; tale sigla va ad accomunare tutte, o quasi, le nuove proproste dell'azienda taiwanese dopo un pesante restauro che vede una migliore lavorazione sia del pacco alettato che della base da un punto di vista prettamente tecnico.

Il nuovo Hyper 212 EVO ovviamente non si tira indietro e si ripresenta, una volta tolta la ruggine di dosso, con una struttura dissipante in alluminio da ben 160mm di altezza, interamente in alluminio ed alimentata da quattro heatpipes da sei millimetri di diametro adottanti un design ad U(un punto di evaporazione e due di rugiada); ridistribuite in superficie dissipante in quattro colonne simmetrice e sfalsate a due a due sulle parti esterne del pacco alettato lasciando la zona centrale priva di contatti diretti con i tubi di calore.

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Dalle foto di cui sopra possiamo facilmente notare di come la casa abbia optato per una soluzione priva di dissipatore di buffer sulla base, tale scelta se da un lato viene dettata dall'utilizzo di un sistema di ritenzione a ponte utilizzante soli quattro punti di ancoraggio, dall'altra viene giustificata dalla casa con l'utilizzo della terza generazione dell'HDT.
Esso dopo essere stato introdotto per la prima volta sul mercato da Xigmatek con una lavorazione che interponeva sedi in alluminio alle varie heatpipes ed essersi evoluto nel corso degli anni andando a ridurre via via il gap tra heatpipes e monoblocco di ritenzione della base, arriva in questi mesi a quella che viene definita un po la sua terza generazione, che gli permette di eliminare completamente le sedi in alluminio laterali, lasciando a diretto contatto con l'ihs del processore unicamente il rame dei tubi di calore stessi; i quali vengono letteralmente stirati in maniera longitidudinale al fine di ricoprire l'intera base.

Ciò porta alla creazione di una superficie di contatto formata da sole heatpipes che può essere vista in maniera virtuale come una camera di vapore e non più come una matrice di heatpipes indipendenti, il vantaggio si riconduce ad una maggior superficie di scambio termico, direttamente con quello che è il vettore del trasporto termico in superficie dissipante(heatpipes), con un conseguente aumento delle prestazioni in maniera proporzionale alla quantità di alluminio rimosso dalla base.

Hyper212EVO features

L'assenza del diretto contatto dell'alluminio del monoblocco della base porta inoltre a far perdere di valore il dissipatore di buffer, esso infatti in questo caso non avrebbe una funzione di supporto nello smaltimento del calore ma fungerebbe da vera e propria superficie dissipante posta poco sopra le heatpipes, dissipando sul luogo il calore scambiato da quest'ultime, risultando di conseguenza deleterio per l'intero sistema(almeno nei bassi carichi); da qui la scelta di Cooler Master di non implementare tale tipo di soluzione sulla base.

Piuttosto interessante a tal proposito risulta il confronto delle basi tra un Hyper TX3 EVO e il suo fratello Maggiore Hyper 212 EVO.
hyper-212-base hyper-212-evo-cdc-base

Per ciò che concerne invece la parte dissipante di questo Hyper 212 EVO; Cooler Master ha utilizzato la canonica punzonatura(assenza di saldature in lega) del pacco alettato che viene effettuata in maniera ottimale con un rigidità complessiva decisamente buona e con le varie alette posizionate alla medesima distanza grazie anche ai distanziali in alluminio utilizzati per lo scopo, mancano invece, per politiche di risparmio, tutte le varie nichelature delle parti in rame vivo.
Unico lusso che avremo da un punto di vista estetico è il logo della casa impresso su tutte le alette che terminano di conseguenza con l'ultima che ci darà il rilievo di Cooler master a vista, ancora una volta per questo genere di soluzioni si bada di più al sodo che non all'estetica se pur quest'ultima venga comunque curata in diversi aspetti come, ad esempio, la ventola satinata in acrilico nero e le staffe di ritenzione in acciaio lucidato a specchio.


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