Recensione Akasa Venom Voodoo

La soluzione di fascia alta a marchio Akasa si presenta come un dissipatore a torre da ben 163,5mm di altezza con una superficie dissipante interamente in alluminio che viene alimentata, in maniera simmetrica, da sei heatpipes da 6 millimetri di diametro a capillarizzazione sinterizzata, le quali vengono disposte su quattro colonne da tre heatpipes ciascuna all'interno del pacco alettato.

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Esso viene inoltre fornito di serie con la copertura estetica superiore già premontata che non potrà essere rimossa, o quasi, a causa del perno in plastica inserito direttamente all'interno delle alette su cui fa presa; tale copertura svolge un compito meramente estetico andando a riproporre il logo del prodotto, un'aspide su una griglia di colorazione giallo accesso, che va a richiamare la colorazione delle ventole fornite in bundle.
Soluzione forse un po spinta da un punto di vista estetico ma che ben si integra con il layout del dissipatore.

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 Diversi sono gli aspetti tecnici di questo Venom Voodoo; partendo da quello più semplice da vedere Akasa si è allineata alla tendenza del mercato riproponendo anche sulle proprie soluzioni l'implementazione sulla base dell'HDT, tecnologia di ultima generazione che permette di eliminare un interfaccia termica tra IHS ed heatpipes; mettendo quest'ultime direttamente a contatto con la superficie di scambio termico del processore. Ciò permette di ottenere un sistema dissipante parecchio reattivo ai carichi termici forniti, aumentando le prestazioni generali e mantenendo il più basso possibile il delta T. tra temperatura in idle e full load.
Sebbene la casa non sia una veterana di tale tecnologia risulta comunque ottima l'implementazione con una base perfettamente planare e i solchi tra i tubi di calore e la matrice di ritenzione in alluminio piuttosto contenuti se pur ci sia ancora da lavorare per raggiungere i livelli attuali di Cooler Master, Zalman e Xigmatek.

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 Spostandoci verso l'alto, il Venom Voodoo offre un dissipatore di buffer piuttosto contenuto; appena appena accenate risultano infatti le quattro zone di supporto ricavate centralmente sul monoblocco in alluminio, il quale al contempo ospita quattro fori per le clip in acciaio e i due binari per il ponte di ritenzione che si va ad ancorare alle clip del socket in questione esercitando una pressione omogenea sulla base grazie alleviti di carico viste nelle pagine precedenti.
Assenti risultano praticamente tutte le saldature, tutto il dissipatore viene assemblato unicamente ad incastro offrendo tuttavia una buona risoluzione grazie agli standard qualitativi e costruttivi piuttosto elevati che il brand ha conservato nel tempo, offrendo questa volta un prodotto sicuramente avanzato tecnologicamente e dall'ottima qualità costruttiva che si rispecchia nella rigidità strutturale.

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Vero punto chiave di questo Venom è tuttavia la superficie dissipante, a differenza dalla stra grande maggioranza delle soluzioni attualmente in vendita essa non risulta infatti simmetrica ma si propone come una soluzione asimmetrica, di vitale importanza sarà quindi come posizioneremo le ventole sul dissipatore poichè invertire i flussi porterà ad un degrado prestazionale piuttosto sensibile.
La differenza sta tutta nella superficie dissipante che presenta da un lato un matrice a semicerchio concava con tredici appendici aerodinamiche triangolari che si estendono per tutta l'altezza del pacco alettato, e dall'altra una matrice convessa ripresentando alle estremita solo otto delle tredici appendici presenti dal lato opposto, sostituendo le cinque centrali rimanenti con una struttura piramidale sensibilmente maggiore rispetto le altre due.

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Il concetto che sta alla base nel capire quale sia il lato più opportuno per l'immissione risulta di complessa analisi ed esula dall'argomento trattato da questo articolo, eviteremo pertanto di dilungarci in spiegazioni di fluidodinamica indicando unicamente la matrice convessa come quella dal minor coefficiente di attrito aerodinamico e che quindi dovrà essere impostata come inlet mentre la seconda dovrà montare la viper, fornita in dotazione, con flussi in estrazione dalla superficie dissipante.
A ventole montate sarà infine necessario ancorare il dissipatore al socket, operazione eseguibile con pochi e semplici passi se pur risulti complesso il serraggio dei dadi del ponte qual'ora lo si vada a montare con ventole già installate:

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Piuttosto contenuti gli ingombri, nonostante il dissipatore utilizzi una cospicua superficie dissipante e due ventole da 120mm esso non va ad intaccare minimamente gli slot delle ram che rimangono liberi sia per ciò che concerne l'altezza(profilo standard) che per l'estensione.


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