Recensione Akasa Venom Voodoo

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Presente sul territorio europeo grazie alla sede situata nel Regno Unito, Akasa è diventata con il passare del tempo una delle aziende esponenti del panorama hardware cooling grazie all'utilizzo di soluzioni all'avanguardua entrate nei case degli appassionati dove hanno riscontrato un discreto successo dalla fascia bassa a quella alta.
Quest'oggi andremo a trattare una delle nuove soluzioni che caratterizzano il ramo enthusiast del brand, il quale prevede l'adozione del consueto design a torre accoppiato ad una doppia ventilazione attiva erogata da due ventole proprietarie da 120mm appartenenti alla serie Viper della casa.

Il dissipatore in analisi nelle pagine seguenti prende il nome di Akasa Venom Voodoo ed è stato presentato a settembre 2011 come dissipatore di punta avente il compito di andare a scalfire il monopolio di aziende sicuramente più in voga nell'ultimo periodo, vuoi per l'estetica o per le prestazioni che hanno fatto pendere l'ago della bilancia verso altre soluzioni.

akasa
Nome dissipatore Akasa Venom Voodoo
Compatibilità socket Intel LGA775, LGA1155, LGA1156, LGA1366 & LGA2011
AMD Socket AM2, AM2+, AM3 & FM1
Dimensioni 131 (W) x 129.5 (D) x 163.5 (H) mm
Materiali dissipatore Alette in alluminio, heatpipes in rame
Heatpipes 6mm x 6
Peso 1065g
Dimensioni ventole 120 x 120 x 25mm
Velocità di rotazione 600-1900 RPM (PWM )
Portata 83.63 CFM
Pressione statica 2.98 mm H2O
Emissioni acustiche 6.9 - 28.9 dB(A)
Voltaggio operativo 12V DC
Tipo di cuscinetto HDB (Hydro Dynamic)
Speranza di vita 50,000 ore
Connettore 4pin PWM
Codice prodotto AK-CC4008HP01

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L'akasa Venom Voodoo viene fornito al consumatore finale all'interno della classica confezione in cartone; essa si presenta a fondo nero riportante nella parte frontale il logo e la foto del dissipatore in primo piano a cui vengono affiancate le principali features quali la presenza dell'HDT, l'utilizzo di ventole adottanti il layout proprietario S-flow e la fornitura di heatpipes da sei millimetri di diametro a capillarizzazione sinterizzata, caratterizzate da elevate performance in termini di scambio termico.
Sui due lati Akasa non azzarda poi molto ripresentando alcune foto panoramiche del prodotto accompagnate da ulteriori specifiche che spaziano dalle compatibilità con i socket offerte dal sistema di ritenzione alle pricipali features quali l'hdt e l'utilizzo della tecnologia S-flow, presenti anche in questo caso sono i loghi che accreditano il venom Voodoo di compatibilità con le moderne normative CE e RoHS rispettivamente per la compatibilità sul mercato europeo e per il rispetto delle normative anti inquinamento grazie all'assenza di metalli pesanti o di sostanze chimiche particolarmente dannose per l'ecosistema.

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Decisamente più interessante da un punto di vista prettamente tecnico risulta l'ampia facciata posteriore, qui la casa riporta tutte quelle specifiche tecniche che rendono il dissipatore diverso dalla massa, riproponendo le caratteristiche tecniche riportate in inglese sui lati in ulteriori quattro lingue, italiano escluso, e ponendo l'attenzione sulle particolari caratteristiche delle ventole che risultano avere una migliore ottimizzazione dei flussi in uscita ed un maggiore pescaggio rispetto a ventole standard da come si può facilmente intuire dal grafico a dispersione presente nella parte destra dell'immagine seguente:

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 Aperta la scatola, al suo interno troveremo il bundle e le ventole inseriti in due confezioni di cartone bianco piuttosto eleganti, esse vengono collocate nella parte superiore della confezione lasciando nella zona inferiore un involucro in PET espanso che va ad ospitare e mantenere in sede il prodotto vero e proprio durante le varie fasi di trasporto evitando che si possa graffiare o riportare danni.
La dotazione risulta essere piuttosto ricca e sicuramente degna di un dissipatore di fascia alta, sebbene Akasa non viva nell'olimpo dei top seller per quanto riguarda la fascia enthusiast dell'air cooling non si fa davvero mancare nulla, a nostra disposizione avremo infatti un corredo di staffe, viti e backplate interamente in acciaio lucidati a specchio con al loro fianco isolanti in gomma, un tubetto di pasta termoconduttiva di fascia alta, un libretto di istruzioni in bianco e nero e un cavo a Y adottante uno sleeving nero per la corretta alimentazione e controllo delle due ventole provviste di PWM.

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Decisamente di ottima fattura risulta in questo caso tutta la dotazione, lo sleeving visibile nella foto di cui sopra, risulta uno sleeve a triplo filamento dalla copertura quasi totale dall'ottima lucentezza e provvisto di una cablatura effettuata a regola d'arte; ottima risulta anche la qualità delle viti zigrinate e dei backplate che risultano solidi, curati esteticamente e privi di ogni qualsiasi sbavatura, decisamente un lavoro eccellente.

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Le ventole che vengono fornite con il cavallo di battaglia a marchio Akasa risultano delle 120mm appartenenti alla serie Viper del brand, esse utilizzano una colorazione piuttosto caratteristica dal color giallo accesso su un frame esterno di colorazione nera ed adottano un profilo ventilante a nove pale che viene incassato nel telaio esterno già ancorato, di serie, ai supporti in plastica del Venom tramite quattro viti antivibrazionali sempre di colorazione gialla.

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La ventole godono entrambe di un controllo PWM montato su standard a molex 4 pin di colorazione marrone cui prevede, lungo i cavi di alimentazione, una sleevatura in multifilamento a copertura completa che va scontrarsi con la prolunga ad Y fornita in dotazione differente sia per tipo di calza adottata che per lucidatura, risultando molto più brillante sul cavo sdoppiatore che sui cavi di alimentazione della ventola; una scelta uguale per entrambi sarebbe stata sicuramente più consona da un punto di vista estetico.

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Per ciò che concerne il lato tecnico e quindi il vero cuore pulsante, le Viper adottano un motore di ultima generazione utilizzante un cuscinetto "hydro dynamic", tale soluzione consiste nell'utilizzo di specifiche incavature cuneiformi presenti direttamente sull'albero del motore, esse una volta messe in moto esercitano una momento sull'olio contenuto all'interno del serbatoio della ventola facedo si che quest'ultimo si metta in moto nella direzione impressa dall'accelerazione tangente dell'albero motore; il risultato ne è una autolubrificazone omogenea unita ad un basso attrito e quindi alta speranza di vita accompagnata da basse emissioni acustiche.

HDB Hydro-Dynamic Bearing

Oltre a ciò le Akasa Viper vantano un profilo palare denominato "S-FLOW"; esso consiste essenzialmente nella sagomatora delle pale tramite uno specifico disegno che prevede, in maniera molto simile a quanto fatto da Cooler master con la nuova generazione di ventole, la creazione di linee di taglio quasi a 90° nei pressi del rotore centrale che vanno via via a livellarsi man mano che ci portiamo verso l'estremità della struttura ventilante, con delle linee di spinta che seguono anch'esse tale layout senza presentare particolari profili aerodinamici vistosi quali pinne o strutture geometriche varie come visto anche nelle recenti proposte di noctua e zalman.
Il risultato ne è, su carta, la formazione di un cono d'aria post ventola nettamente più ristretto rispetto a soluzioni standard con un conseguente aumento delle pressioni statiche localizzate ed una diminuzione dei decibel emessi grazie alla presenza di minori fruscii d'aria, del motore a bagno d'olio e della presenza dei disaccoppiatori in gomma che diminuiscono le vibrazioni trasmesse al dissipatore.

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Le ventole fornite in bundle con l'Akasa Venom Voodoo sono state testate secondo la metodologia di test applicata alle ventole di recente pubblicazione; per comodità riportiamo un estratto della metodologia nei suoi punti salienti anche se consigliamo vivamente la lettura integrale al seguente url.
http://www.coolingtechnique.com/guide/metodologie-di-test/399-galleria-del-vento.html

Estratto metodologia di test:
L'analisi strumentale delle ventole viene effettuata collocando il prodotto all'interno di una struttura appositamente studiata e creata da parte del nostro Staff e realizzata dall'italiana Dimastech su specifiche da noi fornite; ciò consente di posizionare la ventola in posizione elevata dal piano di sostegno ad una distanza di 50 centimetri dal microfono di rilevazione con il cono d'aria opposto alle onde acustiche rilevate,permettendoci di evitare possibili interferenze dovute ai flussi che agiscono sul microfono.
Lo schema seguente sintetizza in maniera agevole quanto fin qui descritto:

metodologia_test

Per ciò che concerne le rilevazioni della portata,di rpm,pressione e ampere saranno presi i valori a 0/1/2/3/4/5/6/7/8/8/9/10/11 e 12v(forniti da un alimentatore da banco stabilizzato), questo è reso nuovamente possibile dalla nuovo struttura realizzata tramite lamiera da 2mm in acciaio a tenuta stagna.
Essa vanta un volume d'aria di 2500cm3, circa quattro volte il volume della precedente, al cui interno è stato applicato un manto di fonoassorbente multifrequenza da 3cm di spessore capace di tagliare in maniera sensibile ogni tipo di risonanza e di emissione acustica che si potrebbe venire a creare a causa delle turbolenze interne.

A flussi "puliti" l'aria viene canalizzata sul fondo e restituita ad una anemometro a filo caldo; quest'ultimo a differenza dei comuni a ventola assiale, vanta l'implementazione dell'ultima tecnologia utilizzata nel campo che prevede l'adozione di un filo in ceramica preriscaldato costantemente monitorizzato da una termocoppia ad elevata precisione in grado di calcolare in real time, grazie al supporto del microprocessore integrato, la variazione decimo di secondo per decimo di secondo della temperatura del filo che risulterà più caldo in luogo di basse portate e più freddo qual'ora ci siano ingenti flussi.
L'adozione di questo genere di soluzione offre molteplici vantaggi tra cui indubbiamente la maggior precisione che nel nostro caso passa da 0,39 a 0,10 m/s e porta con se l'assenza della ventola di rilevazione che difatto costituisce un ulteriore fonte di rumore non altrimenti eliminabile.

Di seguito viene illustrato il funzionamento dell'anemometro in utilizzo:

Relativa locazione e inizio scala CFM - m/s

anemometro-filo-caldo anemometro-filo-caldo2

Nome ventola: Akasa Viper 120mm
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Db(A)/CFM (Rumorosità)          Pressione(mmh2o)/CFM (Prestazioni)

dba-cfm  pressure-cfm

RPM/CFM(Pescaggio)

rpm-cfm

Video in Full HD

 

 


La soluzione di fascia alta a marchio Akasa si presenta come un dissipatore a torre da ben 163,5mm di altezza con una superficie dissipante interamente in alluminio che viene alimentata, in maniera simmetrica, da sei heatpipes da 6 millimetri di diametro a capillarizzazione sinterizzata, le quali vengono disposte su quattro colonne da tre heatpipes ciascuna all'interno del pacco alettato.

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Esso viene inoltre fornito di serie con la copertura estetica superiore già premontata che non potrà essere rimossa, o quasi, a causa del perno in plastica inserito direttamente all'interno delle alette su cui fa presa; tale copertura svolge un compito meramente estetico andando a riproporre il logo del prodotto, un'aspide su una griglia di colorazione giallo accesso, che va a richiamare la colorazione delle ventole fornite in bundle.
Soluzione forse un po spinta da un punto di vista estetico ma che ben si integra con il layout del dissipatore.

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 Diversi sono gli aspetti tecnici di questo Venom Voodoo; partendo da quello più semplice da vedere Akasa si è allineata alla tendenza del mercato riproponendo anche sulle proprie soluzioni l'implementazione sulla base dell'HDT, tecnologia di ultima generazione che permette di eliminare un interfaccia termica tra IHS ed heatpipes; mettendo quest'ultime direttamente a contatto con la superficie di scambio termico del processore. Ciò permette di ottenere un sistema dissipante parecchio reattivo ai carichi termici forniti, aumentando le prestazioni generali e mantenendo il più basso possibile il delta T. tra temperatura in idle e full load.
Sebbene la casa non sia una veterana di tale tecnologia risulta comunque ottima l'implementazione con una base perfettamente planare e i solchi tra i tubi di calore e la matrice di ritenzione in alluminio piuttosto contenuti se pur ci sia ancora da lavorare per raggiungere i livelli attuali di Cooler Master, Zalman e Xigmatek.

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 Spostandoci verso l'alto, il Venom Voodoo offre un dissipatore di buffer piuttosto contenuto; appena appena accenate risultano infatti le quattro zone di supporto ricavate centralmente sul monoblocco in alluminio, il quale al contempo ospita quattro fori per le clip in acciaio e i due binari per il ponte di ritenzione che si va ad ancorare alle clip del socket in questione esercitando una pressione omogenea sulla base grazie alleviti di carico viste nelle pagine precedenti.
Assenti risultano praticamente tutte le saldature, tutto il dissipatore viene assemblato unicamente ad incastro offrendo tuttavia una buona risoluzione grazie agli standard qualitativi e costruttivi piuttosto elevati che il brand ha conservato nel tempo, offrendo questa volta un prodotto sicuramente avanzato tecnologicamente e dall'ottima qualità costruttiva che si rispecchia nella rigidità strutturale.

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Vero punto chiave di questo Venom è tuttavia la superficie dissipante, a differenza dalla stra grande maggioranza delle soluzioni attualmente in vendita essa non risulta infatti simmetrica ma si propone come una soluzione asimmetrica, di vitale importanza sarà quindi come posizioneremo le ventole sul dissipatore poichè invertire i flussi porterà ad un degrado prestazionale piuttosto sensibile.
La differenza sta tutta nella superficie dissipante che presenta da un lato un matrice a semicerchio concava con tredici appendici aerodinamiche triangolari che si estendono per tutta l'altezza del pacco alettato, e dall'altra una matrice convessa ripresentando alle estremita solo otto delle tredici appendici presenti dal lato opposto, sostituendo le cinque centrali rimanenti con una struttura piramidale sensibilmente maggiore rispetto le altre due.

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Il concetto che sta alla base nel capire quale sia il lato più opportuno per l'immissione risulta di complessa analisi ed esula dall'argomento trattato da questo articolo, eviteremo pertanto di dilungarci in spiegazioni di fluidodinamica indicando unicamente la matrice convessa come quella dal minor coefficiente di attrito aerodinamico e che quindi dovrà essere impostata come inlet mentre la seconda dovrà montare la viper, fornita in dotazione, con flussi in estrazione dalla superficie dissipante.
A ventole montate sarà infine necessario ancorare il dissipatore al socket, operazione eseguibile con pochi e semplici passi se pur risulti complesso il serraggio dei dadi del ponte qual'ora lo si vada a montare con ventole già installate:

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Piuttosto contenuti gli ingombri, nonostante il dissipatore utilizzi una cospicua superficie dissipante e due ventole da 120mm esso non va ad intaccare minimamente gli slot delle ram che rimangono liberi sia per ciò che concerne l'altezza(profilo standard) che per l'estensione.


 

Il sistema di test utilizzato per l'analisi termica dell'Akasa Venom Voodoo risulta essere l'ormai consolidato utilizzo del simulatore termico, l'intera metodologia è visionabile all'url seguente:
http://www.coolingtechnique.com/guide/metodologie-di-test/422-metoodologia-di-test-dissipatori.html

 Nome dissipatore: Akasa Venom Voodoo
Sorgente; carichi termici da 40 a 300W

sorgente

 

Superficie dissipante; carichi termici da 40 a 300W

 sup-dissipante

 

 

Collasso termico

 collapse


Molteplici sono i dissipatori che ormai sono transitati all'inteno dei nostri locali riscontrando chi buone e chi cattive impressioni, vuoi per le basse performance o per il sistema di ritenzione difficoltoso da applicare, tutti si sono tuttavia distinti uno dall'altro per particolari soluzioni tecniche ed estetiche che li differenziano da quanto offerto dalla concorrenza.
L'Akasa Venom Voodoo non fa di certo eccezione presentandosi con un vestito sicuramente aggressivo con colori non esattamente all'ordine del giorno e che di certo lo pongono come un prodotto piuttosto azzardato per ciò che concerne l'estetica, ai giorni nostri sempre più un parametro vincolante per la scelta di uno piuttosto che dell'altro prodotto.
Da un punto di vista tecnico e qualitativo Akasa si allinea alla concorrenza con una soluzione dall'ottimo "know how" utilizzante materiali di prima qualità che vengono lavorati in maniera ottimale sia per ciò che concerne la superficie dissipante, utilizzante alette punzonate sulle hetpipes in maniera ben salda, che per la base che vede l'implementazione di un leggero dissipatore di buffer e dell'HDT di seconda generazione; non il meglio attualmente sul mercato ma sicuramente funzionale a discapito di pochi punti percentuale persi in performance.
Queste ultime vanno analizzate su due fronti, il primo dei quali è sicuramente l'analisi prestazionale delle due viper da 120mm di diametro fornite in bundle; esse si sono dimostrate delle ventole senza ne pregi ne difetti con un range di funzionamenteo piuttosto bilanciato se pur chiudano i grafici di riferimento quasi sempre come fanalino di coda rispetto alle altre ventole, top di gamma, attualmente offerte da altri brand.
La scelta di non sbilanciare la ventola in nessuno dei settori di analisi ha portato infatti nell'avere una soluzione piuttosto insipida che fatica sia nelle emissioni acustiche, fermate a 25dB(A) a +12v, che nel pescaggio dove registra quasi 30CFM in meno rispetto al dichiarato; l'unico bastione in cui si difende risultano essere le pressioni statiche in cui va a giocarsela con la proposta di cooler master e Be quiet mentre Phobya, Alpenfohn e Prolimatech risultano totalmente su un altro livello.
Il secondo punto da analizzare da un punto di vista prestazione risulta ovviamente il dissipatore vero e proprio; qui Akasa non tradisce le aspettative e ottiene con il proprio Venom Voodoo una soluzione performante a 120 e 150Watts collocandosi a pochi decimi di grado dalle soluzioni di fascia alta concorrenti come i dissipatori bitorre a marchio zeroinfinity, phanteks e alpenfoehn; sopra e sotto tali valori il dissipatore accusa i consueti problemi strutturali che ormai abbiamo imparato a conoscere, ai wattaggi inferiori, infatti, soluzioni dotate di dissipatore di buffer e strutturalmente più contenute prendono anche più di un grado di vantaggio mentre agli alti carichi i colossi dell'air cooling ottengono, grazie all'ingente superficie dissipante, temperature sensibilmente più basse rispetto al venom Voodoo.

Attualmente l'Akasa Venom Voodoo è in vendita sul mercato nazionale al costo di circa 53€ iva inclusa, prezzo che lo colloca di diritto nella fascia alta del mercato trovando come valore aggiunto la fornitura di due ventole in vendita sui listini retail ad un costo di 12€ tasse incluse cadauna.

Nome prodotto PRO CONTRO Eventuali Award

akasa

Akasa Venom Voodoo

+Ottima qualità dei materiali
+Buona rigidità strutturale
+HDT implementato senza imperfezioni
+Estetica curata
+Sistema di ritenzione a ponte
+Buone performance a 120 e 150W
+Ventole disaccoppiate
+Ricca dotazione
+Strutturalmente avanzato in superficie dissipante

-Ventole rumorose a +12v e nel complesso dalle medie prestazioni
-Assenza di saldature in lega

ct bronze technical

ct high performance

Si ringrazia Caseking.de e Akasa per la fornitura dell'esemplare oggetto dell'analisi odierna.
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