Recensione Phobya TPC 4x e MaxGuide 6

 Estratto dalla confezione il TCP 4X si presenta alla luce del sole all'interno di una custodia antistatica che lo preserva da correnti vaganti, rimossa anche quest'ultima barriera abbiamo davanti a noi un pannello dall'estetica decisamente curata con un frontale interamente in alluminio spazzolato che fa della semplicità un po il suo punto di forza. Gli unici accorgimenti estetici che vengono apportati risultano unicamente la serigrafia del logo sulla parte inferiore destra e l'applicazione di un bordino cromato nei pressi dello schermo al fine di valorizzarne la presenza, tutto molto semplice e decisamente gradevole alla vista.

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I laterali e la parte posteriore, nonostante la casa dichiari la sola presenza dell'aluminio, risultano interamente in plastica di colore nero, un telaio in acciaio avrebbe sicuramente fatto un impressione migliore seppur la struttura in plastica svolga comunque le sue funzioni grazie anche ad un peso complessivo decisamente limitato; è tuttavia obbligatorio in questo caso prestare la massima attenzione mentre si serrano le viti, una eccessiva pressione porta infatti alla rottura del telaio che non è disponibile come ricambio.


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Da un punto di vista tecnico l'analisi dello stampato offre alcuni spunti degni di nota, partendo dall'aspetto macroscopico tutte le saldature sono realizzate a regola prive di ossidazione e con una buona presa sia sul pcb che sui componenti ad esso saldati, buone risultano anche tutte le piste ricavate con uno strato di rame correttamente isolato e nuovamente privo di ossidazioni di alcun genere.
La struttura può essere divisa idealmente in cinque sezioni tra le quali ritroviamo in blu la parte dedicata all'alimentazione generale del fan controller con la presenza di due condensatori di rettifica al fine di prevenire sbalzi di tensione in arrivo dalla PSU, alla destra di quest'ultima abbiamo in rosso tutta la parte di alimentazione delle ventole con quattro canali muniti ciascuno di un induttore al fine di evitare sovratensioni nelle operazioni di inserimento/rimozione del componente dalla testa del molex, un condensatore di rettifica e supporto per lo startup di pompa/ventola assieme ad un diodo zener che permette di salvare il canale da eventuali cortocircuiti dovuti ad una cattiva gestione dei collegamenti a valle del dispositivo.
Le ulteriori tre sezioni vedono in verde un buzzer di allarme per il superamento dei 70°C o lo spegnimento improvviso di una ventola(leggesi perdita del segnale tachimetrico), in giallo e rosa la sezione di controllo dell'LCD con un oscillatore al quarzo e un QC di gennaio 2013 che indica la conformotà del pezzo nelle nostre mani; non segnalato risultano inoltre il pettine a otto poli sotto il buzzer per l'inseriemnto dei relativi quattro sensori di temperatura.

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 L'utilizzo del TPC 4X risulta molto intuitivo, una volta acceso avremo nella sezione di sinistra del display gli RPM a cui stanno operando le ventole mentre nella sezione di destra appariranno le temperature registarte dai sensori, si noti che nel caso in cui la ventola non abbia il segnale tachimetrico il fan controller darà la scritta "OFF" anche se quest'ultima sta regolarmente funzionando.

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Buona risulta  la leggibilità al buio e la relativa luminosità, se pur il pannello non sia disattivabile essa risulta ben bilanciata e poco fastidiosa anche durante le varie sessioni notturne, l'unica cosa migliorabile risulta l'omogeneità dell'illuminazione che come la foto seguente mostra è decisamente perfettibile.

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