Recensione Lamptron FC9

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Con il mercato dell'hardware cooling sempre più in continua espansione, utilizzante soluzioni tra le più disparate e diversificate da piattaforma a piattaforma, pochi sono i produttori che mettono a disposizione dell'utente un pannello che ne permetta il controllo sotto tutti i punti di vista.
I problemi che le case costruttive devono affrontare sono molteplici e spaziano dai problemi ingegneristici come la corretta dissipazione delle fasi di alimentazione ai costi produttivi che devo essere contenuti per poter offrire al grande pubblico un prodotto dal prezzo competitivo, che giustifichi le prestazioni offerte e che vada a solidificare la presenza del brand nelle quote vendita del settore.

Una della case che in questi ultimi anni si è diversificata proprio in questo settore per intraprendenza ed innovazione è di sicuro Lamptron che da qualche giorno collabora in maniera attiva anche con il nostro portale, essa nel corso degli ultimi anni ha presentato soluzioni non presenti sul mercato triplicando la potenza disponibile fornita dalla concorrenza e mantenendo al contempo un costo di vendita estremamente interessante per gli appassionati del settore che nel giro di pochi mesi hanno eletto il marchio nell'olimpo dei regolatori in ambito consumer.
Tutto questo ha dato nuova linfa vitale alla casa cinese che mese dopo mese ha lanciato tutta una gamma di prodotti dall'analogico al digitale con specifiche tecniche che attestavano i prodotti per una potenza massima erogabile per singolo canale di 30watt.
Come se ciò non bastasse, Lamptron, pochi giorni fa ha dato battaglia in campo aperto agli altri costruttori di rheobus presentando l'FC9; un regolatore in grado, grazie ad uno sforzo ingegneristico considerevole, di spingersi ben oltre le consuete aspettative, spostando l'ago della bilancia fino ad un valore di 50W per singolo canale per un totale 200W complessivi.

 

Seguono le specifiche tecniche dichiarate:

Nome prodotto Lamptron FC9
Dimensioni

148,5mm x 42,5mm x 75mm(5.25" Bay)

Canali disponibili  4
Colori dei led rosso,giallo,verde,azzurro,blu,bianco,viola
Colorazioni del pannello in alluminio nero o argento
Voltaggio in ingresso 12v in DC
Voltaggi in uscita 0/12v in DC
Connessioni ventola 3 pin maschio
Potenza erogabile per canale 50W
Potenza massima erogata 200

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Il nuovo nato di Lamptron viene vestito dalla casa secondo tradizione, ad esso viene attribuita la consueta confezione che accomuna tutti i prodotti del brand e che prevede un layout grafico a sfondo nero sul quale vengono riportate le principali specifiche e caratteristiche tecniche implementate all'interno del prodotto.
Con l'FC9, nel dettaglio, avremo nella parte frontale della confezione la presentazione del dispositivo con la foto del pannello e di tutti i colori che quest'ultimo può assumere, la presenza del nome e del logo della casa e il cavallo di battaglia del rheobus di oggi che prevede ben 50Watts per canale come certifica la scritta riportata in basso a destra.
Posteriormente la casa si limita a dare una breve descrizione in inglese del prodotto, sottolineando i grossi valori di potenza e i regolatori a slitta messi a disposizione; a ciò affianca le specifiche tecniche riportate in apertura di articolo, l'elenco del contenuto della confezione e la versione in essa contenuto che può essere in alluminio spazzolato con una colorazione nera o argentata/silver a seconda dei gusti dell'acquirente.

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Rimosso l'astuccio esterno adibito ad una funzione meramente informativa, ritroviamo la confezione vera e propria che fa della semplicità la sua filosofia, su di essa ritroviamo unicamente il logo della casa impresso su uno sfondo nero e gli immancabili loghi della comunità europea e Rhos che certificano rispettivamente il rispetto delle norme di sicurezza europee e la conformità alle norme ambientali grazie all'assensa di metalli pesanti dannosi per l'ecosistema, indicandoci inoltre che si tratta di materiale elettronico e che quindi a fine vita necessita di essere smaltito nelle apposite aree ecologiche.

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Aperta la confezione ritroviamo il bundle suddiviso in appositi compartimenti in PET espanso, ciò permette di mantenere in posizione fissa tutto il contenuto della scatola evitando che possa subire urti o di danneggiarsi l'uno con l'altro.
Soluzione che nel nostro caso ha lavorato più che bene, come si può notare dale foto di cui sopra, l'esemplare a nostra disposizione ha dovuto saggiare le ire di diverse compagnie di spedizione giungendo dalla Cina in Italia non senza segni, segni che tuttavia grazie all'imballaggio interno non hanno riportato alcuna problematica al rheobus cosi come al bundle; una soluzione semplice quanto efficace.

Il bundle che troviamo a corredo con l'FC9 è lo stretto necessario che ci servirà per renderlo completamente operativo, a nostra disposizione avremo quattro viti M3 per la ritenzione del pannello negli appositi bay da 5,25 pollici, un libretto di istruzioni in bianco e nero e quattro prolunghe a tre pin per l'alimentazione dei rispettivi dispositivi; manca invece il catalogo prodotti nonostante fosse indicato come presente all'interno della confezione.
Mancanza che con tutta probabilità viene giustificata dal fatto che l'esemplare in nostro possesso sia stato estratto dalla linea di produzione al fine di arrivare in Italia in tempo per la presentazione ufficiale di oggi e che quindi abbia saltato a piè pari l'ultima fase di merchandising che prevedeva per l'appunto l'inserimento del catalogo prodotti.

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Anche in questo caso il bundle gode di ottima fattura e qualità con le prolunghe utilizzanti una sleevatura di ogni singolo terminale tramite termorestringente che permette di interfacciare i molex ai rispettivi cavi di alimentazione; piuttosto curiosa risulta essere anche la presenza del terzo cavo giallo adibito al segnale rpm, inutile per il fan controller trattandosi di un prodotto analogico, ma che può comunque tornare utile all'utente qual'ora voglia conoscere i giri motore del prodotto controllato; in tal caso basterà ricablare il cavo giallo su un ulteriore molex a tre pin e reinserire quest'ultimo in un dispositivo capace di leggere il segnale tachimetrico come una scheda madre o un fan controller digitale.

 


Il nuovo regolatore di potenza di casa Lamptron si ripresenta un po con il classico stile del brand; ancora una volta si punta alla semplicità nuda e cruda ripresentando un telaio interamente in acciaio verniciato, sul quale viene montato un pannello frontale in alluminio spazzolato di colorazione nera o argentata a seconda dei propri gusti.
Nel fan controller vengono inoltre integrati sul frontale in posizione laterale due finestre in mesh a fori larghi per una funzione estetica, come vedremo nel corso dell'articolo infatti il rheobus utilizzarà tali spazi per diffondere i colori intercambiabili dei die interni.

 

 

 

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La vera e propria rivoluzione con L'FC9 l'abbiamo tuttavia con l'implementazione di potenziometri non più rotativi ma a slitta, tale cambiamento da un punto di vista tecnico non apporta nessun cambiamento cosi come non apporta grossi miglioramenti da un punto di vista dalla regolazione del voltaggio, che rimane comunque difficile e richiede diversi secondi per poter aggiustare con precisione quest'ultimo al decimo di volts o peggi al centesimo, in questo caso i miglioramenti li avremo da un punto di vista prettamente intuitivo; guardando semplicemente il pannello sarà infatti più immediato capire a che voltaggio stia operando la nostra ventola piuttosto che una pompa o un ramo di ventole messe in parallelo, potendo di conseguenza apportare i miglioramenti secondo quanto più ci aggrada in termini di performance e di emissioni acustiche.
Ulteriori due parole vanno spese sui questi potenziometri a slitta, da un'esperienza personale che si basa sull'applicazione di tali soluzioni in ambito musicale(console per DJ) essi risultano mediamente più resistenti della controparte ad albero assicurando una maggior vita al circuito e sopportando meglio gli shock da urti, se di conseguenza state cercando un fan controller da battaglia per lanparty, l'FC9 potrebbe fare al caso vostro offrendo anche una discreta scorrevolezza.
A tal proposito siamo rimasti piacevolmente colpiti dal basso attrito fornito dai quattro potenziometri montati, il maggior problema di questo tipo di soluzioni è infatti l'attrito iniziale che in modelli economici risulta essere elevato in fase di spunto obbligando l'utente ad imprimere una certa forza alla slitta che all'improvviso si muoverà facendo uno spostamento di diversi millimetri sul binario e rendendo di conseguenza praticamente impossibile, o quasi, la regolazione fine del segnale; con il Lamptron questo non succede, o meglio viene fortemente limitato, essendo l'attrito iniziale piuttosto contenuto e permettendo di conseguenza una buona regolazione grazie al potenziometri montati di buona qualità.

potenziometri-slitta

Da notare sono, come da aspettativa, il logo e il nome del pannello riportati sul frontale che risultano essere incisi al Laser come visto per l'FC8, segno che Lamptron a partire da quest'ultimo ha cambiato il "modus operandi" per quanto riguarda l'incisione, passando dal semplice inchiostro termico utilizzato con l'FC5 all'incisione laser decisamente più precisa, duratura e migliore da un punto di vista estetico.

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Piuttosto interessante e complessa risulta l'analisi della costruzione dell'FC9; Lamptron con il nuovo pannello ha dovuto  utilizzare tutta un serie di soluzioni ed accortezze volte a sostenere i 200W compelssivi che vengono erogati in poco meno di 25cm2 entro i quali ha dovuto integrare anche controlli per led e sistemi di gestione dei potentiometri lineari, una operazione di certo non semplice e che ha richiesto diverse soluzioni tecniche.
Partendo dalla parte più semplice, guardando il pcb nella parte retrostante del rheobus possiamo individuare abbastanza facilmente due serie di jumper che gestiscono la retroilluminazione e l'illuminazione laterale del frontale; grazie a tre ponticelli sarà infatti possibile switchare tra sette colorazioni differenti mentre il quarto ponte viene adibito alla accensione dell'illuminazione laterale dell'FC9 che può rimanere spenta o accesa a seconda delle esigenze dell'utente.

 

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Nelle due foto seguenti è possibile vedere la differenza lasciando inserito(acceso) o rimuovendo il jumper posto nell'estremità destra del pcb avente indicazione C/O; da come si potrà vedere rimarrà in vigore unicamente la retroilluminazione dei potenziometri mentre verrà disattivata in blocco la parte retrostante ai mesh.

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La regolazione dei colori viene invece effettuata tramite i canonici tre ponti posti nella parte opposta del PCB e segue il seguente schema che permette di ottenere fino a sette colori più l'ottava che prevede la disattivazione completa dei led.

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Di seguito le tonalità ottenute permutando i jumper:
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Decisamente sostenibile risulta anche la visione notturna del tutto con una luce dei led tranquillamente accettabile e ben distante dall'essere fastidiosa, l'unico appunto che si può fare riguarda la retroilluminazione dei due potenziometri centrali che risulta leggermente meno intensa rispetto ai laterali con tutta probabilità dovuta ad un inclinazione dei diodi non esattamente perfetta.

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Segnaliamo inoltre che la luce viene proiettata dai diodi sia in verso ortogonale che parallelo rispetto al pannello frontale dell'FC9; ciò crea, qualora il prodotto sia montato vicino allla superficie di supporto fisico del case, un effetto di luci sul piano inferiore che vede proiettato tutto lo spettro dei colori utilizzati; effetto che può piacere ad alcuni mentre può risultare fastidioso ad altri, riconducendo tuttavia il piacere o meno unicamente ad un aspetto soggettivo.

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La struttura del nuovo Lamptron FC9 è basata come per i fratelli minori fino ad ora analizzati su una struttura a doppio PCB divisa da quattro distanziali in ottone al fine di ricavare lo spazio per la ciruiteria di controllo ed evitare possibili cortocircuiti oltre che a facilitare le operazioni di manutenzione della parte di controllo analogica piuttosto che dell'alimentazione.
La rimozione del primo PCB adibito all'erogazione della potenza richiesta è piuttosto semplice da effettuare, esso è ancorato all'intera struttura unicamente tramite quattro viti M3 di colorazione nera che fanno presa direttamente sui quattro distanziali posti posteriormente.

 

 

 

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Piuttosto interessante risulta l'analisi circuitale del pannello, come possiamo facilmente vedere la fase di alimentazione viene pesantemente sovradimensionata con induttori circolari utilizzanti avvolgimenti con cavi in rame di oltre 1mm di diametro al fine di imporre pesanti limiti in casi di sbalzi di tensione o di eccessivi carichi in termini di ampere richiesti al prodotto, una soluzione che se da un lato fa aumentare in maniera considerevole il costo di produzione( un singolo induttore di questo tipo ha un costo che può oscillare tra  i 2 e i 3€ al dettaglio), dall'altro permette di lavorare con ampi margini di sicurezza anteponendo quest'ultima anche al puro guadagno.

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Da notare risultano anche i transistor di potenza che godono, a scopo preventivo, di un dissipatore in alluminio al fine di dissipare l'ingente mole di calore che avremo nel momento in cui andiamo a sfruttare in maniera intensiva il prodotto attorno al suo massimo carico dichiarato; tale dissipatore viene messo in ritenzione tramite l'ausilio di una semplice vite dotata di relative rondelle e bullone.
Manca tra il transistor di potenza e il corpo in alluminio del dissipatore qualsiasi sorta di composto termico di interfaccia, prassi comune in ellettronica dove difficilmente si applica della pasta termoconduttiva in questi ambiti ma che può essere comunque applicata dall'utente al fine di migliorare le prestazioni in termini di dissipazione e quindi di stabilità di voltaggio nel momento in cui si vada a mettere sotto torchio l'FC9.

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Dalla parte opposta del PCB di alimentazione troviamo i condensatori di supporto ai quattro canali del rheobus e per la prima volta individuiamo diversi diodi di controllo integrati sul PCB, aggiungiendo ulteriori margini di sicurezza al prodotto al fine di evitare cortoircuiti che andrebbero a bruciare tutta la sezione di alimentazione in pochi decimi di secondo.

pcb-alimentazione-retro

Passando al PCB più interno e quindi alla parte adibita al controllo del voltaggio tramite i potenziometri a slitta e alla retroilluminazione del frontale, possiamo facilmente notare cinque colonne con degli elementi bianchi saldati al pcb con colla a caldo, tali elementi non hanno una funzione attiva all'interno del regolatore ma sono puramente passivi; essi hanno il compito di bloccare i fasci luminosi degli smd interni al fine di avere una corretta illuminazione di tutti gli spazi senza che i colori non richiesti dall'utente vadano ad interessare parti visibili dell'FC9.

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Gli SMD sono in totale dieci e vengono inseriti nel numero di due per ogni canale/potenziometro e nel numero di uno per quanto riguarda la parte laterale in mesh; essi sono facilmente riconoscibili grazie alla presenza dei diversi diodi che a pannello in funzione erogano ognuno una frequenza luminosa differente e quindi un colore percepito dai nostri occhi diverso.
Purtroppo le manopole estetiche saldate sui potenziometri ci impediscono di rimuovere completamente il pcb, focali e diaframma però ci aiutano nella messa a fuoco:


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Il Lamptron FC9 è stato testato seguendo la metodologia di test recentemente pubblicata per ciò che concerne i regolatori di potenza in generale, nel dettaglio si andranno ad effettuare rilevazioni sia termiche che elettrico/prestazionali sotto diversi carichi fittizzi(dummy load) al fine di stabilire le reali potenzialità e caratteristiche del prodotto.
Per lo scopo verrà utilizzato uno strumento appositamente realizzato e progettato all'interno dei nostri laboratori capace di svolgere le funzionalità di cui sopra:

psu-loader


Maggiori dettagli possono essere trovati al seguente url:
http://www.coolingtechnique.com/guide/metodologie-di-test/838-raffreddamento-ad-arialiquido-fan-controller.html

Il prodotto di casa Lamptron è stato paragonato durante i test alla soluzione di Airen "Black six" accreditata anch'essa di una potenza nominale di 30W per singolo canale e al fratelli minori FC8 e FC5 v2 di cui è possibile trovare le rispettive recensioni ai seguenti link:
http://www.coolingtechnique.com/recensioni/97-rheobus-fan-controller/840-recensione-lamptron-fc-8.html

http://www.coolingtechnique.com/recensioni/97-rheobus-fan-controller/848-recensione-lamptron-fc5-v2.html

Durante l'intera fase di test è stata inoltre introdotta una sonda di precisione per la rilevazione della temperatura dei transistor di potenza, fattore essenziale per la corretta stabilità del voltaggio erogato.

fc9-testing-machine sonda-transistor

 

           Carico libero                                  Carico limitato a 2,23Ampere

open-power 2-23-ampere

    Carico limitato a 1,48Ampere                       Carico limitato a 1,11Ampere

1-48-ampere 1-11-ampere

     Carico limitato a 0,88Ampere:

0-88-ampere

          Volts accuracy                                   Maximum power - single channel

voltaggio-min-max max-power

 


Lamptron con l'FC9 ha voluto fare un esercizio di stile proponendo una soluzione di difficile realizzazione per alcuni ed impensabile per altri, la cosa peggiore è che la casa non solo ci è riuscita ma ci è riuscita in maniera eccellente ottenendo un prodotto esteticamente accettabile e dalle performance decisamente interessanti.
Da un punto di vista estetico la casa non azzarda poi molto ripresentando materiali di ottima qualità con un frontale in alluminio spazzolato ormai collaudato da anni che si integra bene o male con qualsiasi case, venendo digerito dalla grande massa nella stragrande maggioranza dei casi.
Persiste purtroppo la problematica dei cavi non sleevati, i quali ripresentano i singoli poli divisi uno ad uno su singolo cavo, soluzione economica che crea disordine all'interno del pc e trova di difficile accostamento cromatico il suo inserimento all'interno delle moderne configurazioni cui i prodotti del brand sono rivolti; a nostro parere una problematica da risolvere che in data attuale fa perdere punti al prodotto a fronte di una spesa del brand decisamente ridotta visti gli attuali costi delle calze in Nylon.

Da un punto di vista tecnico Lamptron sa il fatto suo in termini di regolatori di potenza; decisamente di prima categoria sono i circuiti,le saldature e la componentistica utilizzata per la creazione dell'FC9, la quale per la prima volta vede anche la presenza di indutturi maggiorati,diodi di sicurezza e dissipatori in alluminio sui transistor di potenza al fine di mantenere sotto controllo le temperature che anche in carico aperto non hanno mai superato i 70°C, attestandosi attorno ai 40°C con potenze nell'ordine dei 20/30Watts.
Due parole vanno spese inoltre per l'utilizzo dei potenziometri a slitta; scelta a nostro parere più da ricondursi ad un fattore estetico/aggressivo piuttosto che ad una forzatura tecnica, come abbiamo infatti potuto indicare nel corso dell'articolo, prestazionalmente non ci sono grosse differenze tra i rotativi e i potenziometri a slitta se non la differenza di spostamento fisico del contatto strisciante che aumenta o diminuisce la resistenza del potenziometro, ciò non toglie che i potenziometri utilizzati godano di una discreta qualità costruttiva che ci consentirà di regolare in maniera più che accettabile il voltaggio, richiedendo unicamente un filo di pazienza nel momento in cui vogliamo ottenere una regolazione fine dei volts che richiede un filo di confidenza con la differente forza di attrito statico iniziale rispetto ai rotativi.

Per ciò che concerne le prestazioni l'FC9 va ben oltre quanto dichiarato dalla casa, messo in carico aperto con le dovute accortezze, i singoli canali raggiungono una potenza utile di circa 68W(67,55watts per l'esattezza) erogati ad una tensione di 10,36volts; si tratta a tutti gli effetti di una potenza limite per i molex a tre pin classici che letteralmente fondono sotto l'elevato carico amperometrico ben oltre le loro specifiche, qualora vogliate erogare 60W tramite molex a tre pin consigliamo caldamente l'adozione di cavi e crimp di connessione maggiorati che siano in grado di sostenere i 6Ampere erogati dall'FC9; un valore che possiamo definire come il sestuplo rispetto a quando offerto tradizionalmente dalla concorrenza.

Analizzando i grafici a carico limitato notiamo quanto già visto per il fratello minore FC8 con l'FC9 che praticamente lo segue come un ombra facendo segnare valori leggermente migliori di quest'ultimo e lasciando per strada qualche decimo di voltaggio nei confronti dell'FC5  tra i 15 e i 25Watt mentre risulta praticamente identico a carichi inferiori.
L'unica grossa differenza l'abbiamo in carico libero dove i pannelli da 30W soccombono nei confronti dell'FC9 che eroga praticamente il doppio della corrente a qualsiasi voltaggio, insomma un confronto ad armi impari che fa decisamente trionfare l'FC9 "senza limiti" in termini di richiesta di potenza.

Non essendo ancora arrivato nella catena distributiva, risulta complesso dare un prezzo di vendita non avendo tra l'altro comunicazioni ufficiali da parte della casa che non lascia trasparire indiscrezioni a riguardo, nell'attesa della sua commercializzazione si può segnalare un prezzo indicativo che , secondo una analisi di mercato, si dovrebbe inserire attorno ai 55€ iva inclusa; rimaniamo tuttavia in attesa per le future comunicazioni ufficiali.

-----Aggiornamento del 20-07-2011-----
Prezzo di vendita consigliato pari a 49,99$
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Nome prodotto PRO CONTRO Eventuali award
Lamptron FC9
-Prodotto solido
-Materiali di eccellente qualità
-La bellezza di 68W per ogni canale
-Colori personalizzabili
-Potenziometri di buona qualità
-Temperature nella norma nonostante gli ingenti carichi

-Cavi di alimentazione a tre pin non sleevati

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Si ringrazia Lamptron per il sample oggetto della recensione.

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