Recensione Aquacomputer Aquaero 5 XT

L'Aquero 5 vi arriverà a casa in una confezione di cartone decisamente piccola, a fronte di una tale mole di informazioni spesso e volentieri ci si aspetta di ricevere un prodotto ultraimballato o comunque protetto da una scatola dalle generose dimensioni, beh nulla di tutto ciò.
Esso si presenta infatti con una scatola di cartoncino da poco meno di un millimetro a predominante nera e gialla sulle cui facce vengono riportati il nome del prodotto, il logo della casa produttrice, le principali caratteristiche tecniche e una breve descrizione delle sue principali funzionalità affiancate da due panoramiche del pannello e del telecomando che ne permette il controllo in remoto.

 

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Da notare, a sorpresa, in un mondo dove probabilmente anche la tastiera da cui scrivo viene fatta in Cina, questa volta avremo la frase "made in Germany"; se ciò ovviamente non esclude in maniera totale l'assenza di eventuali difetti di produzione, quantomeno rassicura l'utente offrendo anche un sigillo di "QC" (quality control) apposto sul lato della confezione che ne certifica il controllo prima dell'imballaggio e della relativa messa in vendita del prodotto.
Oggi sempre più un lusso che in pochi possono concedersi a causa dei prezzi altamente competitivi dei mercati asiatici, se quindi in Europa la competitività meramente pecuniaria diventa un problema, la casa tedesca aggira il problema investendo in qualità, ricerca ed innovazione, cosa che difficilemnte risulterà fattibile da chi fa "economia" sfruttando la produzione di massa.

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Aperta la confezione, a nostra disposizione troveremo un libretto illustrativo piuttosto sbrigativo in inglese e tedesco che ci illustrerà in maniera molto ma molto ma molto sintetica le principali funzioni del dispositivo; a ciò viene accompagnato un foglio giallo che ci avvisa che il software compatibile, "Aquasuite 2012", sarà rilasciato in forma ufficilale unicamente nel 2012; offrendo come possibile alternativa il download della nona beta sacricabile dal sito ufficiale, che tuttavia non supporta ancora appieno tutte le principali funzioni del prodotto.
Oltre al cartaceo, di scarso utilizzo, assieme al pannello Aquacomputer ci fornisce un cavo femmina/femmina per usb interno, un cavo di connessione a tre pin per interfacciare l'aquaero con gli altri prodotti della casa tramite il canale " aquabus", quattro viti di ritenzione in acciaio e  quattro sensori di temperatura a film montati su piattina a due poli di colorazione nera.

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Da notare in questo caso è la fattura di una piccolezza ma che testimonia la qualità del prodotto che abbiamo fra le mani; confrontando infatti il film utilizzato per i sensori con quello di un eventuale azienda concorrente si può chiaramente distinguere la differenza dimensionale che conferisce alla soluzione adottata da Aquacomputer un resistenza sicuramente maggiore rispetto alle altre soluzioni evitandovi continui esborsi monetari per sensori rotti o malfunzionanti.

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