Recensione Corsair Air series AF120-140 e SP120

Uno degli aspetti che più ci ha colpito nel nostro primo approccio con Corsair è l'attenzione che la casa pone nei propri prodotti lungo tutta una serie aspetti che vanno dall'estetica alla cura degli imballaggi alla qualità costruttiva e dei materiali; oltre a tutto ciò l'azienda pone fortemente in risalto anche l'aspetto tecnico dei propri prodotti tanto che fornisce a chi testa il suo materiale un vero e proprio, passatemi il termine, manuale alla recensione.
Sebbene per la parte dei test chi ci segue da tempo sa che siamo come San Tommaso e finche non testiamo a nostro modo non diamo pareri su un determinato prodotto, non me ne voglia quindi Corsiar se andremo a testare in una maniera totalmente diversa rispetto a quella riportata che si basa essenzialemente sul mettere la ventola su un dissipatore a far partire prime, dalla parte tecnica il manuale fornisce diversi aspetti che andremo a riportare e discutere in questa pagina.

Una delle parti più interessanti è la premessa che l'azienda fa rispetto ad altri produttori di ventole che spesso e volentieri tendono a gonfiare o ridurre a piacimento determinati valori, redendo il prodotto(ventola) più appetibile all'utente finale che nel 99,99% dei casi non è in grado di verificare tali parametri essendo i costi della strumentazione necessaria numeri a quattro zeri.
Corsair fa per tal motivo un passo indietro e condivide con l'utente quello che sono stati i suoi investimenti per poter entrare nel mercato delle ventole in maniera del tutto trasparente con i propri clienti; tali investimenti si sono concretizzati nell'acquisto  di una camera del vento di produzione LongWin, uno degli esponenti della ricerca e sviluppo di strumentazione per i fluidi allo stato gassoso, capace di registrare tutti i parametri vitali per valutare le performance di una determinata ventola che Corsair ha successivamente utilizzato come dati dichiarati.
Nel dettaglio si tratta di un LongWin LW-9266, galleria del vento in grado di registrare portate da 0 a 250CFM e pressioni statiche da 0 a 20mmH2O con un margine di errore di circa il 3%:

wind-gallery-corsair

1. Air flow rate: 2.4~250 CFM
2. Accuracy of air flow rate: <3.5% INFS
3. Repeatability error: < 2 %
4. Static pressure: 0~20 mmAq
With optional high static pressure throttle device, it can reach 100 mmAq.
5. Overall dimension: 0.7 (W) × 2.2 (L) × 1.6 (H) m (Ref.)
6. Operation space: 2 (W) × 3.5 (L) × 2 (H) m (Ref.)
7. Power source: AC220V, 5 Amp, single phase, 50/60Hz

Ciò ha permesso di creare due serie di ventole come visto nelle pagine precedenti, sviluppate per ambiti specifici abbracciando un po la nostra filosofia che portiamo avanti da anni asserendo che non esiste la migliore ventola in assoluto ma esiste la migliore ventola per una determinata situazione; se vogliamo dirlo con le parole di Corsair "The right tool for the right job".

Da un punto di vista costruttivo le tecnologie implementate in queste AIr serie sono essenzialmente due e prevedono in prima analisi la presenza di un motore Hydraulic Bearing, versione avanzata dello Sleeve bearing, che grazie alla messa a bagno diretto in olio dell'albero motore, permette di ottenere i benefici dello sleeve, basse emissioni acustiche, senza tuttavia dover sottostare alla bassa speranza di vita di quest'ultimo che viene, in questo caso, fortemente allungata grazie alla presenza di lubrificante a diretto contatto con le parti soggette a maggior usura.


hydraulic-bearing

la seconda tecnologia utilizzata viene focalizzata sull'uso di antivibrazionali in elastomeri sugli angoli del frame esterno, essi permettono infatti di disaccoppiare in maniera netta la ventola e quindi il motore dal case o dissipatore/radiatore su cui viene montata evitando di mandare in risonanza le lamiere che intensificherebbero di conseguenza le emissioni acustiche complessive.
Ciò è reso possibile grazie all'adozione di cuscinetti trangolari che ospitano al loro interno un cilindro in plastica autofilettante che permette alla vite di rimanere completamente disaccoppiata dal frame della ventola e dal telaio su cui quest'ultima viene ritenuta, in sostanza in qualsiasi situazione andremo ad operare tra ventola e superficie raffreddata ci saranno sempre di mezzo quattro angolari in elastomeri; le foto seguenti spiegano in maniera dettagliata il lavoro effettuato da tali soluzioni.


corsair-air-series-retentioncorsair-air-series-retention1

Particolare del cilindro autofilettante interno, si noti di come esso non faccia parte del frame della ventola ma sia incassato nell'antivibrazionale stesso.

foro-autofilettante1foro-autofilettante
             non filettato                                                                                                    filettato

 

 


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