Recensione Cooler Master JetFlo 120

Rimossa dal suo astuccio in cartone che la mantiene salda all'interno della scatola, la nuova JetFlo 120 di casa CM si presenta come una soluzione ventilante adottante un telaio semi-frameless di colorazione nera al cui interno trova alloggiamento una struttura ventilante composta da sette elementi palari opacizzati saldati al coperchio del motore in plastica trasparente che vede sulla sua sommità la presenza di un adesivo riportante il logo di Cooler Master su sfondo nero.

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Molto curato risulta tutto il campo estetico tanto che nulla viene lasciato al caso, i quattro cavi di alimentazione, tutti di colore nero, godono di un cable management in uscita dalla scheda di controllo del motore e finiscono direttamente all'interno della calza in PET multifilamento ad alto potere coprente che li porta al molex quattro pin, sempre di colore nero, per poter essere collegati all'eventuale adattatore o alla presa della scheda madre dotata di segnale PWM

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Decisamente curato risulta anche l'assemblaggio degli antivibrazionali al frame dove la casa non ha di certo fatto economia, qui i soliti sganci rapidi in plastica lasciano spazio alle ben più solide ed estetiche viti a testa esagonale che vengono filettate direttamente all'interno del frame grazie a due prese femmina che si estendono dalla cornice e si incassano nell'angolare in elastomero, il quale prevede persino un controfiletto interno in ottone per poter avvitare agevolmente la ventola al case mediante le quattro viti fornite in dotazione, davvero un lavoro eccellente.

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Diversi sono gli aspetti tecnici che caratterizzano queste nuove JetFlo, partendo dalla parte più visibile viene messo da parte dopo anni di utilizzo il caratteristico design a S dei profili palari della casa preferendo in questo caso l'utilizzo di linee di taglio e di spinta all'aria molto più snelle e lineari con un inclinazione dinamica lungo tutto il profilo che, partendo da un angolatura di quasi 90° nei pressi del motore, va via via a diminuire mano a mano che ci spostiamo vesto l'esterno dove vanta un inclinazione di soli 5° assieme ad una punta arrotondata del profilo ventilante al fine di diminuire i fruscii generati dal disturbo del flusso laminare. Assenti risultano ogni qual sorta di appendici aerodinamiche, l'unico elemento presente risulta un banda perpendicolare ai profili di taglio e di spinta che interrompe l'opacità della pala essendo quest'utlima del tutto trasparente, si tratta di un solo elemento estetico privo di qualsivoglia funzione aerodinamica.

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Spingendoci più all'interno, possiamo andare all'analisi del motore vero e proprio cavallo di battaglia di queste JetFlo che su carta conferisce ben 160 000 ore di funzionamento a 25°C; un risultato di tutto rispetto che ben pochi costruttori riescono a raggiungere con un budget sul prezzo di rivendita tutto sommato contenuto.
Il merito va alla quarta generazione di motori a marchio Cooler Master che grazie al POM (Poliossimetilene), un composto estremamente duro e resistente alle abrasioni/usura, e alla auto lubrificazione, mediante apposite scanalature sull'albero, assieme alla capacità di resistere alla polvere per lunghi periodi senza la richiesta di manutenzione conferisce alla ventola doti che le permettono di operare per un tempo sensibilmente più lungo rispetto ad una ventola standard; questo senza che nell'arco della vita ci sia un degrado prestazionale poichè, grazie alle particolari doti del materiale utilizzato, il basso attrito è garantito su tutto l'arco temporale sia che sia utilizzino bassi che alti giri motore.

"Il poliossimetilene (POM) è un polimero cristallino costituito da catene in cui si ripetono un gruppo metilene e un atomo di ossigeno (questo blocco si chiama appunto ossimetilene), che fornisce una materia plastica di alta resistenza e a costo relativamente basso.
Noto anche con i nomi commerciali di Delrin, Tecaform, Kepital, Kematal e Ertacetal.
Gli utilizzi delle resine acetaliche (nome del prodotto finito formato da poliossimetileni) sono particolarmente adatti a prendere il posto di parti metalliche di precisione (ingranaggi per orologi), leve, cuscinetti, viti, raccorderie per tubi, cerniere, attrezzature da sub, parti di valvole per erogare acqua calda e fredda.
L'utilizzo di queste resine comporta vantaggi e svantaggi:
   *Vantaggi: Quando non rinforzate, e in particolare nel caso degli omopolimeri, diventano materie plastiche molto rigide, possiedono inoltre buona resistenza meccanica e durezza, nonché stabilità dimensionale in quanto assorbono poca umidità.
   *Svantaggi: Il limite di impiego più importante è la facile combustione, con la produzione di fumi tossici. I prodotti non stabilizzati vengono inoltre attaccati dai raggi UV."

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Ulteriore aspetto che necessità di attenzione risulta l'alloggiamento dei led; a differenza di quanto siamo soliti vedere con le varie soluzioni commerciali che utilizzano i diodi sulla cornice della ventola, con le JetFlo i punti di luce vengono inseriti all'interno del coperchio in plastica trasparente del motore, posizionandoli rispettivamente ai quattro angoli cardinali; il risultato risulta essere una illuminazione della ventola molto più omogenea rispetto all'effetto "turbina" visibile sulla maggior parte di ventole utilizzanti questo elemento estetico.

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