Recensione Cooler Master Eisberg 240L Prestige

Cuore pulsante di tutto il progetto Eisberg è il gruppo pompa, questo si presenta come un parallelepipedo in plastica nera sulla cui sommità svetta il logo di Cooler Master in rilievo con una lavorazione zigrinata in forte contrasto con il nero del top, gli attacchi 10/8mm per relativi tubi e un terzo tappo che permette il rabbocco della vaschetta integrata.
A ciò si unisce il cavo di alimentazione della pompa stessa che grazie ad una guarnizione in gomma esce dal monoblocco e termina in un molex di alimentazione a tre pin tachimetrico; anche in questo caso tutta la lunghezza del rail di alimentazione viene interamente rivestita con una guaina in PET multifilamento nera.

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Lateralmente abbiamo l'applicazione di un codice a barre piuttosto antiestetico ma che, per fortuna, risulta facilmente removibile con un po di alcool. Sul lato opposto abbiamo invece la presenza di una finestra in vetro acrilico dalla parte più vicina al tappo di refill; questa svolge la duplice funzione di consentire all'utente il monitoraggio del liquido contenuto all'interno del sistema di raffreddamento e facilita le operazioni di riempimento post manutenzione, a tale proposito segnaliamo che, per come è strutturato il pescaggio della pompa, il liquido dovrà praticamente essere sempre 1 o, massimo, 2 millimetri al di sotto della linea di visibilità della finestra stessa. Consigliamo tuttavia il mantenimento di tale livello al di sopra di questa linea onde evitare il possibile pescaggio di aria da parte della pompa in caso di urti o scossoni al case.
Nella foto seguente è ben visibile tutto l'organo pompa con il suo rotore, l'acqua viene pescata direttamente dalla vaschetta tramite l'ugello nero posto in testa all'albero motore, si noti il livello dell'acqua con sistema a parametri di fabbrica.

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Prima di proseguire inseriamo una piccola nota a margine, è doveroso infatti precisare che le successive fasi di descrizione sono state effettuate post test termici; il sistema, pertanto, non ha subito nessuna manomissione meccanica prima di essere testato nelle sue parti. Fatta questa doverosa premessa, abbiamo ovviamente smontato anche la matrice di scambio termico del waterblock vero e proprio, Cooler Master infatti sponsorizza il proprio Eisberg come un vero e proprio waterblock di fascia media utilizzante una concezione di ultima generazione formata da matrice a microalette e un jetplate di pressione posto in testa alla base per aumentare pressione e velocità dell'acqua all'interno del coldplate adibito allo scambio termico.
Per arrivare alla basetta in rame bisogna procedere alla rimozione delle quattro viti poste sulla base stessa, esse ancorano quest'ultima al monoblocco in plastica e risultano del medesimo colorore del rame; soluzione marginale ma che non può far altro che piacere in una visione complessiva del prodotto.

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Tolte le viti è quindi possibile procedere alla rimozione della base del waterblock che rimane ancorata al blocco in plastica unicamente per via meccanica, fornendo l'opportuna forza si può quindi separare la parte dissipante vera e propria dall'uscita della pompa.
Qui abbiamo di fronte a noi i due blocchi fondamentali dell' Eisberg con l'outlet della pompa vincolato al monoblocco in plastica e la matrice a microalette libera assieme al proprio jetplate con relativa guarnizione.

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Quest'ultima come da aspettativa risulta formata da una struttura dissipante di ultima generazione creata con microfresature aventi un altezza di pochi decimi di millimetro e con un estensione longitudinale di 35mm atta a dissipare le moderne architetture hardware attualmente in circolazione.

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Sopra di esse in posizione ortogonale trova collocamento il jet plate a singolo taglio con venti canali di scarico, dieci per lato, aventi il compito di veicolare il flusso verso l'esterno della matrice per essere canalizzato verso l'uscita in direzione del radiatore; si noti a tal proposito che il verso di tali canali non è solidale con la singola fresatura in matrice ma interessa più fresature al fine di omogeneizzare lo scambio termico migliorando le prestazioni complessive.

Eisber-240l-prestige-jetplate2Eisber-240l-prestige-jetplate

Doveroso in questo caso è mettere un appunto per quanto riguarda la qualità non tanto dei materiali, che risulta ai vertici di categoria, quanto della lavorazione. Sebbene si tratti di un componente nascosto alla maggior parte degli utenti non possiamo trascurare gli evidenti segni lasciati  anostro giudizio dalla lavorazione sulla base; essa presenta infatti i "postumi" di un surriscaldamento del rame stesso, problematiche che risultano il frutto di una lavorazione forse troppo frettolosa e priva di un adeguato raffreddamento. Capiamo bene che il tempo macchina è denaro, e un ingegnere gestionale questo lo sa bene, ma anche l'occhio vuole la sua parte e se ci mettiamo nei panni dell'utente questo non è forse il massimo che un utente si aspetta di trovare all'interno.
Precisiamo tuttavia che le prestazioni complessive non vengono minimamente intaccate da tali "difetti" che non vanno oltre il mero campo estetico, la cosa ci viene anche confermata da Cooler Master stessa che citiamo per onor di cronaca. Il testo seguente in inglese evidenzia semplicemente quanto appena descritto, precisando che gli aloni sono dovuti alla naturale ossidazione del rame:

"...generally that is not a problem and will be not have any effect on the Cooling Performance.
We didn`t need use any Coating to keep internal Copper shiny. We want to generate the best performance without any lost. You see here the normal copper oxidation which you know also from Copper Statue, but as you see they are Black.
That is a good sign that our Waterprotection is working. When they are green like the liberty Statue of New York, i will be more worry.
Black spot show only the ionisation process between Cooper and Water, but without and PH Scorce change for the Water so no green begins to grow. The ionisation process is for each Eisberg diffrent because is depends how much heat the Base was heated up."

 


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