Recensione Alpenföhn Wasser

 L'Alpenfoehn Wasser privato della sua ventola, risulta essere un AIO formato da un radiatore da 120mm interamente in alluminio da quale si estendono due tubi in gomma morbida che raccordano il moblocco principale costituito da pompa+matrice di scambio termico alla superficie dissipante formata dal pacco alettato del radiatore verniciato a spruzzo di nero cosi come neri risultano sia la cover della pompa che i lati delle camere del radiatore stesso e ovviamente i tubi.

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Dalla foto di cui sopra si può notare che il blocco pompa e formato sostanzialmente da un unico pezzo in plastica sul quale vengono riportati il logo della casa assieme al nome del prodotto, lateralmente ad esso possiamo visionare i raccordi a 90 gradi per l'uscita e l'ingresso dell'acqua e il cavo tachimetrico per l'alimentazione della pompa che può essere tranquillamente collegato alla scheda madre dato l'esiguo assorbimento; su quest'ultimo va fatto un piccolo appunto estetico che se da un lato vede le ventole dotate di un guaina in PET multifilamento, questo vede l'utilizzo di una semplice piattina a tre poli di colorazione nera, perfettamente funzionale sotto il profilo pratico meno da quello estetico.
Nella parte inferiore del monoblocco abbiamo ovviamente la base in rame costellata dalle viti di ritenzione in acciaio del gruppo pompa con anesse le viti del sistema di ritenzione in plastica a raggiera che, grazie alla apposita staffa in acciaio, permette di comprimere la base contro la superficie da dissipare.
Da segnalare in questo caso risulta la preapplicazione della pasta termoconduttiva direttamente in azienda, essa si dimostra essere un composto conduttivo di medio/alte prestazioni, chi ha a disposizione nel proprio cassetto un composto alternativo potrebbe trovare più di qualche beneficio nella sua sostituzione essendo, per altro, esposta direttamente all'aria. Da test interni la differenza tra la pasta fornita di serie ed una MX2 di produzione arctic ha dato uno scarto di 1,6°C a favore della soluzione di Arctic.

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Per cio che concerne il radiatore, qui abbiamo una struttura dissipante interamente in alluminio piuttosto rigida e ben più resistente a quella che possiamo apprezzare nei vari radiatori di fascia alta dedicati ai sistemi di raffreddamento a liquido aftermarket. Esso vanta uno spessore complessivo di 27mm e un FPI piuttosto elevato pari a 24 alette per pollice di estensione in grado di dare filo da torcere alla wing boost sopratutto alle basse portate che implicano basse pressioni statiche e quindi minore aria utile in superficie dissipante.
Da notare risulta unicamente l'ottima verniciatura a polvere e la presenza di un adesivo sulla parte superiore che ne certifica la compatibilità con gli standard internazionali RoHs, CE e da alcune informazioni come la produzione da parte di Asetek, l'assorbimento della pompa(3,9W - 0,325Ampere) e un codice a barre di riconoscimento.

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Segnaliamo che gli alloggiamenti per le viti non hanno un fine corsa, è quindi necessario prestare massima attenzione durante le fasi di alloggiamento della ventola, soprattutto se non si utilizzano le viti di serie o si sostituisce la ventola; una eccessiva profondità della vite porta alla rottura delle canaline e conseguente perdita del liquido che in questo caso non può essere reintegrato facilmente nel sistema.

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