Recensione Corsair Hydro H105

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Entrata come pioniera nel panorama dei liquidi compatti tramite la collaborazione con CoolIT; Corsair è sempre stata una degli esponenti del settore posizionandosi nel corso degli anni ai vertici di categoria grazie a prodotti innovativi caratterizzati da un buon rapporto prezzo prestazioni.

Molteplici sono gli AIO che attualmente caratterizzano l'offerta aziendale costituita da nove prodotti a catalogo, di cui ben sei con radiatori da 120mm, e solo tre con radiatori da 240mm, con e senza Corsair link; una piattaforma proprietaria che attraverso una interfaccia micro USB consente all'utente di monitorizzare e variare diversi parametri del sistema come RPM di pompa e ventole secondo specifici setpoint o curve comportamentali che pongono i giri motore in funzione delle temperature rilevate.
Nell'articolo di oggi andremo ad analizzare il nuovo Corsair H105, si tratta di un AIO di quinta generazione costituito da un radiatore da 240mm in alluminio a cui si affianca un monoblocco utilizzante le nuove matrici a flussi pressurizzati che stanno prendendo piede nelle prime battute di questo 2014.

corsair
Corsair Hydro H105
Materiali Coldplate Rame
Socket compatibili Intel™ LGA 1150, 1155, 1156, 1366, and 2011
AMD™ sockets FM1, FM2, AM2, and AM3
Dimensioni radiatore 272.5mm x 120mm
Spessore radiatore 38mm
Modello ventole SP120L
Dimensioni ventole 120x120x25mm
Portata cad. 73 CFM
RPM 800 RPM - 2700 RPM (+/- 10%) con PWM
Emissioni acustiche 37.7dB(A)
Pressione statica 3.9 mmH2O
Consumo 0.34A
Garanzia 5 anni

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L'H105 di casa Corsair arriva sugli scaffali all'interno di una confezione in cartone a predominante nera, riportante sulla parte frontale una immagine panoramica del prodotto a quarantacinque gradi assieme alla compatibilità che viene offerta sia ai socket di casa Intel che per quelli progettati dalla controparte AMD.
Sui laterali troviamo tutta la parte discorsiva e descrittiva in merito all'H105, in questi spazi vengono infatti inseriti un elenco del contenuto della scatola in sei lingue differenti, italiano compreso, disegni tecnici con quote millimetriche degli ingombri del prodotto, un piccolo grafico che confronta la soluzione col dissipatore stock offerto con il 3960X e la riproposizione delle caratteristiche tecniche proposte in apertura di articolo.

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Rimosso il film protettivo esterno ed aperta la confezione, al suo interno troveremo l'AIO custodito all'interno dell'ormai classica struttura sagomata in cartone compresso affiancato da un astuccio in cartone bianco che contiene tutta la dotazione dataci da Corsair. Essa oltre alla viteria essenziale per la ritenzione del monoblocco include:

  • libretto di istruzioni in bianco e nero
  • libretto per la validità della garanzia cinquennale sul suolo italiano
  • backplate in plastica inferiore
  • staffa di ritenzione superiore lucidata a specchio
  • controdadi per socket intel 2011
  • cavo sdoppiatore a Y PWM
  • due anelli colorati intercambiabili

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Più che buona risulta la qualità complessiva della dotazione, le viti godono di una qualità costruttiva accettabile con passi ben realizzati ed accoppiati con le varie femmine; a ciò si affianca la lucidatura a specchio della staffa superiore sicuramente d'effetto e la presenza dei due anelli in plastica che ci permetteranno di personalizzare l'H105 come vedremo nel seguito; manca il tubetto di pasta termoconduttiva essendo già preapplicata sulla base del colplate in rame a diretto contatto con l'ihs del processore.
Un appunto è necessario anche per il cavo ad Y fornito che gode unicamente di una piattina a quattro poli di colorazione nera, non si usano quindi ne calze in PET ne termorestringenti per la mascherazione dei colori ma si opta direttamente per un unica soluzione a singola piattina; sicuramente più economica ma di pari funzionalità.


 Assieme a quanto appena visto ci verrannoa nche due ulteriori ventole da 120mm, si tratta di due Corsair SP120L di stretta derivazione dalle SP120 dalle quali ereditano telaio e struttura palare ma vengono in parte alleggerite di alcune features quali gli antivibrazionali posti sugli angolari e le cornici estetiche esterne.
Ci troviamo davanti quindi due ventole caratterizzate ciascuna da un semiframe in plastica nera al cui interno viene collocata una superficie ventilante con design a sette profili soffianti di colorazione grigia con la riproposizione di un adesivo estetico sul coperchio del motore con il logo del costruttore.

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Sotto il profilo tecnico segnaliamo la presenza di un motore di fascia media caratterizzato da un cuscinetto a doppia sfera(double ball bearing) che spinge la ventola fino ad un regime di 2700RPM tramite un controllo in PWM consentito da un molex a quattro pin cablato, come per l'adattatore ad Y, su piattina a quattro poli interamente di colorazione nera cosi come nero risulta il molex stesso di connessione.
Da notare risulta anche la data di produzione, primi dicembre 2013! si tratta di esemplari decisamente giovani da questo punto di vista.

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L'erodinamica con le Sp120L cosi come per le SP120 normali non viene particolarmente elaborata, le linee di taglio e di spinta all'aria risultano infatti decisamente lineari con un angolazione pronunciata nei pressi del rotore centrale che va via via a diminuire fino a 5° nel punto più periferico della pala che si estende, quest'ultima, per un'ampia superificie al fine di massimizzare le pressioni statiche esercitate dalla ventola stessa. SIamo infatti di fronte ad un prodotto pensato per lavorare su superfici dissipanti ad alto coefficiente di resistenza aerodinamica come il radiatore dell'AIO in esame.

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Le ventole oggetto dall'articolo odierno sono state testate secondo la metodologia di test applicata alle ventole in uso da quasi un anno all'interno dei nostri locali; per comodità riportiamo un estratto della metodologia nei suoi punti salienti anche se consigliamo vivamente la lettura integrale.
http://www.coolingtechnique.com/guide/metodologie-di-test/399-galleria-del-vento.html

Estratto metodologia di test:
L'analisi strumentale delle ventole viene effettuata collocando il prodotto all'interno di una struttura appositamente studiata e creata da parte del nostro Staff e realizzata dall'italiana Dimastech su specifiche da noi fornite; ciò consente di posizionare la ventola in posizione elevata dal piano di sostegno ad una distanza di 50 centimetri dal microfono di rilevazione con il cono d'aria opposto alle onde acustiche rilevate,permettendoci di evitare possibili interferenze dovute ai flussi che agiscono sul microfono.
Lo schema seguente sintetizza in maniera agevole quanto fin qui descritto:

metodologia_test

Per ciò che concerne le rilevazioni della portata,di rpm,pressione e ampere saranno presi i valori a 0/1/2/3/4/5/6/7/8/8/9/10/11 e 12v(forniti da un alimentatore da banco stabilizzato), questo è reso nuovamente possibile dalla nuovo struttura realizzata tramite lamiera da 2mm in acciaio a tenuta stagna.
Essa vanta un volume d'aria di 2500cm3, circa quattro volte il volume della precedente, al cui interno è stato applicato un manto di fonoassorbente multifrequenza da 3cm di spessore capace di tagliare in maniera sensibile ogni tipo di risonanza e di emissione acustica che si potrebbe venire a creare a causa delle turbolenze interne.

A flussi "puliti" l'aria viene canalizzata sul fondo e restituita ad una anemometro a filo caldo; quest'ultimo a differenza dei comuni a ventola assiale, vanta l'implementazione dell'ultima tecnologia utilizzata nel campo che prevede l'adozione di un filo in ceramica preriscaldato costantemente monitorizzato da una termocoppia ad elevata precisione in grado di calcolare in real time, grazie al supporto del microprocessore integrato, la variazione decimo di secondo per decimo di secondo della temperatura del filo che risulterà più caldo in luogo di basse portate e più freddo qual'ora ci siano ingenti flussi.
L'adozione di questo genere di soluzione offre molteplici vantaggi tra cui indubbiamente la maggior precisione che nel nostro caso passa da 0,39 a 0,10 m/s e porta con se l'assenza della ventola di rilevazione che difatto costituisce un ulteriore fonte di rumore non altrimenti eliminabile.

Di seguito viene illustrato il funzionamento dell'anemometro in utilizzo:

Relativa locazione e inizio scala CFM - m/s

anemometro-filo-caldoanemometro-filo-caldo2

 


Nome ventola: Corsair Air SP120L

 sp120l-data

 Corsair AIR SP120L - 120mm
comparativa con prodotti di terzi
dB(A)/CFM (Rumorosità)
dba-cfm

  Pressione(mmh2o)/CFM (Prestazioni)                       RPM/CFM(Pescaggio)
pressure rpm-cfm

 Analisi spettrometrica emissioni acustiche
Verde scuro: background
nero: 5 volts -  verde chiaro: 9 volts - viola: 12 volts
corsair

 


Estratto dalla confezione e dal sacchetto in plastica che lo riveste proteggendolo da eventuali graffi, il Corsair H105 risulta essere un AIO di ultima generazione caratterizzato da un monoblocco centrale formato da coldplate in rame elettrolico, pompa ed elettronica di controllo; dal cui fianco escono due tubi in gomma di colorazione nera che vanno ad alimentare il massiccio radiatore ibrido(rame /alluminio) formato da un pacco alettato superiore e da camere di compensazione sull'entrata e l'uscita del liquido di raffreddamento nella parte inferiore.

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Iniziando con l'analisi dalla superficie radiante, abbiamo la stessa formata da un radiatore caratterizzato da una dimensione di 272.5mm x 120mm con uno spessore rilevato di 38.7mm, all'interno di queste dimensioni si estente una superficie lamellare convenzionale in alluminio che permette di dissipare in maniera efficiente le canaline poste sotto il pacco alettato che vanta un FPI(alette per pollice) piuttosto elevato e pari a venti; circa il 70% in più rispetto ad un LIQTECH 240 che si ferma a 12FPI.

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Piuttosto scarno risulta tutto il settore estetico, qui Corsair ha infatti badato molto di più alla sostanza che non all'apparenza relegando il radiatore a laterali con dei semplici rivetti in tinta con il chassis di supporto, il quale non prevede ne antivibrazinali per le ventole ne finecorsa per le viti che si avvicinano pericolosamente alla superficie lamellare una volta inserite. Risultano infatti millimetrici gli spazi adottati dall'azienda e consigliamo caldamente di non stringere per nessun motivo eccessivamente le ventole al radiatore altrimenti lo scotto da pagare sarà alto e prevederà fori sul radiatore dovuti alla dissaldatura delle alette dalle canaline sottostanti.

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La parte inferiore del radiatore ospita le due camere di  espansione per il liquido e i relativi raccordi a tenuta stagna dai quali si diramano i due tubi in gomma antistrozzatura da poco più di dieci millimetri di diametro che terminano in ulteriori due raccordi orientabili posti sul monoblocco della pompa. Quest'ultimo ha forma circolare e presenta sul top il logo del costruttore retroilluminato da un led bianco, non modificabile ne per intensità ne per colorazione, mentre sui laterali ritroviamo unicamente una struttura in plastica dalla quale esce una piattina a tre poli di colorazione nera che si occuperà di alimentare pompa e led appena citato.

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Molto complessa risulta la matrice di interscambio termico qui abbiamo un sisema di ritenzione su due livelli che vede sul primo livello ben sedici viti di sicurezza che ancorano la pompa all'intelaiatura in plastica superiore mentre, sul secondo livello, trovano collocamento ulteriori otto viti Philips con il compito di ancorare il coldplate in rame alla pompa e al comparto di pressurizzazione posto sopra di esso.
Da notare in questo caso risultano la forma circolare della superificie di scambio termico al posto della quadrata utilizzata da soluzioni concorrenti, assieme alla preapplicazione del composto termico in maniera certosina come succedeva con le primissime versioni dei liquidi compatti; è vietato quindi sbaglaire l'applicazione essendo l'H105 fornito solo ed esclusivamente con questo unico strato di pasta termoconduttiva.

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Piccolo appunto merita anche la personalizzazione offerta da Corsair con questo H105; la parte superiore del monoblocco implementa infatti una sede circolare per un anello in plastica fornito in tre differenti colorazioni e può essere sostituito a piacimento da aprte dell'utente.
Tutto quello che vi viene chiesto è l'inserimento di un piccolo cacciavite a taglio tra il disco e il monoblocco stesso al fine di fare leva tra i due pezzi liberando i quattro perni ad espansione che tengono saldo il cerchio al sistema; ovviamente in questi casi la pazienza e la delicatezza la fanno da padrone, stiamo pur sempre parlando di plastica con uno spessore nell'ordine del millimetro.

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Concludiamo la parte estetica con due immagini inerenti l'Hydro H105 a ventole montate e una foto del logo illuminato in condizionidi luce assente.

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*Nota: le fasi seguenti sono state realizzate post test termici

Addentrandoci ulteriormente nell'analisi di questo Hydro H105 non possiamo non andare a scoprire cosa cela il monoblocco al suointerno,a mrati quindi dei relativi cacciavite di sicurezza si possono rimuovere le viti che ancorano il coldplate alla struttura in plastica.
Una volta rimosse applicando una leggera pressione si può accedere al cuore pulsante di questo AIO, qui troviamo una struttura parecchio elaborata che mettein mostra nella parte superiore una membrana in gomma al cui centro è ospitato un JetPlate in acciaio con singolo foro laterale dietro ilquale si cela la girante della pompa a basso profilo.

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Uscito dalla pompa e passato per il singolo foro del jetplate il liquido viene quindi scaricato in matrice dissipante ed incanalato all'interno di un tunnel centrale dal quale viene ridistribuito alle microaletettature laterali rifluendo al centro una volta arrivato agli estremi del coldplate.

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Assolutamente impressionante risulta la densità lamellare della matrice cha abbiamo davanti Corsair con la nuova generazione della serie Hydro si è decisamente superata e propone una base dall'altissimo coefficiente di difficoltà costruttiva con alette einterstizzi nell'ordine del decimo di milimetro, conferendo all'AIO in questione probabilmentela posizione più alta del podio se si parla di superficie di scambio termico.

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A titolo comparativo e per far meglio comprendere la densità lamellare nelle foto seguenti abbiamo messo a confronto le canaline di un Ybris black Sun e la matrice di questo H105, il confronto è nettamente visibile ad occhio nudo.

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La metodologia di test applica al sistema di raffreddamento a liquido compatto in oggetto segue le linee guida applicate alle soluzioni AIO in correlazione alla metodologia di test generale applicata alle soluzioni dissipanti per il campo dei sistemi di raffreddamenti ad aria e liquido aftermarket, questa nel dettaglio prevede carichi termici sintetici pilotati in digitale tramite Pulse Width Modulation con sorgenti schermate sia per contatto che per irraggiamento nel campo degli UV.
La metodologia generale relativa a tali settori può essere consultata al seguente link:
http://www.coolingtechnique.com/guide/metodologie-di-test/992-raffreddamento-arialiquido-ed-extreme-cooling-simulatori-di-carico-revisione-20.html
Le limitazioni imposte ai sistemi AIO sono invece consultabili a questo url:
http://www.coolingtechnique.com/guide/metodologie-di-test/1277-metodologia-di-test-sistemi-di-raffreddamento-a-liquido-compatto-aio.html

 Corsair H105 - stock fan @+12v
T1=Temperatura sorgente
h105

Comparazione con prodotti di terzi
Stock fans @+12v
corsair-sorgente

Rumorosità pompa e sistema - Audio a 32bit

Collasso Termico
collasso


Il nuovo liquido compatto di casa Corsair arriva in concomitanza con le nuove soluzioni emergenti della concorrenza dando quella ventata di novità che permette all'azienda californiana di rimettere, ancora un volta, i puntini sulle i; rimarcando la propria presenza nel mercato sempre più aggressivo degli "All in one".
L'H105 si è dimostrato durante tutta la sessione di test un prodotto adottante una solida base costruttiva con materiali di prima qualità capaci di offrire un ottimo feedback costruttivo sia in termini di resistenza che di durata nel tempo grazie alle plastiche solide e alla verniciatura in polvere delle parti metalliche a vista; gli unici difetti riscontarti, se proprio vogliamo vedere il pelo nell'uovo, sono stati unicamente un paio di elementi dissipanti piegati all'interno del radiatore a causa probabilmente di una non perfetta gestione dell'elemento radiante in fase di assemblaggio.
Accettabile risulta la fornitura a corredo dell'H105 che prevede backplate e staffe di ritenzione superiori in acciaio accompagnate da controdadi di ritenzione e relative viti di carico che ci consentono un'installazione decisamente facile anche se ci troviamo per la prima volta a dover montare un sistema di questo tipo, operazione che tra l'altro viene ulteriormente facilitata dalla preapplicazione in fabbrica della pasta termoconduttiva sulla base del waterblock.
Sempre di serie vengono fornite quelle che sono un po il cavallo di battaglia di questo AIO, Corsair ha infatti ben pensato di puntare sulle prestazioni utilizzando due ventole da 120mm di stretta derivazione dalle SP120(Static Pressure) che permettono di alimentare in maniera egregia la superficie dissipante ad alto FPI che compone il radiatore di questo H105. Eccellenti a tal proposito risultano le pressioni statiche esercitate, con la SP120L che chiude a piena restrittività con un valore di 3,75mmH2O persino più alto delle Grand Flex da 2400RPM ferme a 3,6mmH2O; il rovescio della medaglia lo vediamo tuttavia nel pescaggio dove la ventola in questione precipita assieme alla Silverstone AS122 a fondo del grafico di riferimento, influenzando di conseguenza anche i decibel emessi; qui la Corsair risulta di quasi 6dB(A) più rumorosa a 60CFM nei confronti della Grand Flex che diventano cinque a +12v mentre rimane più contenuto il divario nei confronti di JetFlow e glide stream.
Lato prestazioni, la presenza della matrice di scambio termico ad alta densita lamellare(un vero gioiellino tecnologico), assieme alle ventole appena accennate; permettono all'H105 di ottenere risultati da primato dimostrandosi il primo liquido compatto capace di riproporre i risultati della nuova fascia alta ad aria rappresentata dal nuovo Silver Arrow IB-E se pur le emissioni acustiche complessive siano nettamente superiori. Marcato risulta il divario con le soluzioni di terzi che vedeno il LiqTech di casa Enermax staccarsi da Corsair attorno ai 100W a causa di un radiatore molto più conservativo sotto il piano della resistenza aerodinamica che lo porta inevitabilmente a perdere terreno sin dai medi wattaggi; decisamente tagliata fuori invece è il resto della concorrenza che chiude a 300W a oltre 10°C di delta.

Il prezzo di vendita sul suolo nazionale di questo Corsair H105 è attualmente di 105€ iva inclusa, cifra eccessiva se si pensa all'estetica offerta, decisamente minimal, ma decisamente in linea col mercato se si fa riferimento alle prestazioni e soprattutto al bagaglio tecnologico che questo H105 porta con se; uno dei più avanzati e sviluppi attualmente sulla piazza.

Nome prodotto PRO CONTRO Award tecnici
Award prestazionali

corsair
Corsair Hydro H105

+ ottima qualità costruttiva
+ tecnologicamente all'avanguardia
+ matrice di ultima generazione
+ pompa silenziosa
+ ventole orientate alla pressione statica
+ estremamente performante ai medi e alti carichi termici
+ tubi antistrozzatura
+ raccordi orientabili sul monoblocco


- viti di ritenzione delle ventole molto vicine alle alette dissipanti

ct gold technical ct best performance 

Si ringrazia Corsair Europe per l'AIO oggetto dell'articolo di oggi.
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