Recensione Kingston HyperX 3K SSD 240GB

La terza prova è stata effettuata con il benchmark ATTO Disk; si tratta di uno tra i software più vecchi ed è ancora oggi molto impiegato nel campo, perchè in grado di stressare a dovere i drive; è molto semplice da utilizzare, ma può allo stesso tempo essere personalizzato a fondo per estrarre particolari informazioni sul drive.

ATTO Disk è in grado di misurare il transfer rate per diverse dimensioni di blocco impiegato e mostra i dati ottenuti in un grafo di facile interpretazione. Per i nostri scopi abbiamo impiegato dimensioni dei blocchi variabili da 0.5KB sino a 8192KB, per una lunghezza totale di 512MB.

 

0 ATTO Disk Bench 50 ATTO Disk Benchmark 100 ATTO Disk Bench

 

Come potete vedere dai risultati, i valori di picco sono eccezzionali: 560MB/s e 530MB/s rispettivamente in lettura e scrittura, valori persino superiori a quanto dichiarato da Kingston stessa.

L'andamento delle performance al variare del pattern size è crescente, con una progressione netta dagli 8K in su in lettura e dai 4K in su in scrittura, per poi mostrare un andamento pressoche costante dai 512K.

Anche in questo caso viene messo in evidenza il fatto che le prestazioni di questo drive restano praticamente costanti in qualsiasi condizione di usura, offrendo valori molto alti sia in lettura che in scrittura anche a disco pieno. A quanto pare Kingston ha fatto davvero un ottimo lavoro lato firmware da questo punto di vista, andando a sopperire ad una mancanza evidenziata in altri dischi con lo stesso controller.

CrystalDiskMark è un piccolo software di benchmark per HDD e SSD che permette di ottenere in breve tempo una misura delle qualità del drive in test; per i dischi a stato solido con controller SandForce è molto interessante perchè è possibile scegliere tra due diversi patter di dati, comprimibili oppure non comprimibili, mettondo quindi bene in luce l'esistonza o meno di differenze di comportamento tra le due situazioni.

Da notare che questo software supporta NCQ (Native Command Queuing) solo con una profondità di coda pari a 32, come marcato nell'ultimo test in lista.

 

0 Crystal DiskMark 0 Fill Bench 50 Crystal DiskMark 0 Fill Benchmark 100 Crystal DiskMark 0 Fill Bench

 

0 Crystal DiskMark Predef Bench 50 Crystal DiskMark Default Benchmark 100 Crystal DiskMark Predef Bench

 

I primi tre test sono stati effettuati con patter di dati comprimibili (All 0x00, 0 Fill), mentre la seconda fila riporta i valori ottenuti con dati non comprimibili; si vede qui chiaramente la differenza tra le due condizioni, mettendo ancora una volta in evidenza l'incidenza dell'algoritmo di compressione dei dati messo a disposizione dal controller.

Ma analizziamo ora le due situazioni separatamente: la prima mette in luce dei valori di picco di prima classe, che arrivano praticamente a 500MB/s sia in lettura che scrittura sequenziale; davvero notevole anche il risultato ottenuto nei 4K, dove fa segnare 38MB/s in lettura e quasi 94MB/s in scrittura.

Ancora una volta il degrado delle prestazioni è trascurabile, anzi qui praticamente nullo.

Con i dati non comprimibili le cose cambiano un pò, soprattutto in scrittura, dove il Kingston HyperX 3K soffre non poco; i 328MB/s in scrittura sequenziale rappresentano un netto calo rispetto al valore di punta visto in precedenza, anche se si piazza in altro tra gli SSD con medesimo controller.

Da notare il vistoso calo con disco pieno al 100% nei test di scrittura, dove arriva a far segnare valori di circa 160MB/s nel sequenziale e nel 4K QD32. Per verifica abbiamo ripetuto questo test varie volte, ottenendo nella quasi totalità delle prove risulati simili. C'è da dire che quelle condizioni non sono di certo favorevoli al disco in prova, sia per il pattern di dati che per l'usura dello stesso, però ci ha un pò sorpreso un così brusco calo di performance.


Italian Chinese (Simplified) English French German Japanese Korean Russian Spanish

ULTIMI MESSAGGI DAL FORUM