Recensione BITFENIX FLO Gaming & Hifi Headphone

 

 

 

Ed eccoci a questa FLO, essa fa parte della famiglia delle cuffie chiuse, quelle che isolano dall'esterno, ma a riposo in realtà si dimostra quasi una semiaperta lasciando trasparire, con audio assente, il mondo esterno.
Ciò tuttavia non ne pregiudica assolutamente il comportamento in riproduzione dove l' isolamento svolge un lavoro eccellente tanto si riesce a sentire i particolari di alcuni brani di pianoforte o chitarra acustica.

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Nota: ricordo ai lettori di CT che le cuffie totalmente chiuse permettono di apprezzare le sfumature anche a volumi soft, ma una maggior efficienza alle basse frequenze può tramutarsi in una vera esagerazione di tale porzione di spettro, quindi -ad esempio- con una cuffia chiusa già di per se sbilanciata verso le basse, il rischio di compromissione della reale riproduzione di un brano è possibile.

Esaminando la cuffia nel suo insieme non si può non notare che il Bitfenix Design Lab ha fatto un' ottimo lavoro.
Il look pulito, elegante e moderno si discosta esso stesso da quello che è l' impronta tipica delle gaming headphones della concorrenza coniugando il tutto con la tecnologia di rivestimento brevettato "SofTouch™ plastic treatment", un particolare rivestimento gommoso-ruvido, ma morbido nello stesso tempo, che permette un'esperienza tattile più piacevole rispetto alla solita plastica abs.

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il rivestimento dei Padiglioni, denominato da Bitfenix "material Softfeel", garantisce un' ottima morbidezza a contatto con le orecchie. Peccato solo che rispetto ad altre cuffie, sulla FLO i copri-padiglioni non si possano asportare per effettuarne la pulizia.
La fascia di auto-regolazione della parte alta dà la giusta quantità di sostegno, anche se la spugnetta superiore poteva essere un po' più curata, più che altro non trasmette una grande senzazione di solidità, mentre la struttura del telaio in acciaio (presa in prestito dal design delle cuffie da studio/retrò stile akg) garantisce la pressione ottimale durante l'uso, e contribuisce a conferire alla cuffia quel non so chè di "cool" che, fa spiccare la cuffia fra le tante, e potrebbe fare la gioia anche degli appassinati di tecnologia "modaiola".
Un appunto merita la prima sensazione a cuffia indossata che la fa sembrare un pò "dura", si tratta puramente di una fase di assestamento destinata a livellarsi nei giorni successivi di utilizzo; nei giorni in cui l'abbiamo sfruttata, infatti, la FLO si è adattata perfettamente alla forma della testa, rivelando tutto il confort che la contraddistingue.

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Altresì vincente è l' idea dei connettori totalmente Plug&Play sia quello del microfono, che delle cuffie, di modo che se uno qualunque degli accessori dovesse rompersi, si può riparare in autonomia (se si è pratici con il saldatore) o sostituire, senza per questo andare ad aprire la cuffia stessa.

In ultima analisi i drive da 40mm, quindi discretamente grandi, sono al "neodimio", o meglio realizzati in una lega metallica dove è presente anche il neodimio;un metallo che consente di esercitare una forza attrattiva all'interno dell'elettronica delle cuffie. Quanto questo metallo sia presente, e con quale forza attrattiva esso lavori, è identificabile tramite una lettera N seguita da un numero, più tale numero è alto e più il materiale è pregiato ed attrattivo; peccato che Bitfenix non abbia comunicato tale valore nelle specifiche.


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