Recensione Phobya DC12-220,DC12-260 e DC12-400

Il modello intermedio della serie, ovvero la DC12-260, è leggermente più grande rispetto alla sorella minore ma consente ugualmente una massima integrabilità praticamente in qualsiasi sistema. Sotto molti aspetti valgono le stesse considerazioni effettuate nella pagina precedente: sul fronte troviamo il foro di ingresso con filettatura da 1/4"G e le 4 viti per smontare la pompa (in realtà come vedremo in seguito questo non è possibile), sul top il foro di uscita da 1/4"G, sul retro i fori per montare le staffe, il cavo di alimentazione 12V a 3 pin tachimetrico e alcune specifiche scritte (modello, voltaggio e assorbimento); infine sul fondo troviamo un numero seriale.

 

 

presentazione_phobya_dc12-260

fronte_phobya_dc12-260

top_phobya_dc12-260

retro_phobya_dc12-260

fondo_dc12-260

A differenza del modello inferiore, rimuovendo le 4 viti posizionate sul fronte non abbiamo la possibilità di vedere l'interno della DC12-260. A guardare bene il frontale, ci sono delle differenze nella parte in plastica esterna del frontale rispetto alla più piccola DC12-220. Ho cercato in diversi modi di sfilare la parte frontale della pompa (sempre e solo a mani nude) ma senza mai avere successo. L'impossibilità di aprire la pompa e di visionare l'interno dove si trova la girante non da la possibilità, a chi magari avrebbe voluto farlo, di effettuare una manutenzione approfondita della propria pompa.

comparazione_fronte_phobya_dc12-220_e_260

 


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