Recensione Phobya G-Changer 420 Rev 1.2 Black

 Il Phobya G-Changer 420 Rev 1.2 Black si presenta all'utente come un prodotto perfettamente realizzato in ogni suo aspetto, con una finitura in nero opaco ottimamente realizzata; rispetto al Phobya G-Changer 560 precedentemente testato qui non si hanno quei problemi estetici di rifinitura che erano invece stati evidenziati nel modello da 560mm.
Lo schema della struttura interna è quello classico dei G-Changer. Il 420 presenta una doppia fila di canaline (2-rows) nella classica configurazione u-flow a 2 passaggi e poichè sulla superficie dissipante sono presenti 14 canaline, il numero totale delle canaline interne del radiatore è quindi pari a 28.
Le canaline utilizzano inoltre la tecnologia G-Channel: ogni singola canalina è suddivisa internamente da una serpentina, aumentando di conseguenza la superficie di contatto con il liquido al fine di migliorare lo scambio termico complessivo. Per quanto riguarda i materiali utilizzati invece, le lamelle sono realizzate in rame mentre le canaline e le camere con le connessioni sono realizzate in ottone.

fronte Phobya G-Changer 420 Rev 1.2 Black

 

Ben studiata la zona relative alle camere che presentano 4 connessioni da 1/4"G, due per ogni camera; in un'integrazione interna fa sempre comodo avere, oltre alle due classiche connessioni perpendicolari alle camere altre due connessioni parallele alle camere del radiatore, che consentono all'utente una maggiore manovra e personalizzazione del loop del proprio impianto.
Molteplici sono le configurazioni che si possono utilizzare: è possibile inserire i raccordi di ingresso e di uscita sulle connessioni perpendicolari alle camere, oppure su quelle parallele alle camere del radiatore, ma è anche possibile posizionare l'ingresso su una connessione perpendicolare e l'uscita su una parallela, ma solo se i due raccordi non sono posizionati sulla stessa camera del radiatore.

camere Phobya G-Changer 420 Rev 1.2 Black

 

Dai due lati più lunghi del radiatore possiamo apprezzare lo spessore pari a 6cm, lati che non presentano particolari caratteristiche se non il logo Phobya; da segnalare, la spiaziatura di un centimetro tra la struttura che presenta i fori per montare le ventole e la superficie dissipante vera e propria (presente sia sul fronte che sul retro) che costituisce un piccolo convogliatore per le ventole offerto dal radiatore stesso, spaziatura che tra l'altro rassicura i più paurosi nell'utilizzo di viti leggermente più lunghe (cosa che comporta, in alcuni radiatori, la foratura della canalina).

lato lungo Phobya G-Changer 420 Rev 1.2 Black   lato lungo x phobya g-changer 420 rev 1.2 black

 

Sul retro così come sul fronte troviamo i 12 fori con filetto M3 che consentono di montare le 3 ventole da 140mm: questo consente non solo di scegliere quale lato utilizzare per montare le ventole, ma anche di montare fino a 6 ventole da 140mm sul singolo radiatore, in configurazione meglio nota come "a panino" (push/pull).
Sul top del radiatore troviamo invece, oltre al logo Phobya, la vite che, se svitata leggermente, consente lo spurgo dell'aria ad impianto avviato.

retro Phobya G-Changer 420 Rev 1.2 Black   sfogo Phobya G-Changer 420 Rev 1.2 Black

 

Il fan spacing relativo ai fori per le ventole è classico, pari a 15,7mm circa, mentre la struttura lamellare presenta una densità di circa 9/10 FPI.

fpi Phobya G-Changer 420 Rev 1.2 Black   fan spacing

Montati i raccordi si è pulito a dovere il radiatori seguendo la procedura di pulizia descritta nella sezione guide del sito, durante la quale è stata riscontrata una colorazione fortemente bluastra dell'aceto.


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