Recensione Phobya CPU-Cooler UC-1 Extreme

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Ormai attiva da diversi anni nel panorama dell'hardware cooling, Phobya è stata una delle aziende che grazie agli sforzi congiunti dei partner che la costituiscono è riuscita ad evolversi in maniera repentina in tutti i settori principali dedicati al raffreddamento per il pc, spaziando dai semplici accessori come cavi di downvolt e viti fino ad arrivare a ventole e waterblock; prodotti molto complessi sotto il piano della progettazione e realizzazione costruttiva, vuoi per la delicatezza di alcuni materiali o per la difficoltà di lavorazione del rame che risulta parecchio duttile se fornito con alti valori di purezza.

Ciò, tuttavia, non ha impedito all'azienda di specializzarsi anche nei settori di fascia alta, storicamente combattuti, dove nel corso del 2013 è entrata prepotentemente nella fascia enthusiast delle ventole con le sorelle delle eLoop di Noiseblocker a cui si è affiancata una lineup di waterblock che vede come maggior esponente l'UC-1 Extreme; un prodotto all'avanguardia equipaggiato con coldplate e tecnologie di ultime generazione che secondo la casa gli consentono di competere ad armi pari con le offerte delle aziende dirette concorrenti quali EK waterblocks, koolance, XSPC, Alphacool, Swiftech e Watercool.
L'articolo di oggi andrà a verificare proprio quanto promesso da Phobya con il suo "ultra cooling - prima versione", all'anagrafe UC-1, analizzando strutturalmente e termicamente la proposta della azienda tedesca che su carta ha tutti i numeri in regola per impensierire la testa d'ariete della fascia alta dedicata al liquid cooling.

Seguono le principali caratteristiche tecniche dichiarate dal costruttore:

Phobya
Phobya Ultra Cooling 1 "UC-1" Extreme
Materile backplate alluminio
Materiali waterblock Top in ottone
cold plate in rame elettrolitico
Ingombro 94 x 94 x 15mm
Peso 274 grammi
Connessioni raccordi G 1/4"
Viti di ritenzione M4
Socket compatibili Intel: 775, 1366, 1156, 1155, 2011, Xeon
Inclusi nella spedizione 1x Phobya CPU-Cooler UC-1 Extreme
1x Tubetto pasta termoconduttiva HeGrease Extreme
1x Staffe di ritenzione
1x libretto di istruzione in bianco e nero
Manuale di instalazione click
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 Il Phobya UC-1 Extreme arriva negli scaffali degli store digitali all'interno di una confezione in cartone molto caratteristica, la stessa rappresenta la particolare icona scelta dalla casa di colorazione blu che lascia spazio unicamente all'url del sito di riferimento e dal logo del costruttore. Del tutto assenti risultano i vari riferimenti al prodotto, la scatola utilizzata sembra più una scatola generica utilizzata dall'azienda piuttosto che un package appositamente sviluppato per il waterblock in esame.

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Aperta la confezione al suo interno troveremo subito un foglio stampato che ci avviserà di non stringere per alcun motivo i raccordi tramite delle chiavi ma di eseguire tale operazione unicamente a mano libera; date infatti le dimensioni estremamente contenute dell'UC-1 potremo usare raccordi con un filetto massimo di 5mm poichè filetti più estesi andrebbero a compromettere l'integrità del jet plate e del coldplate in rame posti sotto di essi.
Sotto al foglio, troveremo tutta la dotazione racchiusa in un unico sacchetto in plastica trasparente che prevede:

  • una chiave a brugola M4 per serrare le viti fornite in dotazione
  • quattro viti con testa a brugola di colorazione nera
  • quattro molle di carico con estremi rettificati
  • rondelle per molle di carico
  • dadi di ritenzione tool free
  • backplate e relativo pad in silicone perisolare elettricamente la scheda madre(opzionali - da acquistare a parte)
  • un tubetto di pasta termoconduttiva proprietaria di fascia alta
  • quattro bulloni M4

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 Più che soddisfacente risulta la qualità complessiva degli acessori, molto buona è a tal proposito la laccatura al nichel e la vernice, dove presente, è ben adesa alle superfici al fine di evitare distaccamenti involontari della stessa. Ottima risulta anche la robustezza del backplate, nonsotante si parli di alluminio l'elevato spessore si fa sentire e il pad in gomma fornito a corredo svolge in maniera eccellente il suo compito ammortizzando anche l'impatto che la staffa avrebbe con il retro dei contatti dei vari componenti elettronici della scheda madre quali mosfet e condensatori.


Il cavallo di battaglia di casa phobya si presenta come un waterblock dalle dimensioni di 94x94x15mm per un peso complessivo di 274 grammi, due parametri essenziali che gli consentono di offrire la propria compatibilità con tutti i socket Intel attualmente sul mercato. Esso viene fornito già con le staffe multisocket premontate di fabbrica e vanta una struttura formata da un top superiore in ottone rivestito esternamente con nichel di colorazione nera sul quale vengono a sua volta stampati,con un color sabbia, il nome del waterblock e due frecce indicative che ci permetteranno di identificare l'entrata e l'uscita del prodotto; essendo infatti l'UC-1 un waterblock a JetPlate i due raccordi non possono essere intercambiati ed è di vitale importanza rispettare i corretti versi di alimentazione del prodotto.

Molto interessante qui risulta notare il posizionamento dei due fori filettati G1/4 che vedono un distanziamento da centro a centro di 23mm; questo permette all'utilizzatore di evitare spiacevoli incompatibilità con i vari raccordi e gli permette di usare tubi con diametro esterno persino di 16mm oltre ovviamente ai classici da OD di tredici millimetri.

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Ruotando il waterblockdi 180° possiamo visualizzae la base, essa risulta formata da un coldplate in rame elettrolitico di 3mm rettificato e lucidato a specchio rimuovendo ogni minima imperfezione sulla sua superficie; degne di nota risultano unicamente le quattro viti di ancoraggio presenti agli angoli estremi della base che vengono persino ramate al fine di integrarsi al meglio con il prodotto senza saltare subito all'occhio.

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Rimosse queste ultime l'UC-1 Extreme si scompone in cinque pezzi differenti:

  • base
  • oring di tenuta
  • jetplate
  • staffa di ritenzione
  • top in ottone di testa

Tutto risulta ben allineato e la qualità dei materiali da decisamente una sensazione di solidità complessiva con la staffa di ritenzione intermedia che si dimostra essere una valida soluzione grazie ai fori periferici multisocket e alla struttura da due millimetri di spessore interamente riverniciata di nero.

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Il cuore pulsante di questo UC-1 Extreme è costituito da una matrice dissipante formata da una base in rame elettrolitico munita di microalettatura equidistante alimentata in pressione da un jetplate superiore monotaglio, utilizzante canali di scolo asimmetrici sul fondo per poter miscelare i flussi all'interno della matrice aumentando, di conseguenza, la capacità dissipante complessiva del waterblock grazie alla miscelazione del fluido.

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Dalle foto di cui sopra si può notare l'oring di tenuta periferico che ha il compito di sigillare la base dal top in ottone che si occupa dell'approvvigionamento e rimozione del liquido refrigerante dal colplate dell'UC-1 Extreme, utilizzando un secondo oring sulla mandata per poter pressurizzare il jetplate mentre il liquido in uscita dalle alette viene raccolto a 360° ed incanalato nel secondo foro posto sul top a lato dell'entrata.

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L'installazione dell'UC-1 Extreme avviene un po alla vecchia maniera, qui i vari sistemi di ritenzione a ponte con quattro o sei punti di ancoraggio lasciano campo ancora alla vecchia scuola che usa le classiche viti M4 con relative molle e viti di carico zigrinate al fine di poter installare il tutto senza ricorrere al cacciavite o attrezzi vari.
La prima fase è quella dedicata al backplate(se acquistato) che dovrà essere alloggiato con il relativo pad da 3mm in gomma nera che ci permetterà di disaccopiare la staffa in acciaio dalla scheda madre evitando possibili cortocircuiti; un volta inserite le viti nelle apposite sedi sia della mainboard che della staffa, si inseriscono le ulteriori rondelle in plastica e si blocca il tutto con quattro dadi in modo da fissare in sicurezza il tutto al PCB permettendoci in futuro di fare l'ordinaria manutenzione senza che il backplate si stacchi dalla propria sede.

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Fissati gli ancoraggi primari, si può procedere con il waterblock munito delle opportune staffe(già premontate e differenziate tra AMD/Intel) sulle quali andranno inserite le rondelle M4 in acciaio che faranno da base di appoggio alle quattro molle di carico evitando che le stesse si infilino tra i fori dei socket perdendo di conseguenza trazione. L'ultimo passo infine è l'utilizzo dei quattro dadi zigrinati forniti in dotazione serrabili senza nessun problema direttamente a mano.

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 I test di portata e il relativo grafico di "pressure drop" sono stati effettuati seguendo la metodologia applica ai radiatori in uso da CT da diversi anni, frutto di una stretta collaborazione tra i maggiori esponenti in materia.
Di seguito viene riportata la tabella inerente la pressione differenziale registrata in ingresso ed uscita del waterblock in funzione della portata e i grafici che mettono in risalto il comportamento del Phpbya UC-1 Extreme in esame.

pressure-data-phobya-uc1

pressure-drop-phobya

Comparazione con prodotti di terzi, testati all'interno dei locali di CT, in funzione della portata espressa in litri/ora(LPM=LiterPerHour).
Curva più bassa ---> Waterblock meno stringente.

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I test termici sono stati affidati alla nuova piattaforma da test utilizzante i carichi sintetici di nuova generazione controllati in maniera del tutto automatica tramite microprocessore e controllo in onda quadra.
Ulteriori informazioni possono essere trovati al seguente url: http://www.coolingtechnique.com/guide/metodologie-di-test/992-raffreddamento-arialiquido-ed-extreme-cooling-simulatori-di-carico-revisione-20.html

Le sessioni di test sono state effettuate in ambiente controllato con 1GPM di portata( 227LT/h) e 200CFM sul radiatore spinti con una pressione differenziale di 3mmH2O, tutto il calore generato dal waterblock viene interamente scambiato con l'ambiente; il differenziale (TwbOUT-TwbIN)-(TwbOUT-TradOUT) è stato infatti mantenuto in un delta compreso da 0 e 0,2°C inclusi gli errori strumentali; questo ci permette di valutare il waterblock al netto del radiatore.

 Phobya Ultra Cooling-1 Extreme (UC-1)
T1=Temperatura sorgente

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Comparazione con prodotti di terzi
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Phobya con la sue seconda proposta nel mondo del liquid cooling per CPU rompe decisamente gli indugi, presentando quello che di fatto si è dimostrato essere un prodotto di fascia alta; se con il primo "cpu cooler" avevamo mostrato più di qualche riserva per larga parte dovute alla giovane età della azienda, con il nuovo UC-1 Extreme la casa mette a tacere diverse voci in capitolo.
Il waterblock si dimostra infatti un prodotto maturo e di nuova generazione con materiali di primordine ed una lavorazione che nulla ha da invidiare a prodotti sicuramente più blasonati, ottima risulta la qualità costruttiva nel complesso con tolleranze davvero minime e nessun segno di sbavatura lungo tutto il processo produttivo, dimostrando una attenzione per dettagli che si rivela anche nell'accortezza di distanziare, ponendo persino fuore asse, il foro di uscita del liquido al fine di permettere l'installazione di raccordi e tubi di dimensione maggiorata. Piccoli dettagli ma che nel complesso fanno risaltare la soluzione in oggetto e fanno ben sperare per il futuro.
Gli unici punti negativi rilevati sotto l'aspetto pratico sono la fornitura di un bundle, che se pur risulti completo, manca completamente di un libretto di istruzioni ponendo l'utente meno esperto in condizioni tali da poter montare male il waterblock con tutte le problematiche del caso; a ciò si affianca la fornitura di un singolo jetplate monotaglio che se pur si dimostri un jetplate dalla media restrittività, tappa le ali all'utente più esperto non permettendogli di poter variare il flusso a proprio piacimento. Non risultano infatti jetplate intercambiabili per l'UC-1 che viene fornito solo con questo tipo di soluzione a media restrittività; come perdersi in un bicchiere d'acqua.
Dal punto di vista prestazionale L'UC-1 Extreme di Phobya sottolinea lo step evolutivo della tecnologia in esso adottata e distanzia la soluzione di casa Ybris cooling che pur dimostrandosi nettamente più restrittiva non riesce a tenere il passo lasciando sul campo 6°C dai 100 ai 300W, mentre tende a limitare a pochi gradi di differenza il gap attorno ai 25/50 e 90W di carico; piu distaccati invece gli AIO con il TD-03 di Silverstone a due gradi dal BlackSun e il Noctua NH-U14 che ricalca le prestazioni di casa Ybris, chiaro segno di come l'aria sia fortemente migliorata nel corso degli anni.
Per ciò che concerne il prezzo il Phobya UC-1 Extreme è attualmente in vendita alla cifra di 64,99€ tasse incluse, valore che lo pone in diretta concorrenza con la fascia alta del Liquid Cooling moderno e che lo vede affrontare avversari del calibro di EK Supremacy/ koolance 380I / Swiftech Apogee HD e Aquacomputer cuplex kryos XT che tuttavia si collocano, nelle versioni con top in metallo, su prezzi di una decina di euro superiori lasciando quel margine che, a fronte magari di una ipotetica perdita di prestazioni di pochi decimi di grado, può rendere molto appetitosa la soluzione di Phobya recensita.

Nome prodotto PRO CONTRO Award tecnici
Award prestazionali

Phobya
Phobya UC-1 Extreme

+ materiali di prima qualità
+ lavorazione eccellente
+ estetica curata
+ possibilità di alloggiare tubi maggiorati
+ bundle completo e funzionale
+ sistema di ritenzione comodo
+ restrittività inferiore rispetto alla norma
+ ottime prestazioni termiche

- assenza di un manuale di installazione cartaceo

ct gold technical ct high performance

Si ringraziano Phobya ed Aquatuning per il waterblock oggetto dell'articolo di oggi.
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