Recensione Aquacomputer Cuplex Kryos NEXT

Il mondo dei sistemi di raffreddamento a liquido personalizzati, custom o aftermarket che dir si voglia, ha da sempre rappresentato il vertice a cui ogni singolo appassionato del campo IT aspira; una sorta di sfida che pone un punto fermo verso quelle che sono le proprie capacità sia lato hardware che software.

Molteplici sono infatti le conoscenze che un impianto di tale categoria richiede per poter essere installato correttamente spaziando da una accurata pianificazione teorica a cui si deve affiancare una altrettanto accurata realizzazione pratica pena l'ottenimento di prestazioni inferiori a sistemi ben più economici o peggio l'uscita di liquido direttamente sull'hardware con le conseguenze del caso.

A ciò negli ultimi anni si è affiancato tutto un filone complementare che ha visto l'avvicinamento massiccio di tutta una serie di sensori volti alla monitorizzazione del proprio impianto fornendo in tempo reale all'utilizzatore parametri vitali quali temperatura dell'acqua, temperatura dell'aria, giri motore di ventole e pompa, portata e persino sensori di pressione e di livello.

Tra le case più attive in tal senso svetta sicuramente Aquacomputer, azienda Tedesca con esperienza decennale nel campo, che ha fatto del controllo degli impianti di raffreddamento a liquido un vero e proprio dogma aziendale tanto che ad oggi vanta un parco di sensori termici, sensori di massa, sensori di flusso, sensori di pressione, led, controller RGB, circuiti di potenza e persino BUS dati e schermi OLED dedicati che la rendono l'azienda esponente del mercato di riferimento grazie anche al proprio cavallo di battaglia a nome Aquaero che ha letteralmente spianato la strada all'elettronica a partire dalla quarta generazione presentata ormai quasi otto anni fa.

Se però dal lato del controllo e della programmazione lato "client" Aquacomputer ha sempre tenuto saldamente in mano il pallino della situazione, c'è un aspetto che ormai da diversi mesi chiedeva disperatamente a gran voce un restauro.
Parliamo ovviamente del waterblock per CPU che vedeva l'ormai vetusto Cuplex Kryos arrancare nei confronti della diretta concorrenza sempre più agguerrita ma soprattutto aggiornata sia con le nuove tecnologie di fluidodinamica che di costruzione, le quali grazie allo "skiving" (asportazione mediante raschiatura ndr.) permettono di ricavare sul coldplate matrici dissipanti dal basso coefficiente di resistenza termica, elevata densità lamellare, basso restringimento e quindi elevate portate, fattori che se messi assieme confezionano un grado di performance inarrivabili dalla precedente generazione di waterblock messa all'angolo in alcuni casi persino dai sempre più moderni sistemi AIO muniti delle nuove tecnologie.

La risposta di Aquacomputer a questo arrembaggio prende il nome il Kuplex Kryos NEXT e l'articolo di oggi in anteprima per l'Italia verterà proprio su di lui.

Seguono le specifiche tecniche dichiarate dal costruttore.

aquacomputer
AQUACOMPUTER cuplex kryos NEXT 115* nickel/nickel
Peso ≈400 grammi
Materiali rame, acciaio, nickel, elastomeri
Backplate Acciaio
Rivestimento backplate guaina dielettrica
Oring di tenuta Nitrile NBR 70 / nero
Top rame + nickel
Rivestimento coldplate Nichel
Filettatura raccordi 2x G ¼ inch (DIN ISO 228-1)
Distanza filettature 28mm
Sistema di ritenzione Proprietario
Socket compatibili INTEL:1150, 1151 1155 e 1156
Pasta termoconduttiva di serie Thermal Grizzly Kryonaut ≈0.5gr

cuplex kryos next cu copertina  cuplex kryos next vario ni copertina

 

 


Il confezionamento scelto per il nuovo cavallo di battaglia di casa Aquacomputer propone un approccio piuttosto convenzionale almeno per quanto riguarda la mera parte esterna destinata al trasporto del prodotto. La scatola che avvolge il NEXT è composta da una fodera esterna in cartone sulle cui facciate vengono stampate una foto panoramica del prodotto con sezione a raggi x, il nome dell'azienda, il nome commerciale del waterblock e una breve illustrazione delle caratteristiche a bordo del prodotto come la Vision, la tecnologia Vario per il controllo dell'impronta e la possibilità di rilevare dati funzionali; il tutto ammesso ovviamente che si sia scelta la versione a maggior valore aggiunto.

Mancano le varie informazioni tecniche come i socket supportati, il TDP o i disegni di ingombro tecnico, tutto viene rimandato al cliente o al più al sito internet aziendale; che il prodotto non sia rivolto ai principianti, d'altro canto, è ormai conuscciuto ai più un po come lo sono tutti i prodotti del marchio Aquacomputer che richiedono attenzione sia in fase di acquisto che di installazione.

aquacomputer cuplex kryos next package

 aquacomputer cuplex kryos next package2 aquacomputer cuplex kryos next package3

Aperta la confezione all'interno troveremo il waterblock inserito all'interno di uno strato di PET espanso nero, al suo fianco trovano collocazione tutti gli accessori collaterali che per la versione in esame (115* nickel/nickel) prevedono la fornitura di tutti gli accessori necessari all'installazione del NEXT unicamente per il socket o i socket cui lo stesso è destinato. Come da tradizione della casa tedesca infatti non vengono adottati backplate multisocket o sistemi di ritenzione con slitte mobili, differenziando i prodotti persino all'interno della stessa Intel o AMD, con i waterblock compatibili con socket Intel 115* non installabili su 2011/1366 e vice versa.

 Scendendo quindi nel dettaglio la versione per i socket 115* fornisce al consumatore finale:

  • un backplate in acciaio zincato spessore 0.3
  • una guaina dielettrica di rivestimento per il backplate
  • quattro molle di carico in acciaio nichelato
  • quattro distanziali di ritenzione
  • quattro viti di carico con testa a brugola e sezione fuori standard
  • una chiave a brugola di famosa azienda tedesca(la nostra usag per fare un nome)
  • un tubetto da 0,5 grammi di thermal grizzly
  • una spatola in plastica nera per stendere il composto termico

aquacomputer cuplex kryos bundle

 kuplex kryos next backplate kuplex kryos next screws kuplex kryos thermal grease

Di livello risulta tutta la viteria a corredo, i materiali utilizzati sono decisamente solidi e sebbene non si vada tanto per il sottile con il backplate che prevede una semplice lamiera in acciaio zincata, esso svolge ottimamente il suo compito con una guaina che tra l'altro calza a pennello. Semplice ma come al solito precisa e ben delineata con bordi non taglienti e una praticità non seconda ad altre soluzioni avversarie ben più complesse a causa del supporto multisocket che devono offrire.

 


Come abbiamo già indicato più volte nelle due pagine precedenti il waterblock a nostra disposizione è il Cuplex Kryos NEXT con rivestimento integrale al nichel sia per ciò che concerne la base che per il top, dalla lavorazione rimangono fuori solo le staffe di ritenzione che presentano una lamiera in acciaio INOX nuda e cruda.

Davanti a noi l'ultimo nato di Aquacomputer si presenta nello specifico come un waterblock dal peso complessivo di 400 grammi e dall'estetica e dalla forma sicuramente ricercati; il nichel con lavorazione a specchio fa risaltare in maniera marcata tutto il top che trova un leggero contrasto con i quattro bracci delle staffe utilizzanti una spazzolatura superficiale a cui si accosta un gioco di luci ed ombre date dai quattro angoli arrotondati della sezione superiore facendo segnare, calibro alla mano, dimensioni di 94 x 94 x 22 millimetri; non le più contenute soprattutto per l'altezza ma comunque in piena specifica Intel per la "keep out zone".

aquacomputer cuplex kryos next waterblock

aquacomputer cuplex kryos next waterblock2 aquacomputer cuplex kryos next waterblock4 aquacomputer cuplex kryos next waterblock3

Oltre al rivestimento superficiale in nichel, il top del waterblock prevede diverse indicazioni sia funzionali che estetiche, partendo da queste ultime abbiamo la presenza nella sezione inferiore del nome del modello direttamente inciso in una conca da cui partono due sezioni, inclinate(vedesi prima foto di cui sopra), che vanno a dare spazio ai fori di alimentazione del Kryos NEXT. Su questi dalla parte opposta trova l'indicazione del raccordo di uscita che si colloca, di conseguenza, dal lato più esterno rispetto alla scritta NEXT.

cuplex kryos next logo wb cuplex kryos next logo out

Oltre a ciò, sempre sul parte superiore del Kryos NEXT trovano collocazione due ulteriori serigrafie che riportano il nome della serie di appartenenza oltre alla ormai prestigiosa scritta "made in Germany", in un mondo dell'IT dove ormai tutto è delocalizzato nell'est fa sicuramente piacere continuare a vedere un caposaldo del vecchio continente che continua a produrre in casa dando rilievo alla qualità e alla ricerca che non al mero costo costruttivo.

cuplex kryos wb side cuplex kryos wb side2

Ulteriore punto da annotare risulta la lavorazione e il posizionamento dei fori filettati da 1/4 di pollice passo GAS per i relativi raccordi di connessione, questi oltre ad avere persino una nichelatura all'interno vantano una svasatura di ingresso ed un interasse da centro a centro di ventotto millimetri. Valore che consente di offrire un'ampia compatibilità con praticamente l'intero parco di raccorderia attualmente sul mercato: raccordi a sgancio rapido, 16/13 e sensori di temperatura passanti inclusi, sia per l'in che per l'out.

13/10mm a compressione Sensori di temperatura 1/4" passanti Sganci rapidi koolance QD3
aquacomputer cuplex kryos next fitting aquacomputer cuplex kryos next fitting3 aquacomputer cuplex kryos next fitting2

 

Spostando la nostra attenzione verso la sezione intermedia sui lati del Kryos NEXT trovano spazio le staffe di ritenzione, queste risultano essere formate da due strutture in acciaio inox, spazzolato, con sezione verticale di 2,5 millimetri ed accoppiamento al top effettuato mediante l'ausilio di quattro prigionieri a testa esagonale direttamente incassati sotto il coldplate con trazione opposta a quella effettuata dalle viti di carico. Soluzione tanto semplice quanto efficacie per evitare di applicare forze non volute alla matrice di scambio in rame che potrebbe di conseguenza flettere andando a minare quella che è la planarità della stessa.

cuplex kryos retention cuplex kryos retention2

Interessante risulta notare anche la struttura utilizzata per l'alloggiamento delle molle, al posto di far agire le stesse direttamente sulla staffa di supporto lasciando queste ultime a vista come succede sul 90% delle soluzioni attualmente in commercio; Aquacomputer ha sfruttato l'altezza che separa le staffe dalla scheda madre inserendo dei nottolini fresati al cui interno passa la vite in arrivo dal backplate mentre il bordo esterno mantiene in sede le molle.
Il risultato, una volta tirata la riferma superiore ne è che la molla scompare interamente all'interno del nottolino lasciando dalla parte superiore della staffa solo la testa della vite appena avvitata prendendo praticamente due piccioni, anzi tre, con una fava: estetica, carico uniforme e prestabilito sui quattro punti e riduzione degli ingombri complessivi. chapeau!

cuplex next sockel 115x

Prima e dopo la compressione delle molle, come facilmente visibile le stesse vengono interamente nascoste dai nottolini:

 cuplex kryos spring cuplex kryos spring2

 


 

Scendendo ulteriormente di quota possiamo passare a quello che è il cuore pulsante di tutti i waterblock, per il proprio coldplate il Cuplex Kryos NEXT utilizza una matrice di scambio termico in rame elettrolitico da 2,50 millimetri di spessore interamente rivestita al nichel anche nella parte interna d al fine di assicurare la massima protezione verso i fenomeni di corrosione galvanica qualora si optasse per inserire all'interno del proprio sistema soluzioni ibride realizzate o adottanti parti in alluminio.

Anche in questo caso cosi come per il top la rifinitura risulta a specchio con una planarità che da comparatore centesimale risulta stare nell'ordine dei 7 centesimi di millimetro lungo l'intera superficie di scambio termico, valore di tutto rispetto per un prodotto prettamente commerciale.

aquacoputer cuplex kryos next base2

aquacoputer cuplex kryos next base aquacoputer cuplex kryos next base3

 Come chiaramente visibile dalle foto, la base presenta agli angoli quattro viti in acciaio inox svasate con testa esagonale, queste ancorano il coldplate al monoblocco superiore mantenendo in pressione l'oring di tenuta che assicura una chiusura stagna della camera di scambio termico.

Una volta rimosse, all'interno del waterblock ritroviamo oltre all'array dissipante in se una struttura esagonale superiore in cui è collocato in posizione centrale il jetplate di immissione del liquido, fisso e non intercambiabile, a cui si affianca una ulteriore seconda guarnizione che obbliga il liquido in arrivo ad entrare in un determinata posizione sulla base prima di poter essere scaricato lateralmente e finire cosi nel secondo foro di estrazione del liquido non pressurizzato.
Essenziale risulta quindi, per i motivi appena palesati, rispettare i fori di entrata e di uscita del waterblock pena il netto decadimento delle prestazioni ad impianto in funzione.

cuplex kryos inside cuplex kryos inside jetplate

Passando infine alla matrice di scambio termico vera e propria abbiamo una nichelatura integrale anche delle alette di scambio, queste si presentano come una matrice formata da quattordici righe e otto colonne per un totale di cinquantasei alette dissipanti, diciotto canali di scolo e una camera di raccolta esterna che riporta nella porzione inferiore persino il nome del waterblock nonostante lo stesso sia del tutto invisibile a prodotto montato. Al solito in casa Aquacomputer si cura ogni dettaglio.

aquacomputer kryos next coldplate

 aquacomputer kryos next coldplate2 aquacomputer kryos next coldplate3 aquacomputer kryos next coldplate4

A differenza delle proposte avversarie di recente fabbricazione come l'HeatKiller che utilizzano una matrice lineare, il Kryos NEXT utilizza una struttura dinamica con distanza degli elementi radianti variabile mediante una sequenza di gruppi di quattro all'interno dei quali i singoli elementi di scambio termico si distanziano di 0,10 millimetri:

cuplex kryos next coldplate fins cuplex kryos next coldplate fins2

 mentre la distanza dei canali che intervallano i gruppi di quattro alette sia verticali che orizzontali risulta di 0,15 millimetri:

cuplex kryos next coldplate fins3 cuplex kryos next coldplate fins4

La scelta di tale approccio è sicuramente duplice e vede nella scelta la possibilità di ridurre l'elevato coefficiente di resistenza idraulica a cui si allaccia la possibilità di miscelare i flussi anche all'interno della stessa base(vedesi Enermax con i propri AIO) ottenendo di conseguenza una matrice più gestibile dalla pompe commerciali ma anche molto più efficiente ed efficacie nella distribuzione ed asportazione del calore al suo interno.


Assenti sul nostro esemplare ma in arrivo sull'imminente secondo batch di Kryos NEXT risultano anche le tecnologie VARIO e VISION, si tratta di due nuove porposte del tutto innovative nel settore del watercooling e che troviamo giusto accennare, con la ripromessa di approfondirle in futuro, anche se il nostro waterblock ne è privo a causa dei tempi logistici imposti dalla recensione.

Partendo dalla Vision, essa racchiude dentro di se un intero sistema computazionale basato su architettura a 32bit con potenza persino superiore alla serie Aquaero e che permette di ricavare in tempo reale la temperatura della CPU e del liquido che scorre all'interno del waterblock mostrandole in realtime su uno schermo OLED di 128x64 pixel, il tutto con un ingombro del tutto marginale; soli sei millimetri in più rispetto alla versione in esame su queste pagine.
Se non bastasse mediante una connessione USB o tramite interfaccia Aquabus, il sistema Vision risulta in grado di mostrare sul display informazioni di sistema come carico della CPU, memoria di sistema occupata e temperatura della GPU creando al tempo stesso grafici, curve PWM personalizzate nonchè allarmi; il tutto controllabile da "remoto" mediante il software proprietario Aquasuite già largamente conosciuto dai possessori di Aquaero 5 e 6.

cuplex kryos next controller

cuplex kryos next vario vision ni ni 115x 3

All'architettura Vision si affianca ai top di gamma anche la Vario, si tratta in questo caso di un approccio meccanico alla gestione dell'impronta che permette all'utente di regolare(letteralmente) di alcuni decimi di millimetro l'angolazione della base passando la stessa da concava a convessa, affinchè si abbia un contatto ottimale. La regolazione avviene tramite quattro viti con passo micrometrico che agiscono su altrettanti quattro perni andando a deformare la base in rame sfruttando la capacita di deformazione elastica, e quindi reversibile, del materiale.

L'intento è quello di fornire una soluzione che si adatti in maniera impeccabile alla propria CPU caso per caso delegando all'utente le operazioni di rifinitura, Aquacomputer a tale scopo consiglia l'utilizzo di un programma di stress della CPU come, ad esempio, Prime 95 da affiancare ad un software di monitoraggio dei core. Una volta lanciato il "torture test" si potrà andare ad agire su quelle che sono le regolazioni decimali della base tenendo sotto controllo le temperature dei core per capire se si sta procedendo nella giusta direzione o meno e, se proprio siamo finiti fuori strada, resettare il tutto alle condizioni di fabbrica grazie a dei riferimenti incisi al laser direttamente sulla testa della vite e sul top del waterblock.

L'azienda stima una miglioria che può raggiungere i due gradi celsius con un processore avente TDP di 100W.

cuplex kryos next vario  cuplex kryos next vario detail


I test di portata e il relativo grafico di "pressure drop" sono stati effettuati seguendo la metodologia applica al mondo del water cooling in uso da CT da diversi anni, frutto di una stretta collaborazione tra i maggiori esponenti in materia.
Di seguito viene riportata la tabella inerente la pressione differenziale registrata in ingresso ed uscita del waterblock in funzione della portata; di seguito verranno inoltre proposti i grafici che mettono in risalto il comportamento dell'Aquacomputer Cuplex Kryos NEXT sia da un punto di vista matematico che da quello puramente comparativo nei confronti della diretta concorrenza.

kuplex kryos next pressure data

pressure drop kryos next

Comparazione con prodotti di terzi, testati all'interno dei locali di CT, in funzione della portata espressa in litri/ora(LPM=LiterPerHour).
Curva più bassa ---> Waterblock meno stringente.

pressure comparison

I test termici sono stati affidati alla nuova piattaforma da test utilizzante i carichi sintetici di nuova generazione controllati in maniera del tutto automatica tramite microprocessore a 32bit e controllo in onda quadra.
Ulteriori informazioni possono essere trovati al seguente url: http://www.coolingtechnique.com/guide/metodologie-di-test/992-raffreddamento-arialiquido-ed-extreme-cooling-simulatori-di-carico-revisione-20.html

Le sessioni di test sono state effettuate in ambiente controllato con 1GPM di portata( 227LT/h) e 200CFM sul radiatore spinti con una pressione differenziale di 3mmH2O, tutto il calore generato dal waterblock viene interamente scambiato con l'ambiente; il differenziale (TwbOUT-TwbIN)-(TwbOUT-TradOUT) è stato infatti mantenuto in un delta compreso da 0 e 0,2°C inclusi gli errori strumentali; questo ci permette di valutare il waterblock al netto del radiatore.

AQUACOMPUTER CUPLEX KRYOS NEXT

aquacomputer cuplex kryos nxt CTL

 

T1=Temperatura sorgente
next perf

Comparazione con prodotti di terzi
wb performance gen

Soli waterblocks
wb perf on


Con il nuovo Cuplex Kryos NEXT, Aquacomputer ha finalmente deciso di portare nuova acqua al suo mulino che ormai non poteva più continuare a contare unicamente sul Kryos gen 1 per poter mantenere alta la bandiera aziendale. Il nuovo waterblock arriva in risposta a tutta una serie di avvenimenti che negli ultimi due anni hanno fortemente contribuito a minare le quote di vendita del settore primi fra tutti gli AIO di fascia alta sempre più tecnologici e performanti, la spada di Damocle è poi arrivata dalle aziende concorrenti che hanno iniziato a portare all'utente finale nuove varianti dei propriwb per CPU muniti di coldplate ad alta densità lamellare e basso restringimento; qualità ottenute grazie alla rimozione dei jetplate a ridotta sezione che, se da un lato permettevano di pressurizzare l'acqua in ingresso, dall'altro fungevano da vero e proprio collo di bottiglia per le pompe meno prestazionali.

Non si poteva quindi aspettare ulteriormente e la risposta possiamo dire che è arrivata chiara e decisa, il nuovo Cuplex Kryos NEXT ha infatti tutte le carte in regola per posizionarsi come il nuovo top di gamma di riferimento: materiali di primo livello, assemblaggio al centesimo, prestazioni e davvero tanta ma tanta tecnologia.

Andando per gradi, eccellente è risultata tutta la parte costruttiva con un prodotto solido(parliamo di quasi mezzo kilo di waterblock al netto di raccordi ed acqua), privo di giochi eccessivi e con tolleranze ridotte al minimo che portano ad un accoppiamento dei materiali assolutamente impeccabile; a ciò si affianca una lavorazione estetica al nichel priva di sbavature che oltre a rendere il prodotto appagante per l'occhio facilità a dismisura le operazioni di pulizia sia dallo sporco/polvere che dalla pasta termoconduttiva applicata sulla base. Quest'ultima risulta anch'essa di primo livello grazie alla partnership con la giovane Thermal Grizzly.

Lato meccanico, molto interessante è risultato il sistema di ritenzione che vede una semplice quanto astuta implementazione delle molle che ora scompaiono direttamente all'interno di apposite sedi permettendo di ottenere un risultato estetico eccellente a cui si accoppia una omogeneità di pressione lungo tutta la base grazie ai fine corsa meccanici non manipolabili da parte dell'utente, tutto quello che si dovrà fare sarà semplicemente girare fino a quando la vite ce lo consentirà. A ciò si unisce un'eccellente planarità della base è un'ampia compatibilità con praticamente tutti i raccordi passo GAS 1/4" attualmente presenti sul mercato retail grazie ad un interasse tra il foro di ingresso e quello di uscita di ben ventotto millimetri.

Ago della bilancia nonchè vero e proprio banco di riscontro per i prodotti in analisi sulle pagine di CT sono però le prestazioni e questo Kryos NEXT, sa il fatto suo anche da questo punto di vista.
Le sessioni di pressione differenziale tra l'ingresso e l'uscita del waterblock hanno evidenziato una restrittività nella media o leggermente superiore ad essa, la soluzione di Aquacomputer non è fra le meno esose da questo punto di vista ma i waterblock con jetplate si collocano su ben altri valori ponendo di conseguenza il NEXT come un grosso passo in avanti su questo profilo se venite da generazioni di wb con qualche anno sulle spalle.
Se proprio vogliamo fare un confronto; fino a 200 litri al minuto di portata tutte le soluzioni di recente fabbricazione fanno segnare parametri quasi del tutto similari, i valori ballano nell'ordine dei 0.8/1.0 PSI tra il waterblock più restrittivo e quello meno stressante per la pompa, i discorsi iniziano a cambiare in maniera significativa sopra i 300lt/min con l'heatkiller IV che si riconferma il più parco nei consumi mentre il Kryos NEXT ferma l'ago della bilancia a 420mbar con 3.2PSI di pressione in più rispetto la diretta concorrenza.

Sotto carico termico non abbiamo di nuovo grosse sorprese, i waterblock moderni se correttamente alimentati e dissipati sono ormai ampiamente in grado di gestire qualsiasi potenza utilizzata in ambito IT consumer, il NEXT segna infatti fin da subito eccellenti parametri posizionandosi sino a 90Watts su valori del tutto similari agli avversari mentre ai carichi medi sembra essere in grado di avere quel qualcosa in più che gli permette di staccare tra i 100 e i 150W quel grado Celsius che lo pone di fatto come nuovo waterblock di riferimento del settore. Sopra tali valori entra in gioco verosimilmente la restrittività del waterblock stesso che se da un lato gli consente di strappare quel qualcosa ai bassi e medi carichi dall'altro fa sicuramente scaldare di più la pompa che, di conseguenza, versa in acqua parte del proprio calore. Situazione che con una Sanso a 24volts ha sicuramente i suoi lati negativi e fa perdere di nuovo il boost prestazionale guadagnato in precedenza facendo chiudere il waterblock in esame nuovamente su valori allineati agli attuali riferimenti e quindi, ciò nonostante, di primo livello.

Infine abbiamo il prezzo, l'Aquacomputer Cuplex Kryos nella versione nichel per socket Intel 115* viene attualmente proposto ad un prezzo, IVA inclusa, di 89.90€; cifra non bassa ma che mette nelle mani dell'acquirente un waterblock decisamente ben fatto e robusto oltre che prestazionale.
Sul mercato ci sono sicuramente soluzioni dalle prestazioni molto simili e dal prezzo inferiore, sono negli stessi grafici, ma vi possiamo assicurare che ben poche di queste soluzioni possono vantare la qualità costruttiva e la cura dei dettagli che è presente in questo prodotto; si tratta quindi di waterblock molto performante ma con un rapporto prezzo/prestazioni più sfavorevole di altri, forse non destinato a chi vuole ottenere molto con poco, ma dall'alta qualità e prestazioni e come ben sappiamo la qualità si paga e qui ne abbiamo davvero tanta.

Nome prodotto PRO CONTRO

 

aquacomputer
Cuplex Kryos NEXT



+eccellente qualità costruttiva
+waterblock parecchio solido
+sistema di ritenzione efficacie ma soprattutto intuitivo e parecchio pulito
+esteticamente curato
+interamente rivestito al nichel sia all'esterno che all'interno
+ampia compatibilità con la raccorderia
+pasta termoconduttiva di serie ad elevate prestazioni
+estremamente performante lungo l'intero arco di test con particolare spolvero ai medi carichi

/

Riconoscimento tecnico
Riconoscimento prestazionale
ct gold technical
ct best performance

Si ringrazia AQUACOMPUTER per aver reso possibile la stesura di queste pagine.
Commenti sul forum.