Recensione FSP Aurum Xilenser 500W

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FSP è una realtà abbastanza giovane nel settore dell'IT; attiva dal 1993, grazie ad un eccellente settore di ricerca e sviluppo è cresciuta molto in questi ultimi anni, fino a divenire attualmente la quinta potenza in gioco nel mercato degli alimentatori per computer.
L'azienda nel dettaglio è specializzata nella realizzazione di alimentatori e apparecchiature industriali, di adattatori per portatili, di alimentatori "open frame" ma anche di PSU tradizionali per PC; attualmente la gamma offerta comprende otto famiglie di alimentatori, da quelli di fascia bassa per chi vuole risparmiare qualcosa senza però perdere troppo in qualità, fino ai top di gamma, che vede ad esempio le famiglie Aurum Pro, Aurum 92+ e i più recenti Aurum Xilenser.

Lanciata sul mercato poco più di sei mesi fa, la serie Aurum Xilenser è il primo tentativo di FSP nel campo degli alimentatori fanless, un mercato sempre più popolato di prodotti in grado di attirare una grossa fetta di clientela, dai più incallito del silenzio a chi ha l'esigenza di sistemi ad impatto acustico nullo.

Di questa famiglia fanno parte due prodotti, tutti caratterizzati da un design completamente passivo, certificazione 80Plus Gold, condensatori esclusivamente Giapponesi e da sistemi attivi per il risparmio energetico; sono disponibili in due tagli, da 400W e da 500W in versione modulare.

Nelle prossime pagine andremo ad analizzare in ogni suo dettaglio l' FSP Aurum Xilenser 500W in versione modulare, per scoprine tutti i pregi e difetti, sempre che ne esistano.
Come di consueto, nella seguente tabella riproponiamo tutti i dettagli tecnici come riportati sul sito ufficiale.

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Modello AU-500FL
Efficienza 90%
Voltaggio in ingresso 100 ~ 240Vac
Frequenza 50 ~ 60Hz
PFC PFC Attivo (0.99)
Potenza massima 500W
Protezione da sovracorrente Si
Protezione da sovratensioni Si
Protezione da cortocircuiti Si
Connettore principale 20+4 Pin
Connettore EPS 12V 4+4pin 1
Connettore  4pin Floppy 1
Connettore SATA 5
Connettore 4pin Molex 2
Connettore PCI-E 6+2pin 4
Colore Nero
Ventola No
Rumore 0 dBA
Fattore di forma ATX 12V V2.3 & EPS 12V V2.92
Normative di sicurezza UL/cUL, FCC, CE, GOST, Nemko, CCC, BSMI
Dimensioni (L x W x H) 160 x 150 x 86mm

L'alimentatore viene venduto in una classica confezione di cartone nero con apertura a scrigno, inserita in una sorta di copertina sempre in cartone sulla quale è riportata una grafica semplice ma accattivante, un pò misteriosa; le dimensioni della confezione sono abbondanti e permettono di ospitare con comodità l'alimentatore e gli accessori in dotazione.

Il colore dominante della confezione è il nero, con un bordino di colore oro che percorre tutti i contorni della scatola, a richiamare il nome "Aurum" della serie a cui appartiene questo prodotto; sullo sfondo della copertina si intravede una parte dell'alimentatore, inquadrato nel dettaglio delle griglie di areazione superiori; al centro troviamo quindi la scritta "Aurum Xilenser", con appena sotto il motto "Silence In Gold". Infine su tre dei quattro angoli sono riportati alcuni loghi, tra i quali quello di FSP, della certificazione 80Plus Gold, della garanzia e per finire due che indicano la potenza massima erogabile e il design fanless di questo alimentatore.

box front box left
box right box side

Sul retro della copertina esterna troviamo invece molti dettagli tecnici; sono riportati i grafici dell'efficienza, la lista dei cavi e dei connettori a disposizione con le relative lunghezze, la classica tabellina che indica la corrente e la potenza a disposizione sulle varie linee e altre svariate indicazioni tecniche che caratterizzano questa unità, mentre nell'angolo sono applicati i loghi delle certificazioni di sicurezza e ambientali e il numero di serie del prodotto. 

box rear

Procediamo con l'apertura della confezione; sfilata la scatola dalla copertura esterna, si apre come uno scrigno sollevando con un dito il lato anteriore e di conseguenza quello superiore; l'alimentatore è ben saldo e protetto nella scatola grazie ad una abbondante protezione spugnosa attorno ai tre lati; il cavo da 24pin per la scheda madre è nascosto da una protezione in cartoncino sopra la quale è stata stampata la scritta "Play Nice".

Attorno all'alimentatore è stata fissata una piccola striscia in cartoncino che informa l'utente che l'unità va installata con le freccie di areazione che puntano verso l'alto; ciò permetterà all'aria di sfruttare la convenzione naturale uscendo dall'alto senza ristagnare all'interno dello chassis.

 

box opening box opened

psu protection

Sulla destra dell'alimentatore troviamo tutto il bundle, comodamente racchiuso in una solida scatola di cartoncino nero; in dotazione troviamo:

  1. Quattro viti con pomello nere per l'installazione dell'alimentatore nel case;
  2. Tre fascette con velcro nere per il cable management;
  3. Un adesivo con il logo FSP;
  4. Un libretto d'uso di 27 pagine, in 25 lingue tra le quali l'italiano;
  5. Un breve opuscolo con le informazioni di sicurezza in inglese;
  6. Cavo di alimentazione nero con spina "Schuko";
  7. Quattro gruppi di cavi modulari.

Un bundle non ricchissimo, ma certamente completo e di buona qualità, non è infatti da tutti trovare delle viti con pomello in tinta con l'alimentatore e delle comodossime fascette con velcro. Pecca forse un pò il manuale, un pò troppo stringato e povero di immagini.

 

bundle 1 bundle 2

bundle 3 power cord


Estraiamo finalmente l'alimentatore dalla sua confezione. Colpisce subito la robustezza dei materiali impiegati e la finitura ruvida ed opaca dello chassis, come se fosse ancora grezzo, con un effetto ottenuto davvero molto caratteristico ed a nostro avviso ben riuscito; il colore scuro, forse antracite, aiuta a snellirlo un pò e lo rende più sobrio. Peccato solo per le due parti plastiche dorate sulla parte superiore che in termini di qualità si posizionano uno scalino sotto a quella degli esterni fin qui visti.

psu side 1 psu side 2

 

Notiamo poi la scelta tecnica di FSP per l'areazione di questa unità fanless, basata su ampie griglie disposte su tutti i lati, con l'impiego di fori molto peculiari a forma di freccia.

psu back mesh

Troviamo quindi su uno dei due lati minori la presa per l'alimentazione con a fianco l'interruttore principale, mentre su quello opposto è fissato, nella parte inferiore, il pannello dei cavi modulari con ciascuna connessione opportunamente etichettata per non sbagliare nelle connessioni.

Da notare l'assenza di un led di stato, scelta effettuata nel rispetto delle sempre più stringenti normative ErP (Energy Related Product) Lot 6 2013, che definiscono i consumi degli apparecchi elettrici in standby ( <0.5W in standby).

psu back psu back sleeving

psu cable panel

Infine sul fondo dell'alimentatore, in modo da non dare fastidio visivamente una volta installata l'unità nel proprio sistema, è apposto il classico adesivo con le caratteristiche tecniche e il codice seriale dell'alimentatore.

psu bottom

Le dimensioni dell'unità sono pari a 150x86x160mm mentre il peso complessivo è di circa 1900gr, misure nella norma per questo genere di unità.

Passando al lato tecnico, di seguito sono riportate le tabelle delle potenze e della distribuzione dei carichi tra le due linee da +12V.

 

AC Input 110-240Vac - 50-60Hz
DC Output +3.3V +5V +12V1 +12V2 -12V +5Vsb
Max Output Current 20A 20A 22A 22A 0.3A 2.5A
Max Combined Power 100W 492W 16.1W
Total power 500W

 

Distribuzione della potenza
12V1 ATX, CPU1, Periferiche
12V2 CPU2, PCI-E1, PCI-E2

 

Le linee da +12V sono due e possono erogare fino a 22A ciascuna, per una potenza massima teorica di 528W, mentre la loro combinazione riesce a gestire carichi fino a 492W, praticamente quasi tutta la potenza erogabile dall'alimentatore; le linee +3.3V e +5V sono certificate per 20A ciascuna, con una potenza massima combinata pari a 100W, più che sufficiente per i moderni sistemi.

Questo alimentatore impiega la tecnologia DC-to-DC per le tensioni minori e questo spiega la cosi alta potenza erogabile dalle linee +12V rispetto alla potenza massima dell'unità.

La distribuzione dei carichi tra le due linee è ben oculata: dal momento che il connettore EPS può assorbire molta corrente, FSP ha deciso di dividere il suo carico tra le due linee, ottenendo in questo modo un buon bilanciamento.

L'FSP Aurum Xilenser rispetta i requisiti per la certificazione 80Plus Gold, con una efficienza energetica dichiarata dalla casa molto alta con punte superiori al 90%, ottenuta anche per mezzo di un PFC attivo con fattore 0.99; grazie a questa caratteristica e ad un efficiente sistema di dissipazione passivo, l'unità mantiene temperature interne contenute in assoluto silenzio; da notare però che la casa non dichiara nessuna temperatura massima di esercizio.

A sicurezza del sistema in cui l'alimentatore è installato e dell'unità stessa non è stata tralasciata alcuna protezione; troviamo quindi OVP (Over Voltage Protection), OCP (Over Corrent Protection), UVP (Under Voltage Protection), SCP (Short Circuit Protection), OPP (Over Power Protection) e infine OTP (Over Temperature Protection); più di cosi proprio non si può fare.


Il FSP Aurum Xilenser 500W arrivato nei nostri locali è in versione modulare; solo il connettore per la scheda madre è fisso, mentre tutti gli altri cablaggi sono modulari, con le relative connessioni raggruppate nel pannello posto appena sotto il cavo principale da 24pin.

Nella seguente tabella sono riportati tutti i cavi e connettori a disposizione, con le relative lunghezze.

Cavi e connessioni
Principale 24pin 1x 550mm fisso
ATX12V/EPS12V 4+4pin 1x 650mm modulare
PCI-E 2x 6+2pin
2x 550mm-100mm modulare
Cavo 3x SATA 1x 550mm-155mm-155mm modulare
Cavo 2x Molex + 1x SATA 2x 550mm-155mm-155mm modulare
Adattatore Molex-FDD 1x 150mm

 

Nel complesso la dotazione di cavi e connettori è sufficiente; si hanno a disposizione infatti 5 connessioni SATA e 4 PCI-Express da 6+2pin per configurazioni multi-gpu; sono quattro invece i classici Molex da 4pin, una quantità forse non eccezionale considerato che possono tornare sempre utili per alimentare, ad esempio, ventole o periferiche extra.

La lunghezza dei cavi è buona, sufficiente anche per i case un pò più grandi; il cavo per la scheda madre è lungo 550mm,  mentre quello ATX12V/EPS12V da 4+4pin circa 650mm.

I due cavi PCI-Express sono lunghi circa 650mm, con il primo connettore a 550mm e il secondo distante 100mm dal primo, distanza un pò troppo limitata. Non è così invece per gli altri cavi, per i quali i vari connettori sono distanzati di circa 155mm, un buon valore che rispetta le raccomandazioni delle specifiche ATX.

Nulla da ridire sulla qualità di tutti connettori, che sono privi di sbavature e si incastrano alla perfezione tra di loro; unico piccolo neo sta forse nella leggera difficoltà che si incontra nell'estrarre i cavi modulari dal pannello.

Notiamo infine che tutti i cavi sono 18AWG (ad eccezione dei due cavi +12V1 e +12V2 del connettore ATX da ben 16AWG), dimensione corretta per le potenze in gioco.

Arriviamo quindi allo sleeving dei cavi; FSP qui ha adotatto una soluzione un pò particolare per mezzo della quale tutti i cavi modulari non sono rotondi come di consuetudine, ma rimangono piatti; il "Low Profile Flat Cabling System", come definito dalla casa stessa, permette di ottimizzare i flussi d'aria all'interno del proprio case e di ottenere una integrazione più pulita.

Questo risultato è stato ottenuto grazie all'impiego di calze in gomma nera su tutti i cavi, ad eccezione del cavo principale da 24pin che utilizza uno sleeving tradizionale in nylon. L'idea è interessante, ma la realizzazione forse un pò meno; lo sleeving non copre interamente i cavi ma lascia sistematicamente scoperti circa 20mm di cavo (come in moltissimi altri alimentatori d'altronde) ed inoltre il termorestringente impiegato non è stato ben stretto e lo si può scalzare dalla sua posizione con facilità, come si nota dalle seguenti immagini.

sleeving 1 sleeving 2

sleeving sata sleeving length

 Quest'ultimo dettaglio lo si può notare molto bene anche sul cavo da 24pin, all'altezza dello chassis, dove il termorestringente è molto lasco.

 

psu back sleeving

C'è poi da discutere sulla rigidezza dei cavi così inguainati, perchè risultano decisamente meno flessibili rispetto ad uno sleeving tradizionale, permettendo così delle curve meno strette, a tutto svantaggio dell'integrazione nel sistema e del cable management; d'altronde o si ha la botte piena o la moglie ubriaca.

 

cable curve

 

Nelle prossime pagine andremo ad analizzare nel dettaglio l'interno dell'alimentatore e la sua componentistica; per accedervi è necessario rimuovere sei piccole viti a stella che tengono unite la cover superiore alla base dell'unità stessa; ricordiamo che questa operazione invalida la copertura di garanzia ed infatti una delle viti è coperta dal classico adesivo anti intrusione.

psu screw psu opened

 Ecco come si presenta all'interno l'alimentatore.

psu inside top

Il PCB a prima vista è affollato da molti componenti e da dissipatori di generose dimensioni; troviamo quattro classici corpi alettati neri a raffreddare i componenti del primario (tutti quelli che stanno a monte del trasformatore) e tre più piccoli sul secondario, posti appena dopo il trasformatore.

Il design del circuito è moderno e ben studiato: sul lato primario è impiegato un circuito di APFC (Active Power Factor Correction) seguito da un convertitore di tipo LLC, mentre sul secondario troviamo un design a rettificazione sincrona con l'uso di mosfet e tecnologia DC-DC per la generazione delle tensioni minori.

Prima di entrare nel dettaglio, nella prossima foto sono evidenziate le diverse sezioni dell'alimentatore.

psu schema

Il percorso seguito dalla corrente è il seguente:

  1. Filtro EMI
  2. Rettificatore
  3. APFC
  4. Switcher primari
  5. Trasformatore
  6. Rettificatori secondari
  7. DC-DC
  8. Controller LLC

Il filtro EMI è completo e di buon livello; come in altri alimentatori di fascia alta è stato suddiviso in due sezioni: comincia direttamente sulla presa AC, con due condensatori di classe Y e uno X, con annessa resistenza di scarico, e continua sul PCB, dove troviamo un MOV, due induttanze di modo comune, due condensatori Y e uno X. Non manca infine il fusibile ed un termistore con relativo relay per staccarlo e farlo raffreddare ad alimentatore acceso.

psu plug filter psu emi filter 2

A seguire troviamo lo stadio di rettificazione, composto da un singolo ponte raddrizzatore opportunamente raffreddato da un generoso dissipatore; il componente è siglato LL25XB60 ed è in grado di gestire fino a 600V e 25A.

psu rect

Lo stadio successivo è il sistema di controllo di potenza (PFC); la sezione è composta da ben tre transistor (contro i due classici) e da un diodo, tutti opportunamente dissipati, seguiti da una generosa induttanza; i due condenstori in parallelo sono dei Matsushita (Panasonic) di qualità industriale, con temperatura massima d'esercizio di 105°C capacità pari a 220uF (440uF in totale).

psu pfc psu pfc trans

psu primary cap detail

In questa sezione troviamo inoltre le due schede di controllo PFC e LLC, in posizione verticale; la prima (visibile in parte nella prima foto a sinistra in alto, appena dietro l'induttanza) è siglata NCP1654B, la seconda è una Champion CM6901T2X.

psu llc

Infine, nascosti purtroppo dietro i condensatori, sono installati i due transistor di switching, in configurazione half-bridge, che servono ad innalzare frequenza della tensione di alimentazione a diverse decine di KHz.

psu primary cap

La tensione in uscita dai transistor viene quindi abbassata dai circa 300V ai 12V necessari in uscita; in questa unità è stato impiegato un convertitore risonante LLC; sono impiegati quindi due condensatori (in azzurro), una induttanza (sulla sinistra) con opportuno dissipatore e il solito trasformatore primario; non manca il secondo trasformatore più piccolo, per la generazione dei 5V di standby con il relativo controller PWM.

psu transformer

Si passa ora al secondario, dove sono impiegati quattro mosfet per raddrizzare la tensione, due per canale, siglati Infineon IPD036N04L; questi sono saldati sul retro del PCB e sono raffreddati tramite tre dissipatori in alluminio e attraverso il case stesso dell'unità, con l'impiego di pad termici per ottimizzare il contatto, ricordiamo a tal proposito che l'alimentatore è interamente passivo.

psu secondary trans thermic pad

 

Lo stadio finale di filtraggio utilizzata numerosi condensatori, alcuni a stato solido, altri elettrolitici, ancora una volta di casa Nippon Chemi-Con.

psu secondary cap

Come già sottolineato, per la generazione delle linee minori viene sfruttata la tecnologia DC-DC; il convertitore è installato su una piccola scheda verticale, ed è protetto da due generose placce metalliche per ridurre le interferenze elettromagnetiche ed in parte anche per dissipare i convertitori; da notare la presenza di due cavi che collegano il PCB con questa scheda, forse per riuscire a supportare tutti i 100W erogabili dall'alimentatore sulle linee minori.

psu dc2dc

Tutte le protezioni offerte da questo alimentatore sono installate su una grossa scheda verticale, con sigla GR8323N; notiamo il sensore di temperatura collegato alla scheda in questione e fissato ai dissipatori dei mosfet del secondario.

psu protection board

Analizzando infine il retro del PCB, possiamo dire che la qualità delle saldature è generalmente molto buona, a parte un paio di imprecisioni e qualche zona con forse un pò troppo materiale in eccesso. Anche il design del circuito sembra molto buono nonostante la quantità di componenti impiegati, e questo lo si può dedurre dall'ordine e dalla pulizia di questa zona dell'alimentatore.

Nel dettaglio finale è inquadrato un piccolo integrato deputato alla riduzione dei consumi dell'alimentatore quando è in standby.

psu pcb back psu pcb back detail
psu IC6

Uno dei principali punti di forza di questo alimentatore per non dire vero e proprio cavallo di battaglia, è indubbiamente la realizzazione del sistema dissipante passivo; per arrivare a tale risultato FSP ha dovuto impiegare diverse soluzioni dissipanti collocate, come visto in precedenza, in appositi punti strategici dell'Aurum in oggetto.
Ciò è stato reso possibile mediante l'adozione di dissipatori monoblocco in alluminio da 65 millimetri di altezza, caratterizzati da un ingente buffer in grado di gestire i carichi termici in arrivo dalle fasi di alimentazione innalzando la propria temperatura senza fornire, al contempo, continui sbalzi termici dovuti all'entrata in funzione dell'eventuale ventola.
Particolari delle soluzioni dissipanti su rettificatore e PFC:

dissi top dissi rectifier

Piuttosto interessante in questo caso risulta notare la generosa superficie di interscambio lasciata tra una aletta dissipante e l'altra che posiziona l'FPI(fins per inch) su valori decisamente bassi, ciò comporta un bassissimo coefficiente di attrito aerodinamico che permette di sfrutturare l'areazione del case in arrivo dai flussi frontali o, nel caso questa sia assente, persino la naturale convezione dell'aria che come risaputo una volta riscaldata si sposta dal basso verso l'alto.

dissi measure 2 dissi measure 3

Impeccabile risulta anche l'installazione delle soluzioni dissipanti, dissaldati gli appositi pin dal PCB e rimosse le viti di ritenzione che ancorano l'elettronica al dissipatore possiamo notare un generoso utilizzo di pasta termoconduttiva al silicone su tutti gli elementi che generano calore e ,li dove non è presente la pasta termoconduttiva a causa della non linearità del componente, FSP adotta dei pad termici posti sia sui dissipatori che direttamente sulla lamiera esterna della PSU che funge essa stessa da buffer di controllo in caso di temperature ambiente elevate.
Dissipatori sui transistor del secondario e saldature:

dissi secondary trans dissi soldered

Pasta termoconduttiva al silicone e pad termici impiegati, si noti l'ottima bontà del pad che nonostante lo spessore ridotto prende perfettamente la forma del circuito dissipato.


dissi detail dissi detail 2

 

 

 


La fase di test dello FSP Aurum Xilenser 500W ha previsto l'impiego della piattaforma di test del laboratorio di Hwtechnique.com; la configurazione prevede:

  1. CPU Intel Core i7 2600K @ 4300MHz, 1.200V
  2. Scheda madre Asrock Z68 Extreme4 Gen3
  3. Ram Avexir Core Series 4x4GB @ 2133MHz
  4. Scheda video Nvidia GTX 275 AMP! Ed.
  5. Scheda video Nvidia GTS 250
  6. SSD Crucial M4 128GB

Il test consiste nel misurare le tensioni erogate dalle linee +12V, +5V e +3.3V al variare della potenza richiesta dal sistema per valutarne l'andamento; i dati sono raccolti tramite l'impiego di un multimetro digitale.

Per variare la potenza richiesta sono stati sfruttati alcuni noti software di stress della CPU e della GPU; la misura reale del carico di lavoro è stata ottenuta tramite wattmetro digitale da muro.

Le misure sono state ripetute tre volte al fine di ridurre possibili errori di misurazione; il valore finale è la media aritmetica delle letture effettuate.

In tabella sono raccolti i dati ottenuti:

  +12V +5V +3.3V
85W 12.13V 5.07V 3.35V
180W 12.14V 5.07V 3.35V
250W 12.14V 5.07V 3.35V
360W 12.16V 5.07V 3.35V
400W 12.14V 5.06V 3.35V

 

Sono stati inoltre rilevati i seguenti consumi a sistema spento:

  Corrente di drain
Potenza +12V +5V +3.3V
Spento - 0 0.015A 0.5W 0.01V 0.0V 0.0V
Spento - 1 0.065A 0.5W 0.01V 0.0V 0.0V

 

Dai dati raccolti emerge che la qualità e la stabilità dei voltaggi erogati è davvero molto buona; abbiamo rilevato un andamento pressochè costante su tutte le linee, a partire da carichi minimi fini ad arrivare ad oltre 400W; tutti i valori rilevati sono ampiamente entro i limiti stabiliti dalle specifiche ATX per gli alimentatori.

Purtroppo non siamo riusciti a testare l'alimentatore sotto i 50W dato che l'unità è protetta contro i carichi troppo bassi, per evitare problemi con i finali.

Una nota positiva riguarda i consumi con alimentatore in standby, sui quali FSP ha lavorato molto bene; questi sono risultati davvero molto contenuti, con picchi di circa 0.5W sia ad interruttore aperto che chiuso, a tutto vantaggio del portafoglio e dell'ambiente.

Passando infine alla valutazione dell'efficienza energetica, ricordiamo che a valori alti corrisponde una minore quantità di energia dissipata in calore dai componenti; dato quindi il design fanless di questa unità e la certificazione 80Plus Gold ottenuta, ci aspettiamo in questo campo dal FSP Aurum Xilenser 500W dei valori molto alti. Ed effettivamente è così: l'efficienza media calcolata sull'arco 100W-500W  è pari a circa il 91%, con punte di quasi il 92% a metà carico; valori molto vicini a quelli di altri alimentatori top di gamma con certificazione 80Plus di livello superiore.
Nella seguente tabella sono riportati i valori d'efficienza al variare della potenza.

Potenza Efficienza
100W 89.80
250W 91.68
400W 91.30
500W 90.45

FSP conferma con questo alimentatore di volersi candidare tra i principali produttori di PSU; da questa analisi è emerso che l'Aurum Xilenser 500W è certamente un alimentore di ottima qualità, che riesce a coniugare un look molto particolare ad eccellenti doti tecniche e una configurazione fanless, compito di sicuro non da poco.

L'unità è tecnicamente ben progettata e realizzata, con un PCB affollato di componenti ma comunque molto ordinato e con saldature quasi impeccabili; il design dell'alimentatore è moderno, con l'impiego di un circuito di APFC, convertitore di tipo LLC, rettificazione sincrona, tecnologia DC-DC e ogni sorta di protezione; tutti i componenti impiegati sono inoltre di buon livello e dimensionati correttamente (se non sovradimensionati) rispetto alle potenze in gioco, a tutto vantaggio dell'efficienza energetica che raggiunge punte superiori al 90%, e delle tensioni in uscita che sono risultate dai test molto stabili su tutto l'arco della potenza erogabile.

Da non dimenticare inoltre che si tratta di un alimentatore fanless, un design forse ancora poco preso in considerazione dalle varie case costruttrici, che lo rende davvero un prodotto molto appetibile per chi è sensibile al rumore o, ancora di più, per gli ambienti lavorativi come laboratori o studi musicali dove il silenzio è un fattore critico.

Tutto questo supportato da cablaggio modulare, ad esclusione del cavo da 24pin, e da un discreto assortimento di cavi, dal profilo piatto per ottimizzare i flussi d'aria all'interno del proprio case.

Peccato solo per alcuni dettagli, come ad esempio lo sleeve in gomma realizzato in modo approssimativo e che rende troppo rigidi i cavi, la limitata distanza tra due connettori PCI-Express successivi di solo 100mm, o la presenza di quattro Molex, un pò pochini forse per i sistemi più complessi.

Alla data di questo articolo, il prezzo di vendita consigliato per il FSP Aurum Xilenser 500W è di 156€, una richiesta forse leggermente eccessiva per un alimentatore che, seppur di ottima qualità, è da "soli" 500W; c'è tuttavia da tenere in considerazione il valore aggiunto del fanless e dell'ottimizzazione dei flussi all'inntero del case che, per chi ricerca il silenzio, è sicuramente una manna dal cielo a prescindere dal costo sopra la media per alimentatori di pari potenza ma con dissipazione attiva.

Nome Prodotto PRO CONTRO EVENTUALI AWARD

FSP Aurum Xilenser 500W

+ Ottime saldature

+ Componenistica interna di alto livello

+ Design tecnico moderno

+ Certficato 80Plus Gold, alta efficienza energetica

+ Tensioni molto stabili

+ Bassi consumi in standby

+ Efficienza elevata

+ Cablaggio modulare

+ Quattro connettori PCI-E 6+2pin

+ Cavi piatti per la massima areazione

+ Interamente Fanless

- Guaina rigida

- Termorestringente non sempre ottimale

- Connettori PCI-E che potrebbero dare problemi su form factor E-ATX data la vicinanza

 HWT award 04

 

Si ringrazia FSP Italia e IDP srl per il prodotto oggetto dell'analisi odierna.

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