
Il mondo dei radiatori applicati al liquid cooling è ormai in continua evoluzione e sempre più si contano i modelli che i brand introducono sul mercato senza esclusione di colpi.
Questo è dovuto alla continua ricerca di nuovi potenziali acquirenti al fine di accaparrarsi sempre più maggiori percentuali del mercato che si rivolge ad un marchio piuttosto che ad un'altro.
Per far ciò gli strumenti a disposizione delle aziende sono molteplici: dalle features introdotte su specifici modelli, ai materiali utilizzati, alla verniciatura sino ad arrivare al prezzo di vendita; vera e propria discrimante per alcuni utenti su cui basare l'acquisto di taluni prodotti.
Nel corso degli ultimi anni con l'avvento dei paesi emergenti e delle nuove case più agguerrite che mai; i costruttori, che già lavoravano nel campo, sono stati costretti a ricorrere ad una politica fortemente concorrenziale smettendo di produrre internamente e dando in appalto, in larga parte, la produzione dei radiatori ad aziende collocate in nazioni in cui è risaputo costare meno la fabbricazione, sia in termini di materiale che in termini di costo produttivo vero e proprio.
Questo, sebbene i disegni forniti arrivino sempre dai produttori originari e dai loro centri di ricerca, ha portato una calo nella qualità dei prodotti e soprattutto nei controlli di qualità (il famoso "quality control") che sono praticamente del tutto o quasi spariti dalla linea di produzione, quasi fossero un optional di cui il produttore può farne a meno.
Quest'oggi riteniamo opportuno rivelare alla comunità del liquid cooling un fenomeno che decisamente non tiene conto della buona fede del consumatore finale che, incurante delle strategie economiche presenti dietro il suo radiatore nuovo di zecca, spende i propri soldi pur non sapendo dei macroscopici difetti di conformità che affligono, se non tutti, buona parte dei radiatori presenti sul mercato.
Teniamo a precisare, prima di addentrarci ulteriormente nell'argomento, che con questo articolo coolingtechnique.com non vuole scagliare le pietre contro un marchio in particolare, al contrario non si vuole additare nessuno ne benchè meno criticare ma si vuole portare alla luce degli occhi degli utenti, quello che centinaia di testate giornalistiche, forse, non conoscono e che presunti tester ignorano pur avendo dati chiari a loro disponibilità.
Coolingtechnique.com non è un semplice sito di reviews lato cooling e pertanto ritroviamo politicamente ed eticamente scorretto approfittarsi degli utenti che ci permettono, grazie ai loro soldi, di portare a casa la pagnotta ogni mese a noi e alle persone presenti nel campo in tutti i suoi aspetti.
Giungiamo quindi ai fatti.
Oltre otto mesi fa, una casa tutt'ora presente nel mondo del liquid cooling ci mette al corrente, mediante email e comunicazioni tramite messaggistica istantanea, di un difetto di costruzione(non di progettazione) di parecchi modelli di radiatori venduti ed attualmente in vendita, sotto i marchi di diversi brand.
Quello che molti di voi non sanno è che, nonostante siano presenti decine e decine di case che rivendono sotto i propri loghi i prodotti del loro catalogo, chi produce i radiatori che in questo istante avete a pochi metri di distanza all'interno del vostro impianto a liquido, sono tre/quattro aziende(di cui non faremo i nomi per rispetto della privacy) che ricevono i disegni dai vari progettisti, producono i radiatori secondo tali specifiche e li rispediscono al mittente che poi provvederà a rimarchiarli e a venderli secondo la propria rete di vendita che, in Europa, è quasi interamente centralizzata ad un unico distributore presente con la sua filiale in diversi paesi dell'Unione Europea.
L'esternare il lavoro ad aziende terze che producono con costi bassi, permette quindi di immettere sul mercato un radiatore dal prezzo competitivo e dalle caratteristiche interessanti; si ottiene cosi una gamma che può competere anche con i produttori emergenti, i quali grazie ai bassi costi di realizzazione metterebbero in difficoltà chi produce i radiatori in paesi dove i costi di produzione sono più elevati.
Purtroppo per loro, o meglio purtroppo per gli utenti, questa politica improntata unicamente ad abbassare i costi, ha portato al verificarsi di un difetto costruttivo grossolano all'interno dei radiatori presente ormai da parecchi anni; i brand infatti non preoccupandosi degli standard qualitativi tanto decantati, hanno ignorato il problema certi che l'utente non lo avrebbe scovato poichè interno e quindi ovviamente non visibile....se volessimo dirla in termini più spicci la politica portata avanti in questi anni è stata letteralmente : "occhio non vede cuore non duole".
















